DATA ESCURSIONE: 13/01/2019
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un approfondimento sul Monte Nona.
Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia, dove si trova una casa con marginetta privata. Subito dopo, sulla destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi e poi all'Alto Matanna) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana e poi a Fornovolasco) che in parte percorreremo entrambi nel corso di questa escursione. Noi continuiamo, in auto, per la strada comunale sterrata detta Stazzema-Gallicano (che in realtà si interrompe poco prima di Casa Giorgini). Essa, dopo circa 1 km, arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106.
La strada è stata sistemata di recente per cui è ben percorribile e presso l'inizio del sentiero è molto ampia con notevole possibilità di parcheggio.
La zona è molto panoramica sui monti Procinto, Nona e sul crinale del Forato. L'attacco del sentiero 106, da cui iniziamo a prendere i tempi dell'escursione, è ben evidente e provvisto di segnalazioni. Esso si trova in prossimità della curva della strada, dopo la quale la stessa si allarga notevolmente, e consiste di una breve rampa rocciosa scalinata, con un cavo d’acciaio per facilitare la salita.
Entriamo subito nel bosco di castagni, con diverse piante di agrifoglio e alcuni ruderi, e saliamo abbastanza ripidamente per il sentiero intagliato nel fondo argilloso.
A 15' ci innestiamo nel sentiero 116. Questo proviene da destra e pochi metri sotto c’è una fonte dell’acquedotto di Stazzema. Di fronte invece c’è l’indicazione per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta a cui si arriva seguendo uno stradello all’inizio del quale c’è una casa adibita al ricovero delle capre che costeggeremo.
Da sinistra invece arriva lo sterrato su cui abbiamo parcheggiato e che percorreremo al ritorno.
Proseguiamo a sinistra, in salita, per un tratto comune ai sentieri 106 e 116. Quest'ultimo segue una antica via di comunicazione tra la Versilia e la Garfagnana passante per la Foce di Petrosciana e noi lo percorreremo in parte, sia all'andata che al ritorno.
Seguiamo quindi il ripido percorso lastricato e a 21' siamo alla Locanda di Casa Giorgini (735 m) che fa servizio Bed & Breakfast per gli escursionisti. [In passato fu proprietà della famiglia Giorgini originaria di Montignoso e fu fatta costruire dall'industriale del marmo Vittorio amico del pittore Filadelfio Simi].
Saliamo qualche tornantino e il panorama si apre, sulla destra, sul monte Alto che sovrasta Retignano. Altri 5’ di curve ci porterebbero all’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, subito dopo il quale c'è una marginetta. Questa abitazione è chiamata in questo modo perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 -1923).
In realtà noi seguiamo una evidente traccia alternativa sulla sinistra, che taglia i tornanti ed evita di salire alla Montanina, naturalmente consigliamo all'escursionista che non fosse mai stato da queste parti di passare dalla Casa del Pittore (come faremo noi al ritorno).
Percorso il tratto alternativo, a 29', siamo a un'altra deviazione dopo la Casa del Pittore. Il sentiero 106 sale verso destra fiancheggiando il Parco della Casa del Pittore, esso è diretto alla Fonte della Grotta e al vicino Rifugio Forte dei Marmi, inoltre, con deviazione, è possibile arrivare alla bella e panoramica Baita degli Scoiattoli e innestarsi nel sentiero 121. Al ritorno torneremo qua, chiudendo un anello, percorrendo proprio il sentiero 106.
Ora seguiamo il sentiero 116 che procede tranquillo nel bosco con qualche saliscendi e costeggiamo alcune costruzioni, presso la prima delle quali c’è un teleferica sistemata di recente e, a 40’, siamo sotto un’altra marginetta (con icona di S. Francesco), con fonte, che rimane un poco più in alto, presso un altro gruppo di case riattate, sotto il gruppo della Bimba del Procinto, sulla sinistra godiamo una bella vista su Corchia, Pania della Croce e crinale del Monte Forato.
