DATA ESCURSIONE: 06/05/2018
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un approfondimento sul Monte Sagro.
Questo anello del Sagro è diverso da un altro già pubblicato nel sito, è più lungo e viene percorso in senso orario percorrendo tutta la salita nella parte iniziale del percorso. Il dislivello è maggiore, partendo da quota più bassa.
Iniziamo l'escursione alla fine della strada asfaltata (e piuttosto malandata) che da Forno porta al Pianello. Questo è un ripiano sulla cresta divisoria tra le valli di Colonnata e di Forno dove prosperano i castagni con esemplari centenari. È luogo di campeggio libero e di picnic estivi.
Saliamo per l'ampio stradello sassoso che ci porterà a raccordarci ai sentieri 138⇧ e 169 (presenti indicazioni) che inizia alla fine della strada. In 5' siamo nel bosco di castagni del Pianello dove seguiamo i segni verso destra. A 8' siamo al primo bivio, a sinistra si dirige un sentiero di raccordo per il 169 che unisce Forno con le Casette. Invece l'altro tratto di sentiero ci porta a innestarci in un paio di minuti nel 138⇧ che unisce Colonnata con Vinca. Noi percorreremo il 138⇧ fino a Foce Luccica e poi al ritorno da Foce di Vinca.
Saliamo nel bosco e a 13' siamo presso un grosso castagno, saliamo ancora per tratti scalinati e costeggiamo le prime case del Vergheto e a 19' siamo presso la marginetta con icona marmorea del 1864 dedicata alla Madonna Santissima del Bon Consiglio, ben restaurata qualche anno fa.
Il Vergheto è un piccolo borgo, nel Comune di Carrara, costituito da gruppi di case, alcune in abbandono altre invece restaurate e saltuariamente abitate dai proprietari, esso era sede di attività silvo-pastorali. Il panorama si apre sul Sagro e sullo Spallone e sulle Apuane Settentrionali dal Grondilice, al Cavallo, alla Tambura e al Sella, peccato per le nuvole. Di fronte c'è il nucleo principale delle case, usciamo dal borgo e abbiamo davanti la Cima d'Uomo e il Monte Maggiore.
A 23' siamo a un bivio: a sinistra si dirige il sentiero 195 per la Sorgente del Carrione, la Cima d'Uomo e Colonnata. Noi proseguiamo sul 138⇧ mantenendo il bosco a sinistra mentre in alto a destra c’è il crinale, salendo il panorama si apre su Maggiore, Cima d’Uomo e Sagro, sullo sfondo la Cava dei Campanili (a sinistra) che ha ormai distrutto la cresta spartiacque tra Colonnata e Miseglia. A 29' siamo presso dei ruderi in tratto aperto e panoramico. Più avanti il sentiero, a tratti, è costeggiato da fastidiosi ginestroni e poi sale più ripido.
A 48' siamo al bivio tra il 138⇧ che sale alla vicinissima Foce Luccica e il sentiero 172 che seguiremo fino alla Foce della Faggiola. Questo sentiero unisce Foce Luccica con Foce di Pianza passando dalle cave dei Vallini e da Foce della Faggiola. È stato sistemato di recente per renderlo fruibile nella zona di cava. Lo seguiamo salendo qualche tornantino e poi la traccia si sviluppa in salita a mezzacosta delle pendici meridionali dello Spallone. A sinistra il panorama è aperto sulla Cima d'Uomo e la Lizza del Padre Nostro (195A), sullo sfondo il Maggiore.
La salita è agevole e a 01h 02' incrociamo la via di lizza del Padre Nostro (195A) che scende a destra (seguendo si recupera il sentiero 195 per la Cima d'Uomo). Poi seguiamo qualche metro su via di lizza che lasciamo a 01h 05' seguendo il sentiero verso sinistra, costeggiando prima un ravaneto e poi salendo per una parete con sentiero sassoso, ben segnato e sicuro.
A 01h 13' siamo a un intaglio dove si vedono bene le cave sottostanti in piena attività. Proseguiamo per un tratto usato dai cavatori, con tratti scalinati, che costeggia il monte con davanti la mole del Maggiore. Esso è un po' esposto e va percorso con piede sicuro.
