DATA ESCURSIONE: 12/03/2017
Lasciamo l'auto lungo la strada e ci dirigiamo verso la chiesa intitolata a S. Maria Assunta (XVII secolo) che si trova all'inizio del paese. Qua inizia il sentiero 117 e qua iniziamo a prendere i tempi.
Il sentiero 117 è diretto a Collemezzana, alla Foce di Valli e prosegue per il Rifugio Rossi.
La nostra intenzione è di arrivare a Collemezzana da cui saliremo alla Fania con il sentiero 124. Qua con un sentiero non numerato recupereremo il 122 al Monte alla Tana, proseguiremo fino a Pruno da cui, con un tratto SAV, torneremo a Cardoso.
L'inizio del sentiero è ben segnato, passiamo sotto un arco, poi il sentiero diventa un ripido cementato con le case sulla destra.
Il cementato lascia poi il posto alla mulattiera e il panorama si apre sul Procinto e sul Nona. Seguono alcuni tratti più ripidi, con un paio di attraversamenti su tavole di un modesto fosso. In questo tratto ci sono molte fioriture di Pervinca e di Arabis alpina.
A 7' siamo presso alcune case, poi alcuni ruderi. A 13' siamo sulla strada asfaltata per l' Orzale, che trascuriamo seguendo il sentiero verso sinistra che diventa un ampio stradello nel bosco. Abbiamo sotto di noi, sulla sinistra, le cave della locale Pietra di Cardoso (una apprezzata arenaria metamorfica), poste sotto il borgo di Pruno che scorgiamo sopra le cave, con dietro il Monte Alto.
A 20' arriviamo a un bivio: a sinistra ci sono le indicazioni del sentiero SAV per il Mulino del Frate e Pruno che percorreremo al ritorno. Noi prendiamo verso destra per le case di Orzale.
Il sentiero diventa molto ameno, con bella vista, in particolare sul Forato. A 26' arriviamo al gruppo di case di Orzale (fontana) dove arriva la strada asfaltata da Cardoso. Qua inizia, a sinistra, un sentiero didattico diretto a Pruno detto "Sentiero della Castagna". Invece il nostro sentiero devia decisamente a destra, senza entrare nel borgo (seguire le indicazioni per il Santuario).
E' un ampio stradello, panoramico sui monti circostanti, dalla Pania della Croce fino al Matanna.
A 30’ siamo a un bivio presso un gruppo di ruderi: con segni bianco-rossi e segni verdi, il sentiero 117 prosegue in salita verso sinistra, mentre sulla destra continua il sentiero per il santuario di San Leonardo.
Saliamo per ripidi tornanti e a 34' siamo a una marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio.
Salendo scorgiamo anche il lontano Santuario e godiamo di bella vista su Procinto e Forato.
A 45' siamo alla Marginetta di Colle di Fondo (icona trafugata), qua c’è una deviazione a sinistra per Pruno e per la cascata dell'Acquapendente. Subito dopo la marginetta c'è una fonte.
Proseguiamo per il sentiero 117, con salita e tratti di falsopiano, con diversi ruderi e bella vista su Forato e Cresta Pulita.
Poi a 01h 13' arriviamo a un guado (Fosso Capriolo di Cerageta), cambiamo versante e prendiamo a salire più ripidamente.
A 01h 26' siamo nei pressi di un rudere, da cui la salita si fa ancora più ripida, la traccia del sentiero è evidente ma non ci sono tanti segni.
La parte finale è in un rimboschimento a conifere e dopo un tratto scalinato, a 01h 45', siamo a Collemezzana.
Questo è un gruppo di case, alcune restaurate, in posizione panoramica sulla Pania (presente fonte). Adesso è saltuariamente abitato, ma in passato qua vivevano alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo il mitico Angiolo Bartolucci (1871-1945), detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati. In seguito la tradizione di ospitalità di Angiolo fu portata avanti dal nipote Agostino, morto nel 2006. Oggi sulla loro casa ci sono le loro fotografie con la mitica conchiglia che serviva al Nonno per annunciare agli escursionisti l’arrivo del maltempo.
Lasciamo il sentiero 117 che sale a Foce di Valli e seguiamo il 124 che unisce la Foce di Petrosciana con quella di Mosceta.
