DATA ESCURSIONE: 08/10/2017
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un approfondimento sul Monte Corchia.
Passo di Croce è un ripiano erboso con i Torrioni del Corchia in alto e, in basso, il Passo dei Fordazzani. Da esso si gode una splendida vista sulle Apuane settentrionali: Sagro, Tambura e Sella e sulle più vicine Apuane centrali: Altissimo, Macina, Fiocca, Sumbra e Freddone. Inoltre la visuale comprende tutta la costa, dalla Spezia fino alla Versilia e alle isole, nelle belle giornate. C'è una marginetta dedicata a Fortunato Cocci. Di fronte una palina indica il sentiero 141 per il passo dei Fordazzani, dove lo stesso incontra il 149 da Terrinca per Ponte dei Merletti, il 141 continua poi per il Colle Cipollaio.
Salendo si trova un monumento in marmo del 2000 dedicato agli ideatori della strada per Fociomboli: i due frati professori di Terrinca, Cesare Coppedè e Gustavo Cocci, il primo si interessò del tratto fino al Passo, il secondo di quello successivo per Fociomboli. Questa strada era destinata a permettere agli abitanti di Terrinca di lavorare nelle cave del Corchia e di svolgere l’attività silvo-pastorale negli alpeggi di Puntato, Campanice e Pian di Lago. Oggi consente a tutti di godere un panorama incomparabile, il tratto dal Passo per Fociomboli è in parte asfaltato e in parte sterrato e permette il transito di fuoristrada e, per un certo tratto, anche alle altre auto. La strada è un tratto del sentiero 141.
Dopo il monumento c'è possibilità di parcheggiare l'auto, come noi facciamo, in tratto asfaltato. La strada si biforca subito: la strada per Fociomboli pianeggia a sinistra, mentre a destra sale la marmifera per la Cava dei Tavolini, con una sbarra che impedisce il transito alle auto. Questa marmifera permette di portarsi all'innesto del sentiero per il Pirosetto, ma non è più possibile accedere alla Cava dei Tavolini da cui si saliva facilmente al crinale del Monte Corchia, infatti a livello della terza galleria c'è adesso un insuperabile cancello metallico.
Noi seguiamo un sentiero che sale a destra della sbarra e va a recuperare la marmifera più in alto. Iniziamo a misurare il tempo da qua. La traccia è evidente, ma oggi piuttosto inerbita tra paleo ed eriche. Si mantiene a mezzacosta senza salire sulla destra, avendo in basso a sinistra la marmifera, quindi dobbiamo evitare di spostarci sulla destra, verso il crinale roccioso.
A 17' siamo ad una sella panoramica, con di fronte le rocciose pendici che scendono dal Corchia, le Apuane settentrionali e centrali a sinistra e a destra, in basso, Terrinca e Levigliani. Adesso la traccia sale alla base delle rocce e curva, poi, verso sinistra, con qualche metro su roccette da percorrere con attenzione se il fondo è scivoloso. Poi sale più tranquilla con qualche tornantino.
A 31' siamo sulla marmifera, presso un pannello metallico verde, molto ben evidente anche dal basso, che dovrebbe servire per i telerilevamenti (siamo a 1301 m e sulla carta 4Land questo luogo è chiamato La Foce). Ora saliamo per la via di cava e in un paio di minuti troviamo, sulla sinistra, un ometto che indica il sentiero per salire al Pirosetto.
La strada di cava continua per immettersi in una galleria, cento metri più avanti, sulla sinistra (un cartello avverte che 250 m più avanti la strada è chiusa, come abbiamo già detto). Qua abbiamo un incontro ravvicinato, ma non inaspettato, con due splendidi esemplari di lupo (Canis lupus) che scendono, in rapida successione, dal sentiero che andremo a percorrere e ci guardano per poi fuggire rapidamente, scendendo il crinale per Levigliani. La presenza del lupo è ormai accertata da qualche anno nel parco e in particolare in questa zona, ricca di prede come caprioli, mufloni, cinghiali. Avvertiamo che il lupo ha paura dell'uomo e quindi non ci sono pericoli di assalti.
Adesso saliamo pochi metri su roccia scistosa e liscia, aiutandoci con le mani, e poi il sentiero è ben solcato ed evidente nel paleo. Non ci sono molti segni blu, ma non servono, data l'evidenza della traccia molto battuta dagli escursionisti. Questa sale e poi si sposta verso destra, in direzione dei sovrastanti Torrioni del Corchia, con tratti ripidi a tornantini.
A 46' siamo sotto al canalone, tra il secondo e il terzo Torrione. Seguiamo la cengia erbosa verso destra che contorna il terzo torrione, con segni ben evidenti, e in 5’ arriviamo all’imbocco del canale del Pirosetto che si trova tra il terzo e il quarto torrione. Camminiamo tra sfasciumi e affrontiamo subito un breve camino tra rocce che superiamo con calma in 7', aiutandoci con le mani quando serve. Segue una salita tranquilla per sentiero evidente e segnato, prima andiamo a sinistra rispetto al camino e poi curviamo verso destra. L'ambiente è selvaggio ricco di pinnacoli calcarei.
Saliamo ancora per tornantini e a 01h 12' siamo a un ripiano che a destra porta a un punto panoramico, mentre a sinistra sale verso la cresta. Da qua si vede sotto la marmifera e le alte guglie che costeggia e, più in alto, iniziamo a vedere la mole del Corchia. Saliamo tra paleo e roccette, con tornantini, e a 01h 24' siamo sulla cresta, con traccia evidente e percorso tranquillo. Poi il fondo diventa roccioso e inizia lo strappo di salita finale per l'Antecima Ovest. Un tratto di pochi metri richiede attenzione per superare una roccia segnata, la traccia è a sinistra, ma si può andare anche a destra.
