(MS-Massa) CASETTE-CA' DI ERA' (703 m)-DAVID A CIMA DI GIOIA (830m)-SENTIERO NN PRESSO CIMA DI GIOIA (787 m)-INNESTO 169 (433 m)-CASETTE (in parte DOPPIO ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

CASETTE (357m)

Località di arrivo:

CASETTE (357m)

Dislivello mt.:

470

Tempo totale:

04h 20'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Casette

Rifornimento acqua:

Casette

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

169◆Sentiero dei Cavatori◆169◆traccia David◆169◆sentiero NN◆Sentiero dei Cavatori◆mulattiera◆sentiero NN◆169

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (54)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE:17/02/2019




Il sentiero 169, diretto alla Cava Lavagnina, alla Croce di Gioia e poi a Forno, inizia da un ampio spiazzo parcheggio, presso una curva verso sinistra, della strada asfaltata che passa per la parte bassa del borgo e poi prosegue per le cave. Qua c'è anche la fermata dell'autobus e sono presenti le necessarie indicazioni.

[Casette è una frazione di Massa che si trova su un pendio soleggiato alle falde della Cima di Gioia e del Tamburone. Il borgo nacque come alpeggio di Forno, qua sorsero casolari sparsi da cui il toponimo. Lo sviluppo si ebbe nella seconda metà del 1700 con l'apertura di manifatture per la produzione di cappelli. Poi ci fu l'apertura di cave, presenti sin dalla fine del XVII secolo, ma molto attive solo nel XIX secolo e questo richiamò maestranze dalla Versilia e dalla Garfagnana. Nella parte alta del borgo, la più vecchia, si trova la Chiesa intitolata a San Lorenzo (XVIII secolo). Dal 2003 nel paese si tiene, prima di Pasqua, la Festa del Ciorchiello. Questo è una ciambella con uvetta, pinoli, anice e buccia di limone che veniva preparata prima della Domenica delle Palme e portata a benedire in chiesa; essa era poi scambiata tra parenti e amici in segno di pace e solidarietà.]

Saliamo la scalinata che ci porta nel borgo dove dobbiamo subito deviare a sinistra seguendo i segni ben evidenti e delle stinte frecce bianche.
A 5' il nostro sentiero prosegue sulla sinistra diretto alla strada asfaltata, invece sulla destra (indicazioni sbiadite di 169 Asu un palo) si va, per scalinata, alla parte alta del borgo a recuperare la strada asfaltata che ci riporta al sentiero. Inoltre dalla strada sale una traccia che porta a casolari sparsi e poi si innesta ancora sul 169 (la percorreremo, in parte, al ritorno).

[C'è da dire che la zona delle Casette è stata sede, negli ultimi anni, di diverse gare di corsa di montagna per cui sono stati attrezzati e messi in sicurezza vecchi sentieri oggi fruibili facilmente dagli escursionisti. Non sono segnati, ma sono molto evidenti. Rimandiamo anche al cartello, presente all'inizio del sentiero 169, dove sono riportati i sentieri dell'"Associazione Lavagnina".]

