DATA ESCURSIONE: 30/09/2018
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un approfondimento su Vinca.
Partiamo dalla piazzetta, intitolata ai Martiri di Vinca, con il negozio di alimentari della signora Andreina. Questo è l'unico negozio di Vinca e qua è possibile acquistare l'ottimo pane cotto in forno a legna. Nella piazzetta è presente una fontana. Il panorama, dalla piazzetta, si apre su tutta l'alta Valle di Vinca: dal Rasori al Sagro con le sue propaggini sino alla Torre di Monzone e sul Pizzo d'Uccello con la Cresta Garnerone e parte della Nattapiana. Poco sotto la piazzetta si trova la ex scuola elementare, adesso Bed&Breakfast "La Casa di Montagna", utile punto di riferimento per escursionisti e scalatori che vogliono passare più giorni nella Valle di Vinca.
A fianco del negozio ci sono le indicazioni dei sentieri 138⇧, 175, 190. Il primo è diretto a Colonnata passando per la Foce di Vinca mentre il secondo è diretto alla Foce di Giovo, invece il 190 è diretto alla Foce dei Lizzari ed è quello che seguiremo.
Ricordiamo che dalla Casa di Montagna transita il sentiero 139⇧ da Equi Terme per la Foce di Pianza. Noi seguiremo il 190 fino a un bivio per una traccia che ci porterà al Colle di Nattapiana e di qua alla vetta del Pizzo dell'Aquila, all'estremità della cresta ONO che scende dal Pizzo d'Uccello (Cresta di Nattapiana) [
Vedere la parte in grassetto della sezione "NOTE"].
Seguiamo le indicazioni ed entriamo nel borgo. I segni bianco-rossi sono indicati bene insieme ad altri verde-giallo. Saliamo con qualche tratto scalinato e in breve siamo a un bivio: i tre sentieri proseguono verso sinistra in salita (Via Mazzanti) mentre a destra la stradina prosegue fino alla chiesa di Sant'Andrea e alla strada dove recupera il sentiero 139⇧.
[C'è da dire, comunque, che dopo la chiesa una strada asfaltata sale a sinistra a recuperare il punto in cui i sentieri 138⇧ e 175 entrano ne bosco e, volendo, è possibile recuperare anche il sentiero 190 andando in direzione opposta agli altri due sentieri.]
Proseguiamo quindi verso sinistra e saliamo per il borgo tra vecchie abitazioni e ruderi. Ci sono anche dei segni giallo-verdi che indicano un percorso a tratti leggermente diverso che è possibile seguire fino a un bivio più in alto. Arriviamo sulla strada asfaltata dove i sentieri 138⇧ e 175 si staccano verso destra e il 190 va a sinistra (qua c'è una fontana). Dopo pochissimo, a 10', sulla destra, si stacca il sentiero che lascia la strada asfaltata per salire tra i castagni.
Il primo tratto è scalinato e costeggia proprietà recintate (come difesa dai cinghiali) tra i castagni. A 14' siamo a un bivio, il sentiero va a destra, mentre a sinistra una traccia prosegue per la zona dei Casali (vecchi terrazzamenti, in passato coltivati e oggi quasi del tutto abbandonati).
Proseguiamo, mentre il bosco si fa più fitto, con tratti degradati con sviluppo di rovi. A 20' può essere utile spostarsi verso sinistra a recuperare uno stradello che proviene dai Casali ed evita un tratto piuttosto degradato. Subito comunque si recuperano i segni. A 24' siamo in una radura tra castagni, il sentiero va a sinistra e poi subito verso destra. Saliamo, superiamo alcuni ruderi e a 32' sulla destra c'è un rudere con tetto immerso nella vegetazione cui segue un fitto bosco di conifere, frutto dei rimboschimenti post bellici che hanno riguardato tutta l'Alta Valle, con scarso rispetto della flora locale.
Saliamo per lunghi tornanti nel bosco, dove è possibile vedere caprioli, e a 37' siamo al primo bivio per la Sella di Altana (presente freccia rossa).
Sulla sinistra il sentiero giallo-verde ci lascia. Esso più avanti si biforcherà: un ramo, di sinistra, si dirige alla zona dei Casali, ma esso poco dopo si infrascherà essendo una traccia ormai abbandonata e priva di adeguata manutenzione (ricordiamo che questi segni sono relativi a vecchi itinerari ambientali didattici ormai abbandonati). Il secondo ramo continua e si innesterà nel sentiero non numerato per la Sella di Altana che inizia dal secondo bivio. [Ricordiamo che questa sella si trova alla base del Pizzo dell'Aquila conosciuto anche come Poggio di Altana o Altala. Dalla sella una traccia percorre una breve cengia un po' esposta, superando la triangolare parete ovest del Pizzo dell'Aquila e giunge alle Spianate della Guardia da cui è possibile salire in vetta allo stesso Pizzo dell'Aquila, oppure scendere verso l'Eremo di San Giorgio.]
