DATA ESCURSIONE: 25/04/2018
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un approfondimento sul Monte Forato.
Parcheggiamo lungo la strada principale di Cardoso (superata la chiesa) e iniziamo l'escursione dal bivio, tra le località Orzale e Colombetta. Qua son ben visibili il Monte Forato, da cui passeremo, e i monti Nona e Procinto.
[Cardoso è conosciuto per l’estrazione della pietra omonima che è un’arenaria metamorfica usata per fare mensole, stipiti, pavimentazioni, tetti e, in passato, anche come pietra da costruzione. Le relative cave si aprono qua e là intorno al paese. In passato fu anche centro per la lavorazione del ferro. La chiesa, intitolata a San Genesio, è di impianto medioevale, ma fu profondamente rimaneggiata nel XVIII secolo. Il paese è stato epicentro dell’alluvione che il 19 giugno 1996 provocò danni e diverse vittime nell’alta Versilia e i segni del disastro si vedono ancora nei boschi che circondano il paese.]
Seguiamo la strada asfaltata per la località Orzale mentre al ritorno scenderemo per l'altra strada. Volendo è possibile salire all'Orzale con il sentiero 117 che inizia di fronte alla chiesa, comunque il tratto su strada è breve. Saliamo costeggiando coltivazioni e qualche casa. Dopo 5' abbiamo bella vista su Cardoso, Pruno e Volegno, con dietro il Monte Alto. A 9' sulla sinistra, presso una curva, una traccia permette di recuperare il sentiero 117, ma noi continuiamo a salire per la strada.
A 12' arriviamo a una curva poco sotto il borgo dell'Orzale dove recuperiamo il sentiero 117 sulla destra. Ricordiamo che a Orzale c'è una fontana e inizia un sentiero SAV per Pruno e un'altra traccia che si immette nel sentiero 117 che andiamo a percorrere.
Il sentiero è ampio e sale subito verso sinistra, è una mulattiera che ci porta a 20' a un bivio: a destra una traccia porta al Santuario di San Leonardo dove è venerata la Madonna omonima. Mentre salendo pochi metri arriva, da sinistra, il sentiero alternativo al 117 che parte dall'Orzale. Esso si innesta nel 117 e quindi andiamo verso destra.
Saliamo adesso per ripidi tornanti e in 3’ siamo presso una marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio (1889). Salendo scorgiamo anche il lontano Santuario, sulla sinistra ci sono dei ruderi con recinzione e il terreno circostante è stato pulito di recente.
A 32' siamo alla marginetta di Colle di Fondo, con icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata da cialtroni iconoclasti. Una traccia a sinistra porta al ponte romanico di Pruno e, con deviazione, alla cascata dell'Acquapendente. Subito dopo la marginetta c'è una fonte.
Proseguiamo per il sentiero 117 con salita e tratti di falsopiano, con diversi ruderi e bella vista su Forato, Costa Pulita e sulle propaggini della Pania che andremo a salire per arrivare a Foce di Valli.
A 49' siamo a un bivio segnalato, sopra il quale c'è un rudere. A sinistra sale il sentiero 117A che arriva alle case di Cima alla Ripa, dove si innesta nel 124 che poi lascia e prosegue autonomo per finire nel sentiero 117 sopra a Collemezzana. Proseguiamo per il 117 con saliscendi, in zona dove prosperano i rovi che sono stati tagliati permettendo una progressione agevole. A 59' guadiamo facilmente il modesto Fosso Capriolo di Cerageta.
Adesso cambiamo versante e prendiamo a salire. Dopo 5' la salita si fa molto ripida nel castagneto. A 01h 14' passiamo presso una vecchia teleferica per la legna e poco sopra presso un rudere. Più in alto passiamo per un rimboschimento a conifere e poco dopo, a 01h 29', siamo a Collemezzana.
Questo è un gruppo di case, alcune restaurate, in posizione panoramica (presente fonte, ma l'abbiamo trovata secca). Adesso è saltuariamente abitato, ma in passato qua vivevano alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo il mitico Angiolo Bartolucci (1871-1945), detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati. In seguito la tradizione di ospitalità di Angiolo fu portata avanti dal nipote Agostino morto nel 2006. Oggi sulla loro casa ci sono le loro fotografie con la mitica conchiglia che serviva al Nonno per annunciare agli escursionisti l’arrivo del maltempo. A Collemezzana arriva anche il sentiero 124 che unisce Foce di Petrosciana e Foce di Mosceta.
