DATA ESCURSIONE: 19/03/2017
Ci fermiamo all'ampio parcheggio che si trova alla fine della strada che da Cardoso porta a Pruno.
Il sentiero inizia a sinistra avendo il borgo di fronte. Ci portiamo quindi all'inizio del sentiero 122 diretto al Passo dell'Alpino che percorreremo fino al Monte alla Tana. Quindi iniziamo a conteggiare il tempo proprio all'inizio del sentiero.
Percorriamo quindi una scalinata di cemento che porta ai locali lavatoi, ormai in rovina, e più in alto a una fontana.
Salendo il panorama progressivamente si apre sul borgo di Volegno, che si trova di fronte a Pruno e sul borgo stesso di Pruno con la chiesa di San Niccolò (XI secolo). Noi stiamo passando per le case della parte settentrionale del borgo.
A 5' il sentiero devia verso destra, mentre a sinistra si va all'Ostello di Pruno (Ostello la Pania) che funziona anche come Centro di Educazione Ambientale.
Lasciamo le case e saliamo per mulattiera ripida e aperta, con due marginette piuttosto recenti dedicate a due vittime dell'ultima guerra, rispettivamente Guidi e Luisi. Presso la marginetta Luisi il panorama si apre ai monti circostanti Pruno: il Matanna e il Nona (non oggi perché il tempo è molto nuvoloso).
Ora il sentiero percorre una bella mulattiera nel castagneto che in 14' arriva a una casa nel bosco, il sentiero sale a destra e va quindi evitato lo stradello che continua di fronte a noi.
Proseguiamo con ripidi tornanti poi il percorso un po' si addolcisce. A 30' arriviamo alla marginetta di Bartolomeo di Pietro di Gregorio, la cui immagine marmorea (Madonna col Bambino), risalente al 1661, è stata trafugata dai soliti cialtroni ed è stata sostituita da una copia. Qua dei segni mandano verso sinistra, sempre per mulattiera, e portano a Volegno.
Proseguiamo sulla destra e a 38' siamo presso un'altra bella casa restaurat,a davanti alla quale passa la strada asfaltata che porta a Colle a Iapoli (presente fontana sulla strada).
Proseguiamo verso destra, in ripida salita, seguendo la strada. Di fronte a noi ci sono Nona, Matanna e Forato e dietro il Monte Alto, che comunque oggi non si vedono per le nuvole.
Dopo 5' il sentiero lascia la strada e si dirige verso destra (indicazioni molto evidenti). Saliamo tra resti di vecchie cave di Pietra di Cardoso e a 46' siamo presso un'altra marginetta la cui icona (Gesù morto in croce) è stata anch'essa sostituita da una copia.
Subito dopo c'è una cisterna verde per la raccolta delle acque. In questa zona (Colle a Iapoli 746 m) finisce la strada asfaltata e c'è un piccolo parcheggio, non distante si trova l'Alpeggio di Tiglieta. Questo luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita e sui monti Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto.
Continuiamo a salire per la mulattiera, con qualche tornante, e a 01h siamo a un'altra marginetta, (detta la Marcona) con icona marmorea originale del 1842 (Ascensione di Maria).
Il sentiero sale ripido per tratto lastronato, costeggiato a sinistra da un ruscello tributario del Deglio.
Continuiamo a salire e a 01h 09' siamo alle Caselle. Abbiamo, sulla destra, un gruppo di case posto in posizione panoramica sulla Pania, questo è l’Alpe di Pruno, mentre 100 metri più avanti, sulla sinistra, passato il torrente su un ponte, c’è l’Alpe di Volegno. Quindi la località era divisa in due parti, entrambe in posizione panoramica. Da rilevare che presso la seconda c’era l’antico rifugio Cesare Gaddi del Cai di Viareggio (periodo 1936-1949), ormai ridotto a rudere.
Continuiamo la salita e arriviamo presso dei casolari serviti da teleferica, in località Monte alla Tana, subito dopo a 01h 20' siamo la bivio per la Fania. Sulla destra si stacca il sentiero segnato di giallo che porta alla Fania in circa 50', invece il 120 prosegue sulla sinistra, con una marginetta recente e una deviazione per il Bed & Breakfast Fuorimano.
Il sentiero è sempre evidente ed è un saliscendi, con attraversamento di alcuni canali su ponti ed è disseminato di ruderi di vecchie costruzioni. Ne troviamo subito alcuni, seguiti da altri con i resti di un bell'arco ancora integro.
A 01h 29' abbiamo il primo guado su un ponticello di legno cui ne segue un altro, dopo qualche minuto, su un lastrone di pietra.
