(MS-Fivizzano) EQUI TERME–AIOLA (CHIESA 337 m)–CASTELLACCIO (523 m)-CASTELLO (474 m)-AIOLA (CHIESA 337 m)-EQUI TERME (A/R con deviazioni)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Equi Terme (258 m)

Località di arrivo:

Equi Terme (258 m)

Dislivello mt.:

310

Tempo totale:

3 h 15'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Equi; Aiola

Rifornimento acqua:

Equi; Aiola

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

139⇧(ex 39)◆tracce◆139⇧(ex 39)

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (46)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 04/11/2018).




Arrivati a Equi Terme è possibile parcheggiare facilmente lungo il torrente Lucido, avendo sulla sinistra la linea ferroviaria.
Noi ci fermiamo presso la piazzetta con il monumento in marmo dedicato ai Caduti in guerra di Equi e alle vittime civili. Di fronte a noi c'è il complesso termale che in questa stagione è chiuso, altrimenti diffonderebbe nell’aria il caratteristico odore di zolfo. Bello è il panorama sulla parte alta del borgo di Equi che si affaccia sulla Valle di Fagli.
Ci dirigiamo al vicino ponte sul torrente Lucido dove è presente una bella fontana, da qua iniziamo a prendere i tempi. Subito dopo il ponte iniziano i sentieri 139⇧, 176 e 192. Questi ultimi due sono, nella parte iniziale, una strada asfaltata che si dirige verso sinistra a costeggiare il complesso delle Terme.
Il sentiero 176 è diretto a Ugliancaldo mentre il 192, dopo aver percorso il Solco, si dirige al Poggio di Baldozzana, intersecando prima la marmifera che proviene da Ugliancaldo. Il sentiero 139⇧ invece va a destra ed è presente il cartello indicatore del sentiero e delle distanze (1,4 km per Aiola e 8 per Vinca).
Il tratto fino ad Aiola (pronuncia Àiola) è comune con la tappa 11 del Trekking Lunigiana (TL); il sentiero dopo Vinca prosegue fino alla Foce di Pianza dove si interrompe poiché il tratto finale per Torano non è più percorribile.
Il primo tratto è strada asfaltata e subito sulla sinistra c'è l'edificio della vecchia scuola elementare che è stato trasformato in una delle Porte del Parco delle Alpi Apuane. In particolare esso ospita l'ApuanGeoLab un museo didattico per divulgare le Scienze della Terra.
Lasciamo la strada e subito attraversiamo, su un bel ponte a schiena d’asino, il torrente Fagli che proviene dalla Tecchia. Dal ponte c'è un bel panorama su Equi e l'ingresso della Valle di Fagli, che si trova tra quella del Solco e quella di Vinca.
Saliamo, recuperiamo la strada asfaltata, e a 5' entriamo nel castagneto (presenti indicazioni) a sinistra, il sentiero qua è una bella mulattiera. Il bosco mostra i bei colori dell'autunno.
Inizialmente saliamo e poi scendiamo lievemente fino al piccolo Cimitero di Aiola (22'), cui arriva uno stradello sterrato dal borgo.
Poi passiamo per una zona aperta dove prosperano piante di melo, in particolare qua si produce la famosa mela rotella (pomo rodello) della Lunigiana, dalla forma rotonda e schiacciata (è ottima per dolci oppure cotta).
A 27’ arriviamo ad Aiola, che è divisa in tre nuclei abitativi (nell'ordine: il Canale, la Fontana e la Chiesa). A 31' siamo al lavatoio (la Fontana) con una scritta 1906. Qua arriva la strada asfaltata che è una deviazione di quella per Equi.
Molte case del borgo sono attualmente in rovina, anche a causa del terremoto del 1920 e molte hanno bei portali in pietra, alcuni sormontati dallo stemma dei Medici con le sei palle. I portali sono in calcare cavernoso, con il tipico aspetto spugnoso, che era scavato in zona. [Il calcare cavernoso è una breccia di calcari e di calcari dolomitici, fortemente cementati da calcite e dolomite, con aspetto cariato].
A 35' arriviamo alla chiesa di San Maurizio, nella parte più alta del borgo, e prendiamo a sinistra mentre a destra il TL prosegue in discesa verso Monzone.

[La chiesa di San Maurizio (in antico intitolata anche a San Martino) risale al XII secolo, ma la presenza di mura romaniche fanno pensare che un edificio religioso fosse preesistente, il campanile è invece del XVIII secolo. Sopra la porta principale della chiesa c'è un bassorilievo di marmo (datato 1520) che raffigura San Giorgio che uccide il Drago che si trovava all'eremo di San Giorgio, ma, a sua volta, proveniva dall'antica Cappella di Corvara presso il Castellaccio. Esso fu murato qua nel 1814.]

Saliamo per ripido cementato scalinato per il borgo che finisce subito e il sentiero entra nel castagneto dove riprende a salire.

[Ricordiamo che il sentiero 139⇧ nel tratto Monzone-Vinca, si chiamava Sentiero dei Muli e il Comune di Fivizzano lo sta sistemando. Questo sentiero era la comunicazione tra i due borghi prima della costruzione della strada di fondovalle un centinaio di anni fa. Il Comune ha sistemato anche la zona attorno al Castello di Aiola segnando due tratti distinti di sentiero che portano al Castello, noi li percorreremo tra breve.]