Tutta questa zona che andiamo a percorrere è stata sottoposta a taglio del bosco per cui è migliorata molto la visuale su Nona e Procinto, verso destra, e sui contrafforti del Croce che scendono nel tratto tra la Foce delle Porchette e a quella di Petrosciana.
Continuiamo superando un'altra costruzione sulla destra cui ne corrisponde un'altra, in basso, sistemata negli ultimi anni.
Proseguiamo con un po' di discesa e a 46’ siamo al bivio con il sentiero 121 che si stacca a destra. Esso in alto costeggia il Procinto e porta alla Baita degli Scoiattoli, poi al Rifugio Forte dei Marmi e, continuando, arriva a San Rocchino.
Il tratto, da percorrere, fino alla Fonte di Moscoso è comune ai sentieri 116 e 121. Subito dopo il bivio, e prima della Marginetta, c'è una traccia che sale per innestarsi nella Cintura del Procinto nei pressi del ponticello di legno. Un cartello invita a desistere per il rischio di caduta massi in alto.
Il tratto che percorriamo adesso è aperto e panoramico, in particolare sulla Pania della Croce, il Corchia e il crinale del Forato.
Passiamo subito presso una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica e icona marmorea della Madonna del 2000, poi entriamo nel bosco e a 49' ci innestiamo nel sentiero 118 che sale da sinistra, proveniente da Cardoso.
Pochi metri sotto c'è una captazione d'acqua con annessa fonte di acqua freschissima (Fonte Moscoso). Nel tratto dopo la Foce vediamo una fatta di lupo, segno della presenza dell'animale anche in questa zona delle Apuane.
Per un breve tratto i sentieri 116 e 118 coincidono e poi a 56' si separano: il sentiero 116 prosegue a sinistra, inizialmente in discesa, verso la Foce di Petrosciana.
Noi proseguiamo per il sentiero 118 che sale verso destra diretto alla Foce delle Porchette. Saliamo e dopo pochi minuti, dopo una curva, troviamo sulla parete alla nostra destra una lapide che ricorda il passaggio, il 9 ottobre 1949, della sacra immagine della Madonna di Sotto gli Organi di Pisa. Infatti la stessa fu portata in pellegrinaggio dal Duomo di Pisa alle chiese della Versilia per aspre mulattiere con ampio concorso di popolo a testimoniare una forte religiosità. [Ricordiamo che una leggenda sostiene che il dipinto, attribuito a Berlinghiero Berlinghieri, fu trafugato dai soldati pisani dal Castello di Montecastrese, presso Lombrici, nel 1225 nel corso di guerre tra Lucca e Pisa.]
Proprio sotto la lapide marmorea, nella giusta stagione, ci sono numerosi esemplari della pianta carnivora Pinguicula Mariae, un raro endemismo apuano che ama gli ambienti umidi e somiglia a una viola. Essa è presente sulla roccia calcarea per ancora qualche decina di metri proseguendo verso le Porchette.
Poi il sentiero si fa più ripido e si sviluppa per tornanti. A 01h 26' siamo alla Foce delle Porchette da dove è possibile ammirare il gruppo delle Panie verso sinistra. Qua c’è una bella marginetta con la Madonna col Bambino e con un altro piccolo che presumo sia San Giovanni e nei pressi ci sono ruderi di antiche abitazioni.
La foce è un intaglio roccioso tra il Monte Nona e il Monte Croce, dominato dalla parete verticale di una propaggine nord del Nona. Da qua passavano le vie di comunicazione tra Stazzema e la sua frazione Palagnana, ancora oggi non collegate con strade carrozzabili, e quindi era comunicazione tra l’Alta Versilia e la Garfagnana. La Foce è importante nodo di sentieri: il sentiero 118, che abbiamo percorso, da Cardoso va a Palagnana e il 108 va al Termine costeggiando il Croce.
Poi c'è il 109 che dall’albergo Rifugio Alto Matanna va a Foce di Petrosciana, adesso lo seguiremo per un breve tratto in direzione Alto Matanna.
Superiamo alcuni ruderi che stanno in basso a sinistra e poi prendiamo a salire in maniera progressivamente più decisa per una zona a calcare cavernoso, dietro di noi la visuale si apre sul Monte Croce.
