(LU-Stazzema) STAZZEMA (scalette)-F.MOSCOSO (800 m)-M. MECCHERI (920 m)-CASA BOSI (1005 m)-P. ARCO FORATO (1185 m)-F. DI PETROSCIANA (964 m)-F. DELLE PORCHETTE (982 m)-F. MOSCOSO-STAZZEMA (scalette) [in parte doppio anello]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

STAZZEMA (scalette 615 m)

Località di arrivo:

STAZZEMA (scalette 615 m)

Dislivello mt.:

700

Tempo totale:

6h 25'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

nessuno

Rifornimento acqua:

Fonte di Moscoso

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

106(ex 5A)◆106(ex 5A)_116(ex 6)◆115(ex 5)◆115(ex 5)_116(ex 6)◆116(ex 6)_121◆116(ex 6)_118(ex 8)◆116(ex 6)◆124◆sentiero NN◆120(ex 12)◆110◆116(ex 6)◆109◆118(ex 8)◆116(ex 6)_118(ex 8)◆116(ex 6)_121◆116(ex 6)◆106(ex 5A)_116(ex 6)◆strada

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (60)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 26/12/2018




Qui un approfondimento sul Monte Forato.

Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia, dove si trova una casa con marginetta privata. Subito dopo, sulla destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi e poi all'Alto Matanna) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana e poi a Fornovolasco) che in parte percorreremo.
Noi continuiamo per la strada comunale sterrata detta Stazzema-Gallicano (che in realtà è interrotta poco prima di Casa Giorgini) che dopo circa 1 km arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106. La strada è stata sistemata di recente per cui è ben percorribile e presso l'inizio del sentiero è molto ampia con notevole possibilità di parcheggio. La zona è molto panoramica sui monti Procinto, Nona e sul crinale del Forato.
L'attacco del sentiero106è ben evidente e provvisto di segnalazioni (da qua iniziamo a prendere i tempi dell'escursione). Esso si trova in prossimità di una curva della strada e consiste di una breve rampa rocciosa scalinata con un cavo d’acciaio per facilitare la salita.
Entriamo subito nel bosco di castagni con qualche pianta di agrifoglio e alcuni ruderi e saliamo abbastanza ripidamente per il sentiero intagliato nel fondo argilloso e a 14' ci innestiamo nel sentiero 116. Esso proviene da destra e pochi metri sotto c’è una fonte di acqua dell’acquedotto di Stazzema. Di fronte invece c’è l’indicazione per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta a cui si arriva seguendo uno stradello all’inizio del quale c’è una casa adibita al ricovero delle capre. Da sinistra invece arriva lo sterrato su cui abbiamo parcheggiato e che percorreremo al ritorno.
Proseguiamo a sinistra, in salita, per un tratto comune ai sentieri 106 e 116. Quest'ultimo segue una antica via di comunicazione tra la Versilia e la Garfagnana passante per la Foce di Petrosciana e noi lo percorreremo in parte, sia all'andata che al ritorno.
Seguiamo quindi il ripido percorso lastricato e a 21' siamo alla Locanda di Casa Giorgini (735 m) che fa servizio Bed & Breakfast per gli escursionisti. Saliamo qualche tornantino e il panorama si apre, sulla destra, sul monte Alto che sovrasta Retignano.
Altri 5’ di curve ci porterebbero all’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, subito dopo il quale c'è una marginetta. Questa abitazione è chiamata in questo modo perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 Levigliani-1923 Firenze). In realtà noi seguiamo una evidente traccia alternativa sulla sinistra, che taglia i tornanti ed evita di salire alla Montanina, naturalmente consigliamo all'escursionista che non fosse mai stato da queste parti di passare dalla Casa del Pittore.
Percorso il tratto alternativo, a 29' siamo a un'altra deviazione dopo la Casa del Pittore. Il sentiero 106 sale verso destra fiancheggiando il Parco della Casa del Pittore, esso è diretto alla Fonte della Grotta e al vicino Rifugio Forte dei Marmi, inoltre, con deviazione, è possibile arrivare alla bella e panoramica Baita degli Scoiattoli e innestarsi nel sentiero 121.
Noi seguiamo il sentiero 116 che procede tranquillo nel bosco con qualche saliscendi e costeggiamo alcune costruzioni, presso la prima delle quali c’è un teleferica sistemata di recente e, a 40’, siamo a un’altra marginetta (con icona di S. Francesco), con fonte, che rimane un poco più in alto presso un altro gruppo di case riattate sotto il gruppo della Bimba del Procinto, sulla sinistra godiamo una bella vista sul Corchia, sulla Pania e sul crinale del Monte Forato. Tutta questa zona che andiamo a percorrere è stata sottoposta a taglio del bosco per cui è migliorata molto la visuale su Nona e Procinto, verso destra, e sui contrafforti del Croce che scendono nel tratto tra la Foce delle Porchette e a quella di Petrosciana. Continuiamo superando un'altra costruzione sulla destra cui ne corrisponde un'altra, in basso, sistemata negli ultimi anni.
