DATA ESCURSIONE: 18/11/2018
Parcheggiamo lungo la strada che attraversa il paese di Azzano, nei pressi dell'edificio della Scuola Primaria Michelangelo Buonarroti, che rimane a destra, presso la deviazione per il bar Ristorante Michelangelo.
[Azzano è un borgo del comune di Seravezza, situato alle pendici del Monte Cavallo (detto anche Cavallino di Azzano). Esso, in passato, forniva carbone e legna a Seravezza poi, con l’apertura delle cave del Monte Altissimo, molti abitanti sono diventati cavatori. Nel borgo si trova la chiesa di S. Michele Arcangelo (XIII secolo, ma ampiamente restaurata nel XIX) e, a circa un chilometro, la notevole Pieve della Cappella.]
Dietro di noi c'è il Monte Altissimo e a destra la dorsale Folgorito, Carchio, Focoraccia, Pitoni. Se poi guardiamo in alto scorgiamo il crinale del Cavallino verso cui siamo diretti. Prendiamo subito a sinistra per una scalinata tra le case che ci porta dopo 5' a incrociare la strada che viene dalla chiesa (dove effettivamente inizia il sentiero 142).
Presso un tabernacolo, con croce lignea e icona marmorea, il sentiero sale molto ripido per tratto scalinato e cementato. Saliamo ancora tra qualche abitazione mentre il cementato diventa mulattiera. Di fronte a noi intravediamo la zona del monte Altissimo mentre sulla sinistra c'è la dorsale che dal Folgorito va al Carchio per poi proseguire al Focoraccia, ai Pitoni e alla Greppia. A 11', presso le ultime case, inizia il castagneto per tratto piuttosto ameno, ma più avanti la salita diventerà più ripida e aumenterà anche il bosco.
A 25' c'è una panca di legno per il viandante che vuole riposarsi. A 32' attraversiamo, su un ponticello di pietra, un piccolo canale che scende dal monte, qua il sentiero devia decisamente a sinistra. Poco dopo superiamo un altro ponticello su un altro canale che scende verso il Botro di Rimone che poi andrà ad alimentare il torrente Serra più in basso. A 36' c'è una piccola fonte, secca, a destra e poi ancora un ponticello. La salita continua, sempre nel bosco, anche molto ripida con tratti a tornanti più o meno lunghi.
A 53' passiamo per un tratto dove prosperano i rovi, ma la sede del sentiero è libera e ben percorribile. Poco dopo sulla sinistra vediamo un rudere su cui si è abbattuto, ormai da anni, un albero. La zona che scende verso sinistra è detta la Croce o Alpe di Azzano ed è disseminata di ruderi di vecchie capanne di pastori. A 59' arriviamo alla Fornace.
[L'edificio della Fornace ha una forma circolare che ricorda vagamente un nuraghe e un tetto ancora in buone condizioni, ma c'è stato il crollo di una parte del muro anteriore riparato al momento con un palo che sostiene il tetto. L'edificio era una calchera usata per arrostire le pietre carbonatiche, di cui ovviamente la zona è molto ricca, per produrre la calce viva da cui poi si otteneva la calce spenta utilizzata per fare la malta usata in edilizia.]
Il sentiero 142 prosegue diretto alle Cave delle Cervaiole dove si interrompe a causa dei lavori in cava. Lo stesso sentiero prosegue dopo la cava diretto a Arni, al Passo di Sella e poi ad Arnetola.
Alla Fornace arriva dalla destra un sentiero, del circuito SAV, diretto a Minazzana che adesso seguiremo. Esso era il sentiero usato dai cavatori di Minazzana per andare a lavorare alle Cave delle Cervaiole e si sviluppa nei pendii occidentali del Monte Cavallo con tratti panoramici sulla Valle del Serra e i monti circostanti, anche se per lo più si trova nel castagneto.
Subito all'inizio del sentiero SAV c'è una zona ristoro e un vecchio cartello dell'ormai superato Apuane Trekking (AT) di cui questo tratto era una variante. La zona a monte è conosciuta come Montorno. Il sentiero è un saliscendi nel castagneto e poi scenderà decisamente verso Minazzana a iniziare dal bivio per Azzano dove più tardi arriveremo. Nei tratti aperti il panorama si apre sulla dorsale Folgorito Carchio e sul Monte Altissimo. A tratti si scorgono anche le Cave di Trambiserra, attive e già esistenti nel XVI secolo. Esse si trovano di fronte a quelle della Cappella (queste ultime trassero impulso da Michelangelo).
A 01h 10' passiamo su un ponte di legno che permette di superare un canale (Botro di Pionico) che scende da sinistra. Dopo 5' minuti c'è un breve tratto aperto, ma poi si torna nel bosco. A 01h 19' arriviamo presso una struttura dell'acquedotto con abbeveratoio e tavolo per la sosta. Si sale poi una breve rampa scalinata con grosso masso sulla destra, subito dopo c'è un ometto a sinistra che indica la traccia per salire alla vetta del Cavallo di Azzano. Adesso dobbiamo salire nel bosco mantenendo sempre un canale, in basso, a sinistra. La traccia è abbastanza evidente, ma mancano segni se non qualche ometto nella parte più alta. Dobbiamo evitare di andare a sinistra e mantenerci più o meno paralleli al canale.