Ci fermiamo qualche minuto e poi proseguiamo verso sinistra in direzione della Foce di Mosceta. Il percorso diventa ameno e a 01h 58' superiamo il Canale della Capriola, presso cui c'è una bella fonte di acqua freschissima.
Segue una casa con impianto eolico e a 02h 06' siamo alla Cima alla Ripa (800 m) presso cui c’è un’altra bella casa (Chalet Il Bellorino) risistemata e ci sono altre costruzioni, tra cui la Baita Garibaldina e Il Cantuccio di Angé e Lorè, Regina e Re della signora Finimola Barsanti loro figlia.
Il luogo è incantevole, con panorama bellissimo su Pania, Forato e Cresta Pulita. Continuiamo e in 5' siamo presso un'altra casa, dopo la quale ci troviamo all'Alpeggio di San Rossore, con piane per le pecore e qualche tratto coltivato.
A 02h 15' siamo ad un gruppo di costruzioni, tra cui quella del pastore e qualche rudere, in alto si trova il recinto delle pecore.
Proseguiamo in salita, con tratto finale più ripido e a 02h 32' arriviamo alla Fania. Questa zona è un bel pianoro panoramico sulla Pania e monti vicini e deve il nome a un faggio (fania) centenario che ormai è morto ed è ridotto a un fusto secco, ma la tradizione è rinnovata da un altro faggio posto vicino, più giovane, ma già imponente. Presso queste piante c'è il Rifugio La Fania dell'UOEI e una bella fonte. Inoltre poco distante c'è un altro casolare. A destra del rifugio continua il sentiero 124 diretto alla Foce di Mosceta, passando per un rimboschimento ad abeti.
Ci fermiamo 20' presso la Fania e poi riprendiamo il cammino a 02h 52', seguendo un sentiero con segni gialli che raccorda il 124 con il 122. Il sentiero è sempre evidente ed è un saliscendi, con attraversamento di alcuni canali su ponti ed è disseminato di ruderi di vecchie costruzioni.
Il primo tratto è aperto, con bel panorama sulle pendici della Pania, sul Passo dell'Alpino e sull'abetaia che porta a Mosceta, con dietro il Corchia, poi entriamo nel rado bosco.
A 02h 55' siamo presso un grosso rudere e dopo 5' attraversiamo il Canale Deglio per tratto attrezzato con staccionate di legno, comunque in un breve tratto c'è stata una frana per cui procediamo con attenzione. Superiamo anche un ponticello di legno. Continuiamo superando un'altra casa e 2' dopo un altro guado. Saliamo un po' e a 03h 17' passiamo presso un'altra casa e 2' dopo siamo a una casa risistemata, con targa “La fadigata”, oltre a questa costruzione ci sono diversi ruderi e una fonte.
Proseguiamo e poco dopo superiamo, su un ponte, un altro corso d'acqua e ancora un altro più piccolo a 03h 29'.
Poco dopo altri ruderi con un bell' arco ancora intatto e poco dopo altre costruzioni dirute e la salitina finale che ci porta a 03h 38' a immetterci nel sentiero 122, a una quota che corrisponde a quella della Fania.
Il sentiero 122 scende dal Passo dell'Alpino e si conclude a Pruno. La zona è quella del Monte della Tana, a destra il sentiero sale a una marginetta piuttosto recente e, con deviazione, è possibile andare al Bed & Breakfast Fuorimano.
Noi scendiamo verso sinistra e subito ci sono un paio di bei casolari serviti da teleferica, continuiamo la discesa nel bosco, avendo sulla destra un ruscello tributario del Deglio.
A 03h 48' siamo alle Caselle. Sulla destra, passato il ruscello su un ponte, c'è l'Alpe di Volegno con i resti del vecchio rifugio del Cai di Viareggio, ormai ridotto a rudere, e un piccolo gruppo di case. Invece più avanti, sulla sinistra, c'è l'Alpe di Pruno, con altre case panoramiche sulla zona della Pania. Quindi la località era divisa in due parti, entrambe in posizione panoramica.
Continuiamo la discesa per mulattiera lastricata e a 03h 57' arriviamo a una marginetta (detta la Marcona) con bella icona marmorea del 1842 (Ascensione di Maria).