Proseguiamo con un po' di discesa e a 46’ siamo al bivio con il sentiero 121 che si stacca a destra. Esso in alto costeggia il Procinto e porta alla Baita degli Scoiattoli, poi al Rifugio Forte dei Marmi e, continuando, arriva a San Rocchino. Il tratto, da percorrere, fino alla Fonte di Moscoso è comune ai sentieri 116 e 121. Subito dopo il bivio, e prima della Marginetta, c'è una traccia che sale per innestarsi nella Cintura del Procinto nei pressi del ponticello di legno. Un cartello invita a desistere per il rischio di caduta massi in alto.
Il tratto che percorriamo adesso è aperto e panoramico, in particolare sulla Pania della Croce, il Corchia e il crinale del Forato. Passiamo subito presso una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica e icona marmorea della Madonna del 2000, poi entriamo nel bosco e a 50' ci innestiamo nel sentiero 118 che sale da sinistra, proveniente da Cardoso. Pochi metri sotto c'è una captazione d'acqua con annessa fonte di acqua freschissima (Fonte Moscoso).
Per un breve tratto i sentieri 116 e 118 coincidono e poi a 56' si separano: il sentiero 118 sale, a destra, per la Foce delle Porchette (lo percorreremo al ritorno) da cui scenderà a Palagnana.
Noi proseguiamo, a sinistra, sul sentiero 116. Adesso il sentiero scende un poco fino ad alcune grotte che vediamo poco più in alto scavate nelle pendici del Nona. Siamo sempre nel bosco, ora saliamo un poco e a 01h 03' siamo a un bivio il sentiero 116 prosegue verso destra mentre a sinistra si stacca il 124A. Quest'ultimo è un raccordo tra il sentiero 116 e il 124 e passa dall'Alpeggio Colleoni dove si trova la casa omonima (oggi museo etnografico). Dietro noi abbiamo il Procinto, il Nona e il Matanna e davanti la cresta del Forato.
Continuiamo a salire per tratti semplici e a 01h 22' troviamo sulla destra il sentiero 109 che va alla Foce delle Porchette e poi prosegue per l'Alto Matanna (lo percorreremo al ritorno).
Proseguiamo e in 5’ siamo alla Marginetta dei Fratelli Meccheri con icona marmorea della Madonna di Montenero del 1944 e fregio che ricorda i tre fratelli scomparsi tragicamente nel 1982. Il sentiero 116 prosegue a destra in salita diretto alla Foce di Petrosciana e poi scenderà per Fornovolasco.
Noi invece prendiamo il sentiero 124 che va a sinistra in discesa diretto a Collemezzana e alla Foce di Mosceta (con deviazione mediante il sentiero 120 si va anche a Cardoso).
Scendiamo nel bosco e, dopo 3', alla prima curva dove il 124 scende a sinistra si stacca, sulla destra, un sentiero che andiamo a percorrere. Questo sentiero è, almeno in parte, segnato con utili segni bianchi (che però si confondono con i licheni) e con qualche stinto segno rosso. La traccia è abbastanza evidente, ma sconsigliamo di percorrerlo con neve e ghiaccio. Esso si sviluppa sulle boscose pendici occidentali della cresta che dalla Foce di Petrosciana sale alla vetta sud del Forato per poi innestarsi nel sentiero 120.
Saliamo subito con le rocce della cresta in alto sulla destra, seguendo la traccia e qualche segno bianco. Tra gli alberi, senza foglie, si intravede la costa e i borghi di Pruno e Volegno.
A 01h 22' una stinta freccia rossa indica il percorso, siamo ai margini delle rocce e il sentiero è piuttosto stretto, qualche albero caduto ci costringe a lievi deviazioni.
A 01h 57' arriviamo a Casa Bosi, sono ruderi posti su un panoramico sperone roccioso a 1005 m di quota panoramico su Nona e Procinto. Qua si prosegue sulla destra del rudere scendendo ripidamente per qualche metro e poi salendo nuovamente con qualche breve tratto esposto. Adesso costeggeremo la vetta meridionale del Forato, alta 1230 m, mantenendoci intorno ai mille metri con lievi saliscendi. Le rocce carbonatiche sono fratturate e incise dall'erosione delle acque. A 02h 16' serve un minimo di attenzione per superare un saltino in discesa e poi passiamo sotto la parete che scende dalla vetta principale del Forato.
A 02h 25' il panorama si apre su Corchia e Pania della Croce tra gli alberi e subito dopo iniziamo a scorgere l'Arco del Forato e a 02h 29' ci innestiamo nel sentiero 120.Questo sentiero sale da Cardoso fino al Passo dell'Arco e poi scenderà alla Casa del Monte e a Casa Felice per innestarsi nel sentiero 116. Il tratto che porta all'Arco è molto ripido e faticoso, da percorrere con prudenza per il fondo umido e scivoloso e le radici affioranti, comunque è agibile.
Subito troviamo alcuni alberi caduti che superiamo con qualche contorsione. Segue un tratto panoramico sulla costa e su Pania e Corchia. Poi saliamo ripidi tornantini rocciosi nella faggeta con di fronte l'Arco verso cui siamo diretti.
Il fondo del sentiero diventa poi ghiaioso, continuiamo la salita a affrontiamo il tratto finale tra ghiaia e radici affioranti che ci porta sotto l'Arco. Percorriamo l'ultimo tratto di salita e a 03h 09' siamo al Passo dell'Arco sotto il possente Arco che forma il Foro che dà il nome al monte.

