DATA ESCURSIONE: 02/05/2018
Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia dove si trova una casa con marginetta privata. Subito dopo, sulla destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana). Noi continuiamo per la strada comunale sterrata, detta Stazzema-Gallicano (che in realtà è interrotta poco prima di casa Giorgini) che dopo circa 1 km arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106.
La strada è stata sistemata di recente per cui ben percorribile e presso l'inizio del sentiero è molto ampia con notevole possibilità di parcheggio.
La zona è molto panoramica sui monti Procinto, Nona e sul crinale del Forato. La nostra intenzione è di portarci alle pendici del Monte Croce e poi proseguire per Foce del Termine e Foce Pompanella, esplorando le zone garfagnine della regione apuana.
L'attacco del sentiero106 (609 m) è ben evidente e provvisto di segnalazioni, da qua iniziamo a conteggiare i tempi dell'escursione. Esso si trova in prossimità di una curva della strada e consiste di una breve rampa rocciosa scalinata con un cavo d’acciaio per facilitare la salita
Entriamo subito nel bosco di castagni, con qualche pianta di agrifoglio e alcuni ruderi e saliamo abbastanza ripidamente per il sentiero intagliato nel fondo argilloso e a 12' ci innestiamo nel sentiero 116. Esso proviene da destra e pochi metri sotto c’è una fonte di buona acqua dell’acquedotto di Stazzema. Di fronte invece c’è l’indicazione per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta a cui si arriva seguendo uno stradello, all’inizio del quale c’è una casa adibita al ricovero delle capre. Da sinistra invece arriva lo sterrato su cui abbiamo parcheggiato.
Continuiamo a sinistra, in salita, per un tratto comune ai sentieri 106 e 116. Quest'ultimo segue una antica via di comunicazione tra la Versilia e la Garfagnana passante per la Foce di Petrosciana e noi lo percorreremo in parte, lasciandolo poi per dirigerci alla Foce delle Porchette. Seguiamo quindi il ripido percorso lastricato e a 16' siamo a Casa Giorgini (735 m) presso cui c’è un servizio Bed & Breakfast per gli escursionisti, saliamo qualche tornantino e il panorama si apre, sulla destra, sul monte Alto che sovrasta Retignano. Altri 5’ di curve ci porterebbero all’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, subito dopo il quale c'è una marginetta. Questa abitazione è chiamata in questo modo perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 Levigliani-1923 Firenze). In realtà noi seguiamo una evidente traccia alternativa sulla sinistra, che taglia i tornanti ed evita di salire alla Montanina, naturalmente consigliamo all'escursionista che non fosse mai stato da queste parti di passare dalla Casa del Pittore.
Percorso il tratto alternativo, a 23' siamo a un'altra deviazione (777m) dopo la Casa del Pittore. Il sentiero 106 sale verso destra fiancheggiando il Parco della Casa del Pittore, esso è diretto alla Fonte della Grotta e al vicino Rifugio Forte dei Marmi, inoltre, con deviazione, è possibile arrivare alla bella e panoramica Baita dello Scoiattolo e innestarsi nel sentiero 121.
Noi seguiamo il sentiero 116 che procede tranquillo nel bosco con qualche saliscendi e costeggiando alcune costruzioni, presso la prima delle quali c’è un teleferica sistemata di recente e, a 31’, siamo a un’altra marginetta (con icona di S. Francesco), con fonte, che rimane un poco più in alto, presso un altro gruppo di case riattate sotto il gruppo della Bimba del Procinto, sulla sinistra godiamo una bella vista sulla Pania e sul Corchia. Lungo il percorso numerose sono le fioriture di scilla, epatiche, viole e, in prossimità di queste ultime costruzioni di Corydalis cava che forma estesi tappeti fioriti.
Tutta questa zona che andiamo a percorrere è stata sottoposta di recente a taglio del bosco per cui è migliorata molto la visuale su Nona e Procinto, verso destra, e sui contrafforti del Croce che scendono alla Foce delle Porchette. Continuiamo superando un'altra costruzione sulla destra cui ne corrisponde un'altra, in basso, sistemata negli ultimi anni. Proseguiamo con un po' di discesa e a 38’ siamo al bivio (810m) con il sentiero 121 che si stacca a destra. Esso in alto costeggia il Procinto e porta alla Baita dello Scoiattolo, poi al Rifugio Forte dei Marmi e, continuando, arriva a San Rocchino. Il tratto fino alla Fonte di Moscoso è comune ai sentieri 116 e 121.