A 01h 34' passiamo su un altro ponte e poco dopo a 01h 37' arriviamo presso alcune costruzioni, con fonte, e una casetta ristrutturata con targa "La fadigata" e iscrizione ricordo.
Proseguiamo e dopo 5' siamo a un'altra costruzione ristrutturata, con legnaia, con targa "Il Poggiogo" (non visibile dal sentiero) dove ci fermiamo qualche minuto, già qua si potrebbe scendere per balze a recuperare il sottostante sentiero per Ranocchiaia. Preferiamo, comunque, procedere per il sentiero giallo.
Così a 01h 51' siamo in un punto in cui il sentiero fa un salto in discesa, con molti segni gialli sulla roccia. Sulla destra, non evidentissima, c'è una traccia nel bosco con, all'inizio, un segno rosso colorato di giallo . Seguiamo questa traccia per Ranocchiaia, che diventa poi ben evidente, con un muretto di contenimento sulla destra.
Poco più avanti, sulla sinistra, ci sono dei terrazzamenti puliti e recintati che in passato erano usati per un po' di agricoltura di sussistenza e, almeno in parte, sono ancora utilizzati.
Ci fermiamo un po' ad ammirare un esemplare di muflone intento a brucare vicino alle prime case, ignaro della nostra presenza.
A 02h 06' siamo a Ranocchiaia. Questo è un vecchio alpeggio con un borgo formato da diverse costruzioni, per lo più ristrutturate in modo rispettoso, usando i giusti materiali, il colore dominante è il grigio. Purtroppo le nuvole ci impediscono di vedere il panorama. Fuori del gruppo di case c'è anche una piazzola per l'elicottero, segnata da due grossi punti rosso-gialli.
Il borgo è attraversato da un corso d'acqua che andrà poi ad alimentare le vicina Cascate dell'Acquapendente e presumo che dal ruscello derivi il nome Ranocchiaia, per la presenza di questi anfibi. Il luogo è incantevole, non è un borgo abbandonato e va rispettato e percorso con attenzione, non dobbiamo lasciare rifiuti, non dobbiamo bivaccare né schiamazzare.
A 02h15' torniamo indietro e a 02h 26' siamo nuovamente sul sentiero principale, che seguiamo verso destra. Dopo pochi minuti c'è un guado e a 02h 32' un rudere con iscrizione di epoca fascista.
Subito dopo la costruzione c'è un bivio: il nostro sentiero scende verso destra, mentre a sinistra sale, per mulattiera, una traccia che costeggia un muro di contenimento con una scritta, ormai stinta, indicante Mosceta.
Proseguiamo e dopo 4' c'è da superare il Canale Deglio, prima su un ponte di legno, poi per tratto attrezzato con staccionate in legno, in parte franate. Serve un minimo di attenzione, ma non ci sono problemi.
A 02h 43' abbiamo dei ruderi sulla destra, proseguiamo e usciamo dal bosco, con panorama su Passo dell'Alpino, abetaia di Mosceta, Corchia e pendici della Pania (naturalmente con il tempo sereno).
Saliamo, vedendo tra la vegetazione le case di Ranocchiaia, e a 02h 54' siamo alla Fania. Questa zona è un bel pianoro panoramico sulla Pania e monti vicini e deve il nome a un faggio (fania) centenario che ormai è morto ed è ridotto a un fusto secco, ma la tradizione è rinnovata da un altro faggio posto vicino, più giovane, ma già imponente.
Presso queste piante c'è il Rifugio La Fania dell'UOEI e una bella fonte. Inoltre poco distante c'è un altro casolare. A destra del rifugio continua il sentiero 124, diretto alla Foce di Mosceta, passando per un rimboschimento ad abeti.
Ci fermiamo 15' presso la Fania e poi riprendiamo il cammino, seguendo il sentiero 124 in discesa, ben indicato.
Scendiamo per balze con l'erba rasata dalle pecore e in breve a 03h 17' siamo all'Alpeggio di San Rossore. Qua ci sono dei ruderi e una costruzione in buono stato dove vive il pastore con le pecore, le galline, i cani e l'asina Angelina, molto socievole. La zona è molto amena, con orti, case, ruderi e bella vista sui monti circostanti. Fatte due chiacchiere con il pastore scendiamo, arriviamo a un'altra costruzione da cui il sentiero scende a destra a un altro gruppo di case (Cima alla Ripa) dove arriviamo a 03h 29'. Qua c’è un’altra bella casa (Chalet Il Bellorino) risistemata e ci sono altre costruzioni, tra cui la Baita Garibaldina e Il Cantuccio di Angé e Lorè, Regina e Re, della signora Finimola Barsanti, loro figlia. Il luogo è incantevole, con panorama bellissimo su Pania, Forato e Cresta Pulita. Qua una rustica indicazione segnala Cardoso verso destra. Quindi invece di scendere a Collemezzana da cui poi continuare la discesa con il sentiero 117, decidiamo di seguire questo sentiero alternativo che si andrà ad immettere, più in basso, nello stesso sentiero 117.
