(MS-Carrara) BIVIO CARDETO-ACQUASPARTA (1273 m)-M. BORLA (1466 m)-FOCE DI PIANZA (1272 m)-PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (1236 m)-BIVIO CARDETO (1035 m) (ANELLO invernale)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

BIVIO CARDETO (1035 m)

Località di arrivo:

BIVIO CARDETO (1035 m)

Dislivello mt.:

435

Tempo totale:

04h 15'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Rifugio Carrara

Rifornimento acqua:

Acquasparta

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

raccordo NN◆140⇧(ex 40)_185◆185◆171_185◆173◆sentiero NN◆173◆marmifera◆182◆strada

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (48)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 03/02/2019




Qui un approfondimento sul Monte Borla

Partiamo dalla strada asfaltata per Campocecina. Superato il Passo della Gabellaccia e poi Capanne Ferrari ci fermiamo presso il cartello Bivio Cardeto. Questo si trova a una curva della strada ed è ben evidente.
Sulla sinistra inizia il breve sentiero che si raccorda con il sovrastante 140⇧/185. È molto evidente e con qualche ripido tornantino ci porta in pochi minuti al sentiero 140⇧/185, a sinistra è possibile salire alla collinetta dove si trova il Cippo ricordo della Resistenza risalente al 1951.
In questo tratto i due sentieri 140⇧ e 185 coincidono. Il primo proviene da Torano passando per Capanne Ferrari e arriva a Monzone. Il secondo, invece, proviene da Castelpoggio, passa dalla Gabellaccia e termina al Rifugio Carrara di Campocecina e noi lo seguiremo fino al Rifugio.
Prendiamo verso destra e in breve, a 6', siamo al bivio tra i due sentieri. Il 140⇧ sale verso sinistra per i Grenzi, Casa Cardeto e poi continua fino a Monzone. Noi seguiamo il 185 che in questo tratto percorre una pineta, frutto degli errati rimboschimenti degli anni 50 del secolo scorso.
Saliamo e in pochi minuti siamo presso l'ingresso di un paio di grotte di interesse speleologico, chiuse da staccionate di legno.
Il sentiero adesso sale qualche minuto con tornanti e, più avanti, sulla destra, vediamo il monte Uccelliera, l’infermeria delle cave e il mare.
A 49’ incontriamo i primi casolari dell'alpeggio di Acquasparta preceduti da un crocifisso e da una lapide, posti in uno spiazzo panoramico, che ricordano la tragica morte di una ragazza colpita da un fulmine nel 1979.
Pochi metri più avanti c’è il bivio tra il sentiero 171 e il 185. Il primo proviene dal Rifugio Carrara ed è diretto alla maestà della Villa, a Tenerano, passando da Casa Cardeto.
Noi proseguiamo per il 185, che in questo tratto coincide con il 171, superiamo su un ponticello un ruscello e salendo per alcuni tornantini, tra roulotte stanziali, arriviamo a 54' al Piazzale di Acquasparta. Qua termina la strada asfaltata per Campocecina.
Il piazzale merita una visita poiché esso costituisce il Parco della Memoria dedicato alla Shoah, infatti qua sono state poste le statue del XIV Simposio internazionale di Scultura tenutosi a Carrara nel 2001 con tema proprio la Shoah. Il parco è sempre suggestivo ed emozionante, ma, in particolare, quando, come oggi, la copertura nevosa si confonde con le statue: è meritevole di una visita non frettolosa.
Presso il piazzale si trova il ristorante Belvedere da cui si gode un bel panorama sul mare, inoltre c'è un ampio parcheggio.
Dopo una breve sosta proseguiamo verso destra seguendo la strada e in un paio di minuti prendiamo uno stradello a sinistra, in salita, diretto ai Prati di Campocecina. Nei pressi è possibile approvvigionarsi di acqua a una fonte, sormontata da una statua della Madonna, è la Fontana di Acquasparta.
