(MS-Massa) FORNO loc. CASA BIFORCO–VALLE DEGLI ALBERGHI (865 m)–SENTIERO NN-CASA CORMENETO (1066 m)-CANAL FONDONE (1048 m)-FORNO CASA BIFORCO (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

FORNO loc. CASA BIFORCO (376m)

Località di arrivo:

FORNO loc. CASA BIFORCO (376m)

Dislivello mt.:

760

Tempo totale:

6 h 15'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Forno

Rifornimento acqua:

Nessuno

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

167_168◆167◆sentiero NN◆168◆167_168

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (68)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 19/11/2017
Itinerario percorso nuovamente in data 24/05/2020, lo stato dell'intero percorso coincide con quanto relazionato.



Superato Forno ed evitata la strada per il Pianello (da cui si raggiungono a piedi le vicine Case del Vergheto), la strada asfaltata prosegue costeggiando il Canal Secco, tra edifici fatiscenti che testimoniano passate attività industriali legate all'estrazione del marmo e della pietra.
Al termine della strada ci fermiamo presso uno spiazzo protetto da un muro di cemento, con indicazioni dei sentieri 162, 167 e 168.
Siamo subito alla sbarra (da dove iniziamo a prendere i tempi) che delimita la zona delle cave e, subito dopo, una ripida salita ci porta in 2' al primo bivio che dà il nome alla zona (Biforco).
A destra sale il canal Cerignano, con a fianco la marmifera, in parte percorsa dal sentiero 162 per le Vettoline e il Passo della Focolaccia, invece a sinistra c’è il Canal Fondone. I due canali si fondono nel canal Secco tributario del Frigido, in realtà infatti i canali sono sassosi e secchi e il Frigido nasce da una fonte nei pressi di Forno, cui arrivano le acque dalle zone dell'Acquabianca e della Carcaraia, ricche di fenomeni carsici.
Prendiamo a sinistra la marmifera, subito ripida, dalla quale più in alto si separano i sentieri 167 e 168. La zona è ampiamente sfruttata per l’estrazione del marmo, con cave attive e in espansione che stanno velocemente mutando la conformazione della zona.
A 11' sulla destra c'è una deviazione della marmifera. A 17' siamo al bivio tra i sentieri 167 e 168, ci troviamo presso la vecchia Cava Romana ormai abbandonata. Fino a qualche anno fa era possibile entrare, mediante un cunicolo nel marmo, e visitare la cava che si presenta come un’enorme voragine, visibile salendo un poco il sentiero 167. Oggi il cunicolo è stato ostruito con un blocco di marmo, forse per impedire che incauti escursionisti si avventurino per la cava stessa. Il nome è rimasto alla nuova cava che sta coltivando intensamente la zona a monte della vecchia cava che comunque non ha nulla a che fare con i romani, infatti l’attività estrattiva a Forno è iniziata nel 1800.
Sulla destra la marmifera sale alla Cava Romana, mentre a sinistra si dirige il sentiero 168 del Canal Fondone per la Foce Rasori, che è anch'esso, nel tratto iniziale, una ripida marmifera per le cave che sono di nuovo in attività.
Al ritorno scenderemo proprio dal Canal Fondone. Noi adesso continuiamo di fronte dove è ben indicato il sentiero 167 che, nella parte iniziale, coincide per lo più con la vecchia via di lizza degli Alberghi, ed è subito molto ripido. Più avanti è possibile seguire la via di lizza oppure lasciarla a tratti per evitare la parti più ripide. Noi seguiremo in parte i segni Cai e, poco dopo la decisa curva a destra, prendiamo a 34’ la deviazione a destra, indicata dai segni rossi, mentre i segni Cai continuano per la via di lizza.
Il sentiero si inerpica, tra paleo, verso un punto panoramico, dove arriviamo in pochi minuti. Interessanti sono le fioriture: Centaurium Erythrea, Lilium bulbiferum, Buphthalmum salicifolium, Moltkia suffruticosa per citarne alcune, ma naturalmente in questa stagione non ci sono.
