(LU-Seravezza) BASATI-PONTE SUL CANALE DEL GIARDINO (434 m)-FOCE DEL GIARDINO (955 m)-LA FORNACE (760 m)-MINAZZANA (503 m)-MONTE DEL CALVARIO (565 m)-BASATI (anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Basati (416 m)

Località di arrivo:

Basati (416 m)

Dislivello mt.:

745

Tempo totale:

7 h 30'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Basati, Minazzana, Azzano (con deviazione)

Rifornimento acqua:

Basati, Minazzana

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

sentiero SAV 4◆marmifera e traccia cavatori◆142(ex 31)◆sentiero SAV collegamento◆sentiero SAV 3

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (65)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 21/10/2018



Arrivati a Basati lasciamo l’auto sulla stradina che si dirige a Minazzana, nei pressi dell'edificio della locale Pubblica Assistenza.
Il paese si trova di fronte a noi ed è dominato, a sinistra, dal monte Cavallo (o Cavallino) di Azzano mentre sulla destra si scorge Terrinca e dietro il monte Corchia e la Pania. Oltre il paese si scorge anche la zona delle Cave di Falcovaia.

[Si trova nel comune di Seravezza ed è un borgo immerso nei castagneti alle pendici del Monte Cavallo (di Azzano).La popolazione dovrebbe, almeno in parte, derivare da bresciani chiamati da Cosimo I per lavorare il ferro estratto nelle miniere. Il toponimo è citato sin dal 1320 e la zona sicuramente fu abitata dai liguri apuani e anche in precedenza come si desume dall’abbondanza di coppelle e graffiti neolitici nei dintorni. Si trova nella valle del Giardino su una terrazza panoramico su Corchia e Pania della Croce e sui paesi di Retignano, Terrinca e Levigliani. Possiede una chiesa del XVI secolo intitolata a Sant’Ansano da Siena.]

Entriamo nel borgo ben curato e popolato da un centinaio di persone, spostandoci verso sinistra nei pressi di un parcheggio. C'è una fontana e un cartello dei sentieri SAV (Sentiero Alta Versilia). Superiamo alcuni archi, trascuriamo la stradina che porta alla chiesa e ci troviamo subito fuori del paese (9’). Adesso seguiremo la mulattiera fino al Ponte sul Canale del Giardino, poi saliremo per la marmifera delle cave e fiancheggeremo il ravaneto fino a portarci alla Foce del Giardino. Qua scenderemo a recuperare il sentiero 142, lo seguiremo fino alla Fornace e poi con sentieri SAV andremo a Minazzana e torneremo a Basati.
All'inizio della mulattiera c'è un'icona marmorea di Gesù e San Giovani Battista. Il sentiero SAV che seguiamo è un’ampia mulattiera lastricata, ben conservata e non segnata in alcun modo che inizialmente scende, ma l’intero percorso fino al ponte sul Canale del Giardino è un continuo saliscendi con una piccola prevalenza delle salite che porterà ad un’altezza massima di circa 440 m.
Il primo tratto ha un fondo di muschio è può essere scivoloso, a 15’ attraversiamo il primo di una serie di ponti in legno che superano i diversi corsi d’acqua che scendono da sinistra per confluire nel Canale del Giardino la cui valle stiamo attraversando mantenendoci sulla destra orografica. Subito dopo, in salita, superiamo un altro ponticello e poi cominciamo a scorgere Basati in basso, dietro a noi.
A 30’ presso un piccolo slargo panoramico abbiamo una piccola edicola con icona marmorea della Madonna col Bambino (1921) fatta costruire dalla famiglia Marchetti. Continuando scorgiamo la sommità del monte dei Ronchi e poco dopo le cave delle Cervaiole (Picco di Falcovaia) che ci accompagneranno a lungo. A tratti, sulla destra, ci saranno squarci panoramici sul Corchia e sulla Pania e in basso, a tratti, scorgiamo anche la marmifera che costeggia il Canale del Giardino sulla sinistra orografica. Essa termina al Ponte della Zìngola sulla strada asfaltata per Basati. L’ambiente è un misto tra la macchia mediterranea e castagneto con corbezzoli, eriche, cisti e, in questa stagione, anche ciclamini.
Ad una curva del sentiero troviamo un cartello SAV che illustra le incisioni rupestri presenti sulla mulattiera che stiamo percorrendo. Sono coppelle, figure umane stilizzate, croci di confine e croci di cristianizzazione.