Il tratto che percorriamo adesso è aperto e panoramico sulla Pania della Croce, il Corchia e il crinale del Forato. Passiamo presso una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica e icona marmorea della Madonna del 2000, poi entriamo nel bosco e a 41' ci innestiamo nel sentiero 118 che sale da sinistra, proveniente da Cardoso. Pochi metri sotto c'è una captazione d'acqua con annessa fonte di acqua freschissima (Fonte Moscoso). Per un breve tratto i sentieri 116 e 118 coincidono e poi a 46' si separano (829m): il sentiero 118, che seguiremo, sale, a destra, per la Foce delle Porchette. Invece il sentiero 116 prosegue per la Foce di Petrosciana e poi scenderà a Fornovolasco.
Continuiamo a salire e a 50', dopo una curva, troviamo sul monte una lapide dedicata alla Madonna di Sotto gli Organi di Pisa, ricordo del viaggio per trasportare quell’immagine sacra, oggi conservata nel duomo di Pisa (il trasporto da Lombrici a Pisa, nel 1225 nel corso di guerre tra Lucca e Pisa, è comunque solo leggenda). Proprio sotto la lapide marmorea, ci sono numerosi esemplari di Pinguicula Mariae, un raro endemismo apuano che ama gli ambienti umidi. Essa è presente sulla roccia calcarea per ancora qualche decina di ,proseguendo verso le Porchette. (Più in alto, poco prima della foce, è possibile ammirare esemplari di Gentiana clusii.)
Poi il sentiero diventa più ripido e con una serie di voltoline arriviamo alla Foce delle Porchette (982 m) a 01h 13' dopo aver ammirato le Panie verso sinistra. Qua c’è una bella marginetta con la Madonna col Bambino e con un altro piccolo che presumo sia San Giovanni e nei pressi ci sono ruderi di antiche abitazioni. La foce è un intaglio roccioso tra il Monte Nona e il Monte Croce, posto a quota 982 metri, dominato dalla parete verticale di una propaggine nord del Nona. Da qua passavano le vie di comunicazione tra Stazzema e la sua frazione Palagnana, ancora oggi non collegate con strade carrozzabili, e quindi era comunicazione tra l’Alta Versilia e la Garfagnana.
La Foce è importante nodo di sentieri: il sentiero 118, che stiamo percorrendo, da Cardoso va a Palagnana; il 109 dall’albergo Rifugio Alto Matanna va a Foce di Petrosciana mantenendosi in quota; il 108 va a Foce del Termine costeggiando il Croce. Noi andiamo a percorrere quest'ultimo sentiero che entra subito nel boschetto rado, in leggera salita. A 01h 26' inizia la salita delle Scalette che permette di superare una gola selvaggia, scavata dalle acque, con la presenza di qualche marmitta, che rimane a destra. È presente anche una catena metallica utile in caso di pioggia, neve o ghiaccio e parte del percorso è scalinato. Altri due brevi tratti di catena sono presenti alla fine di questa zona rocciosa. (Questo breve tratto è il più impegnativo dell'escursione e richiede un minimo di attenzione.)
Superato il tratto attrezzato scendiamo e, in breve, a 01h 38' siamo alla Fonte del Pallino (1089m): il luogo è molto ameno e immerso nel verde della faggeta che scende dalle pendici del monte Croce, comunque la fonte che giustifica il nome è piuttosto scarsa di acque. Continuiamo sulla destra in lieve salita, inizialmente nel bosco e poi per tratto aperto e per facili roccette. Dopo 10' sulla sinistra si stacca la via segnata di blu per salire alla vetta del monte Croce (1133m).
Proprio in questo periodo le pendici del monte sono ricchissime di fioriture di giunchiglie (Narcissus poëticus) cui si mescolano interessanti e rari Tulipa australis, lo spettacolo oggi ha richiamato una vera e propria folla di escursionisti e gitanti.
Noi non saliamo alla vetta e continuiamo il sentiero 108 che si sviluppa a mezzacosta sul facile versante roccioso meridionale del Monte Croce con vista sui nuclei abitativi di Palagnana e, in particolare, sulla Chiesa di S. Anna. Lungo il percorso ci sono molte belle fioriture (Globularia vulgaris, Globularia incanescens, Daphne oleoides e molti altre belle piante) e una gran quantità di orchidee.
A 02h 09' siamo a una sella panoramica dove un'altra traccia porta in vetta al Croce. La zona è molto panoramica sul gruppo delle Panie e, da parte opposta, su Piglione, Prana, Nona e Matanna che già si vedevano bene salendo. Continuiamo per gradevole tratto aperto e poi, dopo 5', scendiamo nella faggeta con qualche successivo saliscendi. A 02h 24' arriviamo alla Foce del Termine (1122m), pochissimo dopo aver ricevuto da sinistra il sentiero 137.