La salita, chiusa da una sbarra per impedire l’accesso alle auto, è inizialmente uno sterrato con fondo in pietre che entra nel bosco di faggi. Si incontra subito, sulla destra, una casa ben tenuta (1280 m) detta della Bella Pisana che su una delle pareti porta una lapide in ricordo della guerra di liberazione.
Poco dopo, sulla sinistra c'è una prima deviazione per il vicino Rifugio Carrara. Ancora pochi passi e, in un paio di minuti, a 01h 10' siamo alla seconda deviazione per il rifugio. Sulla destra scende il sentiero 182 per Fontana Antica e il Piazzale dell’Uccelliera, esso poi continua in basso per Piastra, presso Torano. Continuiamo per lo stradello e arriviamo ai prati di Campocecina, a 01h 17'. Questa è un'estesa conca erbosa alle pendici del monte Borla, sulla destra c’è lo Zucco del Latte (1356 m) e un boschetto, alla sinistra si scende alla zona dei Pozzi e il panorama si apre all'Appennino. La zona è molto frequentata da gitanti nella buona stagione ed è molto panoramica sul Golfo della Spezia. [La distesa erbosa giustifica il toponimo “Campo”, per quel che riguarda “Cecina” alcuni sostengono che derivi da Campus Caesaris, infatti pare che in zona sia stata trovata una lapide dedicata a Octavio Neroni Maiori il che testimonierebbe una frequentazione del luogo in epoca romana, cosa sicuramente possibile.]
Seguiamo in salita il sentiero che in pochi minuti porta nel bosco, dopo aver superato alcuni ruderi (la ex Vaccheria di Martignoni). All’inizio del bosco si gode subito di una vista splendida sul Pizzo d’Uccello e la cresta Nattapiana.
Adesso il sentiero, molto innevato, costeggia il Borla, mantenendosi nel bosco di faggi e, a 01h 31', troviamo sulla destra il sentiero non segnato per il Borla che seguiamo (sono di aiuto un paio di frecce sugli alberi).
Nonostante la neve la traccia è ancora visibile ed è abbastanza larga, naturalmente la progressione è rallentata anche perché serve la giusta prudenza in qualche tratto. Dopo un tratto con una corda sulla destra segue un tratto scalinato e con qualche corda metallica di sicurezza.
Un breve tratto pianeggiante ci porta a Casa Martignoni, posta in un bel pianoro panoramico sulle cave e sulla costa. [Casa Martignoni fu costruita nel 1923 da Cesare Martignoni, pioniere di Campocecina. Fu realizzata in muratura e cemento armato e, oltre alla cucina, camera e bagno, conteneva anche una grande stanza con motori per la produzione di elettricità. Infatti Martignoni pensava di costruire una grande insegna luminosa sul Monte Borla da usare come pubblicità, l’impresa, molto costosa, non andò a buon fine. Oggi è proprietà del Comune di Carrara che la ha affidata in comodato oneroso all'Associazione Veterani della Montagna.] Ricordiamo che qua si trova una webcam di MeteoApuane molto utile per vedere da casa la situazione meteo in zona.
Dopo una breve sosta prendiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per la vetta, e per facile tratto in lieve salita a 01h 54' siamo in vetta al Monte Borla. Essa è indicata da un cippo confinario del 1892 tra Carrara e Fivizzano.
Il monte è modesto, ma la vista è splendida sul crinale dei Tre Omi e sul Monte Sagro, Spallone e Maggiore. Dietro c'è la Cresta Nattapiana, il Pizzo, la Foce di Giovo e la Cresta Garnerone e, ancora più dietro, il Pisanino. Da parte opposta c'è Carrara con i suoi bacini marmiferi e la costa con il Golfo della Spezia, mentre sotto di noi ci sono le Cave del Sagro. C'è molta neve nonostante il monte non sia molto alto. Sostiamo qualche minuto poi torniamo a Casa Martignoni dove ci fermiamo a mangiare qualcosa. A 02h 14' torniamo indietro seguendo lo stesso sentiero.