Il sentiero si mantiene nel bosco parallelo alla via di lizza, un po’ più in alto, poi a 51’ incrociamo di nuovo la via di lizza e saliamo su di essa. In assenza di nuvole è possibile ammirare la cima del monte Contrario, ma oggi ci sono molte nuvole per cui riusciremo a vedere molto poco.
La salita è ripida e il fondo è sconnesso, con parti della via ormai franati, ma la progressione è sempre sicura. A 01h 05' lasciamo la via di lizza e, con un ultimo tratto a semicerchio, arriviamo a 01h 11' a un intaglio panoramico posto a 794 m. Sulla destra c’è un modesto cocuzzolo detto localmente Il (sic) Zucco (811 metri). Da questo momento il panorama si apre sull’alta Valle degli Alberghi, dominata dalla parete sud-ovest del monte Contrario, salendo poi si apre alla Forbice del Grondilice a sinistra e al monte Cavallo a destra, mentre sotto la mole del Contrario si vede la Casa degli Alberghi, edificio di cava oggi usato dai pastori. Naturalmente bisogna avere una giornata di buona visibilità.
Pochi metri dopo l’intaglio è ancora presente un bel piro in marmo con le scalanature dovute alle corde usate nella lizzatura, presso un masso caduto alcuni anni fa, c’è da dire che salendo troveremo altri piri di marmo (i piri di marmo non sono comunque molto diffusi sulle nostre montagne).
Il sentiero adesso si fa ameno e panoramico e sale modestamente, mantenendo a sinistra il canale degli Alberghi. A 01h 23' si stacca a sinistra, a quota 840, il sentiero dei Pradacetti, per la sella omonima, vicina al Passo delle Pecore e a Cava 27, sono presenti segni rossi e un ometto nella parte opposta del canale (il punto di discesa è molto evidente ed è, comunque, poco prima di una lapide dedicata a due caduti). Noi lo seguiremo per un breve tratto per poi abbandonarlo e prendere una deviazione per Cormaneto. Invece il sentiero 167 prosegue per Case Carpano, Forcella di Porta, alla base del Cavallo, per poi terminare al Passo della Focolaccia.
Scendiamo quindi senza problemi nell'alveo di marmo del canale e saliamo nel versante opposto. Adesso seguiamo un'ampia traccia erbosa che costituisce una vecchia via di lizza, destinata a qualche tentativo di cava più in alto.
A 01h 31' siamo al bivio con il sentiero dei Pradacetti, abbastanza impegnativo, che sale a destra. Noi proseguiamo in lieve discesa il ramo di sinistra diretto a Casa Cormeneto e poi al sentiero 168. Sono presenti segni rossi che ci accompagneranno per tutto il sentiero fino all'innesto nel sentiero 168 di Canal Fondone. C'è da aggiungere che i segni sono a volte stinti, ma con attenzione è facile trovarli e seguirli.
Siamo a 860 m di quota e ci attendono circa 250 m di salita, il percorso a tratti pianeggia o scende lievemente, mentre a tratti sale ripido. Si sviluppa su paleo o su roccia, in qualche tratto anche su sfasciumi, ma non è difficile e non è esposto, anche se serve la solita attenzione. L'ambiente è tipicamente apuano, con interessanti panorami su Contrario e Cavallo, purtroppo oggi le molte nuvole ci impediscono di goderlo appieno.
Poco dopo il bivio dobbiamo attraversare un canale che scende da destra (Canale dei Pradacetti), la traccia si sposta verso sinistra, passa sui resti della via di lizza, con a destra un enorme masso con segno rosso e indicazione Cormeneto.
Saliamo un breve tratto ripido e panoramico. Poi proseguiamo su roccia e sfasciumi e a 01h 43' abbiamo una breve salitina su roccia, cui segue una breve discesa sempre su roccia.
Poi ci spostiamo verso sinistra. su facile roccia e un breve tratto di ravaneto, da parte opposta vediamo il sentiero 167 percorso poco fa.