Proseguiamo con il 117 per arrivare a Foce di Valli. Il sentiero sale a destra costeggiando la Casa Rossa (che deve il nome a porte e finestre dipinte di questo colore). Saliamo subito per tratto molto ripido e degradato e dopo 5' la progressione si fa più facile, sempre nel bosco. A 01h 44' da sinistra si innesta nel sentiero il 117A di cui abbiamo detto in precedenza.
Salendo entriamo in un bosco di giovani faggi dove procediamo in decisa salita. E a 01h 58' arriviamo presso dei ruderi da cui andiamo a sinistra. Dopo 3' iniziamo a salire su rocce, ma sempre nel bosco. Più avanti saliamo decisamente su roccia con tratti ripidi, ma non difficili, aiutandoci un po' con le mani.
A 02h 07' siamo a un bivio: a sinistra una traccia, che pare segnata, dovrebbe portare alla Fania, come vedremo consultando la carta 4Land, noi seguiamo il 117 verso destra, con tratto tranquillo su roccia. Segue un tratto aperto e panoramico su Forato, Nona, Procinto e Matanna e poi su Gabberi, Lieto, Stazzema e Monte Alto. Inoltre scorgiamo diversi casolari sottostanti negli alpeggi di Cardoso. Poi un canalino ci porta in 5' a una roccia con lapide a 02h 19'. La lapide ricorda l'alpinista Marco Del Dianda ed è stata posta nel 1999. Qua inizia il tratto più impegnativo su roccia, ben segnata, dove è necessario aiutarsi anche con le mani. Comunque dopo pochi minuti, a 02h 28', il percorso diventa più semplice anche se è sempre ripido su roccette tra radi alberi. Il panorama si apre progressivamente sulla Pania della Croce e sulla Costa Pulita.
Saliamo per tornantini e gli alberi si diradano per scomparire a 03h 03'. Ora saliamo per pendici erbose e panoramiche. Infine un ultimo tratto in leggera discesa ci porta a Foce di Valli, dove arriviamo a 03h 22'.
Questa è un ripiano erboso, a quota 1264 metri, alla base della imponente ed erbosa parete meridionale della Pania della Croce. Esso era in passato comunicazione tra l'Alta Versilia e la Garfagnana ed è oggi importante nodo di sentieri. Il sentiero 110 arriva da destra dalla Foce di Petrosciana e percorre la Costa Pulita e adesso lo seguiremo interamente, il 130 arriva da Fornovolasco e su di esso si innesta il 131 sempre dalla Foce di Petrosciana, mantenendosi più basso nel bosco. Poi arriva il 125 dalla Foce di Mosceta e il sentiero 117, che abbiamo percorso, e che continua fino al Rifugio Rossi e termina al Piglionico.
La Foce è estremamente panoramica sulle Panie, sulla Costa Pulita, sull'Appennino e sulla costa. Un albero solitario offre la sua ombra al viandante.
Dopo una breve sosta saliamo per il sentiero 110 che nella prima parte percorre la Costa Pulita, che è il crinale che da Foce di Valli arriva al Forato. Mentre il versante orientale è prativo e boscoso, quello occidentale e marittimo è roccioso con grotte e aspre pareti verticali, mentre i boschi prosperano solo in basso nella Valle di Cardoso.
Il percorso è formato da saliscendi con prevalenza di discesa, alcuni tratti sono su cresta e altri sul versante interno. Inizialmente saliamo tra radi alberi, avendo alle spalle lo spettacolo della Pania. In questo tratto raggiungiamo il punto più alto dell'escursione (1288 m) a 03h 43'. Poi scendiamo su roccette per risalire su tratto aperto, seguendo la cresta. A 04h 09' lasciamo la cresta per scendere tra sfasciumi per poi percorrere ancora un tratto di cresta.
A 04h 26' il sentiero si fa più tranquillo costeggiamo un riparo di guerra (altri sono più avanti) e a 04h 34' prendiamo a salire per arrivare a 04h 44' al Passo dell'Arco del Forato, cioè al Foro che dà il nome al monte.
Qua transita il sentiero 120 che da Cardoso porta a Fornovolasco. Dal foro il panorama arriva al mare e ai tre paesi di Cardoso, Volegno e Pruno. Volendo è possibile salire in pochi minuti alla vetta Nord del Forato (1209 m) dove è presente una croce sommitale.