[Tutta la zona è ricca di segni della cultura pre-romana, come appunto le coppelle, cioè incavi emisferici legati a qualche antico culto dell’acqua e della fecondità dei nostri antenati liguro-apuani. Altri segni sono croci incise sulla roccia forse per cristianizzare le precedenti incisioni pagane. Con attenzione è possibile scorgere molti di questi segni e fotografarli, alcuni usano polvere di gesso per evidenziarli sulla roccia.]

A 45’ incontriamo a, quota 413 metri, i ruderi di un’antica marginetta (località Campìa) ormai invasa da una pianta di grosse dimensioni. Subito dopo c'è un altro ponte di legno, saliamo e a 01h 05' siamo presso un'icona marmorea della Madonna (1756) murata nella roccia. Poco dopo siamo presso i resti di una teleferica (località Fattilungo) che portava legna a valle e subito dopo un altro ponte.
A 01h 09' superiamo un altro ponte e dopo 5' su un masso, esposto al sole, che si sporge verso la valle scorgiamo molte coppelle e alcune croci. A 01h 24’ un ponte metallico ci permette di superare uno strapiombo e adesso scendiamo ripidamente lungo il canale e ci portiamo al bel ponte sul Canale del Giardino che superiamo a 01h 34’ (sono presenti i cartelli SAV). Finora siamo saliti di pochi metri e ci aspetta un dislivello di oltre cinquecento m per arrivare alla Foce del Giardino. Siamo sulla marmifera bianca che sale alle cave abbandonate del Giardino, come già detto essa, verso destra, si dirige al Ponte della Zingola.
Noi proseguiamo a sinistra in salita e, dopo pochi minuti, a 01h 37', sulla destra c'è l'indicazione del sentiero per Terrinca, il cui inizio appare piuttosto infrascato (lungo il percorso è possibile ammirare il Masso di Terrinca, ricco di incisioni preistoriche). Proseguiamo la salita per la marmifera e dopo 5' troviamo a sinistra un piazzale con i resti di un escavatore e la strada devia verso destra, la seguiamo percorrendo un paio di lunghi tornanti e a 01h 52' la strada finisce ai piedi del ravaneto che scende dalle Cave del Giardino. Più in alto la ritroveremo e la percorreremo ancora.

Il percorso che seguiremo si sviluppa verso sinistra al limite del bosco e a fianco del monte. Qua è ben visibile, in alto, la Foce del Giardino a destra di un torrione immerso nel verde. Ancora più a destra c'è una propaggine del Picco di Falcovaia, alta 1020 m, alle cui pendici si trovano tentativi di cava e da cui scende l'enorme ravaneto del Giardino.