A 01h 55' ancora un tratto su roccia, poi saliamo con la traccia incisa nelle pendici di marmo del monte. A 02h 09' saliamo un ripido canalino su roccia e terra smossa, tra qualche albero che può aiutare nella progressione.
Poi la ripidità diminuisce e la traccia diventa più tranquilla, sempre verso sinistra. Poi a 02h 24' iniziamo a salire per tornantini e poi su sfasciumi, per tratto ripido, con la visuale che sotto si apre sulle cave di Forno e sulla costa. Di fronte abbiamo la cresta che scende verso sud dal massiccio del Grondilice.
Il sentiero poi diventa meno ripido e continua verso sinistra, poi riprende a salire e cominciamo a vedere le propaggini del Monte Rasori, immerse nelle nuvole. Di fronte a noi c'è un'aspra parete che scende verticale, proseguiamo su rocce verso destra in salita.
Subito dopo ci spostiamo nuovamente sulla sinistra, per tratto più tranquillo, che è erboso e molto panoramico.
A 03h 06' raggiungiamo il punto più alto dell'escursione a 1115 m. Cambiamo versante affacciandoci al Canal Fondone nella zona detta Cormeneto. Sulla destra si sviluppa la cresta sud-ovest della Punta Questa (Cresta dei Trasandini), formata da pinnacoli e massi, che può essere percorsa per portarsi alla Punta stessa con percorso non semplice e non segnato.
Noi adesso scendiamo per la zona bassa di Cormeneto, in ambiente selvaggio e piacevole, tra massi solitari, paleo e arbusti, felci ormai secche e qualche raro albero.
Il percorso del sentiero è sempre semplice e a destra notiamo sia il Torrione Figari, con il caratteristico masso sommitale e la Punta Questa. Essi sono interessanti quote del contrafforte roccioso che dalla Forbice va verso sud, a separare Canal Fondone dalla valle degli Alberghi. Purtroppo si vede ben poco del resto del panorama.
A 03h 19' arriviamo a Casa Cormeneto, a quota 1066 metri. Siamo presso un gruppo di ruderi di vecchie abitazioni dei pastori, presumibilmente di Forno, tra alberi spogli di sambuco. Una di esse è coperta di un telone verde di plastica e ha all'interno dei giacigli, per cui è presumibile sia stata usata fino a non molto tempo fa. Su un albero è infilato un cartello di Benvenuto nel Cormeneto e c'è poi una scritta Del Sarto, forse riferita al pastore.
Ci fermiamo un po' e poi proseguiamo per tratto con pochi segni, comunque la traccia lascia i ruderi mantenendosi in falsopiano, senza scendere verso sinistra, poi devia leggermente a destra per continuare a sinistra (c'è un ometto e segni stinti) per paleo e roccia.
Poi scendiamo verso Canal Fondone che incrociamo a 03h 33' presso delle pozze d'acqua. Lo attraversiamo e iniziamo la discesa verso il punto di partenza.
La discesa è impegnativa, con tratti molto ripidi e tratti tra arbusti (eriche e ginestroni) che ostacolano la progressione e qualche breve tratto su roccia. Il consiglio è di progredire sempre con attenzione e piede sicuro.
Scendiamo quindi tra arbusti, con molti fastidiosi ginestroni, e qualche tratto su roccia, da percorrere con cautela in caso di terreno umido.
A 03h 56' superiamo un canale roccioso (ramo del Canal Fondone), su rocce da percorrere con prudenza. Poi saliamo alcuni metri per breve tratto esposto.
Poi il percorso si fa più semplice e a 04h 07' riprendiamo a scendere e dopo 5' ci troviamo in un boschetto, con tratti molto ripidi.
A 04h 21' siamo su tratto aperto e poi passiamo tra radi alberi. Poi il sentiero si apre ancora, passiamo su qualche roccetta e a 04h 29' siamo presso un masso liscio, sovrastato da un ometto, posto in posizione panoramica.