Trascuriamo la scalinata e proseguiamo per il 169, superiamo un vecchio lavatoio con una sorta di parco giochi, subito dopo si trova una fontana dove conviene rifornirsi di acqua poiché lungo il sentiero non ci sono fonti.
Saliamo ancora tra le case e poi per uno stradello che ci porta, a 9', sulla strada asfaltata (località il Colletto): il sentiero sale davanti a noi passando per il bosco del Mancarello. In passato esso era una mulattiera che permetteva di raggiungere le cave della Lavagnina anche con i muli.
All'inizio ci sono scalini di cemento che poi diventano di roccia dopo 5' c'è una deviazione verso destra con, staccionata in legno, che trascuriamo (al ritorno scenderemo da qua).
La salita è aperta, ripida e scalinata con stretti tornantini; dietro a noi ci sono le Casette, Caglieglia e la zona di Antona.
A 22' finisce il tratto scalinato e saliamo per tornanti più lunghi e meno ripidi e, più avanti, tra alberi. A 31' si innesta, da destra, una traccia che proviene dalla parte alta del paese e che, in parte, percorreremo al ritorno. La deviazione non è segnata, ma è evidente per la presenza, sulla destra e sulla sinistra, di una scarica di sassi. Inoltre, pochi metri prima, sulla sinistra, si stacca una mulattiera che recupera il sentiero 169 al bivio con il Sentiero dei Cavatori. L'inizio non è, comunque, molto evidente e la percorreremo, anch'essa, al ritorno.
Continuiamo a salire e a 37' arriviamo a un bivio (località "Al Bozzo"): il sentiero 169 prosegue verso sinistra, mentre a destra una traccia porta a un invaso per la raccolta delle acque a presumibile servizio, in passato, delle cave. Questa traccia è stata attrezzata per le corse in montagna e arriverà a un incrocio (Novelleta) che da una parte riporta alle Casette, da una parte va a Forno e dall'altra recupera la Cresta di Venedreta al Colle dei Prunetti (il percorso è stato descritto in una precedente escursione da Forno per Casette e nuovamente Forno).
Proseguiamo sul 169 che adesso sale dolcemente e aperto, sulla sinistra ci sono paline metalliche senza però il filo metallico. In 5' arriviamo a un evidente trivio: il 169 prosegue davanti a noi nel bosco di lecci, a sinistra un'ampia mulattiera scende a recuperare il sentiero, come già detto. Invece sulla destra si stacca, ben segnalato, il Sentiero dei Cavatori.
Tralasciamo il sentiero 169 che va alla Cava Lavagnina e per ravaneto arriva alla Ca' di Erà dove, mediante il Sentiero dei Cavatori, arriveremo anche noi.
Il Sentiero dei Cavatori è evidente, ben segnato con segni bianco-rossi e, sulla destra, ci sono tondini metallici sormontati da cappucci rossi, il primo tratto è ripido e scalinato, seguono poi tratti più dolci. Salendo il panorama si apre alla Cima di Gioia, alla evidente Croce di Gioia e poi alla Cresta di Venedreta e alle propaggini che scendono verso le Casette.
Proseguiamo e a 52' iniziamo a costeggiare un ravaneto senza mai attraversarlo. A 56' i tondini diventano paline con filo metallico (con qualche interruzione).
Dopo un paio di minuti troviamo un bivio da cui si stacca un'altra traccia, usata per le corse, che si innesterà nel sentiero 169 proprio sotto la Croce di Gioia. Anche questo tratto lo percorreremo al ritorno. Ci sono degli stinti segni blu e una freccia rossa con la scritta David.
Proseguiamo e dopo 5' il sentiero scende un po' e cambiamo versante, sulla sinistra si scorge l'abitato delle Casette. Poco più avanti riprendiamo a salire con tornantini su roccia, chiaramente sistemati per le corse e protetti da paline e filo metallico. Il panorama si apre, dietro di noi sulle Apuane dal Cavallo, alla Tambura e al Sella. Continuiamo la salita su rocce alternando tratti più tranquilli ad altri più ripidi, faticosi, ma non difficili.
A 01h 15' ci affacciamo sulla zona delle cave della Rocchetta e del Piastrone e, più avanti, vediamo la Cima di Gioia con evidente la recinzione sommitale e poi la Cava Lavagnina.
A 01h 22' siamo alla Ca' di Erà (anche Casina Rossa) dove ci innestiamo nuovamente nel sentiero 169. Qua è presente una grossa indicazione del Cai di Massa. Le pareti della costruzione sono di mattoni senza intonaco, da cui il nome di Casina Rossa. Questa era una costruzione usata in passato per alloggiare i motori per l'attività delle cave, ma oggi è ridotta a ricovero di pecore e capre, anche se, al momento, è pulita, ma forse sarebbe bene dotarla di porta. Qua, come detto, arriva il 169 dopo aver costeggiato il ravaneto della cava con tratto ripido e micidiale con il sole estivo. Lasciamo la costruzione e saliamo il pendio per tornanti esposti al sole, con pochissimi alberi e il ravaneto a sinistra.
A 01h 37' passiamo per una pinetina che ci porta, in 3', a una costruzione in muratura (altro invaso per l'acqua). Saliamo e, a 01h 44', siamo su un cementato e il panorama si apre sulle Apuane dal Grondilice al Sella e sulle Casette e Caglieglia e, in primo piano, sulla Cresta di Venedreta. Al tratto cementato segue un tratto di sentiero piuttosto stretto (da fare con attenzione) che ci porta a 01h 48' alla cresta del Tamburone (o di Venedreta). [Essa è confine tra il bacino del Carrione (Comune di Carrara) e il bacino del Frigido (Comune di Massa).]
Qua c'è un bivio, ben indicato con un grosso ometto, a sinistra c'è il sentiero che porta alla Cima di Gioia e al David di Kobra, mentre a destra si prosegue sul 169. Il primo tratto segue in salita la cresta tra radi alberi. Poi scende e pianeggia e risale con davanti la Cima di Gioia.
Nel tratto pianeggiante e poi in salita c'è una protezione di pali metallici con corda di acciaio. Segue un tratto di ripida salita che ci porta a 01h 57' alla base della Cima di Gioia, al cartello per il David. Saliamo ancora verso sinistra per ampia via di cava e a 02h siamo al sito del David che è il punto più alto dell'escursione.