Ricordiamo che da Casa Martignoni inizia un'altra traccia per Campocecina che segue il versante sud del monte, con qualche tratto un po' esposto e non consigliabile con la neve.
In dieci minuti siamo nuovamente sul sentiero 173 che adesso seguiamo verso destra per andare al Piazzale di Pianza.
Siamo nella faggeta in discesa e seguiamo il sentiero innevato che appare ben visibile, sempre con la dovuta attenzione.
A 02h 39' siamo in un tratto aperto e molto panoramico su Pizzo e Sagro; adesso c'è un tratto di discesa più ripido e a 02h 45' siamo fuori dal bosco.
Adesso il sentiero percorre il versante orientale del Borla, panoramico sul Sagro e privo di vegetazione di alto fusto.
La neve nasconde i segni, ma la progressione avviene a mezzacosta, scegliendo il percorso più idoneo, in lieve discesa. Arriviamo così a un tratto con conduttura dell'acqua e massi di cava a destra, dove il sentiero pianeggia, avendo a sinistra una cisterna per la raccolta delle acque con indicazione dei vari sentieri e subito sotto la via di cava.
Noi ci spostiamo a destra e a 03h 04' siamo presso un cippo marmoreo (Monumento ai Caduti della Montagna del Cai Carrara, 1998) con sopra un crocifisso deturpato da furia iconoclasta.
Pochi passi e siamo nel Piazzale di Pianza. [È un largo valico a 1273 metri, nel Comune di Carrara, tra il bacino marmifero di Ravaccione (Carrara) e quello del Sagro (Fivizzano). Il nome deriva dal termine latino planciu (= tabula plana) a indicare luogo pianeggiante. La foce si trova tra il Monte Borla e il Monte Sagro e qua si trova un ampio piazzale panoramico sulle cave di Carrara, sulla città e sulla costa con possibilità di vedere le isole dell'arcipelago nelle belle giornate e, a volte, anche la Corsica.]
La Foce di Pianza è importante nodo di sentieri, qua transitano il 139⇧, il 172, il 173 e il 174. Il 139⇧ da Torano porta a Vinca (inizialmente segue la marmifera Walton) e poi a Equi Terme (interrotto nel tratto Torano-Pianza), da esso si stacca, presso Case Walton il 174 diretto alla Foce dei Pozzi e a Casa Cardeto. I due sentieri scendono a sinistra seguendo la marmifera per le Cave del Sagro. Il 172/173 sale per la cresta che abbiamo di fronte. Poi i due sentieri si separano: il 172 unisce Foce di Pianza con Foce della Faggiola e poi continua per Foce Luccica. Invece il 173, che abbiamo percorso, dal Rifugio Carrara continua per la Foce del Faneletto, per quella di Vinca e termina alla Capanna Garnerone. Entrambi permettono, con distinte deviazioni segnate di blu, di salire alla vetta del Sagro.
Dal piazzale la marmifera Walton, piuttosto malmessa, porta al panoramico Piazzale dell'Uccelliera da cui scende la strada carrozzabile per Carrara. La stessa marmifera, dal piazzale, scende poi alle case Walton, alle cave del Borla (con deviazione), alle cave del Sagro e al Balzone (con deviazione). Un ramo della stessa marmifera dal piazzale avrebbe dovuto portare alla zona delle cave del bacino di Colonnata attraverso una galleria mai terminata.
Adesso scendiamo per la marmifera lunga circa 1,5 km, sulla destra abbiamo le pendici del Borla mentre a sinistra la zona delle cave di Carrara e la costa. All’inizio, sulla sinistra, ci sono tracce del sentiero 139⇧ proveniente dalla Conca di Torano, che come abbiamo detto è interrotto.
