(MS-Massa) FORNO loc. MOZZICONI - SELLA DEI FOCARELLI (958 m) - CASE RAPALLI (1120 m) - PICCO DI NAVOLA (1272 m) - INNESTO SENT. 37 (1148 m) - RIFUGIO PISANO (936 m) - FORNO loc. MOZZICONI (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Forno loc. Mozziconi (440 m)

Località di arrivo:

Forno loc. Mozziconi (440 m)

Dislivello mt.:

820

Tempo totale:

06h 30'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Forno (con deviazione)

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

37; sentieri NN; 37

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (50)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 21/05/2017
Itinerario percorso nuovamente in data 09/05/2020, lo stato dell'intero percorso coincide con quanto relazionato.



SI INVITA A LEGGERE CON ATTENZIONE LE NOTE A QUESTA ESCURSIONE

Partiamo in località Mozziconi, presso la curva a gomito, dove è presente un container per raccolta acqua. C'è un po' di spazio che permette di parcheggiare. Il sentiero 37 inizia sulla destra: è una vecchia via di cava con qualche tratto franato, ma ben percorribile, sempre in decisa salita.
Questa vecchia via di cava era a servizio delle cave alte del Sagro (versante massese) e la percorreremo al ritorno.
C'è subito un tratto franato in cui la progressione è facilitata da qualche metro di corda metallica. A 6' una salitina porta a un grosso masso con corda, che aiuta nella salita, bisogna comunque chinarsi (passo del gatto) e fare attenzione. Sulla destra si trova il Canal Rególlo (sulla cartine indicato Regolo) e un tubo per l'acqua.
Superata di poco la salitina il letto del canale è vicino alla via di lizza ed è possibile guadarlo facilmente (8') anche in presenza di acqua come oggi. Il sentiero 37 prosegue per la Foce di Navola, il Rifugio Carrara e il Rifugio Donegani in Val Serenaia, al ritorno lo percorreremo in parte, come già detto.
Noi lo abbandoniamo, come detto, per guadare il canale e portarci sull'altra sponda dello stesso. Sono presenti segni rossi, non abbondanti, ma sufficienti per seguire il percorso diretto alla vetta del Picco di Navola. Lungo il tracciato troveremo anche qualche utile ometto.
Il percorso è sempre ripido con tratti molto scoscesi. Sulla destra scende una grossa scarica di massi (i Serroni) dalla sovrastante Serra dei Focarelli (975 m). Ricordiamo che il termine Serra è usato per altura, monte.
Seguiamo la traccia e i segni e siamo subito, a 12', ai resti di una costruzione di servizio delle cave, con vecchi macchinari arrugginiti, preceduta da un riparo sotto roccia, anch'esso a servizio delle cave.
Continuiamo a salire per balze erbose e a 16' i segni rossi portano a destra, mentre la traccia prosegue parallela al Canal Regollo e dovrebbe portare alla base del Picco di Navola a percorrere la gengiva dello stesso. Quindi è necessario far attenzione e non perdere il segno per evitare di dover tornare indietro.
Nel tratto finora percorso è interessante la vista sulla marmifera, di cui si nota anche un bel ponte di cemento, in alto si scorge poi la Casa Pisani e la zona del Monte Sagro.
Come detto prendiamo a destra e saliamo ripidamente, seguendo i segni, percorriamo un brevissimo canale poi aggiriamo le pendici del monte. Sulla destra abbiamo il ravaneto dei Serroni.
Poi la traccia prosegue ampia per sfasciumi con qualche tornante e rari segni e ometti, ma il percorso è evidente. A 30' siamo presso un ometto e bisogna prendere a sinistra, siamo su tratto erboso aperto e più avanti la traccia si restringe. In basso, verso destra, scorgiamo l'edificio della Filanda di Forno con il Pizzo del Cotonificio di fronte. Tutta la zona è piena di santoreggia con i suoi profumi, belle orchidee e molte fioriture, tra cui l'eliantemo, più in alto troveremo anche l'origano.
A 40' un altro ometto, con un segno rosso sulla roccia, ci indica di continuare sulla sinistra. Proseguiamo la faticosa salita per balze erbose, seguendo la traccia e avendo come meta un roccione coricato che è stato trasformato in riparo per capre, con costruzione di muretti a secco, da cui scende poi un crinale frastagliato.
A 01h 10' siamo al riparo, qua la vista si apre nuovamente sul Sagro. La traccia prosegue in alto verso destra e più avanti, a 01h 21', passiamo sul ravaneto per pochi minuti e, poco dopo, siamo in una vallicola con ravaneto che costituisce la parte alta dei Serroni.
Continuiamo la salita fiancheggiando il ravaneto e a 01h 40' siamo alla Sella dei Focarelli dove, sulla destra, c'è la modesta Serra omonima.