La testa del David è alta 10 m e larga 11 ed è dipinta su un vecchio taglio di cava in posizione panoramica sulla costa, fino al Golfo della Spezia, e sulle Cave di Gioia e sulle Apuane. È stata dipinta dal 15 al 19 maggio 2017 dallo street artist brasiliano Eduardo Kobra (San Paolo 1976) e inaugurata il 23 luglio dello stesso anno. È una rivisitazione della testa del David di Michelangelo in bianco nero e strisce e triangoli colorati, eseguita con tecnica mista. Sul piazzale di marmo, protetto da una staccionata di legno, c'è la base di una colonna e dei massi uno con foro per piro.

Sostiamo un quarto d'ora e poi torniamo indietro, evitando di salire al piazzale sovrastante), che è ciò che rimane della Cima di Gioia.[Il piazzale si trova a 839 m, per cui Cima di Gioia è stata abbassata di almeno 20 metri essendo indicata nelle vecchie cartine a quota 860.]
Torniamo indietro per lo stesso percorso e in 10' siamo al bivio presso l'ometto. Proseguiamo per un minuto lungo il 169 e, a 02h 26', troviamo, sulla destra, un sentiero protetto da pali metallici con corda di acciaio. Pochi metri sopra si trova la Croce di Gioia e il sentiero 169 prosegue verso Forno, con deviazione per il bosco del Pianello e il sentiero 138⇧. Inoltre non distante si trova l'innesto di un nuovo sentiero che sale da Colonnata alla Croce.
Scendiamo per il sentiero che presenta all'inizio la scritta"David". Il primo tratto è per ripidi tornantini con protezione che termina a 02h 32'. La traccia scende evidente tra rari alberi e dopo 5' un altro tratto con paline per 7'. Poi qualche tratto scalinato e a 02h 52' ci troviamo sotto una paretina di roccia e dopo 3' ci innestiamo nel Sentiero dei Cavatori.
Lo seguiamo in discesa e a 03h 10' siamo nuovamente al trivio sul sentiero 169. Qua sostiamo 13' e poi proseguiamo utilizzando l'ampia mulattiera che scende sulla destra.
Il primo tratto sono brevi tornanti scalinati e poi un tratto più lungo senza tornanti ci porta a 03h 30' di nuovo sul 169. Adesso invece di seguire quest'ultimo facciamo una lunga deviazione che ci riporterà sul 169 poco più in basso. Il senso di questa deviazione è semplicemente quello di conoscere la rete di sentieri presenti nella zona delle Casette (chi volesse evitarlo può scendere normalmente).
Quindi saliamo pochi metri fino alla scarica di sassi e prendiamo a destra. Troviamo subito un palo solitario e la traccia ben evidente anche se non segnata. La traccia passa, con saliscendi, tra radi alberi e arbusti mediterranei come mirto e ginestra.
A 03h 38' c'è un breve tratto attrezzato per la corsa, segue discesa e dopo 5' un altro brevissimo tratto attrezzato. A 03h 50' arriviamo a un bivio: a sinistra si va a una casa con muro di contenimento di cemento mentre a destra scende un tratto con staccionata in legno. Il tratto verso sinistra scende alle Casette al tratto alto della via asfaltata e, presso una fontana, una traccia sale nel bosco ed è usata per le corse in montagna e si innesta in quella che passa dall'invaso come già detto a Novelleta.
Noi seguiamo la traccia che scende per la staccionata di legno, molto ripida nel tratto iniziale. Poi la discesa si addolcisce, a 03h 54' siamo presso una casetta nel bosco, proseguiamo seguendo l'ampio tratto con staccionata in legno, superiamo un rudere e subito dopo a 04h 01' siamo nuovamente sul sentiero 169.
In 3' siamo sulla strada asfaltata attraversiamo il paese e a 04h 18' finiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara e poco dopo una strada si arrampica a sinistra con evidenti indicazioni per Caglieglia e Casette. Si segue la strada per altri 4 km e si arriva al paese situato su un pendio soleggiato. Si costeggia la parte bassa del borgo fino allo spiazzo parcheggio dove inizia il sentiero 169.
Note
Questa escursione utilizza, oltre al sentiero 169, alcuni sentieri usati per le corse in montagna che sono stati sistemati e, in parte, dotati di protezioni. Naturalmente ognuno è libero di scegliere i sentieri che preferisce, come, per esempio, percorrere il 169 e poi la deviazione per il David e tornare indietro con lo stesso sentiero. Consigliamo comunque il Sentiero dei Cavatori che passa per zona rocciosa e panoramica. Di interesse, ovviamente, il sito del David di Kobra e la Cresta di Venedreta con i panorami sulle Apuane settentrionali. I tempi sono appesantiti dalle soste, ma ci sembrano adeguati al camminare tranquillo di chi vuole godersi anche i panorami. Esistono tratti protetti con corde metalliche per le corse, ma non ci sono difficoltà a parte qualche tratto ripido che richiede il giusto allenamento.