Continuiamo a salire e a 54' su una roccia sulla destra troviamo vecchie indicazioni del sentiero 190 e proprio qua, sulla sinistra, si stacca la seconda traccia, non segnata, per la Sella di Altana (poco dopo la deviazione su una roccia c'è la scritta Foce di Altana che sarebbe stata più utile al bivio). Continuiamo a salire per tratti adesso più ripidi e a 01h 13' passiamo per un ravaneto aperto con panorama su Vinca, Sagro e Canalonga.
Proseguiamo per il lungo tornante e, a 01h 24', presso una decisa curva verso destra, si trova la deviazione che dobbiamo seguire. Alcuni segni rossi aiutano a individuare il percorso. La traccia, quasi pianeggiante, è evidente con rarissimi segni rossi ormai stinti e qualche segno rosso posto per la discesa.
[Ricordiamo che il sentiero 190 prosegue e dopo circa mezz'ora porta all'innesto del sentiero 191 (Sentiero attrezzato Mario Piotti) diretto al Giovetto e a Val Serenaia. Spostandosi verso sinistra si trova poi l'inizio del tratto attrezzato del sentiero 190 (Sentiero Zaccagna) che scende verso le Cave del Cantonaccio, ma questo tratto di sentiero è inagibile per danni subiti dai cavi d'acciaio negli ultimi anni.]
Adesso proseguiamo la traccia nel bosco, stretta, ma ben percorribile e quasi pianeggiante. Dopo una decina di minuti iniziamo a salire e a 01h 40' affrontiamo il canalino che ci porterà al Colle di Nattapiana. Il canale non è esposto, ma è molto ripido su rocce e terreno argilloso. Un tratto intermedio è a zigzag e porta, deviando di qualche metro sulla sinistra, in zona panoramica sul Pizzo dell'Aquila e in basso su Vinca. Proseguiamo per il canalino che adesso è meno ripido e invece di proseguire verso il Colle di Nattapiana saliamo a sinistra direttamente verso la cima del monte.
Consigliamo comunque di salire al colle e poi alla vetta per facili roccette, dove perveniamo a 02h 03'. La zona apicale è segnata con un modesto ometto, è erbosa con rocce affioranti ed è abbastanza larga. Un breve tratto di cresta si diparte verso Vinca, da cui si vede un'aspra parete triangolare rocciosa con vetta aguzza, in realtà il punto più alto del monte è quello in cui siamo e non è aspro come sembrerebbe.
Il panorama è sulla vicina Punta Nattapiana, sulla cresta omonima fino al Pizzo d'Uccello che incombe con la sua possanza e poi c'è la Foce di Giovo, la Cresta Garnerone, il Monte Rasori. Poi il Sagro, la Canalonga e la Torre di Monzone. Da parte opposta la piana della Lunigiana con i suoi borghi e, in lontananza, l'Appennino. Più vicino c'è la cresta che scende verso Equi e le spianate della Guardia.
Rimaniamo in vetta pochi minuti e poi torniamo indietro seguendo il percorso dell'andata. A 02h 13' siamo alla Sella di Nattapiana. alla base della modesta Punta Nattapiana (1286 m) che è possibile salire in pochi minuti, dalla vetta si gode di bel panorama sulla Cresta Nattapiana fino al Pizzo. Noi comunque non saliamo, sarà per un'altra volta.
Prendiamo a scendere per il canalino con la necessaria prudenza. La ripidità è grande per cui serve piede sicuro e attenzione per il terreno smosso. Non mancano appigli e appoggi sulla roccia e ricordiamo che non c'è esposizione. Superato il canalino siamo nuovamente nel tratto pianeggiante e a 02h 47' siamo nuovamente sul sentiero 190. A 03h 27' siamo alla fine della pineta, continuiamo la discesa e arriviamo alla radura, proseguiamo il sentiero e questa volta scendiamo per lo stradello dei boscaioli, verso destra, che porta alla zona dei Casali. Scendendo godiamo di bella vista sul Pizzo dell'Aquila, sulla Punta Nattapiana e poi sulla Cresta Nattapiana.
A 03h 43' siamo presso un orto recintato dove prendiamo verso sinistra. Poi proseguiamo verso destra nel castagneto presso baracche e cataste di legna e poi scendiamo ancora a destra e ci troviamo presso una grossa captazione dell'acquedotto, dove arriva la strada asfaltata che abbiamo percorso all'andata. Andiamo a destra per ampia strada lastricata e a 03h 52' siamo presso il recinto del Mandrione (fontana). Qua c'è una lapide commemorativa e un bassorilievo di marmo di una donna con la sua bambina. In questo luogo, nel 1944, si consumò una delle pagine più vergognose della già terribile Strage di Vinca perpetrata da truppe tedesche delle SS coadiuvate da un centinaio di brigatisti neri di Carrara. Al Mandrione (ricovero delle pecore) furono uccise 29 tra donne e bambini. Lasciato questo luogo sacro, scendiamo per le vie del borgo e a 04h torniamo in piazzetta dove terminiamo l'escursione.