(LU-Molazzana) FOCE DEL PIGLIONICO-PANIA SECCA (1709 m)-BAITA PANIA (1200 m)-FOCE DEL PIGLIONICO (A/R)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

FOCE DEL PIGLIONICO (1130 m)

Località di arrivo:

PANIA SECCA (1709 m)

Dislivello mt.:

580

Tempo totale:

5 h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Rifugio Rossi (con deviazione), Baita Pania (se aperta)

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

117(ex 7)_127◆117(ex 7)◆traccia di vetta◆117(ex 7)◆sentiero giallo◆azzurro

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (62)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 15/10/2017



Qui un approfondimento sulla Pania Secca.

L'escursione inizia dalla Foce del Piglionico. La strada per accedervi ( Strada delle Rocchette) prevede il pagamento di un pedaggio di 3 euro giornalieri e la macchinetta per pagare il tributo si trova all'inizio della strada stessa, pochi metri dopo la deviazione a destra per S. Antonio. È necessario portare con sé la moneta spicciola.
Percorsi circa 4 chilometri ci troviamo nei pressi della foce, dove parcheggiamo. Fatti pochi metri siamo al Piazzale della Foce del Piglionico, da dove iniziamo a prendere i tempi. Esso è stato intitolato nel 2016 a Viola Bertoni "Mamma Viola" (1891-1965), medaglia d'oro al valor civile per l'attivo impegno nella Guerra di Liberazione. Qua è presente una cappella votiva che ricorda il sacrificio di un gruppo di partigiani (Gruppo Valanga) che combatterono con i tedeschi sul vicino Monte Rovaio nel 1944.
Al Piglionico arrivano il sentiero 138⇩ da Pizzorno per Colle a Panestra e il 133 dal Molino del Riccio che si innesta nel precedente. Inoltre qua inizia il sentiero 117 per il Rifugio Rossi, Foce di Valli e Cardoso e il 127 per la Foce di Mosceta. Inoltre c'è l'indicazione per il Sentiero della Libertà che è un anello intorno al Monte Rovaio e l'indicazione per un Albero Monumentale. Quest'ultimo è un faggio centenario situato a pochi minuti di cammino dalla foce, scendendo verso Colle a Panestra.
Noi seguiamo il sentiero 117/127 che, nel tratto iniziale, è un ampio stradello sterrato, aperto e panoramico su Pania della Croce, Pizzo delle Saette e Uomo Morto, su Freddone, Rovaio, Sumbra e Fiocca.
Dopo pochi metri sulla sinistra si trova una casetta ristrutturata che è la sede del Soccorso Alpino. Poi il sentiero si restringe ed entra nel bosco in leggera discesa, seguono tratti aperti e saliscendi e a 9' siamo al bivio dei due sentieri: il 127 va a destra in discesa e, più avanti, si innesterà nel sentiero 119 per la Foce di Mosceta.
Noi proseguiamo sul sentiero 117, inizialmente piuttosto ameno, che si sviluppa in lieve salita nel bosco. Dopo 5' la salita aumenta, con alcuni tornanti, ampie radure e qualche tratto più ameno. Ogni tanto qualche cartello didattico che illustra la flora, la fauna e la struttura geologica della zona che stiamo percorrendo.
Tra le fronde, sulla sinistra, scorgiamo la Pania Secca verso cui siamo diretti. A 18' siamo in uno spiazzo con ruderi, qua c'è un'indicazione per la Baita Pania, dove andremo al ritorno.
Poi il sentiero torna a salire con tornanti su fondo di roccette carbonatiche, ricordiamo che tutta la zona è carsica e i fenomeni sono ben evidenti, sia sull'Altipiano della Vetricia che alle pendici della Pania Secca. Comunque nel bosco che stiamo attraversando si notano inghiottitoi e aperture di cavità sotterranee, come quella che costeggiamo a 29', protetta alla meglio con qualche ramo per impedire di scivolare dentro.