[Il Monte Forato è caratterizzato da questo grande arco naturale aperto tra le due cime che gli dà il nome e che, da sempre, ha attirato scienziati, escursionisti e curiosi. Il foro è largo 32 m e alto 26 e lo spessore minimo dell'arco roccioso è 8 m. Il foro è stato causato da fenomeni erosivi nella roccia calcarea, per quanto le leggende popolari lo facciano derivare da una lotta titanica tra l’eremita San Pellegrino e il Diavolo tentatore.]

Questo è il punto più alto dell'escursione. Girandoci possiamo ammirare il panorama che arriva al mare e i tre paesi di Cardoso, Volegno e Pruno. Siamo adesso sul sentiero 110 che unisce la Foce di Petrosciana con quella di Valli, il sentiero 120 scende verso la Casa del Monte. Volendo è possibile salire in pochi minuti alla panoramica vetta Nord del Forato (1209 m) dove è presente una croce sommitale. La salita è ovviamente consigliabile per chi non c'è ancora stato, ma noi preferiamo proseguire sul 110 perché il cammino che ci aspetta è ancora lungo.
Quindi, dopo una breve sosta, seguiamo il 110 verso la Foce di Petrosciana. In pochi minuti a 03h 19' siamo a un intaglio panoramico protetto da catena metallica qua si dipartono due sentierini. Quello di destra sale sopra l'arco del monte, mentre quello di sinistra sale alla vetta meridionale dove arriva la Ferrata del Monte Forato. Il sentiero prosegue a saliscendi mantenendosi nel bosco e segue il crinale del monte, percorso, in alto, dalla via ferrata. A 03h 36' affrontiamo, dopo un pianoro, un breve tratto di ripida discesa, poi il sentiero si apre panoramico sui monti Nona e Croce.
In una decina di minuti siamo a un bivio che a destra porta all'imbocco per la Ferrata del Forato che conduce alla vetta meridionale del monte. Proseguiamo in discesa per la cresta che diventa meno boscosa e più rocciosa e a 03h 55' siamo a un bel punto panoramico e a 04h siamo all'imbocco di un tratto attrezzato in salita verso destra che non è più necessario percorrere perché il sentiero è stato ridisegnato.
Continuiamo a scendere, passiamo poi presso un foro caratteristico che permette di andare dall'altra parte, si tratta con molta probabilità di un'apertura fatta ai fini militari. Infine, con un ultimo tratto roccioso, arriviamo a 04h 12 alla Foce di Petrosciana.
La zona è molto panoramica sul gruppo del Procinto-Nona da una parte e sul Croce dall’altra, è presente quella che sembra un'edicola con immagine o iscrizione ormai perduta e molte indicazioni di sentieri e croci commemorative. È un valico importantissimo tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti. Oltre al sentiero 110, qua inizia anche il 131 per la Casa del Monte e che poi si innesterà nel 130. Inoltre transita il 116 (Stazzema-Fornovolasco) che percorreremo adesso in discesa.
Sostiamo 10' e poi riprendiamo il cammino scendendo per lunghi tornanti che ci portano a 04h 29' alla Marginetta Meccheri dove chiudiamo il primo anello. Scendiamo per il sentiero 116 e a 04h 33' siamo al bivio con il sentiero 109 che sale verso sinistra e lo seguiamo. All'inizio il sentiero sale lievemente nel bosco da cui esce, a 04h 45', aprendosi panoramico su Nona e Procinto, sulla Cresta del Forato, sulle Panie e su una stretta propaggine rocciosa che si stacca verso destra dalla zona del sentiero.
