(MS-Carrara) FOCE DI PIANZA-FOCE DEL FANELETTO (1427 m)-FONDO DEL CATINO (1254 m)-CIMA TRE OMI (1329 m)-FOCE DEL FANELETTO (1427 m)-FOCE DI PIANZA (in parte anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Foce di Pianza (1270 m)

Località di arrivo:

Foce di Pianza (1270 m)

Dislivello mt.:

430

Tempo totale:

7 h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Rifugio Carrara (con deviazione da Pianza)

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

Sequenza sentieri:

172_173◆173◆sentiero NN◆crinale◆173◆172_173

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (50)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 30/07/2017



Qui un approfondimento sul Monte Sagro.

Partiamo dal Piazzale di Pianza. Esso è ampio e molto panoramico sui bacini marmiferi, sulla città di Carrara, sulla costa fino al Golfo della Spezia. Ben visibili sono le isole dell'arcipelago e, nelle giornate molto limpide, anche la Corsica. Da parte opposta ci sono i monti Borla, Sagro e Maggiore. La zona è importante nodo di sentieri: il 139⇧ Torano - Vinca - Equi Terme (con il tratto Torano-Pianza ormai inagibile), il 172 Foce di Pianza - Foce Luccica, il 173 Campocecina - Capanna Garnerone e il 174 Foce di Pianza - Casa Cardeto. Noi seguiremo il sentiero 173 fino alla Foce del Faneletto, poi proseguiremo fin quasi alla Foce del Pollaro per poi scendere alla parte bassa del Catino del Sagro. Risaliremo al crinale nord-ovest del Sagro e alla vetta della Punta Tre Uomini e torneremo al Faneletto chiudendo un anello. Poi torneremo al piazzale con il percorso dell'andata.