Più avanti, a 03h 20', sempre a sinistra una strada di cava, in discesa, porta alla vicina Cava dei Poeti (ex-cava Morlungo). La cava è stata decorata nel 2002 con brani di poesie incisi sul marmo, è molto interessante e panoramica sulla costa e merita una visita. Fino a qualche tempo fa, in essa, in estate, si tenevano spettacoli musicali e teatrali, al momento è, comunque, in totale abbandono.
Scendendo, ancora da sinistra, a 03h 28', arriva il sentiero 182 proveniente dalla Piastra, cava sopra Torano, attraverso la zona di Lorano. Il sentiero continua per la strada e poi sale verso Fontana Antica e il rifugio, salendo verso Campocecina lo abbiamo incrociato.
Proseguiamo la discesa per la strada e a 03h 35' siamo al Piazzale dell’Uccelliera. Il piazzale è un notevole punto panoramico su diversi bacini marmiferi, su Carrara, sul mare e sul golfo della Spezia, non oggi a causa di nuvole basse.
Al piazzale c'è un ampio parcheggio e sulla destra continua la strada asfaltata per Acquasparta da cui poi sale il sentiero 182. All'angolo ci sono alcune lapidi di marmo con incise delle poesie di un poeta locale insieme a una scultura di Marco Devoti.
Adesso scenderemo per la strada per tornare a Bivio Cardeto. Nel primo tratto superiamo l'infermiera delle cave e aggiriamo il modesto Monte Uccelliera (1255 m).
A 03h 45', proprio alla curva della strada, si stacca, sulla sinistra, un sentierino di una cinquantina di metri, che porta al Cippo Marcucci-Lorenzini, posto in posizione panoramica, che ricorda le vittime di un incidente aereo, avvenuto nel 1992, in questa zona. L'aereo era impegnato in una missione anti-incendio. Scendiamo e in meno di cinque minuti, sulla sinistra, si stacca uno stradello per Colareta e, con deviazione, alle cave del Zucco dell'Urlo. [Colareta è un crinale panoramico posto nel Canal d'Abbia con ruderi che testimoniano una passata attività pastorale e qualche costruzione risistemata. Il crinale è molto panoramico su Carrara, sulle cave di Bettogli e sulla costa fino al golfo della Spezia.]
Continuiamo a scendere per la strada e a 03h 55' sulla destra c'è l'indicazione "Dal Colonnello" per delle costruzioni, poste poco più in alto, presso dei terrazzamenti aperti.
Continuiamo a scendere avendo sulla sinistra il crinale di Colareta, poi a 04h 02' vediamo sulla strada il cartello Porcigliola che denomina la zona.
A 04h 10', sulla destra, alcuni blocchi di marmo sono stati posti, per alcune decine di metri, come protezione dalle sovrastanti pendici franose dei Grenzi. Ancora 5' e siamo nuovamente al Bivio Cardeto dove terminiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo. Molto prima di quest’ultimo paese, si prende la deviazione a destra per Campocecina (9,5 km) che si segue per altri 5 km fino alla Gabellaccia. Si continua fino a Capanne Ferrari (15,9 km) dopo una casa in costruzione (ormai da molti anni), poi a 16,5 km si trova il cartello Bivio Cardeto a una curva, qualche decina di metri dopo la quale massi di marmo proteggono dal terreno franoso.
Note
Questa escursione è stata effettuata con neve in alto. Il percorso è semplice. Anche se la salita al Borla avviene su sentiero non segnato. Ne consegue che chi non è mai stato in zona potrebbe avere qualche difficoltà a seguire la traccia per il Monte Borla, come pure nel tratto di sentiero 173 che porta al Piazzale di Pianza. Il nostro consiglio è di effettuare l'escursione con l'aiuto di chi conosce i sentieri che con la neve potrebbe non essere semplice seguire. In caso contrario la difficoltà dell'escursione aumenta. Con ghiaccio è richiesta adeguata attrezzatura.
I panorami sono notevoli dalla vetta del Borla su Sagro, Pizzo d'Uccello e Pisanino. I tempi dell'escursione sono allungati per le numerose, anche se brevi, soste.