Questa foce è importante nodo di sentieri indicati da un palo: il 135⇩ per Foce Pompanella e Trassilico, il 137⇩ (attualmente chiuso per frana) per Colle Maschio e Foce di Petrosciana, il 135⇩ per il Pioppo e Palagnana. È presente anche una maestà con Gesù Bambino, un santo, presumo San Francesco e un lupo. La foce si trova sul crinale divisorio tra la Turrite di Gallicano e la Turrite Cava. È detta anche Colle delle Baldorie, ma impropriamente. Sono presenti 3 cippi di confine con inciso GDT (Granducato di Toscana) e DM (Ducato di Modena), infatti qua passava il confine di stato (fino all’unità d’Italia) tra l’alta Versilia, appartenente alla Toscana, e la Garfagnana Estense, appartenente a Modena. Oggi è confine tra i comuni di Stazzema (ex granducato) e Fabbriche di Vergemoli (ex Garfagnana estense).
Trascuriamo la traccia verso destra del 135⇩ che porta a Palagnana e seguiamo lo stesso sentiero che sale nel bosco diretto a Trassilico. Noi ci limiteremo ad arrivare a Foce Pompanella. Il primo tratto è salita nella bella faggeta, la traccia è ben evidente, anche se poco segnata. A 02h 37' raggiungiamo il punto più alto dell'escursione (1089 m) e iniziamo la discesa nel bosco. Seguono alcuni tratti pianeggianti e poi alcuni tornantini, in tratto aperto, ci fanno perdere quota rapidamente.
A 02h 58' siamo su tratto di bosco meno fitto, con vista sulle Panie che già si intravedevano lungo il percorso e cominciamo a vedere la zona di San Pellegrinetto. Dopo 5' ci innestiamo in uno stradello e subito dopo a sinistra c'è un edificio dell'acquedotto di cui intravediamo il tetto.
A 03h 10' siamo sulla strada asfaltata (979m) in località "Alla Margine" con le indicazioni del sentiero 135. Siamo alle pendici del modesto Monte Bicocca (1035 m) che rimane sulla sinistra. La strada, su cui ci troviamo, unisce Fornovolasco a Campolemisi, a sinistra si va a San Pellegrinetto e poi a Fornovolasco, mentre a destra a Campolemisi.
[Il borgo di San Pellegrinetto (953 m) si trova tra i monti Bicocca e Tre Corna. Esso è costituito da piccole località e case sparse abitate in passato (sicuramente dal XV secolo) da agricoltori e pastori, molti di questi ultimi erano transumanti e provenivano dalla lucchesia e dalla Versilia. Fu costruito un oratorio (XVII secolo) intitolato a San Pellegrino e questo diede nome alla zona. In seguito l'oratorio fu rimaneggiato diventando una vera chiesa con annesso campanile. Col tempo la popolazione ha abbandonato le varie località oggi abitate da poche persone.]
Proseguiamo per la strada (direzione Campolemisi) e dopo un centinaio di metri il sentiero sale a sinistra (indicazione) nel bosco. A saliscendi iniziali segue poi la discesa, a 03h 21' ci innestiamo in uno sterrato che seguiamo verso sinistra, subito dopo il sentiero va ancora a sinistra con discesa ripida ma subito pianeggia. A 03h 36' siamo a un rudere a 850 metri, questa zona è conosciuta come Foce Monda. Poi riprendiamo a salire e a 03h 49' siamo presso altri ruderi (Case Tesserata, 910 m) preceduti da una gigantesca ortensia dai fiori bianchi (mi sembra un esemplare di Ortensia quercifolia di origine americana e quindi piantata dagli abitanti di queste case).
Più avanti il sentiero si fa stradello e ci porta, in lieve salita, a Foce Pompanella a 04h 03' (946m) con panorama sulle Panie. Qua il sentiero 135⇩ prosegue per Trassilico e in esso si innesterà, più avanti, il 136⇩ proveniente da Cardoso di Gallicano. Sulla destra scende uno sterrato per Vallico Sotto e Fabbriche di Vallico. Ricordiamo che la zona è luogo di passaggio e di marcatura del lupo che ha ormai ripopolato anche le nostre montagne. Tanto è vero che qua transita il cosiddetto Sentiero del lupo (Anello Vallico Sotto - Vallico Sopra - San Luigi - Foce Palodina - Foce Pompanella - Vallico Sopra).
[Questa escursione potrebbe continuare per Trassilico, distante un'ora, o per Cardoso di Gallicano (più di tre ore). Sarebbe una interessante traversata dall'Alta Versilia alla Garfagnana che lasciamo ai volonterosi.]
Adesso torniamo indietro percorrendo lo stesso percorso fatto all'andata. A 04h 55' siamo alla Margine e a 05h 49' siamo alla Foce del Termine dove ci fermiamo 10'. A 06h 52' siamo alla Fonte del Pallino e dopo 15' siamo alla Foce delle Porchette. A 08h 26' concludiamo l'escursione.