Seguono saliscendi e a 04h 53' un tratto di salita su fondo ghiaioso cui segue un tratto più ripido su roccia. A 05h 01' siamo alla base di un breve e ripido canalino roccioso, facile e divertente, che ci porta in 5' in vista della marginetta della Foce delle Porchette presso un cucuzzolo panoramico.
Adesso scendiamo e in un paio di minuti siamo alla marginetta della Foce delle Porchette. Essa ha un'icona marmorea della Madonna col Bambino e San Giovanni. La denominazione Porchette deriva da Porche, piane, cioè terrazze coltivate. La foce è un intaglio roccioso tra il Monte Nona e il Monte Croce, dominato dalla parete verticale di una propaggine nord del Nona. Da qua passavano le vie di comunicazione tra Stazzema e la sua frazione Palagnana, ancora oggi non collegate con strade carrozzabili e quindi tra l’Alta Versilia e la Garfagnana.
La Foce è importante nodo di sentieri: il 109 che abbiamo percorso prosegue per l'Alto Matanna, il 108 va alla Foce del Termine costeggiando il Croce, a cui è possibile salire con facile deviazione. Il terzo sentiero è l'8 che seguiremo, esso proviene da Palagnana e scende verso Fonte Moscoso.
Scendiamo subito seguendo la mulattiera che scende con comode voltoline, prima aperta e poi nel bosco. A 05h 28' a sinistra sulla roccia c'è una lapide dedicata alla Madonna di Sotto gli Organi di Pisa, ricordo del viaggio per trasportare quella immagine sacra oggi conservata nel duomo di Pisa (il trasporto da Lombrici a Pisa nel 1225, nel corso di guerre tra Lucca e Pisa, è comunque solo leggenda).
Continuiamo a scendere e in 5' chiudiamo anche il secondo anello. Adesso seguiremo il percorso fatto all'andata fino al secondo bivio con il sentiero 106. A 05h 38' siamo al secondo bivio 116/118 (Fonte Moscoso), e dopo 3' a quello con il 121. A 05h 49' siamo alla casa con marginetta di San Francesco e a 05h 56' al bivio 106/116 prima della Casa del Pittore, a 06h 03' siamo a Casa Giorgini.
A 06h 09' siamo al secondo bivio 106/116 e decidiamo di scendere per la strada all'inizio panoramica sul Procinto e più avanti sulla zona della Pania. Dopo 5' presso un rudere la strada curva. A 06h 22' siamo presso un sbarra dopo la quale la strada si allarga molto e in 3' chiudiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si oltrepassa Ponte Stazzemese, Mulina (8 km) e Culierchia, si lascia a destra la deviazione per Pomezzana e Farnocchia (8,5 km) e, poco dopo, su un ampio tornante prima di arrivare a Stazzema, si imbocca la deviazione a destra (10 km) contrassegnata con una rustica, ma utile indicazione "Rifugio Forte dei Marmi" (Basta fare attenzione). Poi si arriva a una casa con maestà (11,5 km) dove finisce la strada e iniziano i sentieri 5 e 6. Si prosegue poi per la strada che diventa sterrata per circa 1km fino all'innesto del sentiero 5 A.
Note
L'escursione raggiunge l'Arco del Forato percorrendo un sentiero evidente, ma poco segnato e, naturalmente, non numerato nel versante occidentale del monte. Il resto del percorso è su sentieri Cai.
Alcuni tratti del sentiero non numerato e il tratto del 12 per salire all'Arco giustificano la classificazione EE, anche se non ci sono grosse difficoltà.
Il percorso è da evitare con ghiaccio e neve e con fondo scivoloso serve un po' più di attenzione.
Il percorso è sempre interessante e con tratti molto panoramici, noi non siamo saliti alla vetta del Forato, ma è consigliabile farlo. L'escursionista può poi modificare come preferisce l'itinerario descritto.