Sostiamo un quarto d'ora e a 05h riprendiamo il cammino sul sentiero 110. Esso scende nel bosco mantenendosi parallelo, nella prima parte, alla Ferrata (in realtà sentiero attrezzato) che porta alla vetta principale del Forato. In 5' arriviamo a un intaglio panoramico al quale arriva il sentiero della ferrata e si stacca, verso l’alto a destra, un sentierino che sale lo spettacolare arco roccioso del Monte Forato.
A 05h 21' arriviamo a una sorta di pianoro dove il sentiero scende ripido per circa 5'. Poi il percorso diventa più tranquillo con panorami su Croce e Nona. A 05h 30' c'è il bivio per la Ferrata (intitolata all'Ingegner Renato Salvatori, segnavia 110A) che si dirige a destra. Scendiamo per tratti ripidi, più avanti anche su roccia su tratto aperto e panoramico. A 05h 52' siamo alla Foce di Petrosciana.
Essa è molto panoramica sul gruppo del monte Procinto, da una parte, e sul monte Croce dall’altra, è presente quella che sembra la base per una maestà ormai perduta e molte indicazioni per sentieri e croci commemorative. È valico importantissimo tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti. Qua arriva il sentiero 116 da Stazzema e continua in basso verso Fornovolasco (nella prima parte coincide con il 137⇩ che poi devierà a destra per il Termine) mentre inizia il sentiero 131 per Casa del Monte e Foce di Valli.
Noi scendiamo per il 116 che con qualche lungo tornante ci porta a 05h 59' alla Marginetta dei Fratelli Meccheri (icona marmorea della Madonna di Montenero del 1944 e fregio che ricorda i tre fratelli scomparsi tragicamente nel 1982). Qua abbandoniamo il sentiero 116 e prendiamo il 124 che seguiremo fino a Case Puccio.
Il primo tratto scende ameno nel bosco, seguono tornantini ripidi che ci portano a 06h 24' ad una roccia sulla quale è indicato il bivio tra il sentiero 124 ed il 124A che va ad innestarsi sul sentiero 116 evitando la Foce di Petrosciana. Il 124A scende a sinistra e ci sono le indicazioni per la Casa Museo dell'Alpeggio (Casa Colleoni) a 5'.
Proseguiamo sul 124 che diventa meno ripido e a 06h 32' arriviamo a una casetta-captazione di acqua dove è possibile riempire le borracce. In 5' siamo a Case Puccio che formano una elle che circonda un'aia con tavoli di legno. Su una parete c'è una lastra marmorea con data 1878. All’esterno c’è un cartello della Clap (Consorzio Lucchese Autotrasporti Pubblici) che qualche buontempone ha pensato bene di portare qua sopra.
Qua lasciamo il sentiero 124 che prosegue per Casa Colombaia dove incrocia il 120 per Cardoso. Seguiamo invece una traccia segnata di rosso arancio a sinistra delle costruzioni (presente indicazione).
All'inizio si gode di bella vista su Nona e Procinto. Il sentiero è ben segnato e scende con tratti anche ripidi, a 07h 01' siamo presso un rudere sulla sinistra e più avanti scorgiamo il Forato. Segue un tratto scalinato e poco dopo a 07h 12' ci innestiamo nel sentiero 120, presso una bella casa con fonte e spiazzo-giardino. Adesso il sentiero è un ampio sterrato carrozzabile che seguiamo in discesa. Più avanti c'è la deviazione per un'altra casa sulla destra e a 07h 28' siamo alla catena che chiude lo stradello alle automobili. Subito dopo scende da destra il Fosso di Casalina le cui acque sono imbrigliate con cascate artificiali.
Scendiamo e a 07h 32' siamo a un bivio presso la Cava Casalina (dove termina il sentiero 12), in alto sale una traccia per il Santuario di San Leonardo.
Noi scendiamo per la strada che diventa adesso asfaltata, dopo 5' la carreggiata è ristretta, a causa di uno smottamento, per qualche metro. Costeggiamo alcune case e a 07h 41' arriviamo a una curva dove sulla sinistra si trova una casetta-captazione d’acqua con fontana. Qua inizia il sentiero 118 per la Fonte di Moscoso, Foce delle Porchette e Palagnana.
Scendiamo per la strada e dopo 5' c'è una marginetta sulla destra con icona marmorea della Deposizione di Cristo. Poco più avanti c'è l'ingresso di una cava di pietra sulla sinistra, poi le prime case di Cardoso e a 07h 54' chiudiamo l'anello tornando al bivio Orzale/Colombetta