Il sentiero non è segnato, ma è ben evidente, è sempre in discesa, anche ripida, qualche tratto è terrazzato e pochi sono i danni da maltempo. Andiamo alle case più interne di Cima alla Ripa e seguiamo l'evidente traccia che si trova alla loro sinistra, è una buona mulattiera.
A 03h 37' c'è una fonte, segue un tratto a tornantini. Più avanti si intravede Collemezzana e segue un tratto gradinato del sentiero.
A 03h 54' siamo a una marginetta intitolata a Santa Rita con immagine cartacea della santa. Uno dei tubi dell'acqua che ci accompagnano è aperto e funziona da fontana.
Una decina di minuti e siamo sul sentiero 117. Il sentiero 117 scende da Foce di Valli, passa per Collemezzana ed è diretto a Cardoso, noi ne percorreremo un tratto.
Procediamo in discesa, con qualche tratto in falsopiano. All'inizio scendiamo poi seguono tornantini e poi tratto più ameno. Sulla destra si scorge il Santuario di San Leonardo che si trova sopra Cardoso. Inoltre si dovrebbero vedere Forato e Procinto, in giornate serene.
A 04h 15' c'è un rudere a sinistra, cui ne segue subito un altro sulla destra. Continuando ce ne sono altri, in basso sulla sinistra, immersi nella vegetazione.
Dopo 5' arriviamo alla marginetta di Colle di Fondo (icona trafugata), in zona c'è una fonte e una baracca di legno. Il sentiero 117 scende verso sinistra. Noi invece proseguiamo a destra, in lieve salita, per un raccordo che ci porterà a Pruno. Da evitare una deviazione verso sinistra diretta alle Cascate dell'Acquapendente con percorso alternativo a quello principale che incontreremo tra qualche minuto.
In un paio di minuti siamo a un'altra marginetta (con immagine in ceramica della Madonna col Bambino) da cui proseguiamo in discesa.
Proseguendo ci sono dei ruderi e poi la visuale si apre su Pruno. Incontriamo altri ruderi e a 04h 34' un consistente gruppo di ruderi, tra cui una casa in parte costruita sulla roccia. C'è da dire che il complesso è sempre più pericolante, con un muro che incombe minaccioso sulla sede del sentiero.
Subito dopo l'edificio c'è il sentiero per la Cascata dell'Acquapendente, con cartello indicatore ben evidente.
Continuiamo a scendere e in un paio di minuti arriviamo presso un'altra costruzione caratteristica, con legnaia esterna a vista.
Adesso scendiamo per scalini di cemento e in un altro paio di minuti siamo al Ponte di Pruno. Questo è un bel ponte mediceo, a schiena d'asino, sul torrente Deglio, con edicola marmorea dedicata a San Francesco. Prima del ponte, sulla sinistra, scende una mulattiera (segni SAV) che porta in 3' al vicino Mulino del Frate, di proprietà della Comunità Montana che è centro didattico per conoscere la cultura della castagna e, a tal fine, è molto usato dalle scolaresche. È gestito dalla signora Silvia e dal signor Alessandro. Attraversiamo il ponte e, sulla destra, c'è una ripida traccia diretta ancora alla Cascata. Noi seguiamo il sentiero che fiancheggia un bel muro, con qualche segno e qualche formella di terracotta, e passa tra qualche rudere.
A 04h 44' siamo al tratto finale di ripida salita nel bosco con tante fioriture di bucaneve. Questo tratto di mulattiera è stato rinominato "Via dei Folletti", per la gioia dei bambini, con varie tappe dedicate a questi personaggi della fantasia.
A 04h 49' finisce la salita nel bosco e siamo presso una costruzione isolata, panoramica sul Monte Forato (fontana).
Proseguiamo per un ameno lastricato in salita che ci porta al borgo e in 5' a un arco con segni, prendiamo a destra sotto di esso, costeggiamo il ristorante che si trova in alto e scendiamo al parcheggio per la scalinata fatta in mattinata. Abbiamo impiegato 05h.