Saliamo subito alla bella cresta di marmo che costituisce il confine tra i comuni di Carrara e di Fivizzano, sulla sinistra abbiamo il Sagro, mangiato in basso dalle cave, e, sulla destra, il panorama si apre fino alla costa. Un breve tratto, su una cava abbandonata sulla destra, è protetto da un filo di acciaio, è bene non sporgersi. A 12' siamo al bivio tra i sentieri 172 e 173, noi seguiamo quest'ultimo che si dirige a sinistra. Invece il 172 prosegue per la Foce della Faggiola e la Foce Luccica (quest'ultimo tratto è stato riaperto di recente).
Adesso scendiamo lievemente per poi risalire aggirando in questo modo la modesta quota 1341, qua prospera l'Aquilegia bertolonii con le sue belle fioriture azzurre. Oltre ai segni bianco-rossi del Cai ci sono anche segni gialli che sono quelli del Gran Trekking (Marina di Carrara - Sagro) del 7 maggio scorso che arrivano fino alla vetta.
Aggirato il monte a 22', dopo un tratto di discesa, siamo a un punto basso da cui riprendiamo la salita che ci porta in 3' al crinale sud-ovest del Sagro che risaliamo su marmo e sfasciumi, oltre ai segni ci sono alcuni ometti. Più avanti la traccia diventa un sentiero ampio che poi continua per un breve tratto erboso. A 43' iniziamo la parte più ripida del crinale, presso un pino che, purtroppo, è caduto e giace secco a terra.
Dopo 4' siamo al bivio del sentiero con la traccia segnata di blu che prosegue sulla cresta SO per salire alla vetta del Sagro, a destra si vedono in lontananza i Capannelli del Sagro (ruderi di costruzioni usate, in passato, dai pastori).
Noi seguiamo il sentiero a sinistra, inizialmente su tratto ameno in lieve salita, ma in breve cambiamo versante. Il sentiero prosegue a mezzacosta stretto e inciso nel versante ovest del monte, vediamo bene il Borla, la cresta nord-ovest fino alla Cima Tre Omi e dietro l'Appennino. Questo tratto, abbastanza esposto, si sviluppa in parte su paleo e su rocce sicure, ma insidiose in caso di neve, ghiaccio e pioggia, per agevolare la progressione alcuni tratti sono attrezzati con corda metallica. Scorgiamo le prime fioriture di Saxifraga aizoides e numerosi esemplari di Semprevivo.
A 01h 27' siamo alla Foce del Faneletto che si trova in testata del Catino del Sagro. Quest'ultimo è una conca boscosa con il fondo prativo tra il versante Nord del Sagro (con il suo crinale nord-ovest che va verso la Punta Tre Uomini) e i contrafforti del Puntone della Piastra e la Punta Varino. La Foce del Faneletto è molto panoramica sul monte Borla, alla cui base si trovano le cave in frenetica attività e poi sulle cave del Sagro. Inoltre si vede bene la costa con il golfo della Spezia e, da parte opposta il Pizzo d'Uccello con la Cresta Nattapiana e Vinca. Qua inizia la cresta per la Cima Tre Omi che percorreremo al ritorno.
Adesso scendiamo sulla destra per il 173 e cambiamo versante, portandoci a nord del Sagro, nella parte alta del Catino. Il sentiero si sviluppa con saliscendi con qualche tratto da percorrere con attenzione e poi scende verso la Foce del Pollaro.
All'inizio ci sono due tratti di ripida discesa attrezzati con corde metalliche che danno sicurezza. Proseguiamo a saliscendi nel bosco abbarbicato alla parete nord del Sagro, con qualche tratto di sentiero stretto da percorrere con prudenza.
Tra le fronde il panorama si apre sulla zona del Pizzo, a 01h 46' percorriamo un breve tratto su sfasciumi, sempre nel bosco, e a 01h 52' siamo a un bel punto panoramico su Pizzo, Foce di Giovo, Cresta Garnerone e Grondilice con dietro il Pisanino, in basso si vede anche il fondo del Catino verso cui siamo diretti. Questo è il punto più alto della nostra escursione a 1449 m. Aggiriamo la roccia della zona panoramica e c'è un tratto di corda metallica.
A 02h la corda finisce e il bosco termina e scendiamo per un ravaneto che scende dalla parete nord del Sagro, qua la traccia non è molto segnata, ma la progressione è evidente e il panorama è aperto su Nattapiana e Pizzo.
A 02h 07' entriamo nuovamente nel bosco, il bosco è molto bello e la traccia si fa più tranquilla. A 02h 18' arriviamo presso una roccia segnata con sopra un ometto e a fianco un altro ometto. Qua lasciamo il sentiero 173 che in meno di dieci minuti arriva alla Foce del Pollaro da cui scende per quella di Vinca, per continuare fino alla nuova Capanna Garnerone.
Adesso scendiamo diretti al fondo del Catino. Il masso indicatore è evidente e non ci dovrebbero essere difficoltà a individuare l'inizio della discesa. Il percorso è indicato da numerosi ometti, ma la progressione è logica, si tratta di scendere verso l'invaso senza spostarci troppo né a destra, né a sinistra. Sono d'aiuto anche alcuni segni rossi posti comunque a indicare il percorso in salita.
A 02h 39' siamo fuori dal bosco nella radura erbosa del Catino. Subito c'è quello che sembrerebbe l'ingresso di una grotta di interesse speleologico: tutta la zona è infatti carsica. Il Catino era usato dai pastori di Vinca e qua si raccoglieva la legna, oltre ai funghi che ancora attraggano i cercatori. Si scorgono la parete nord del Sagro e il crinale verso la Punta Tre Uomini. Il fondo erboso raggiunge quote tra i 1270 e i 1260 m (massima depressione 1254 m) e presenta numerosi arbusti di ginepro e un bel esemplare di Sorbus aria. La traccia è invasa dalle erbe, ma la progressione è molto evidente verso la massima depressione dove arriviamo a 02h 49', qua sono presenti alcune buche dove l'acqua filtra nel sottosuolo e quindi funzionano da inghiottitoi.