Proseguiamo la discesa e in una decina di minuti siamo a Colle a Iapoli (746 m) presso l'Alpeggio di Tiglieta. Il luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita e sui monti Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto. Qua arrivano anche le auto e infatti c'è un piccolo parcheggio.
Il sentiero prosegue verso destra, passando di fronte a una cisterna per l'acqua, cui segue una marginetta con icona (Gesù morto in Croce) sostituita da una copia in gesso.
A 04h 14' siamo sulla strada asfaltata che seguiamo verso sinistra, in discesa, panoramica sui monti circostanti.
A 04h 18' riprendiamo il sentiero verso sinistra, presso una casa risistemata e di fronte a una fontana. Scendiamo per bella mulattiera e a 04h 28' siamo presso la marginetta di Bartolomeo di Pietro, la cui immagine marmorea, risalente al 1661, è stata trafugata dai soliti cialtroni ed è stata sostituita da una copia. Qua dei segni mandano verso destra, sempre per mulattiera, e portano a Volegno.
Dopo un tratto ameno segue discesa per ripidi tornanti, una costruzione a 04h 34' e a 04h 41' i tornanti finiscono e siamo presso una grossa casa, dove il sentiero prosegue verso sinistra.
Ben presto usciamo dal castagneto, avendo Pruno sotto di noi e Volegno a destra. Superiamo due marginette piuttosto recenti, dedicate a vittime dell'ultima guerra (Luisi e Guidi), dopo quest'ultima ci sono le prime case della parte nord del borgo.
A 04h 47', sulla destra, ci sono le indicazioni per l'Ostello di Pruno. Scendiamo ed evitiamo di scendere a destra per la scalinata che porta al parcheggio. Quindi abbiamo lasciato il sentiero 122 e entriamo nel borgo seguendo la stradina che abbiamo di fronte, la quale passa presso un ristorante che si trova a sinistra in alto.
Superiamo un arco e siamo in uno slargo del borgo a 04h 51'. Qua ci sono indicazioni per il sentiero per il Mulino del Frate (SAV) che segue il raccordo per il sentiero 117 fino al Ponte sul Canale Deglio.
Quindi lasciamo il borgo per comodo stradello selciato, panoramico su Forato e Pania e a destra su Nona, Procinto, Matanna, Croce e Prana.
Esso ci porta a 04h 55' presso una bella casa isolata da cui scendiamo per mulattiera scivolosa, rinominata Via dei Folletti per la gioia dei bambini, con varie tappe dedicate a questi personaggi della fantasia.
Scendiamo nel bosco, ricco di belle fioriture di bucaneve, superando qualche rudere, poi ne usciamo e a 05h 05' siamo al ponte mediceo sul canale Deglio, con edicola marmorea di S. Francesco.
Dal ponte, prima di superarlo, sale una ripida traccia verso sinistra diretta all'Acquapendente.
Noi attraversiamo il ponte e poi prendiamo la traccia evidente per mulattiera diretta al vicino Mulino del Frate, subito dopo il ponte sulla destra.
Invece la traccia principale prosegue per il Colle di Fondo, dove si innesta nel sentiero 117 e su di essa, poco distante da dove siamo, c'è una deviazione a sinistra per ammirare la Cascata dell'Acquapendente.
In 3' siamo al Mulino sul torrente Deglio, esso è proprietà della Comunità Montana ed è centro didattico per conoscere la cultura della castagna e, a tal fine, è molto usato dalle scolaresche. È gestito dalla signora Silvia e dal signor Alessandro. Oggi purtroppo il mulino è chiuso per cui scendiamo senza visitarlo.
A 05h 14' troviamo una costruzione addossata alla roccia con a fianco un tavolo e alcune sedie, ormai in stato di abbandono. Di fronte abbiamo una bella vista sul Procinto, poi il sentiero sale e a 05h 20' chiudiamo l'anello, arrivando a un gruppo di case da cui a sinistra si va all'Orzale mentre a destra si torna a Cardoso.
Seguiamo il percorso dell'andata e a 05h 33' siamo sulla strada dove inizia il sentiero 117 e 2' dopo siamo all'auto.