Salendo, presso un cartello didattico, troviamo un tratto in falsopiano che poi sale leggermente fino a un punto panoramico sul Monte Rovaio (44') e sull'Appennino.
Continuiamo a salire per tornantini e a 01h 03' siamo fuori dal bosco. Il sentiero sale aperto, scavato nel terreno erboso e, inizialmente, abbiamo ancora qualche faggio a lato e costeggiamo un pozzo carsico. Poi si apre sulla Pania Secca sulla sinistra e sull'Uomo Morto di fronte, mentre sulla destra si intravede il Rifugio Rossi.
Proseguiamo fino al bivio per la Pania Secca, dove arriviamo a 01h 12', il sentiero per il rifugio continua verso destra. La traccia che andremo a percorrere non è segnata, i vecchi segni blu sono ormai stinti e quasi scomparsi, ma è evidente per la presenza di numerosi ometti.
Il tratto iniziale è scavato nella prateria di mirtilli, eriche e ginepro, con davanti la mole della Pania Secca e dietro l'Uomo Morto e la Pania della Croce con il Pizzo delle Saette,Freddone, Fiocca e Sumbra. I panorami sono notevoli e si ampliano procedendo con la salita.
A 01h 19' iniziamo il tratto su roccia. Inizialmente costeggeremo le nervose propaggini a pilastri tra la Pania e l'Uomo Morto, che manterremo a destra, e poi saliremo per la cresta Ovest-sud-ovest, la via più semplice e frequentata.
Il tratto iniziale prevede qualche saliscendi, sulla sinistra le rocce calcaree degradano verso il piano e sono fessurate e tormentate dalla degradazione operata dalle acque superficiali.
A 01h 39' siamo alla base di un contrafforte roccioso che aggiriamo verso sinistra, adesso la salita si fa più decisa e ci porta a 01h 52' alla base del dosso sommitale, a 1610 metri. Qua il panorama si apre verso destra sulle Apuane Meridionali: Croce, Procinto, Nona, Matanna, Prana e Lieto, sullo sfondo la costa e i Monti Pisani. In primo piano la cresta che si diparte dal Forato fino a Foce di Valli e alla Costa Pulita della Pania della Croce, panorama che salendo si aprirà ulteriormente.
Seguiamo gli ometti e iniziamo la salita e ci spostiamo verso sinistra, anche se in realtà è preferibile seguire gli ometti che salgono per il dosso, lo faremo al ritorno. Comunque anche seguendo gli ometti verso sinistra in una decina di minuti ci si porta in cresta. La seguiamo solo in parte, spostandoci poi nel sicuro versante occidentale che guarda verso la Pania della Croce. Il percorso è su rocce e sfasciumi e non presenta difficoltà, anche quando la cresta si restringe.
A 02h 13' siamo in vetta. La vetta è segnata con un cumulo di sassi, su uno dei quali è scritto "pania Secca 1711" (in realtà la vetta è più bassa di un paio di metri), siamo in un pianoro abbastanza largo dove possono sostare molte persone. La vetta del monte è bifida, ma l'antecima Nord-est, che abbiamo di fronte, è di poco più bassa. Essa non è accessibile a causa di un profondo intaglio in cui convergono due canali, uno da Nord-ovest e uno da Nord-est (detto Trimpello).
Il panorama è, naturalmente, splendido oltre che sulle Apuane meridionali, con in primo piano il Monte Croce che sulla Pania della Croce e Pizzo delle Saette con la Vetricia. Su Fiocca e Sumbra con dietro le Apuane settentrionali, dal Sagro al Pisanino. Sull'Appennino e la Garfagnana, sul borgo di Vergemoli e sulla vicina Pania Verde, propaggine a sud-est della Pania Secca.
Dopo una breve sosta, a 02h 21' iniziamo la discesa seguendo gli ometti fino al dosso dal quale scendiamo a zig-zag. A 02h 41' siamo alla base del dosso e percorriamo poi il percorso fatto all'andata e a 03h 16' lasciamo le rocce per percorrere la prateria di mirtilli.