Adesso traversiamo al meglio verso sinistra, seguendo qualche ometto e guadando il modesto ruscello. A 01h 57' siamo dalla parte opposta e saliamo per massi fino a ritrovare la marmifera a 02h 04'. Essa qualche minuto più avanti devia a sinistra per tratto malandato, ma percorribile. A 02h 15' sulla sinistra ci sono dei massi di marmo per contenere il ravaneto e poco dopo un ometto su masso ci indica la strada per una vecchia cava, peraltro evidente. Arriviamo sotto la cava a 02h 23'. Proseguiamo per altri 5' e poi deviamo bruscamente verso sinistra in alto (qua la marmifera è interrotta da grossi massi). Il percorso in salita è chiaro per la presenza di un ometto su un sasso e di un evidente segno rosso. Ora appaiono alcuni utili segni rossi e a volte dei nastri di plastica legati agli alberi che sono di grande aiuto, senza di essi salire alla Foce sarebbe molto difficile. Proseguiamo fino al boschetto che costeggia il monte e saliamo seguendo i segni.
A 02h 41' andiamo a sinistra seguendo ometti e segni per evidente traccia usata dai cavatori. Il percorso è fiancheggiato da vecchie tubature, segue poi un breve tratto molto ripido e degradato che ci porta a una breve scalinata con utile corda di sicurezza. Quindi a 02h 48' siamo a un rudere nel bosco. Proseguiamo a destra fino al vicino poteaux con nastro e saliamo. E a 02h 58' siamo nuovamente a costeggiare il ravaneto. A 03h 02' vediamo, a destra, un grosso piro ancora infisso nel massi di marmo. Non dobbiamo salire nel ravaneto, ma tenerci a sinistra seguendo i segni e la traccia nel bosco. A 03h 15' siamo presso un vecchio edificio e seguiamo i segni verso destra. Più avanti, a 03h 22', vediamo verso destra alcuni edifici di cava con qualche blocco di marmo abbandonato, la traccia evidente costeggia il ravaneto e poi sale a sinistra su di esso per percorso facile e poi lo abbandona per proseguire in salita nel boschetto.
Continuiamo a salire e a 03h 40' percorriamo un facile canale a voltoline e dopo 10' siamo alla Foce del Giardino. Questa è una piccola sella tra le propaggini meridionali del Picco di Falcovaia e il crinale del Monte Cavallo di Azzano. Abbiamo quindi lasciato la Valle del Giardino e ci affacciamo su quella del Serra. Sostiamo qualche minuto e poi scendiamo verso sinistra per traccia evidente tra l'erba e a 03h 59' siamo sul sentiero 142. Scendiamo e dopo 5' vediamo il Monte Altissimo con le cave più alte (Fitta, Macchietta, Tacca Bianca) che forano la parete meridionale, in particolare quella della Tacca Bianca che cui si diparte un sentiero aereo, scavato nella roccia, diretto al Passo del Vaso Tondo.
Segue un tratto panoramico dal Folgorito, al Carchio, Focoraccia, zona Pitoni, Uncini e Altissimo fino al Picco di Falcovaia. Segue poi un tratto tra rovi e ginestroni da percorrere con attenzione per non farsi male, comunque gli arbusti sono stati tagliati per rendere il sentiero percorribile. Più avanti vediamo anche Azzano antico paese di carbonai e cavatori. Poi entriamo nel castagneto con qualche tratto degradato per la caduta di alberi e per lo sviluppo dei rovi. A 04h 30' siamo alla Fornace.

[L'edificio della Fornace ha una forma circolare che ricorda vagamente un nuraghe e un tetto ancora in buone condizioni, ma c'è stato il crollo di una parte del muro anteriore riparato al momento con un palo che sostiene il tetto. Speriamo che il danno venga riparato perché l'edificio è veramente molto importante. Questo edificio era una calchera usata per arrostire le pietre carbonatiche, di cui ovviamente la zona è molto ricca, per produrre la calce viva da cui poi si otteneva la calce spenta utilizzata per fare la malta usata in edilizia.]