A 01h 34', sulla destra, scorgiamo un paio di ripari sotto roccia con muretti a secco, poi, dove la salita si fa più ripida, con tornantini stretti dobbiamo fare attenzione perché ci sono le tracce di sentiero che dobbiamo seguire.
A 01h 41' un utile ometto presso una curva ci dice che dobbiamo spostarci a destra e lasciare il sentiero 109. La traccia è evidente ed è segnata con numerosi ometti che facilitano l'orientamento.
Il tratto iniziale segue un ripido valloncello e poi passa per una zona alberata che porta sulla cresta panoramica che, verso destra, scende verso la Foce delle Porchette.
Arriviamo a 01h 55', qua il panorama si apre splendido sulle Panie, sul Corchia, sul Procinto e sui monti circostanti fino al mare. Volendo è possibile spostarsi di pochi metri verso destra per portarsi a quota 1135, che è il punto più alto della cresta che poi scende verso il Passo delle Porchette.
Noi proseguiamo verso sinistra per salire il versante nord del Monte Nona, facendo attenzione a non spostarci nell'abisso della parete strapiombante verso il Monte Procinto. Il panorama è adesso aperto proprio verso questo monte di cui ammiriamo il cucuzzolo sommitale con la croce, la Cintura, cioè il percorso ad anello intorno al monte, e, più a destra, il gruppo dei Bimbi.
Ben presto la salita si fa molto ripida e sempre evidente e ben segnata con molti ometti. Ci teniamo a distanza dalla destra dove scende a strapiombo la ripida parete, la traccia passa tra rari alberi ora spogli. Con calma saliamo e a 02h 31' siamo sulla cresta nord del monte da cui ammiriamo il vicino Procinto, la costa, il Matanna oltre le Panie, il Croce e l'Appennino. Percorriamo la bella e panoramica cresta che ci porta al cucuzzolo sommitale che saliamo in pochi minuti.
A 02h 43' siamo in vetta dove c'è una piccola croce posta in sito il 24 maggio 2017, come riportato da una targhetta. Proseguiamo subito in discesa verso il Callare del Matanna seguendo la facile cresta sommitale segnata di blu. Il panorama è sempre molto interessante, di fronte abbiamo il Monte Piglione, il Matanna e il Prana e dietro i monti del pisano, sulla sinistra, in basso, scorgiamo il borgo di Palagnana con il campanile della sua chiesa.
La discesa per la cresta è semplice e a 03h 19' siamo al Callare del Matanna dove sostiamo a rifocillarci. Il Callare è anch’esso molto panoramico in particolare su Procinto e Corchia, da una parte, e sul Piglione, dietro il quale si intravedono i monti Pisani, dall’altra, inoltre la visuale si apre sull’Appennino, sulla costa e se la giornata è limpida arriva fino alle Alpi Marittime. Al Callare è presente un traliccio dell’elettricità e un grande crocifisso in bronzo restaurato nel 2008.
Dopo la sosta di 13' riprendiamo il cammino seguendo il sentiero 115 in discesa verso il Rifugio Forte dei Marmi, questo sentiero scende, nell'altra direzione, verso il Rifugio Alto Matanna, che si vede bene, dove termina. Inoltre sulla sinistra si stacca una traccia per i laghi del Bozzone con deviazione per salire alla vetta del Matanna.
Scendendo abbiamo sempre di fronte il Procinto, il sentiero in qualche breve tratto, in questo periodo, può essere ghiacciato e va percorso con attenzione. Al tratto iniziale aperto segue poi il bosco.
A 03h 42' siamo all’intaglio artificiale del Pizzo di San Pietro con una sorta di ara pagana. In realtà questo traforo (del Pizzo di San Pietro) è artificiale e fu fatto, alla fine dell’ottocento, per allestire una via attrezzata per il monte Nona in seguito smantellata.
Scendendo, presso un traliccio, abbiamo una bella visuale sul Matanna. Scendiamo con qualche tratto ripido, poi la discesa si addolcisce. Stiamo costeggiando la strapiombante parete calcarea del Nona.