Poco dopo ci fermiamo una ventina di minuti per rifocillarci e riprendiamo il cammino a 03h 42'. Seguiamo il sentiero 117 nel bosco e a 04h 32' siamo allo spiazzo con ruderi con l'indicazione "Baita Pania".
Lasciamo il sentiero principale e seguiamo la traccia per la Baita verso destra. Essa è evidente e ben segnata con segni giallo-azzurri. Il sentiero è in lieve salita, o falsopiano, tra radi alberi e pochi minuti dopo si apre sulla sinistra su Rovaio, Fiocca e Sumbra.
Procedendo sulla destra ci accompagna la vista sulla vetta della Pania Secca e sull'Antecima NE e sui tre rilievi triangolari che si trovano sulla cresta nord del monte.
A 04h 42' siamo alla Baita Pania. Il complesso è formato però da due edifici tra loro poco distanti. Sono edifici di cava poiché in questa zona furono aperte, per un breve periodo, delle cave che non ebbero successo. Essi sono proprietà del Comune di Molazzana che li ha ristrutturati per usarli come punti di ristoro e case-vacanza (ci sono una decina di posti letto) e sono funzionanti da quest'anno. La baita è aperta nei fini settimana di luglio-agosto e su richiesta nel resto dell'anno ed è affidata ai gestori del Rifugio Rossi. Davanti al primo edificio c'è uno stradello che porta, in pochi minuti, al secondo edificio con i tetti molto spioventi che dovrebbe essere il dormitorio.
Nei pressi c'è un modesto tentativo di cava, uno stradello che sale a destra e un ampio piazzale panoramico con sotto un vecchio ravaneto.
Adesso lo stradello scende e passa sopra la cappella del Piglionico cui è possibile arrivare scendendo di pochi metri. Noi proseguiamo invece lo stradello fino a immetterci nella Strada delle Rocchette, dopo aver superato una sbarra, a 04h 57'. Siamo una cinquantina di metri oltre la Cappella e in un paio di minuti siamo all'auto.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa, passando per Altagnana (5,5 km) e Antona (8,4 km) si supera la galleria del Vestito che porta in provincia di Lucca. Si scende e si arriva ad una seconda galleria, superata la quale arriviamo ad Arni (21,2 km), continuiamo, troviamo la deviazione per il Cipollaio (23,5 km) prendiamo a sinistra (località Tre Fiumi ristorante) e proseguiamo la provinciale fino alla deviazione a sinistra per Careggine (26,7 km). Si prosegue superano isola Santa e si perviene a Castelnuovo Garfagnana (40,5 km). Si seguono le indicazioni per Molazzana (SP 43) (51,2 km). Poi si prosegue per Piglionico (54,1 km) evitando alcune deviazioni. Subito dopo l'ultimo bivio per Sant'Antonio è presente la colonnina per il pagamento del pedaggio per accedere all'ultimo tratto di strada. Da Seravezza si segue la strada provinciale di Arni (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano e poi a quella per Levigliani (12 km), si supera il bivio per Terrinca. Poi si continua fino alla Galleria del Cipollaio (20 km) e presso la località Tre Fiumi (20 km) si recupera l'itinerario precedente.
Note
La salita alla Pania Secca è un'escursione molto panoramica sulle Apuane centrali e meridionali, ma in lontananza si vedono anche quelle settentrionali e l'Appennino.
L'ambiente della Pania è selvaggio e si sale su sassi e sfasciumi. L'itinerario di salita non è segnato, ma è ben indicato da ometti, la cresta va percorsa con attenzione, ma non c'è grande esposizione.
Le difficoltà diventano notevoli con neve e ghiaccio.
L'escursionista può poi salire al vicino Rifugio Rossi che, insieme alla nuova Baita Pania (quando aperta), fornisce accoglienza e ristoro.
Molte sono le varianti utilizzando la ricca rete di sentieri presente in loco.
Traccia GPS