Qua ci sono le indicazioni dei sentieri, il 142 scende a destra per Azzano, invece a sinistra c'è un sentiero SAV per Minazzana che percorreremo. Esso era il sentiero usato dai cavatori di Minazzana per andare a lavorare alle Cave delle Cervaiole e si sviluppa nei pendii occidentali del Monte Cavallo con tratti panoramici sulla Valle del Serra e i monti circostanti, anche se per lo più si sviluppa nel castagneto. Subito all'inizio c'è una zona ristoro e un vecchio cartello dell'Apuane Trekking di cui questo tratto era una variante (questa zona è conosciuta come Montorno).
Facciamo una breve sosta e a 04h 38' riprendiamo il cammino. Il percorso è un saliscendi nella prima parte poi scenderà fino a Minazzana nel tratto finale. Tra le fronde vediamo sulla destra la cresta Folgorito-Carchio-Focoraccia e dietro di noi l'Altissimo. Inoltre si intravedono anche le Cave di Trambiserra, già esistenti nel XVI secolo e che si trovano di fronte a quelle della Cappella, queste ultime trassero impulso da Michelangelo. Dopo 10' un ponticello di legno permette di superare un rivolo di acqua che scende da sinistra. Pochi minuti dopo c'è un breve tratto aperto, ma poi si torna nel bosco.
A 04h 56' arriviamo presso una struttura dell'acquedotto con abbeveratoio e tavolo per la sosta. Si sale subito una breve rampa scalinata con grosso masso sulla destra, dopo c'è un ometto a sinistra che indica la traccia per salire alla vetta del Cavallo di Azzano (servono circa 45').
Poco dopo cominciamo a vedere i tetti di Azzano e passiamo tra stipe e fastidiosi ginestroni. A 05h 05' inizia un tratto (4') protetto sulla destra con instabili ringhiere di legno, ormai quasi del tutto sparite, fissate a pali metallici infissi nella roccia. La visuale si allarga fino alla costa.
Alcuni tratti del percorso, in discesa, sono scalinati e alcuni possono essere scivolosi e vanno percorsi con prudenza. Dopo 10' c'è un altro ponte di legno che ci permette di superare il modesto Fosso San Michele poi proseguiamo per tratto ameno nel bosco che ci porta, a 05h 30', a un bivio con panca in legno, a destra scende una traccia SAV diretta ad Azzano che trascuriamo per andare in direzione Minazzana.
Adesso scendiamo, poco dopo superiamo un rudere sulla sinistra e poi un altro. A 05h 41' superiamo un canale con presente struttura di captazione dell'acquedotto (zona Sorgente Bovàlico) cui segue tratto ameno nel bosco. Alcuni alberi caduti ci costringono a fare qualche acrobazia. Dopo 10' c'è una panca in posizione panoramica fino alla costa e dopo scendiamo alcuni ripidi tornanti. Segue una captazione dell'acquedotto, un breve ponte di tronchi e un'altra captazione. Segue ancora un tratto ameno in falsopiano con muretto sulla sinistra e terrazzamenti, intanto la vegetazione è cambiata, siamo in un rimboschimento a pini. La traccia del sentiero si allarga e poi diventa lastronata che ci porta al paese. A destra in basso vediamo il campo.
A 06h 13' passiamo presso una grossa struttura dell'acquedotto e subito dopo vediamo le prime case di Minazzana.

[Borgo nel comune di Seravezza posto alle pendici del Monte Castellaccio. Ha bella posizione panoramica sulla costa e sulle Apuane e possiede una chiesa intitolata a San Pellegrino e Genesio (XVII secolo al posto di un vecchio oratorio). Il nome deriva da Fundum Menacianum, in zona è stata trovata una necropoli ligure-apuana.]