Ora prendiamo verso sinistra, seguendo la cresta, dove troviamo qualche segno. Tra gli alberi, sulla destra, vediamo il panorama: dal Grondilice al Contrario, al Cavallo, alla Tambura e oltre. In basso il Canal Fondone e le cave alte di Forno.
Superiamo alcune roccette aiutandoci un po' con le mani poi segue un tratto erboso e panoramico. Adesso dobbiamo salire una ripida parete che fa parte della cresta sud-est del Picco di Navola, il percorso è evidente e presenta qualche segno rosso, comunque è molto ripido e va affrontato con la necessaria prudenza.
A 02h iniziamo a percorrere una parte più in cresta, con tratti scalinati, infatti questo che seguiamo è un sentiero usato dai pastori locali che avevano tutto l'interesse a renderlo ben percorribile. Il panorama verso sinistra si apre sulla costa, sulla Brugiana, sul monte Castagnolo e sulla Mandriola e dietro sui Campanili di Colonnata.
La salita è costante, la progressione richiede prudenza e qualche tratto presenta un po' di esposizione. A 02h 10' percorriamo qualche metro esposto, curviamo verso destra e poi mediante ripidi tornantini superiamo un altro tratto di parete, il percorso è evidente e c'è qualche segno.
Un tratto più semplice ci porta a 02h 22' in un fresco boschetto di faggi, in leggera discesa. In 5' siamo fuori del bosco, in una radura di felci, adesso in fase di crescita. La zona sopra i Focarelli è conosciuta come Valle delle Rose, anche se alcune cartine la spostano più a sud. Il panorama adesso è aperto sul roccioso Monte Rasori e sul Grondilice, poi, salendo, anche su Contrario, Cavallo e Tambura. La nostra meta, l'erboso Picco di Navola, non si vede.
Seguiamo i segni verso destra e un ometto e a 01h 33' siamo ai ruderi delle Case Rapalli, esse sono in realtà ripari sotto roccia per ospitare pecore e capre. Nei pressi prospera la veronica comune con le sue belle fioriture azzurre. Qua saliamo verso sinistra, per facile cresta, fino a un masso segnato, dove arriviamo a 02h 41'. Adesso saliamo al meglio per pendio erboso, evitando le placche, mantenendoci preferibilmente sulla destra, nei pressi di un affioramento di rocce scistose scure.
Salendo si ritrovano i segni rossi e il panorama si apre. A 02h 55', presso le rocce, nella parte più alta si vede finalmente il pendio erboso del Picco di Navola. Questa zona è conosciuta come il Valico (quota 1250 m) ed era usata come luogo di transito dai pastori tra il Canal Fondone e le Capanne di Navola (semplici costruzioni a secco usate dai pastori, ormai ridotte in rovina).
Ci rimane da salire il pendio erboso e a 03h 02' siamo alla vetta del Picco di Navola, questo monte si presenta, dalle Capanne di Navola e dal versante a mare, come una liscia e verticale parete calcarea a forma triangolare.
In vetta qualche sasso sdraiato, naturalmente è meglio non sporgersi troppo e limitarsi a godere il panorama dominato dal gruppo del Sagro, poi Brugiana, Campanili, costa, in particolare il porto di Marina di Carrara. Poi Rasori, Grondilice, Contrario, Cavallo, Tambura, Sella, Altissimo e tutta la cresta fino al Folgorito. Il monte è basso, ma la sua posizione permette una vista eccellente.
Dopo 5' scendiamo alle rocce da cui eravamo arrivati, sulle quali un unico segno rosso indica la direzione verso sinistra. Dobbiamo adesso seguire i ripidi pendii erbosi che scendono dal Monte Rasori fino a innestarci nel sentiero 37.
Il percorso prevede di superare qualche tratto di roccia che può essere umida e scivolosa a causa dell'acqua che scende, per questo è necessaria prudenza e si sconsiglia il percorso con pioggia e terreno molto umido.
Il primo tratto di discesa è una evidente traccia nell'erba a mezzacosta, avendo di fronte la mole del Rasori. Poi si arriva a un altro valico panoramico dal quale si scende avendo sulla destra solo il pendio erboso.
A 03h 28' le prime roccette bagnate, da superare con attenzione. Dopo 10' un altro tratto di rocce scivolose, scendiamo qualche metro e poi risaliamo evitando il tratto più impegnativo.
Proseguiamo e a 03h 45' siamo su un facile cengione, in basso il panorama si apre sui ruderi delle Capanne di Navola e del Rifugio Pisano. Proseguiamo la traccia per tratto più semplice e poi scorgiamo in lontananza un albero isolato che si trova sul sentiero 37. Tenendolo come riferimento scendiamo un pochino sulla sinistra e continuiamo fino a un canale che scende e che superiamo facilmente, su rocce ben asciutte.
Dopo 2' a 04h 02' siamo sul sentiero 37 e scendiamo verso le Capanne di Navola. Il percorso è adesso agevole e segnato di recente con l'aggiunta di qualche utile palina indicatrice, superiamo l'albero di cui abbiamo detto prima e poi percorriamo un facile costone, alla fine del quale, a 04h 10', prendiamo verso sinistra.