Ora saliamo e troviamo di fronte a noi nuovamente il bosco e ritroviamo ometti e segni rossi che ci aiutano nella progressione. Ci teniamo leggermente sulla destra e a 02h 58' siamo presso un rudere usato, in passato, dai pastori di Vinca.
Scendiamo e in 5' siamo di fronte a un'ampia scarpata di probabile origine glaciale che scende, sulla destra, verso Vinca. La traccia, sempre segnata con ometti e segni rossi, percorre in quota la testata ed è subito ben visibile la Punta Tre Uomini con due dei tre ometti sommitali che danno il nome al monte. Ricordiamo che da Vinca essi sono ben visibili e sono chiamati I Tre Omi. Scendiamo su roccette segnate tra fastidioso paleo con qualche breve tratto piuttosto ripido, ma sicuro. Tra le fronde si vede bene Vinca con dietro la Nattapiana e più avanti vedremo anche il Pizzo, il Giovo, la Cresta Garnerone e dietro il Pisanino. Inoltre vedremo anche la Punta Varino e dietro il Puntone della Piastra.
Poi il percorso si fa più tranquillo e diventa una buona ed evidente traccia nel bosco, in salita. A 03h 37' siamo in un tratto aperto e panoramico alla base della Punta Tre Uomini.
Continuiamo per tratto erboso e poi di nuovo nel bosco, su rocce, a 03h 46' c'è un bivio: prendiamo a sinistra e in 3' siamo fuori dal bosco, sulla parte finale della cresta dei Tre Omi di cui è ben visibile uno dei tre giganteschi ometti.
Saliamo verso sinistra, a caso, in direzione dell'ometto. Salendo il panorama si apre sulla Cresta Nattapiana, sul Pizzo, sul Borla, sulla Torre di Monzone e sulla terrazza panoramica del Balzonetto dove si trovavano strutture di servizio dell'imponente teleferica del Balzone che scendeva verso la strada per Monzone.
Il versante erboso è un soffice tappeto di eriche, di Calluna, di ginepro in cui poi fioriscono elicriso, carline e garofanini selvatici, sulle placche rocciose invece prospera in gran quantità il semprevivo.
A 04h 04' siamo presso l'ometto più settentrionale, poi andiamo al secondo e al terzo in pochissimi minuti. Da qua saliamo qualche metro a portarci alla modesta vetta del crinale, detta Cima Tre Omi, dove arriviamo a 04h 14'. Adesso seguiremo la cresta per tornare alla Foce del Faneletto, il percorso è faticoso anche per il gran caldo e da fare con attenzione, non ci sono segni, ma basta seguire il filo della cresta di marmo mantenendosi un po' verso destra, moltissime sono le fioriture di semprevivo.
Questa cresta divide il Catino, sulla nostra sinistra dalla Valle delle cave del Sagro a destra. Dalla vetta scendiamo in 5' a una selletta da cui riprendiamo a salire (a questa sella si può facilmente arrivare anche dalla marmifera sottostante, oggi sentiero 139⇧, conosciuta come marmifera delle Strette. Chi non volesse percorrere interamente la cresta può quindi scendere alla marmifera accorciando l'escursione e descrivendo un anello completo).
Dopo pochi minuti di salita abbiamo a sinistra arbusti e vegetazione che non intralciano la progressione, essi ci accompagneranno per un po' della salita.
A 04h 23' inizia il tratto più impegnativo su roccette, in lieve salita, non mancano appoggi e appigli per procedere in sicurezza aiutandosi un po' con le mani.
Dopo 15' la zona di roccette impegnativa finisce e iniziamo a salire a un modesto risalto (quota 1421 nelle cartine) dove siamo a 05h 03', qua la vista su Vinca è molto bella e, naturalmente, sulla Nattapiana e Pizzo e monti vicini.
Un ultimo tratto di leggera salita ci porta a 05h 23' alla Foce del Faneletto dove chiudiamo l'anello. Ora torniamo a Pianza seguendo il percorso fatto all'andata.
A 05h 51' siamo alla fine dei tratti di corda metallica e poco dopo a 05h 58' siamo al bivio con il sentiero blu di vetta dove ci fermiamo pochi minuti. A 06h 10', finita la sosta, riprendiamo il cammino e a 07h 06' terminiamo l'escursione arrivando al Piazzale.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio superato quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra (9,5 km) per Campocecina che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave e al Piazzale dell’Uccelliera pochi metri avanti. Si trascura la deviazione a sinistra e si continua costeggiando il monte Borla per un altro chilometro fino alla Foce. C’è da aggiungere quest’ultimo tratto di strada è una marmifera in pessimo stato per presenza di buche e detriti caduti dal monte.
Note
Questa escursione permette di scendere alla parte bassa del Catino del Sagro partendo da Pianza, poi sale alla Cima Tre Omi e percorre il panoramico crinale NO del Sagro.
Interessanti sono i panorami su Nattapiana, Pizzo, Cresta Garnerone, Grondilice, Pisanino, Borla e Torre di Monzone.
Il percorso non presenta un gran dislivello, ma è faticoso, specialmente con il caldo, essendo in gran parte aperto e sulla roccia.
La classificazione EE deriva dal fatto che una parte del sentiero 173 si sviluppa su versanti esposti, da percorrere con attenzione, anche se sono presenti cavi di acciaio che offrono sicurezza.
Il percorso per il Catino non è segnato, ma è piuttosto logico e aiutano ometti e qualche segno rosso.
La cresta NO dai Tre Omi alla Foce del Faneletto richiede attenzione e, in qualche tratto, bisogna aiutarsi con le mani.
Questa escursione è assolutamente da evitare con fondo bagnato, con neve e con ghiaccio.
Traccia GPS