(MS-Massa) FORNO loc. PIANELLO-VERGHETO-FOCE LUCCICA-BIVIO CAVE-CAVE PISANI-SELLA CRESTA SUD SPALLONE (1436 m)-CAVA VALLINI-VERGHETO-FORNO PIANELLO (in parte anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Forno loc. Pianello (761 m)

Località di arrivo:

Forno loc. Pianello (761 m)

Dislivello mt.:

700

Tempo totale:

6 h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

nessuno

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No(brevi tratti assicurati)

Sequenza sentieri:

raccordo per sentieri 138⇧(ex 38) e 169◆traccia NN◆138⇧(ex 38)◆traccia di cava◆sent dei cavatori◆172◆138⇧(ex 38)◆traccia NN

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (70)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 16/09/2018



Qui un approfondimento sul Monte Spallone.

Iniziamo l'escursione alla fine della strada asfaltata (e piuttosto malandata) che da Forno porta al Pianello. Questo è un ripiano sulla cresta divisoria tra le valli di Colonnata e di Forno dove prosperano i castagni con esemplari centenari. È luogo di campeggio libero e di picnic estivi. Adesso saliremo alle Case del Vergheto e poi a Foce Luccica.
Saliamo per l'ampio stradello sassoso che ci porta nel bosco a raccordarsi ai sentieri 138⇧ e 169 (presenti indicazioni). Ricordiamo che il sentiero 169 unisce Forno con le Casette (frazioni montane di Massa), mentre il 138⇧ unisce Colonnata con Vinca e noi lo percorreremo in parte.
Evitiamo di seguire il raccordo e subito lasciamo lo stradello per una chiara traccia nel bosco che ci porta in 6' su un'altra traccia, verso destra, evidente che porta al Vergheto. Il bosco è poco più in basso, proseguiamo e a 9' siamo sul sentiero 138⇧, pochi metri più avanti c'è un grosso castagno, saliamo ancora per tratti scalinati e costeggiamo le prime case del Vergheto e a 15' siamo presso la marginetta, con icona marmorea del 1864 dedicata alla Madonna Santissima del Bon Consiglio, ben restaurata qualche anno fa.

Il Vergheto è un piccolo borgo, nel Comune di Carrara, costituito da gruppi di case, alcune in abbandono, altre invece restaurate e saltuariamente abitate dai proprietari, esso era sede, in passato, di attività silvo-pastorali. Il panorama si apre sul Sagro e sullo Spallone, sulle Apuane Settentrionali: dal Grondilice, al Cavallo, alla Tambura e al Sella. Di fronte a noi c'è il nucleo principale delle case, usciamo dal borgo e vediamo di fronte a noi la Cima d'Uomo e il Monte Maggiore.

A 20' siamo a un bivio: a sinistra si dirige il sentiero 195 per la Sorgente del Carrione, la Cima d'Uomo e Colonnata. Noi proseguiamo sul 138⇧ mantenendo il bosco a sinistra mentre in alto a destra c’è il crinale, salendo il panorama si apre su Maggiore, Cima d’Uomo e Sagro, sullo sfondo la Cava dei Campanili (a sinistra) che ha ormai distrutto la cresta spartiacque tra il bacino marmifero di Colonnata e quello di Miseglia. A 28' siamo presso dei ruderi, in tratto aperto e panoramico con grande sviluppo di felci. Più avanti il sentiero, a tratti, è costeggiato da fastidiosi ginestroni, ma in questa stagione le felci predominano. Poi il sentiero sale più ripido.
A 48' siamo al bivio tra il 138⇧ che sale alla vicinissima Foce Luccica e il sentiero 172 che seguiremo al ritorno. Quest'ultimo sentiero unisce Foce Luccica con Foce di Pianza, passando dalle cave dei Vallini e da Foce della Faggiola. È stato sistemato di recente per renderlo fruibile nella zona di cava.
A 53' siamo a Foce Luccica. Questa è un intaglio alla base della cresta est del monte Spallone. È presente un’icona marmorea della Madonna. Il luogo è ameno e molto panoramico sulle Apuane, dal Sagro fino al monte Sella, con in primo piano il monte Rasori e il Picco di Navola.
Adesso continuiamo e al bivio con la via di lizza saliremo verso le Cave Pisani. Proseguiamo per il sentiero 138⇧ verso la Casa Pisani. Esso continua in lieve salita, a mezza costa delle pendici est dello Spallone. Esso attraversa alcuni ravaneti che scendono dalle vecchie cave sovrastanti fino ad arrivare alla casa Pisani (1071m). Questo è un edificio, ormai diruto, legato all’attività delle cave e conserva macchinari che fornivano energia alle cave sovrastanti.
Noi non arriviamo alla Casa Pisani, ma a 01h 05' siamo a un bivio: A sinistra sale una via di lizza per la Cava Pisani, qua c'è un blocco di marmo con le indicazioni e il sentiero 138⇧ scende un pochino in direzione Casa Pisani. La traccia, non segnata è un'ampia via di lizza, che noi seguiamo. Salendo a sinistra c'è un muro di contenimento e poi a 01h 09' siamo sotto i cavi di una teleferica che scendono da un edificio di cava proprio sopra di noi. Proseguiamo e dopo 3' lasciamo la via di lizza che sale a cave abbandonate che si trovano sopra. Sulla destra c'è un ravaneto che dobbiamo attraversare seguendo alcuni provvidenziali ometti, il passaggio non è difficile, ma serve piede sicuro e attenzione a non smuovere i massi di marmo.
A 01h 19' abbiamo superato il ravaneto e siamo su un'ampia traccia costruita con la dinamite che costituisce la via di accesso alla Cava Pisani, verso cui siamo diretti. In basso è ben evidente la Casa Pisani. A 01h 25' altri fili di teleferica e dopo 5' la strada curva e vediamo bene la zona della Foce di Vinca e di Foce Rasori. Subito dopo siamo a un bivio dove scende ripida la via di lizza diretta alla Casa Pisani che scorgiamo in basso. Segue subito un'altra curva e iniziamo a vedere la zona delle cave con vecchie costruzioni. In basso è ben visibile anche la Casa al Riccio, a servizio delle vicine cave delle Bore del Sagro.
Poi la via di lizza sale e a 01h 40' arriva presso un edificio di servizio, con vicino il piazzale di cava con decine di blocchi abbandonati. In alto si trova il canale erboso che dovremo salire per arrivare alla sella verso cui siamo diretti.