A 04h 25' siamo presso un paio di ruderi a sinistra, su uno dei quali sono rimaste le putrelle che sostenevano il tetto, la vista sul Picco di Navola adesso mostra la sua imponente parte nuda e la cengia erbosa (Gengiva del Picco) alla sua base, che è percorribile a piedi con prudenza.
Proseguiamo la discesa e dopo qualche minuto siamo presso un altro gruppo più numeroso di ruderi e a 04h 40' siamo a quello che rimane del Rifugio "Giovanni Pisano" del Cai di Pisa, inaugurato nel 1929 e abbandonato nel secondo dopoguerra e poi distrutto da una frana.
Scendiamo ancora e a 04h 49' siamo presso la Capanna del pastore Evaristo, qua ci fermiamo a rifocillarci per un quarto d'ora. A 05h 02' riprendiamo il cammino per un breve pianoro con alberi di alto fusto; di fronte, tra la vegetazione, vediamo il monte Sagro, la macchia bianca del ravaneto che scende dalla cave delle Bore, la casa al Riccio (o dei Macchinari) che si trova sul sentiero 38 da Foce Luccica per Foce di Vinca e una via di lizza, la cui prosecuzione andremo a percorrere.
Scendiamo prima per tratto ricco di arbusti e poi per un ripido costone roccioso con scarsa vegetazione, da percorrere con cautela per la presenza continua di acqua.
A 05h 24' arriviamo al canale che guadiamo facilmente, poi saliamo a recuperare la via di lizza che qua ha ceduto e la seguiamo in discesa. Il canale sulla nostra sinistra è il Canal Regollo in cui scorre una buona quantità di acqua, più avanti noteremo anche interessanti marmitte scavate dalla forza delle acque.
Questa parte di via di lizza va percorsa con attenzione perché qualche tratto è scivoloso, sulla roccia ci sono interessanti fioriture di Saxifraga paniculata.
A 05h 34' dobbiamo andare a sinistra e attraversare il canale stesso poiché il ponte che esisteva qua (ponte Barsanti 713 m) è ormai distrutto e le putrelle si vedono più avanti, nell’alveo del canale.
Scendiamo sulle rocce, guadando tre volte il canale e a 05h 45' siamo presso un antico poggio di caricamento dei camion che in passato arrivavano fin qua, inoltre ci sono strutture di una vecchia teleferica che veniva dal monte.
Proseguiamo la discesa avendo adesso il canale a destra, il tragitto è più semplice e la sede della via è più ampia. A 06h 03', subito dopo un tratto in cui la via di lizza è franata, sulla destra vediamo i resti di un ponte che portava a destra, infatti qua c’era la confluenza di una via di lizza proveniente dalla zona dell’attuale Casa Pisani, posta lungo il sentiero 38, inoltre c'è anche la struttura di arrivo di una teleferica.
Subito dopo ci sono alcuni vecchi blocchi di marmo abbandonati. Proseguendo, su un masso sulla destra, c’è una struttura arrugginita destinata a un'altra teleferica, intanto di fronte il panorama si apre progressivamente sulla zona di Forno e, a 06h 16’, siamo presso i ruderi di un ponte di cemento (quota 513m) che aggiriamo a sinistra con un altro guado e ci troviamo nuovamente con il canale a sinistra.
Più avanti un tubo di acqua funziona da fontana per rinfrescarsi. A 06h 26' chiudiamo l'anello e a 06h 36' siamo al punto di partenza.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara, a 6,5 Km un bivio: a sinistra la strada si dirige a Forno mentre a destra continua per Gronda e Resceto. Dopo un chilometro raggiungiamo Forno che si sviluppa lungo il torrente e la strada. Superiamo il Pizzo del Cotonificio che si trova di fronte alla ex-Filanda. Proseguiamo fino a un bivio qua continuiamo verso sinistra in direzione Vergheto, percorriamo circa un chilometro superando alcuni tornanti fino alla curva a gomito dove inizia il sentiero (9,8 km) (poco prima di alcune costruzioni ben evidenti) e presso un cointainer per raccolta acqua.
Note
Questa escursione è adatta a escursionisti esperti e ben allenati. Assolutamente da evitare con visibilità non buona, con pioggia e con fondo umido, con neve e ghiaccio.
Si richiede buona capacità di orientamento poiché almeno metà del percorso è su vecchie tracce di pastori, poco o per nulla segnate. La salita fino a Case Rapalli presenta notevoli asperità, dislivelli notevoli e qualche tratto con esposizione e necessità di aiutarsi con le mani.
Il tratto dal valico all'innesto nel sentiero 37, per traccia su ripido pendio erboso, richiede di superare qualche tratto di roccia insidioso se umido, come spesso succede, per la discesa di acqua dalle pareti del Rasori.
La parte alta della via di lizza del sentiero 37 presenta analogamente tratti insidiosi per rocce umide. Il percorso non va affrontato in solitudine e, preferibilmente, con qualcuno che già lo ha percorso.
Traccia GPS