A 43' troviamo il primo bivio per il Castello. Sono presenti le indicazioni necessarie noi saliamo, andremo al Castellaccio, poi dal bivio alto alla zona del Castello, torneremo sul 139⇧ e dal bivio basso torneremo al castello. [Crediamo, comunque, che sia preferibile salire al Castello dal primo bivio, salire a recuperare il secondo sentiero che porta sul 139⇧ e andare a visitare il Castellaccio.]
Noi saliamo nel bosco, con qualche tratto ripido, per tornanti e a 01h 02' siamo al bivio alto per il Castello, anch'esso ben indicato. Continuiamo a salire per il sentiero 139⇧ e dopo 4' siamo al bivio tra il sentiero 139⇧ e la variante 139V per l'Eremo di San Giorgio indicato a 2,4 km sulla sinistra. L'antico eremo è ormai ridotto in rovina essendo stato abbandonato alla fine del XVIII secolo, esso è meritevole di una visita.
Noi proseguiamo a destra sul sentiero 139⇧ e dopo 5’ siamo presso i ruderi del Castellaccio, questo è una torre merlata che funzionava come torre di guardia sull’ingresso della Valle di Vinca che si trova sulla nostra destra. La struttura fa parte del complesso del Castello di Aiola e ne costituisce la parte più alta e da esso indipendente, ma la posizione impervia rende difficoltoso accedere da qua alla struttura principale che si trova 50 m più in basso a una distanza analoga.
Il Castellaccio è costruito sulle rocce che sporgono dalle mura, rimangono alcune merlature e feritoie per gli archibugi (troniere), la parte interna è occupata da alberi. Dopo aver visto e fotografato i ruderi scendiamo e a 01h 14' siamo nuovamente al bivio per l'Eremo.
Torniamo indietro e a 01h 28' ci troviamo all'indicazione più alta per il Castello. La traccia in discesa nel bosco, ben segnata, ci porta in breve alla parte alta del Castello a 01h 33'. Ci sono vecchi edifici ridotti a ruderi con qualche muro ancora in piedi e una lunga cinta muraria che precipita a valle con notevole dislivello (almeno 25 m). Lungo questa cinta, che andiamo a esplorare, ci sono le solite troniere e una torretta emisferica. Come vedremo più tardi la cinta muraria termina con un portale di pietra.
Dalla parte alta del Castello la traccia segnata dovrebbe scendere al portale, ma non la troviamo per cui torniamo indietro. In realtà scendiamo anche a fianco delle mura per tratto ripido che porta a recuperare il sentiero basso, ma lo percorriamo solo in parte data la grande pendenza, comunque aiutandosi con le piante sicuramente è possibile scendere. Il problema è che sta piovendo per cui è meglio procedere con prudenza.

[Il Castello di Aiola si trova in posizione disagevole su un ripidissimo pendio oggi completamente coperto da vegetazione. Esso dominava l'accesso alla Valle del Lucido di Vinca. Era intitolato a San Giorgio e comprendeva una cappella intitolata al santo, l'antica Cappella di Corvara o Cervara, con il bassorilievo di San Giorgio poi trasportato all'Eremo di San Giorgio e oggi sul portale della Chiesa di Aiola. La struttura lo fa risalire al XV secolo quando i fiorentini iniziarono la penetrazione in Lunigiana e costruirono opere fortificate a difesa dei territori di nuova acquisizione. Comunque è probabile che in loco esistessero edifici precedenti (forse anche fortificazioni) costruiti infatti con tecniche diverse (usando arenaria invece che calcare cavernoso). La cinta muraria merlata, dotata di troniere, racchiude un piccolo borgo, oggi ridotto a ruderi. La parte alta della struttura è conosciuta come Castellaccio ed era una torre di avvistamento.]

Torniamo indietro dopo la visita alle rovine, recuperiamo il sentiero 139⇧ e scendiamo e a 02h 06' siamo al bivio basso per il Castello. Seguiamo la traccia ben evidente e segnata nel bosco, con qualche tratto di salita ripida, poi la traccia diventa più larga.
A 02h 22' siamo alla base del Castello sotto un bel portale di calcare cavernoso ancora in buon stato. Da esso sale la cinta muraria che avevamo esplorato poco fa, inoltre la traccia prosegue verso destra tra ruderi di costruzioni, segnata da fettucce di nastro plastificato.
Dopo 6' torniamo indietro e a 02h 41' siamo al bivio. A 02h 48' siamo alla Chiesa di Aiola. A 02h 58' siamo al cimitero, dopo 10' alla strada e a 03h 15' finiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Aulla si segue la statale 63 per Fivizzano, superata Rometta (6,6 Km) si prende la deviazione a destra per Gassano (13,3 km) e da qua si continua, a destra, per Gragnola (15,7 Km) e Pian di Molino, superata la Stazione di Monzone (19,7 km), prima di raggiungere Monzone Alto, si prende una ben evidente deviazione verso sinistra per Equi Terme (31 km).
Note
Questa escursione è finalizzata a visitare i resti del Castello di Aiola, oggi fruibili con le tracce recentemente segnate dal Comune di Fivizzano.
Il percorso è semplice e permette di visitare Equi e Aiola. Il primo borgo, in particolare, merita una visita lunga per ammirare le sue molte attrazioni come il Solco, le Grotte e la Tecchia.
La visita ai ruderi del Castello richiede, comunque, attenzione e prudenza per il luogo in cui si trova, molto ripido. Inoltre è bene non avvicinarsi troppo agli edifici del Castello le cui pareti non sono sicure.
Il percorso da noi descritto non è il migliore, è preferibile salire a visitare il Castello dal primo bivio e salire poi alla parte alta e recuperare il sentiero che porta al bivio alto. Da qua salire al Castellaccio per poi tornare indietro con il sentiero 139. Volendo si può allungare con la salita all'Eremo di San Giorgio.