A 01h 33' siamo nei pressi di un grosso albero caduto da cui dobbiamo salire verso destra per tratto piuttosto infrascato, ma poi aperto. Ritroviamo alcuni ometti che seguiamo e a 01h 41' siamo fuori dal bosco in un catino ricoperto da felci che in questa stagione sono ormai secche. Un'utile traccia sale verso il crinale roccioso che è ben visibile di fronte a noi. Quando le felci sono nel loro massimo rigoglio la progressione non è semplice, ma adesso non ci sono problemi.
Salendo il panorama si apre anche sul Sumbra, sul Corchia e la Pania della Croce. Inoltre si apprezza tutta la dorsale che divide la Valle del Giardino da quella del Serra, in particolare la Quota 1006 dietro la quale ci sono le Cervaiole. La cresta poi continua con quote minori fino a raggiungere la massima altezza con il Monte Cavallo.
Saliamo spostandoci un po' verso destra e a 02h 07' siamo presso il crinale roccioso, le felci non ci sono più, ma c'è abbondanza di paleo che maschera la traccia che dobbiamo seguire. Dobbiamo andare verso sinistra mantenendoci sotto le rocce e a 02h 21' siamo su un'antecima da cui vediamo bene la vetta del Cavallo. Scendiamo qualche metro per poi risalire con la traccia adesso più evidente che si sposta nel versante interno. Arriviamo alla base della vetta del Cavallino, saliamo al meglio aiutandoci anche con le mani.
La cresta sommitale è leggermente esposta, ma sufficientemente ampia, prima saliamo una vetta secondaria poi scendiamo qualche metro e risaliamo alla vetta del Cavallino dove arriviamo a 02h 30'. La zona sommitale è ampia e formata da rocce scistose e il crinale poi scende in direzione del modesto Monte Castellaccio sopra Minazzana. Il panorama è molto bello, scorgiamo anche il Sagro e il Golfo della Spezia, poi Fiocca, Sumbra, Freddone, Corchia e Pania oltre alle Apuane meridionali. Naturalmente la vista ha in primo piano il crinale che dal Folgorito arriva all'Altissimo e il crinale che divide la Valle del Giardino da quella del Serra. In basso c'è Azzano e dietro il Monte Rotondo con le cave Trambiserra.
Dopo una breve sosta torniamo indietro e a 02h 44' siamo alla base della vetta e dopo 5' all'antecima da cui scendiamo nel paleo prendendo come riferimento un solitario e grosso biancospino. Ripercorriamo la zona delle felci e a 03h 19' siamo nuovamente nel bosco, seguiamo al meglio la traccia percorsa in salita evitando di spostarci troppo verso destra. A 03h 29' siamo presso il grosso albero caduto, troviamo alcuni ometti e a 03h 37' siamo sulla traccia principale per Minazzana. Scendiamo pochi metri per sederci al tavolino presso l'abbeveratoio dove sostiamo una decina di minuti. Poi riprendiamo il cammino in direzione Minazzana.
A 03h 52' siamo su tratto aperto e panoramico sui tetti di Azzano, tra stipe e ginestroni. Dopo 5' inizia un tratto (4') protetto sulla destra con instabili ringhiere di legno, ormai quasi del tutto sparite, fissate a pali metallici infissi nella roccia. La visuale si allarga fino alla costa. Alcuni tratti del percorso, in discesa, sono scalinati e alcuni possono essere scivolosi e vanno percorsi con prudenza.
A 04h 07' siamo a un altro ponte di legno che ci permette di superare il modesto Fosso San Michele poi proseguiamo per tratto ameno nel bosco che ci porta, a 04h 25', a un bivio con panca in legno. il sentiero prosegue verso Minazzana mentre, a destra scende una traccia di raccordo SAV diretta ad Azzano che andiamo a percorrere.
Il percorso non presenta segni, ma non è difficile seguirlo. Il primo tratto scende ripido nel castagneto con traccia evidente. Poi si sposta decisamente a sinistra e ci porta a 04h 33' in una zona di piane anticamente coltivate e oggi abbandonate con un edificio a sinistra.
Lasciando l'edificio in alto a sinistra scendiamo per le piane a recuperare la traccia, dopo 5' siamo presso un altro edificio e scendiamo per l'ampio viottolo.
A 04h 45' siamo presso una recinzione che seguiamo in discesa. Siamo ancora su piane in parte ricoperte da felci , ci dirigiamo verso una piccola casa con tetto sistemato e da qua scorgiamo il crinale con la vetta del Cavallo. La traccia adesso è evidente, segue un breve tratto di bosco e a 04h 53' siamo su uno stradello che seguiamo in discesa, per pochi metri, a recuperare lo stradello principale che seguiamo verso destra. Lo stradello è sterrato, poi diventa cementato e al successivo bivio diventa asfaltato, lo seguiamo in discesa verso sinistra e ben presto ci sono le prime case della parte alta di Azzano.
A 05h 07' siamo presso un tabernacolo, scendiamo verso sinistra, superiamo la locale Filarmonica e ci troviamo sulla strada che proviene dalla chiesa, scendiamo di fronte a noi e a 05h 21' siamo presso la scuola dove terminiamo l'escursione.