Meno di 5' e a 01h 42' siamo sull'Antecima Ovest del Corchia, a 1632 m, questo è il punto più alto dell'escursione odierna. Il luogo è molto panoramico, ma oggi siamo completamente tra le nuvole per cui si vede pochissimo. Da qua adesso scendiamo seguendo la facile cresta fino a un'ampia sella, da cui risaliamo alla vicina vetta, poco più bassa dell'Antecima. Per raggiungerla dobbiamo salire un facile canalino di pochi metri e a 01h 51' siamo sulla vetta alta 1627 m. Qua tra le nubi scorgiamo sulla destra la Cava dei Tavolini, attiva.
Scendiamo adesso verso l'ampia sella, tra la vetta che abbiamo appena salito e la vetta principale del Corchia. Sulla destra c'è la Cava dei Tavolini, con una recinzione di protezione, mentre a sinistra c'è la zona del Retrocorchia, verso cui siamo diretti, con ben visibile la via di cava che seguiremo. Da qua in 20' si può salire al Corchia seguendo i segni blu, oppure proseguendo al meglio, ma noi non saliamo. Scenderemo verso il Retrocorchia.
[C'è da aggiungere che qua è possibile scendere verso la Cava dei Tavolini, iniziando la discesa presso un edificio vicinissimo di mattoni grigi. Fino a poco tempo fa seguendo la via di cava si tornava a Passo di Croce, ma oggi questo non è più possibile a causa del cancello di cui abbiamo detto in precedenza. L'unica possibilità per la discesa è usare la lizza dei Tavolini, come indicato in un'escursione precedente: Levigliani – via di lizza dei Tavolini - Colle Rondinaio -marmifera - Passo di Croce - Levigliani)].
A 02h 03' è possibile scendere verso sinistra seguendo la linea dei vecchi poteaux [Il poteau è uno strumento usato per far scorrere il filo elicoidale per tagliare il marmo alle cave e per fargli cambiare direzione. È formato da un’asta (il vero e proprio poteau) su cui è inserita la puleggia. Dal francese poteau: palo, gamba di un quadro di armamento.]
Noi preferiamo continuare pochi metri e, proprio dove il sentiero prende a salire per la vetta, alcuni ometti indicano il percorso di discesa per il Retrocorchia più agevole del precedente. Siamo a 02h 05'. Il percorso non è segnato, ma indicato da ometti, il primo tratto è su roccia e va percorso con attenzione, a volte aiutandosi un po' con le mani.
Poi curviamo a sinistra e ancora a destra, per evitare lo strapiombo della cava a sinistra. Il percorso si fa più tranquillo, su paleo e sfasciumi e ci porta a un saltino, per accedere alla marmifera, che va affrontato con la solita prudenza.
Quindi a 02h 22' siamo sulla via di cava, presso degli alberelli, che prosegue verso sinistra a una cava abbandonata, noi scendiamo a destra. C'è subito un taglio nel marmo sulla destra, con macchinari arrugginiti e a sinistra un macchinario giallo che può essere utile per rintracciare la via di salita al Corchia. Come già detto il luogo sarebbe molto panoramico sulle Apuane, ma le nuvole ci limitano molto la visuale, intravediamo comunque il Freddone, la zona di Fociomboli e quella del Puntato con la Torbiera ben evidente. Scendiamo e ben presto la marmifera entra nella faggeta colorata d'autunno. Ricordiamo che nella opportuna stagione sulla roccia ci sono abbondanti fioriture rosa di Sassifraga latina.
A 02h 50' siamo a un bivio: a sinistra sale un'altra marmifera diretta a vecchie cave, noi scendiamo a destra e subito troviamo un edificio di cava. Continuiamo la discesa e dopo pochi minuti sulla sinistra vediamo alcuni vecchi blocchi ormai grigi e quello che sembra un tentativo di cava. Poco dopo, a 03h '01', sulla destra, dal bosco arriva il sentiero 141 dalla Foce di Mosceta per Passo Croce. Seguiamo la sassosa via di cava con belle fioriture blu di Gentianopsis ciliata, davanti c'è il Freddone e a destra scorgiamo la Torbiera di Fociomboli, ricca di interessanti fioriture nella stagione opportuna.
A 03h 08' siamo a Fociomboli, importante nodo di sentieri. Qui il 141 si unisce per un breve tratto al 129 che proviene da Col di Favilla e che poi scenderà, a destra, per Campanice-Ponte dei Merletti. Poco distante, scendendo il 129 a destra, inizia il sentiero per la vetta del monte Freddone, vicino a una marginetta. Fociomboli è un ampio spiazzo situato tra la quota 1461 metri del Monte Corchia e il Monte Freddone.
Adesso scendiamo per la marmifera che troviamo piena di auto parcheggiate, e a 03h 11' notiamo sulla sinistra una ripida traccia segnata da ometti che sale per l'Antecima del Corchia. Poco dopo siamo ad una curva dove, sulla destra, si dirige il sentiero 129 per Campanice, all’inizio della quale c’è una marginetta che si intravede. La discesa continua per uno sterrato che a tratti è anche asfaltato, il Corchia con le sue bastionate rocciose rimane imponente sulla sinistra.
Scendendo vediamo la zona del Passo di Croce e a 03h 33' troviamo sulla destra la marginetta Cocci, saliamo un pochino e a 03h 43' chiudiamo l'anello e l'escursione.