(LU-Camaiore) METATO DI CAMAIORE-MONTE PRANA
Loc. di partenza: METATO DI CAMAIORE (LU) (408m)
Loc. di arrivo: MONTE PRANA (1221m)
Dislivello mt.: 813m
Tempo totale: 5h 20'
Difficoltà: E
Punti d'appoggio: Metato – Baita Barsi (865m, non si trova nell’itinerario descritto, ma a circa 300m dal bivio tra il sentiero 102 e 112 come indicato nella descrizione del percorso)
Rifornimento acqua: Metato – fonte lungo il percorso – Baita Barsi
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 104
Tipologia tracciato: ND
DATA ESCURSIONE: 22/03/2008


Qui un approfondimento sul Monte Prana.

Superato Camaiore e Vado, in direzione Lombrici e Casoli troviamo sulla destra la deviazione per Metato che, con 3,3 Km di tornanti, ci porta al paesino. La strada finisce in una piazzetta (Fratelli Ceragioli) dove c’è la fermata dell’autobus ed un parcheggio abbastanza capiente. Parcheggiamo l’auto e prendiamo subito a destra dove troviamo un tabellone che dà informazioni sulla Traversata delle Frazioni Camaioresi.
Saliamo un centinaio di metri e troviamo un’indicazione del sentiero 104 (quello che dobbiamo percorrere) che fa entrare nel paesino, fa costeggiare la chiesa con un bel campanile e dopo cento metri dalla chiesa fa deviare in alto a sinistra in prossimità di una croce votiva, con lapide del 1865 che concede indulgenza al viandante che fa atto di contrizione.
In realtà mancano i segni bianco-rossi e quelli bianco-gialli dell’itinerario camaiorese inducono in errore.
Consigliamo di fare una visita al paese al ritorno e di continuare a seguire lo stradello di cemento in rapida salita; comunque in cinque minuti il percorso reale del sentiero viene a fondersi con lo stradello.
In primavera c’è una grande fioritura di narcisi e di anemoni stellati sul pendio che costeggia il sentiero.
In dieci minuti entriamo in un castagneto non molto fitto e molto pulito, e, poco dopo, il sentiero bianco-giallo ci lascia deviando sulla sinistra.
Dopo 25’ a sinistra troviamo un abbeveratoio: infatti la zona è ricca di acqua.
In pochi minuti troviamo, su una deviazione a destra, una casa abitata, mentre il sentiero sale a sinistra ripidamente.
Trascorsi 35’, fiancheggiamo un’altra casa con un fienile dai i tetti molto spioventi: lungo il percorso ne vedremo altri.
Continuando, troviamo casali in ristrutturazione ed un gruppo di diverse abitazioni, presumo saltuariamente abitate: questo piccolo abitato si chiama Casette (621m).
Dopo 45’ la visuale si apre sul mare, su Camaiore e sul lago di Massaciuccoli. La zona è molto terrazzata e sono presenti i tipici covoni di fieno conici dell’alta Versilia.
In prossimità di un altro gruppo di abitazioni, che abbiamo di fronte, lo stradello sale ancora a sinistra. Continuiamo a salire avendo di fronte il monte Gabberi ed il Prana da parti opposte; a tratti lo stradello non è più cementato, poi entra in un boschetto.
Finalmente dopo 1h 05’ lasciamo lo stradello.
Occorre fare attenzione perchè i segni sono estremamente carenti: la strada continua verso un’abitazione privata noi invece, pochi metri prima di essa, dobbiamo curvare a sinistra per una mulattiera su cui troviamo rari segni sulle pietre (non è possibile sbagliarsi anche perchè lo stradello in questo tratto raggiunge la sua massima ripidità e subito dopo si accede al sentiero-mulattiera, ma un cartello indicatore sarebbe utile).
In breve la mulattiera sale all’aperto, permettendoci di godere di una bella vista sul mare, e dopo pochi minuti di ripida salita la lasciamo continuare in un boschetto, e deviamo a sinistra, per un sentiero dal fondo argilloso che si trova sulla dorsale del Monte Ciurlaglia.
Questa è una bella piana a circa 850m, in primavera fiorita a crochi ed in estate piena di felci.
Da qua si vede di fronte il Prana con la sua croce ed a destra il mare.
Poco dopo il sentiero entra in un boschetto: sono passate 1h 20’ dalla partenza. Dopo cinque minuti troviamo una canaletta da cui sgorga acqua corrente.
In breve il bosco termina ed il panorama si apre (da sinistra a destra) sul Matanna, sul monte Croce e sul Piglione (in secondo piano il gruppo delle Panie), e vediamo chiaramente in lontananza un grosso edificio: è il rudere della chiesetta di Campo all’Orzo.
Il sentiero adesso costeggia le pendici del monte Prana in leggera salita, poi entra in un boschetto.
In pochi minuti attraversiamo una recinzione, e qua dobbiamo fare attenzione perchè il sentiero non è segnato, anche se non è difficile ritrovarlo.
Infatti cento metri dopo il passaggio dalla recinzione le tracce di sentiero portano in avanti (al bivio tra il sentiero 112 che scende Trescolli ed il 102 che va alla foce del Termine, nei pressi ben indicato si trova il Rifugio Barsi), mentre noi dobbiamo salire invece per la deviazione a destra e subito di nuovo a destra dove ricominciamo a vedere i segni.
D’altra parte il monte Prana è di fronte a noi e non possiamo sbagliare.
È passata 1h 45’ ed iniziamo la salita finale tra eriche, felci, ginestre e radi boschetti: il sentiero è intagliato nel terreno argilloso.
Dopo 20’ troviamo dei segni di sentiero verso sinistra che naturalmente trascuriamo.
A 2h 10’ dalla partenza arriviamo ad un recinzione che si estende per tutto il monte e che attraversiamo portandoci nel versante verso mare che oggi è piuttosto ventoso. Il sentiero adesso è sulla roccia ed in 10’ entriamo in una valle da cui si vede la croce della vetta.
Questa valle in estate è ricca di cardi e di api ed è possibile fare delle belle fotografie degli insetti intenti al loro lavoro di impollinatori.
Il sentiero ci porta sul crinale da cui ammiriamo la veduta del mare ed un impressionante paesaggio carsico ed in 10’ siamo sulla vetta.
Abbiamo impiegato 2h 35’. Buona la vista anche se oggi la giornata non è delle migliori. Rimaniamo in vetta una decina di minuti poi scendiamo per lo stesso itinerario.
In 45’ siamo al bivio mal segnato ed in 1h 25’ all’inizio dello stradello di cemento. Arriviamo all’auto in 2h 30’. Quindi in totale 5h 20’, comprese le soste.
4.620.362
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