A 01h 20' cominciamo a vedere la zona delle Cave dei Vallini (Gruppo Alba Ventura). Subito dopo c'è un tratto con cavetti metallici e poi inizia la ripida salita gradinata e protetta da ambo i lati da catene metalliche rugginose, ma sicure. A 01h 29' siamo sul piazzale di cava e i segni ci indicano chiaramente il percorso che dobbiamo seguire. Scendiamo un po' per via di cava che poi lasciamo sulla sinistra e saliamo su marmo, costeggiando vecchi tagli e a 01h 46' saliamo un tratto inizialmente gradinato nel marmo e poi per ciottoli. Il tratto è provvisto di protezioni. Dopo 5' siamo alla base di un ravaneto che costeggiamo per qualche metro e poi ci spostiamo verso sinistra. Costeggiamo una rete di protezione e a 01h 57' prendiamo a salire un facile crinale roccioso verso destra.
A 02h 09' siamo vicino alla parte alta del ravaneto di prima, ci spostiamo verso sinistra lasciando la cresta. Poi saliamo qualche tornantino tra erba e rocce, con interessanti fioriture, tra cui la Genziana primaticcia con i suoi fiori blu intenso. Per tutto il percorso odierno c'è un gran proliferare di orchidee. Saliamo per un facile canale erboso con sullo sfondo la Cresta dello Spallone.
A 02h 23' siamo nei pressi di un rudere che aggiriamo, saliamo poi un facile crinale erboso fino ad avere a destra, a 02h 35', un muretto di sassi che forse delimitava un recinto per pecore. Adesso prendiamo a sinistra a mezza costa per tratto prima erboso e poi roccioso. Stiamo salendo per tratto panoramico e non difficile, ma sempre esposto, per cui è necessaria sempre attenzione. Un ultimo tratto semplice ci porta, a 02h 49', alla Foce della Faggiola.
Lasciamo il sentiero 172 che prosegue verso sinistra per la Foce di Pianza e seguiamo i segni blu che indicano il percorso più agevole per salire alla vetta del Monte Sagro. Sulla destra della foce sale una traccia per il Poggio della Signora e il Monte Spallone e che poi prosegue per il Sagro. Il panorama è aperto fino al Golfo della Spezia con le isole e davanti abbiamo il Monte Borla.
Saliamo lievemente per tratto erboso fino al modesto risalto di quota 1483 che rappresenta il punto più alto dell'escursione. Scendiamo un po' e, a 03h 04', prima che il sentiero riprenda a salire, deviamo a sinistra a recuperare la traccia per i Capannelli del Sagro che è inerbita, ma facile a vedersi e a percorrere.
[I capannelli sono ruderi di vecchie abitazioni di pastori. Alcuni sono addossati alle circostanti rocce e presentano anche interessanti graffiti. Poi furono usati anche dai cavatori.]
Questa traccia ci permetterà di innestarci nel sentiero 173 nella maniera più veloce. Dopo 5' siamo al pianoro sopra ai Capannelli, andando a sinistra si va direttamente ai ruderi più alti, noi invece seguiamo l'evidente traccia di fronte a noi per poi scendere al meglio le pendici erbose. Tra le fioriture alcuni esemplari della bella Primula orecchia d'orso. Comunque sarebbe preferibile scendere ai ruderi più bassi dove si trova una traccia più evidente. In ogni modo scendiamo avendo di fronte la traccia del sentiero 173 fino ad arrivare a un canalone che attraversiamo a 03h 30' su un passaggio di sassi fatto dall'uomo.
Adesso una traccia sull'erba ci porta in un minuto a innestarci nel sentiero 173. Esso proviene dal Rifugio Carrara di Campocecina e termina alla Nuova Capanna Garnerone, passando diverse foci, noi lo seguiremo fino alla Foce di Vinca.
Quindi saliamo su roccia seguendo anche i segni gialli del Gran Trekking (Marina di Carrara - Sagro). Fino a qualche anno fa faceva da riferimento un pino che, purtroppo, è caduto e giace secco a terra. Lo superiamo lasciandolo a destra e in breve, a 03h 40', siamo al bivio: la traccia segnata di blu (e di giallo) prosegue sulla cresta SO per salire alla vetta del Sagro. Noi invece ci manteniamo sul sentiero 173 che svolta a sinistra.