Il sentiero arriva a 06h 18' sulla strada asfaltata a fianco dell'edificio della Pubblica Assistenza di Minazzana, qua ci sono le indicazioni di un bivio SAV: a sinistra si va a Basati mentre a destra si va alla Cappella. Qua si vedono bene Lieto e Gabberi e poi il modesto crinale che dal Monte Costa si dirige verso il Monte Lieto con i Pizzi del Bottino, e i monti Rocca e Ornato. Localmente il crinale è chiamato L'Uomo che dorme. Si vede bene anche il borgo di Gallena sulle pendici del crinale. Ci riposiamo qualche minuto e a 06h 23' riprendiamo il cammino per tornare a Basati. Dopo pochi metri vediamo i tetti del nucleo principale di Minazzana con la chiesa, provvista di campanile, di San Pellegrino e Genesio.
Scendiamo a sinistra fino a un vicino bivio con tabernacolo. A destra si scende verso la chiesa e la strada asfaltata per Basati, noi invece saliamo verso sinistra per ripido stradello cementato (Via Pianello). Costeggiamo alcune case e poi siamo subito nel bosco, a 06h 32' arriviamo a un bivio. Attenzione qua bisogna scendere verso destra, non ci sono indicazioni che troviamo dopo 2' a una curva dello stradello cementato: una freccia con scritto Monte Calvario-Basati indica di salire a sinistra.
Il tratto iniziale è ampio e aperto sul crinale Costa-Bottino-Rocca. Poi entriamo nel castagneto e compaiono segni rossi che ci accompagneranno fino al Monte Calvario (in precedenza Monte Casino). Anche qua è necessario fare attenzione: bisogna evitare tutte le deviazioni sulla sinistra con segni, numeri e frecce rosse.
La traccia sale lievemente fino ad arrivare a un cippo di una Via Crucis. Sulla sinistra si trova il cosiddetto Calvario, sul crinale sud-est del Cavallo, dove arriviamo a 06h 58'. Qua si trova un monumento con le tre croci del Calvario e alcune lapidi in marmo di devozione. Torniamo al sentiero e subito dopo c'è una marginetta con icona marmorea della Madonna col Bambino di data incerta (la marginetta fu poi restaurata nel 1880).
Adesso scendiamo per l'ampia mulattiera in discesa dove si trovano le 14 stazioni della Via Crucis costruita nel 1901. Scendendo nel castagneto incontriamo alcuni ruderi e, a 07h 16', siamo alle prime case di Basati, percorriamo pochi metri e siamo alla prima stazione della Via Crucis, proprio nell'innesto con la via asfaltata.
Scendiamo e subito prendiamo verso destra per Via Sant'Ansano che ci porta alla chiesa intitolata appunto a Sant'Ansano. Scendiamo e recuperiamo il percorso fatto all'andata e a 07h 28' concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, raggiunta Ruosina (4 km) si seguono le ben evidenti indicazioni per Basati, poco prima del ponte sul Vezza, che ci dicono di salire a sinistra entrando così nella stretta Valle del Giardino. Superiamo poi Cànsoli (5,5 km) che è un gruppo di case allo sbocco del canale del Bosco. Continuiamo fino ad incrociare da destra la marmifera presso il Ponte della Zìngola e saliamo con alcuni lunghi tornanti al paese di Basati (9 km).
Note
Questa escursione interessa la Valle del Giardino e quella del Serra in Alta Versilia. Di grande interesse la mulattiera da Basati per il Ponte sul Canale del Giardino, con le numerose incisioni delle popolazioni preromane.
Questo tratto è semplice. Poi si sale la Valle del Giardino fino alla Foce in cui si affaccia alla Valle del Serra. Questo tratto del percorso richiede di superare un dislivello di 500 m in ambiente di ravaneti e vecchie cave. Il percorso si sviluppa, in parte, su una marmifera che va comunque individuata, ma questo non è difficile. Poi si segue una traccia usata dai cavatori con qualche segno provvidenziale che porta alla Foce.
Il percorso è ripido, ma non difficile, la difficoltà sta proprio nell'individuare il percorso corretto.
Poi si recupera il sentiero 31 fino alla Fornace da cui, con sentieri SAV, si scende a Minazzana e da qua a Basati.
Un po' di attenzione è richiesta a Minazzana per individuare il sentiero.
Tutto questo percorso si sviluppa in castagneti. Di interesse è poi la Via Crucis che porta da Basati al Monte Calvario.
La classificazione EE deriva dal dislivello che richiede allenamento e dalla carenza di segni nell'Alta Valle del Giardino. Il percorso è sconsigliato con neve e ghiaccio.
Traccia GPS