[Ricordiamo che siamo nel versante massese dello Spallone. Qua l'estrazione del marmo iniziò nella seconda metà del secolo XIX. Furono aperte alcune cave e costruiti diversi edifici e arditissime vie di lizza che scendevano al Canal Regollo. I risultati non furono soddisfacenti e le cave furono tutte chiuse. La cava Pisani fu aperta da Pietro Pisani negli anni '10 del XX secolo.]

Adesso saliremo alla Sella della cresta est dello Spallone a quota 1436. A monte del rudere (a sinistra arrivando dalla via di lizza) alcuni ometti indicano il percorso che dobbiamo seguire, purtroppo il percorso non è segnato a parte alcuni segni rossi disposti qua e là e qualche utile ometto. La traccia, un percorso a uso dei cavatori, sale la costola erbosa molto ripida con zig-zag in direzione di un albero solitario. Prima di raggiungerlo andiamo verso destra, su placche e sfasciumi segnati con qualche ometto.
A 01h 53' dobbiamo svoltare decisamente verso sinistra in direzione di un solitario bollo rosso di fronte a noi. Serve naturalmente piede sicuro e può essere utile l'aiuto delle mani. Poi un segno indica la giusta direzione. Proseguiamo poi per una cengia di paleo, esposta, ma ben percorribile, dove il sentiero è molto evidente. A 02h 01' c'è un breve tratto di discesa, da percorrere con la dovuta attenzione e dopo 5' siamo a un bivio, ben indicato da frecce rosse e segni. Qua dobbiamo salire verso destra, mentre la traccia principale prosegue esposta a mezzacosta verso sinistra. Adesso siamo su tratto erboso, dove saliamo a zig-zag e ben presto vediamo il ripido canale erboso che scende dalla sella, con alcuni muri di contenimento, presumibilmente per le acqua piovane. Presso il primo di questi muri dobbiamo attraversare il canale e portarci da parte opposta a 02h 19'. Dopo 5' prendiamo a salire una costola seguendo le flebili tracce, ci spostiamo un po' a destra per tratto ampio. Ci manteniamo poi più o meno paralleli al canale, in qualche tratto aiutandoci con le mani, proseguendo tra paleo e roccette.
A 02h 40' iniziamo a vedere la sella verso cui siamo diretti e poco dopo saliamo un tratto di facili roccette. Proseguiamo a zig-zag per il paleo e a 02h 57' siamo alla larga sella erbosa a quota 1436 m. Essa si trova tra la rocciosa quota 1460 e la vetta dello Spallone. Ci fermiamo un quarto d'ora a riposarci e rifocillarci. Il panorama è notevole da una parte su Brugiana, Campanili, Maggiore, Faggiola e Spallone e sullo sfondo la costa fino al Golfo della Spezia. Dietro di noi tutte le Apuane, dal Grondilice, al Contrario, al Cavallo, alla Tambura e al Sella e in primo piano Rasori e Picco di Navola.
A 03h 12' riprendiamo il cammino che attrvaerso la Cava dei Vallini ci riporterà a Foce Luccica (veramente poco sotto) e al punto di partenza. Di fronte a noi è ben evidente, in basso, un rudere presso cui passa il sentiero 172 al quale dobbiamo arrivare.
La discesa è troppo ripida per raggiungerlo direttamente, per cui prendiamo verso destra avendo di fronte un muretto di sassi che forse delimitava un recinto per pecore. Proseguiamo al meglio per il pendio erboso spostandoci un po' in basso e dopo 5' siamo sul sentiero 172, presso un ometto. Ricordiamo che il sentiero 172 proviene dalla Foce di Pianza, passa per la Foce della Faggiola e si conclude alla Foce Luccica. Scendiamo per la costola sassosa e poi curviamo a sinistra costeggiando, dopo altri 5', il rudere che vedevamo dall'alto. Scendiamo per tratto ripido a tornantini tra rocce e paleo.
A 03h 34' costeggiamo dall'alto un ravaneto, con una piazzola, da cui si diparte verso l'alto una vecchia via di lizza. All'inizio per tratti ripidi, poi più tranquilli e a 03h 51' siamo su un ampio costone roccioso che ci porta in 10' alla rete metallica che delimita la cava.
Prendiamo verso sinistra seguendo gli evidenti segni e alla fine della recinzione seguiamo il ravaneto che ci porta alla cava.
A 03h 57' iniziamo a scendere per tratto protetto che più avanti diventa scalinato. Quindi arriviamo a un piazzale alto di cava a 04h 03’. Questa è la Cava dei Vallini (Gruppo Alba Ventura) parzialmente attiva. Adesso scendiamo per sfasciumi per ampia via di cava segnata.
A 04h 09' c'è un primo bivio e proseguiamo verso destra in discesa. Poco dopo un altro bivio e questa volta prendiamo verso sinistra in salita. Siamo nella parte più vecchia e abbandonata della cava, presso un piazzale dal quale a 04h 18' scendiamo per ripido tratto scalinato, protetto da ambo i lati da catene metalliche che ci porta, a 04h 25', a una traccia abbastanza stretta ed esposta usata dai cavatori, con il primo tratto con corda metallica. Serve concentrazione e piede sicuro, ma non ci sono grosse difficoltà.

