(MS-Massa) FORNO-PONTE DELL'INDUGIO (172 m)-MAESTA' FRUZZETTI (407 m)-PIAN DEI SANTI (577 m)-CASANIA (313 m)-GUADINE (187 m)-FORNO (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

FORNO (Parcheggio Ciro Siciliano 170 m)

Località di arrivo:

FORNO (Parcheggio Ciro Siciliano 170 m)

Dislivello mt.:

405

Tempo totale:

3h 34'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Forno, Casania, Guadine

Rifornimento acqua:

Forno, Casania, Guadine

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

sentieri NN◆154◆strada

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (41)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 04/03/2018



Superato il bivio per Resceto, poco prima di arrivare al paese di Forno, sulla destra, presso una chiesa isolata (Oratorio di Sant'Anna, XVII secolo), c’è un parcheggio intitolato a Ciro Siciliano, maresciallo dei carabinieri e comandante della stazione di Forno, ucciso nella strage nazi-fascista del 13 giugno 1944 che straziò questo paese della montagna massese. Qua è presente anche una fontana. [Ricordiamo che Forno, l'antica Rocca Frigida, si sviluppò nel XIII secolo per la lavorazione dei metalli. L'esaurimento del legname necessario ai forni di fusione trasformò gli abitanti in pastori e agricoltori. In seguito prosperò la fabbricazione dei cappelli di feltro e, nella prima metà del 1800 furono aperte le prime cave di marmo, ma lo sviluppo demografico del paese si ebbe con l’apertura della Filanda.]
Seguiamo la strada asfaltata per Forno che costeggia il fiume Frigido e arriviamo al cartello stradale del borgo e alle sue prime case e, sulla destra, a 5’ troviamo il ponte dell’Indugio che attraversa il fiume Frigido.
Questo ponte deriva il nome dal latino indusium (abito o panno) per il fatto che nei pressi si trovava un follo per la lavorazione della lana che utilizzava le acque del fiume.
Subito dopo aver attraversato il ponte troviamo un bivio che seguiamo verso destra, fino ad arrivare a 9' al locale cimitero. Anche qua c’è una fontana e prendiamo la scalinata, a sinistra, a fianco del muro del cimitero fino a trovarci sopra la stesso, seguiamo la scalinata di cemento che sale tra radi alberi e poi prendiamo a sinistra fino a una casa alla quale è possibile arrivare anche da parte opposta dal paese.
Il sentiero prosegue verso l’alto, ancora scalinato, con qualche segno rosso e a 21’ arriviamo a un’altra abitazione di color rosso, ci teniamo ancora a sinistra e saliamo fiancheggiando una recinzione.
A 30' siamo presso una casa con dipinto, sulla facciata, un grosso orologio. Poco più avanti a 34' arriviamo presso alcune costruzioni circondate da zone coltivate, qua evitiamo di salire per la zona scalinata e prendiamo a sinistra superando i ruderi per tratto in leggera salita. Più avanti ritroviamo i segni rossi.
Il sentiero sale nel bosco e a sinistra, in basso, scorgiamo Forno e tra gli alberi la visuale e si apre progressivamente dal monte Rasori al Cavallo.
A 48’ arriviamo a una maestà con icona marmorea della Madonna del 1891 fatta costruire da Antonio Fruzzetti. Il sentiero, adesso ben segnato, prosegue sia a destra che a sinistra della maestà, noi prendiamo a destra [a sinistra si va alla vicina Sorgente della Freddana, poi al Pizzo della Bandiera e si recupera il sentiero 154 Forno Filanda- Casania].
Troviamo, poco dopo, una prima casa sistemata presso delle piane coltivate. A questa ne seguono altre provviste di interessanti cartelli che raccontano la storia delle famiglie, provenienti da Forno, che hanno abitato queste piane e testimoniano l’amore dei discendenti per questa bellissima zona.
Proseguendo a 01h 11' c'è un rudimentale cancello da richiudere e poco dopo un'altra costruzione (Ca' d' Piangin) con fuori una casetta di legno colma di libri a disposizione dei viandanti (bookcrossing). A 01h 23' siamo presso un capannello per la caccia, saliamo verso sinistra seguendo gli evidenti segni bianco-rossi e arriviamo in un paio di minuti al gruppo di costruzioni di Pian dei Santi. Sono ruderi di abitazioni rurali, usate anche dai cavatori della vicina cava di onice, la zona è circondata da terrazze che furono coltivate in passato con olivi e viti. Forse il nome del sito deriva dalla presenza in loco di eremiti in un lontano passato. Qua troviamo le indicazioni del sentiero 154 che dalla Filanda di Forno porta a Casania, adesso lo seguiremo fino a Casania.
Scendiamo per poi salire fino ad arrivare a 01h 34' a un trivio che costituisce il punto più alto dell'escursione a 582 m. A sinistra ci sono indicazioni per la Cava di Onice (indicazione "grotta"). In realtà il materiale scavato era un calcare stratificato con colorazione particolare che lo faceva somigliare al più prezioso onice (una varietà di quarzo, quindi una roccia silicea e non calcarea). Non entriamo nella parte iniziale della cava dove sono presenti cartelli indicatori che spiegano il lavoro effettuato in passato nella cava (per esplorarla serve attrezzatura adeguata e una guida che la conosca). Di fronte a noi continua un sentiero segnato, ma non numerato, che si innesta (dopo circa 1 ora di cammino) nel sentiero 161 Resceto-Castagnolo-Celia Caldia-Forno, percorrendo, a mezzacosta, il versante sud del modesto monte Girello. Invece sulla destra scende il sentiero 154 che seguiamo. In alto sulla sinistra ci sono ruderi di strutture di servizio della cava attiva dal 1934 all'inizio degli anni cinquanta.