Scendiamo ancora qualche tratto su roccia, da percorrere con prudenza, poi il percorso si fa più tranquillo, passiamo presso un bel faggio e poco dopo scendiamo ripidamente in un boschetto, dove predominano le stipe.
Arriviamo così, a 04h 59', nuovamente sul roccioso Canal Fondone che costeggiamo sempre tra alberi. Più avanti, sulla sinistra, c'è una lapide di marmo dedicata al geologo Bruno Vitaloni (1923-1970) del Cai di Massa. Nei pressi ci sono anche tubi dell'acquedotto.
A 05h 07' scendiamo nel canale roccioso e lo attraversiamo con l'ausilio di un breve tratto di corda metallica. Scendiamo adesso per tratto ripido e scalinato fino a recuperare il canale, che scendiamo a destra con l'aiuto di una corda metallica, per un paio di minuti.
Poi ci portiamo nel canale su roccia scalinata e scendiamo per una decina di minuti, su massi arrotondati, seguendo il percorso più agevole segnato con segni bianco-rossi.
A 05h 32' ci spostiamo verso destra, lasciando il canale e ci portiamo sulla marmifera con una breve salita. Troviamo le indicazioni del sentiero con un ometto bianco con la giusta scritta "attenzione".
Rimane adesso da scendere la ripida marmifera, tra sfasciumi di cava e poi per tratti ripidi, ma puliti. Superiamo vecchi edifici di cava gialli, resti di attività estrattiva e a 05h 50' siamo presso la nuova cava attiva Fondone e, poco dopo, siamo alla sbarra.
A 06h chiudiamo l'anello presso l'ingresso della vecchia Cava Romana e a 06h 15' siamo a Biforco dove terminiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara, si trascura una prima deviazione a sinistra per le Casette e a 6,5 Km c'è un bivio: a sinistra la strada si dirige a Forno mentre a destra continua per Gronda e Resceto. Dopo un chilometro raggiungiamo Forno che si sviluppa lungo il torrente e la strada. Superiamo il Pizzo del Cotonificio che si trova di fronte alla ex-Filanda. Proseguiamo e lasciamo a sinistra un ramo della strada che sale al Vergheto e continuiamo per la strada che diventa adesso ampia strada marmifera (asfaltata) con numerose curve tra edifici abbandonati sempre con il canal Secco sulla destra. A 10 km arriviamo a Biforco presso uno spiazzo asfaltato.
Note
L'escursione descritta attraversa zone selvagge delle Apuane massesi. Il tratto iniziale segue la via di lizza degli Alberghi e porta nella valle omonima dominata da Contrario e Cavallo.
Il percorso non è difficile, ma sempre faticoso per ripida via lizza. Si lascia poi il sentiero per un sentiero segnato, ma non numerato, esso si biforca subito, dobbiamo seguire il ramo di sinistra diretto a Cormeneto e poi al sentiero 168 di Canal Fondone.
Il percorso a tratti pianeggia o scende lievemente, mentre a tratti sale ripido, superando nel complesso un dislivello di circa 300 metri.
Si sviluppa su paleo o su roccia, in qualche tratto anche su sfasciumi, ma non è difficile e non è esposto, anche se serve attenzione ed è necessario seguire i segni stinti e la traccia.
L'ambiente è tipicamente apuano, con interessanti panorami su Contrario e Cavallo, e poi sul Torrione Figari e Cima Questa nella zona di Cormeneto.
Interessante sono i ruderi di Cormeneto. testimonianza della cultura della pastorizia. in un ambiente bellissimo, ma sicuramente molto disagevole.
Infine si scende per il sentiero 168 nel Canal Fondone con qualche tratto da percorrere con attenzione, tra ginestroni e altri arbusti e su roccia. Il consiglio è di progredire sempre con attenzione e piede sicuro. Nel complesso l'escursione è divertente e variata, non va affrontata con maltempo, neve, ghiaccio e con nuvole basse. In estate serve buona scorta di acqua, mancando fonti lungo il percorso.
È richiesto allenamento e cautela anche nei sentieri segnati.
Traccia GPS