[C’è da aggiungere che le attività estrattive hanno completamente sconvolto questa zona portando alla distruzione del vecchio sentiero che arrivava a un edificio ormai inglobato dalla cava, fortunatamente i proprietari delle cave garantiscono l’accesso e la manutenzione del sentiero che è stato riaperto recentemente.]

In 5' il percorso si fa più agevole e a 04h 36' arriviamo a un intaglio e cambiamo versante, la vista si allarga anche alla Cima d’Uomo e al Vergheto. Adesso scendiamo una parete per sentiero sassoso, ben segnato e sicuro. Poi costeggiamo un ravaneto e a 04h 45' attraversiamo la via di lizza che scende dalla sovrastante Cava Verzolina e dopo 3' troviamo le indicazioni per la Cima d'Uomo.
Il percorso segue la via di Lizza del Padre Nostro (195A) e si innesta nel sentiero 195 per il crinale della Cima d'Uomo e Colonnata. Scendiamo per tratto semplice su sfasciumi e a 05h chiudiamo l'anello arrivando al bivio 138⇧/172. A 05h 28' siamo al Vergheto dove sostiamo 9' e a 05h 56' terminiamo l'escursione tornando sulla strada asfaltata.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara, più avanti si trascura una strada che sale a sinistra in direzione Casette.
A 6,5 Km un bivio: a sinistra la strada si dirige a Forno mentre a destra continua per Gronda e Resceto. Dopo un chilometro raggiungiamo Forno che si sviluppa lungo il torrente e la strada.
Proseguiamo fino al bivio (8,5 km) per il Pianello e Biforco e saliamo a sinistra. La strada è piuttosto malandata, specialmente nella parte alta, per cui va percorsa con prudenza. Termina proprio dove inizia il sentiero di raccordo (13,3 km).
Note
Questa escursione percorre vie di lizza e stradelli di cava e uno spettacolare sentiero dei cavatori che sale a una sella del Monte Spallone.
È richiesto il superamento di un discreto dislivello per cui è necessario buon allenamento. Le difficoltà riguardano essenzialmente il tratto dopo la Cava Pisani, anche se il tratto di ravaneto iniziale va percorso con attenzione e piede sicuro.
Il sentiero dei cavatori è poco segnato, a parte alcuni bolli rossi recenti e qualche ometto. Si richiede quindi buona capacità di orientamento, piede sicuro sul breve tratto su placche e sul tratto esposto su paleo.
Il resto è faticoso, ma meno problematico, a parte l'orientamento. Alcuni tratti del sentiero 172, dopo la cava, vanno percorsi con attenzione e piede sicuro.
Di conseguenza si sconsiglia l'escursione con neve, ghiaccio, pioggia o con terreno comunque scivoloso. Inoltre non va affrontato in condizioni di scarsa visibilità perché si potrebbe perdere l'orientamento.
I tempi sono indicativi e sicuramente giovani ben allenati impiegheranno di meno, ma sono sicuramente richieste soste per ammirare il panorama e scattare qualche foto.
Traccia GPS