A 04h 10' siamo all'innesto, verso destra, della traccia per la Cintura del Procinto e per la ferrata. Subito dopo inizia un tratto attrezzato con utile corda metallica che agevola la progressione per una cengia rocciosa che si trova sulla strapiombante parete sud-ovest del Nona molto impegnativa per gli arrampicatori. Qua si forma facilmente ghiaccio per il continuo stillicidio di acqua dalla parete sovrastante, esso è presente anche oggi. Una lapide di marmo, del 1890, ricorda la costruzione del sentiero intitolato all'ingegner Aristide Bruni. [Egli, nel 1879, effettuò la prima salita documentata del Procinto, ma probabilmente fu preceduto da boscaioli locali].
Questo sentiero è quello che abbiamo percorso dal Callare del Matanna e inizia presso il Rifugio Forte dei Marmi (inoltre ci sono le diramazioni per la Foce del Procinto e l'intera Cintura).
Dopo il tratto attrezzato scendiamo a tornantini verso il sottostante sentiero 115/121, sulla sinistra scorgiamo delle lapidi di marmo sulle pareti rocciose.
A 04h 29' arriviamo sul tratto comune ai sentieri 115 e 121. Quest'ultimo prosegue verso sinistra e dopo 50 metri, si trova il rifugio Forte dei Marmi immerso nel verde, noi proseguiamo sul sentiero 115 in direzione della Fonte della Grotta dove arriviamo in 4'. Qua c’è una captazione d’acqua con relativa fonte freschissima e una grande marginetta con icona marmorea del 1727 dedicata a S. Antonio e Santa Margherita e buone indicazioni dei sentieri. Qua transitano 3 sentieri: il 115 che scende a sinistra diretto alla strada asfaltata in località Freddaccia; il 106 che, poco più avanti devia a sinistra diretto alla Casa del Pittore e, infine, il 121 che, anch'esso più avanti, sale verso Retaia e la Baita degli Scoiattoli.
Noi seguiamo adesso il sentiero 106 e subito c'è il rudere di una calchera meritevole di valorizzazione. [Ricordiamo che le calchere sono strutture per l'arrostimento delle pietre carbonatiche per ricavarne la calce.]
Il sentiero scende ameno nel bosco e più avanti scorgiamo sulla destra una burraia dove si conservavano i cibi deperibili e un rudere al quale apparteneva evidentemente la burraia precedente.
Intanto sulla destra si scorgono le propaggini del Procinto, a 04h 43' siamo presso una casa in buone condizioni e qua si stacca una traccia che porta alla Baita degli Scoiattoli.
Segue poi un breve tratto in salita attrezzato con corda metallica, utile in caso di fondo scivoloso. A 04h 56' siamo a un bivio: a destra sale una traccia che porta alla vicina Baita degli Scoiattoli e al sentiero 121.
[La Baita è una vecchia costruzione riattata con 17 posti letto e servizio cucina, all’esterno c'è una bella tavolata sotto un pergolato a canne da cui si gode una vista splendida sulla costa fino alla Palmaria. Essa si trova proprio sotto la Bimba del Procinto. È sempre aperta poiché i gestori vi abitano stabilmente.]
Adesso scendiamo fiancheggiando il parco della Casa del Pittore e in 3' chiudiamo l'anello innestandoci nuovamente nel sentiero 116. Seguiamo il sentiero passando di fronte alla Casa del Pittore con annessa marginetta dedicata a Renzo Simi figlio del pittore Filadelfio. Nella marginetta c'è un'immagine in ceramica di Cristo del 1964. A 05h 05' siamo a Casa Giorgini, e più avanti perdiamo un po' di tempo a vedere le capre e a 05h 14' siamo al secondo bivio 106/116 e scendiamo per la strada all'inizio panoramica sul Procinto e più avanti sulla zona della Pania. Dopo 5', presso un rudere, la strada curva. A 05h 30' siamo presso un sbarra dopo la quale la strada si allarga molto e in 3' chiudiamo l'escursione.