Esso è, inizialmente, ameno in lieve salita, ma in breve cambiamo versante. Il sentiero prosegue adesso a mezzacosta stretto e inciso nel versante ovest del monte, vediamo bene il Borla, la cresta nord-ovest del Sagro fino alla Cima Tre Omi e dietro l'Appennino. Questo tratto, abbastanza esposto, si sviluppa in parte su paleo e su rocce sicure, ma insidiose in caso di neve, ghiaccio e pioggia, per agevolare la progressione alcuni tratti (in totale nove) sono attrezzati con corda metallica. La zona è sempre ricca di belle fioriture, in questo periodo spicca la Primula orecchia d'orso che tappezza interi tratti di parete.
Iniziamo il tratto attrezzato a 03h 46' e lo terminiamo a 04h 09' procedendo sempre con attenzione.
Siamo alla Foce del Faneletto che si trova in testata del Catino del Sagro. Quest'ultimo è una conca boscosa con il fondo prativo tra il versante Nord del Sagro (con il suo crinale nord-ovest che va verso la Punta Tre Uomini) e i contrafforti del Puntone della Piastra e la Punta Varino. La Foce del Faneletto è molto panoramica sul monte Borla, alla cui base si trovano cave in frenetica attività e poi sulle cave del Sagro. Inoltre si vede bene la costa con il golfo della Spezia e, da parte opposta il Pizzo d'Uccello con la Cresta Nattapiana e Vinca. Qua inizia la cresta per la Cima Tre Omi che è percorribile con un minimo di attenzione.
Adesso scendiamo per il 173 sulla destra e cambiamo versante portandoci a nord del Sagro nella parte alta del Catino. Il sentiero si sviluppa con saliscendi con qualche tratto da percorrere con attenzione. All'inizio ci sono due tratti di ripida discesa attrezzati con corde metalliche che danno sicurezza (la seconda è spezzata). Proseguiamo a saliscendi nel bosco abbarbicato alla parete nord del Sagro con qualche tratto di sentiero stretto da percorrere con prudenza (in questo periodo c'è ancora un po' di neve). Tra le fronde il panorama si apre sulla zona del Pizzo, a 04h 24' percorriamo un breve tratto su sfasciumi, sempre nel bosco. Più avanti, a 04h 32', siamo a un bel punto panoramico su Pizzo, Foce di Giovo, Cresta Garnerone e Grondilice con dietro il Pisanino, in basso si vede anche il fondo erboso del Catino.
Aggiriamo la roccia della zona panoramica e c'è un tratto di corda metallica. Dopo 5' la corda finisce e il bosco termina e scendiamo per un ravaneto che scende dalla parete nord del Sagro, qua la traccia non è molto segnata, ma la progressione è evidente, aiutata anche da qualche ometto, e il panorama è aperto su Nattapiana e Pizzo e si vede anche Vinca.
A 04h 45' entriamo nuovamente nel bosco, è una faggeta molto bella e la traccia si fa più tranquilla. A 04h 57' arriviamo presso una roccia segnata con sopra un ometto e a fianco un altro ometto. Qua inizia una breve traccia segnata di rosso che porta al fondo erboso del Catino.
Proseguiamo sul sentiero e in 5' arriviamo a uno spiazzo che costituisce la Foce del Pollaro, esso è molto panoramico su Pizzo d'Uccello, Cresta Garnerone, Grondilice, Coda del Cavallo e Tambura. Qua inizia la discesa di un ripido canalino attrezzato con corda metallica (attenzione perché l'ultimo tratto è spezzato).
Scendiamo a zig-zag con attenzione su sfondo di sfasciumi e a 05h 17' siamo alla fine del canalino. Scendiamo per tratto meno ripido, sempre tra sfasciumi, e a 05h 25' siamo a un bivio segnalato. A sinistra, per il ravaneto, scende una traccia segnata, ma non numerata, che porta a Pian di Maggio dove recupera il sentiero 138⇧ per Vinca.
Noi seguiamo il sentiero 173 che con saliscendi sul ravaneto ci porta nel bosco dove saliamo e a 05h 36' siamo al bivio tra il sentiero 138⇧ e il 173. Il 138⇧ scende a sinistra verso Vinca, noi saliamo un ripido tratto comune ai due sentieri che ci porta alla Foce di Vinca a 05h 48'. Il sentiero 173 non sale alla Foce, ma va a sinistra per la Foce di Navola, la Foce Rasori e poi terminerà alla Nuova Capanna Garnerone.