Adesso scendiamo percorrendo le pendici calcaree del Girello, scorgendo i monti Sella, Macina e Pelato e, in basso, il torrente Renara, il borgo di Casania e quello di Redicesi più lontano.
La vegetazione è tipicamente mediterranea, con corbezzoli, pini e stipa. Scendiamo per tornantini e subito a 01h 40' siamo a un'altra "grotta". Questa si trova a una decina di metri dal sentiero ed è, in realtà, una miniera abbandonata posta in posizione molto panoramica con vista fino al mare. Anch'essa fa parte del complesso della Cava dell'Onice, all'interno ci sono fogli esplicativi e alcuni caschi protettivi per chi volesse addentrarsi nella miniera che è oggi piena di acqua.
Dopo la breve visita continuiamo a seguire il sentiero per breve tratto scalinato, poi per tornantini presso il ravaneto dei detriti della cava. Percorriamo le pendici rocciose del monte per facile sentiero aperto, a 02h 05' sulla destra ci sono una serie di reti di protezione per evitare che le frane portino detriti più in basso.
Seguono alcuni tratti con presenza di pini lungo il sentiero, poi troviamo uno spiazzo panoramico con un vecchio carrello metallico usato dai minatori, infatti tutta la zona è ricca di miniere sfruttate nel secolo scorso e anche precedentemente. A 02h 20' ci sono i primi vecchi terrazzamenti presso un rudere sulla destra. Poi un altro rudere e un tratto scalinato.
A 02h 27' siamo presso due casotti dell'acquedotto, costeggiamo terrazzamenti coltivati a vite e ulivo e in 5' arriviamo alla chiesa di Casania con il suo campanile in sasso. Questo piccolo borgo risale al XIV secolo ed era legato alla presenza di piccole miniere di ferro e ad attività silvo-pastorali. La chiesa è intitolata ai santi Giacomo e Filippo e risale al XIV secolo [Casania, Redicesi, Gronda e Guadine sono le "Ville dei Canali" ubicate nella Val de Cortecia (Cortecciola) oggi Val di Renara. Infatti questi paesi erano stati costruiti in prossimità dei torrenti o dei canali presenti in zona]. Scendiamo al vicino spiazzo parcheggio dove termina la strada asfaltata. Seguiamo adesso la strada per tornare al punto di partenza. Poco dopo a destra c'è il bivio per il locale cimitero che trascuriamo.
Scendendo vediamo bene Redicesi e il torrente di Renara sulla destra. A 02h 52' ci immettiamo nella strada principale proveniente da Massa e diretta a Resceto. A sinistra si va alla vicina Gronda [alla confluenza del Canale di Resceto con quello di Renara. Piccolo borgo risalente al XIV secolo legato ai modesti giacimenti di ferro, ad attività silvo-pastorali e poi all'estrazione del marmo. Possiede un piccolo Oratorio intitolato al Sacro Cuore risalente al XX secolo] e, con deviazione, a Renara. Noi prendiamo a destra in leggera discesa avendo sulla sinistra il canale di Renara e il borgo di Redicesi [altro piccolo borgo che rimane per un certo periodo non illuminato dal sole, esso era legato in passato alla coltivazione del castagno e al lavoro del marmo].
Seguiamo la strada e superiamo due case isolate e a 03h 05' arriviamo al borgo delle Guadine che si sviluppa lungo la strada. Sulla sinistra il torrente offre, in estate, possibilità di rinfrescarsi nelle pozze presenti nell'alveo, c'è da dire che i bagnanti hanno lasciato un certo degrado.
Continuiamo la discesa, superiamo un tratto dove qualche anno fa ci fu una brutta frana e cominciamo a vedere di fronte a noi, in alto, il sentiero del Bizzarro di cui parleremo tra poco.
A 03h 20' sulla sinistra c'è una marginetta senza immagine marmorea e 4' dopo arriviamo nei pressi dell'innesto del torrente di Renara nel Frigido che proviene da destra.
Saliamo a destra per un breve tratto scalinato che ci porta sulla strada per Forno. Poco dopo a sinistra c'è una lapide che ricorda tre vittime della ferocia nazi fascista.
A 03h 28' a sinistra inizia il Sentiero del Bizzarro che porta al borgo delle Casette dove si inserisce nel sentiero 169 per Forno. Poco avanti c'è il monumento alle 68 vittime della strage del 13 giugno 1944.
A 03h 34' arriviamo a parcheggio chiudendo l'anello.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara, più avanti si trascura una strada che sale a sinistra in direzione Casette. A 6,5 Km un bivio: a sinistra la strada si dirige a Forno mentre a destra continua per Gronda e Resceto. Dopo un chilometro raggiungiamo Forno che si sviluppa lungo il torrente e la strada. Poco prima del borgo sulla sinistra, presso una vecchia chiesa, si trova il parcheggio.
Note
L'escursione unisce Forno con Casania, borghi della montagna massese. Poi torna al punto di partenza per la strada. Volendo con il sistema delle due auto è possibile evitare il tratto di strada accorciando di circa un'ora l'escursione.
Di interesse è la zona di Pian dei Santi, la Miniera di Onice e i piccoli borghi della Valle dei Canali. Qualche buon panorama sui monti Sella, Macina e Pelato scendendo verso Casania.
Le rive del Torrente di Renara sono usate in estate dai locali per rinfrescarsi nelle pozze. Il tratto di strada permette di passare presso Redicesi, poi per le Guadine e di vedere cippi monumentali e monumenti della Guerra di Liberazione che su questi monti fece molte vittime innocenti tra i civili.