Sulla foce incombe lo Spigolo Est del Sagro, il panorama è molto ampio sul vicino Picco di Navola, sul Rasori, sullo Spallone e sulle Bore del Sagro, in lontananza su Sella, Macina, Altissimo e sulla costa. Salendo un pochino verso sinistra anche sul Cavallo. Sotto di noi vediamo il Canal Regollo e il vallone che scende verso Foce Luccica, percorso dal sentiero 138⇧ che andremo a percorrere tra breve, in esso si vedono bene le Case al Riccio e la Casa Pisani.
Ci fermiamo un quarto d'ora alla foce per rifocillarci. A 06h 02' iniziamo a scendere. Il primo tratto sono ripidi zig-zag su fondo erboso, poi la progressione si fa meno ripida e a 06h 20' siamo presso un albero isolato, la cui ombra è utile quando fa molto caldo.
Poco dopo ancora tornantini erbosi poi un tratto più tranquillo che porta a un picco panoramico a 06h 30'. Oltre alle pendici del Sagro e alla Foce di Vinca si vedono il Rasori e il Picco di Navola con la sua strapiombante parete calcarea liscia e ripida.
Poi scendiamo ancora per tornantini erbosi fino ad arrivare a 06h 50' a un ravaneto che scende dalle pendici dello Spallone. Impieghiamo 5' ad attraversarlo, ma serve prudenza nella parte centrale poiché uno smottamento ha portato a valle molti sassi, alcuni ometti aiutano nella scelta del percorso più agevole.
Poi saliamo, superiamo il muro di una vecchia via di lizza e a 07h 04' siamo nei pressi delle Case al Riccio che rimangono pochi metri a sinistra, le vedremo bene procedendo nel percorso. Esse sono una serie di edifici che servivano da ricovero per i cavatori che lavoravano alle vicine Cave delle Bore del Sagro e alloggiavano i motori (macchinari) necessari all’attività estrattiva. Infatti sono conosciute anche come Case dei Macchinari.
Proseguiamo adesso per saliscendi con qualche tratto facile su ravaneto poi una salitina finale ci porta a 07h 20' alla Casa Pisani. Questo edificio è conosciuto e indicato nelle cartine come Casa dei Pisani, in realtà esso non ha a che fare con gli abitanti della città toscana. Il suo nome, infatti, ricorda Pietro Pisani imprenditore che operò in questa zona negli anni 10 del secolo XX e fece costruire l'edificio. Per questo l'edificio va chiamato Casa Pisani. Esso è naturalmente legato all'escavazione del marmo, presenta una torretta per la linea elettrica, resti di motori e una stazione della teleferica. Il tetto dell'edificio è ormai caduto. Le camerate ospitavano i cavatori per la notte. La zona è molto panoramica, non oggi comunque, dal Sagro al Sella e oltre. In basso si vede il Canal Regollo, i ruderi delle Capanne di Navola tra cui quella usata dal pastore Evaristo. Di fronte c'è il Poggio di Navola con dietro il Monte Rasori. Da parte opposta c'è la zona delle cave ormai abbandonate con tracce delle antiche vie di lizza.
Continuiamo adesso in discesa con percorso agevole e qualche tratto su ravaneto. A 07h 35', presso un blocco di marmo, c'è un bivio: in alto si va alla zona delle cave mediante una via di lizza. [Ricordiamo che questo versante si trova nel Comune di Massa e fu oggetto di escavazione, o tentativi, a quote molto alte a iniziare dalla seconda metà del XIX secolo. Questo ha lasciato tracce sulla montagna con cave, edifici, ravaneti e incredibili vie di lizza che scendevano verso Canale Regollo con pendenze impressionanti. Nonostante questo, comunque, il luogo rimane ancora selvaggio, anche perché l'escavazione non ha avuto molta fortuna.]
Procediamo e superiamo anche delle grosse funi metalliche di una teleferica che scende da sinistra e scorgiamo le prime fioriture della genziana di Clusio. A 07h 45' arriviamo a Foce Luccica. Questa è un intaglio alla base del cresta est del monte Spallone. È presente un’icona marmorea della Madonna. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane dal Sagro fino al monte Sella con in primo piano il monte Rasori e il Poggio di Navola.
Scendiamo subito con qualche tornantino e in 5' siamo al bivio 138⇧/172 dove chiudiamo l'anello. A 08h 15' siamo al Vergheto, scendiamo e a 08h 23' siamo al grosso castago dove seguiamo la traccia verso sinistra che ci riporta poi sullo stradello fatto all'andata. A 08h 35' terminiamo l'escursione.