DATA ESCURSIONE: 12/05/2019
Qui
un approfondimento sul monte Procinto.
Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia, dove si trova una casa con marginetta privata. Poco dopo, sulla destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi e poi all'Alto Matanna) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana e poi a Fornovolasco). Noi continuiamo, in auto, per la strada comunale sterrata detta Stazzema-Gallicano (che in realtà si interrompe qualche centinaio di metri prima di Casa Giorgini).
Essa, dopo circa 1 km, arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106 che seguiremo. La strada è stata sistemata di recente (è comunque sterrata) per cui è ben percorribile e presso l'inizio del sentiero è molto ampia con notevole possibilità di parcheggio.
La zona è molto panoramica, in particolare sui monti Procinto, Nona e sul crinale del Forato. È nostra intenzione descrivere un anello del Monte Procinto utilizzando un breve tratto di sentiero non segnato che passa all'inizio per lo spettacolare intaglio tra Nona e Procinto.
L'attacco del sentiero 106, da cui iniziamo a prendere i tempi dell'escursione, è ben evidente e provvisto di segnalazioni. Esso si trova in prossimità della curva della strada, dopo la quale la stessa si allarga notevolmente, e consiste di una breve rampa rocciosa scalinata, con un cavo d’acciaio per facilitare la ripida salita.
Entriamo subito nel bosco di castagni, con diverse piante di agrifoglio e alcuni ruderi, e saliamo abbastanza ripidamente per il sentiero intagliato nel fondo argilloso. Tra le fronde intravediamo le vette della zona e i paesi di Pruno e Volegno.
A 15' ci innestiamo nel sentiero 116. Questo proviene da destra e pochi metri sotto c’è una fonte dell’acquedotto di Stazzema. Di fronte invece c’è l’indicazione per la base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta a cui si arriva seguendo uno stradello all’inizio del quale c’è una casa adibita al ricovero delle capre che costeggeremo. Da sinistra invece arriva lo sterrato su cui abbiamo parcheggiato.
Proseguiamo a sinistra, in salita, per un tratto comune ai sentieri 106 e 116. Quest'ultimo segue una antica via di comunicazione tra la Versilia e la Garfagnana passante per la Foce di Petrosciana e noi lo percorreremo in parte al ritorno.
Seguiamo quindi il ripido percorso lastricato e a 19' siamo alla Locanda di Casa Giorgini (735 m) che fa servizio come bar-ristoro e Bed & Breakfast per gli escursionisti [In passato la casa fu proprietà della famiglia Giorgini originaria di Montignoso e imparentata con Alessandro manzoni. Essa fu fatta costruire dall'industriale del marmo Vittorio amico del pittore Filadelfio Simi].
Saliamo qualche tornantino e il panorama si apre, sulla destra, sul monte Alto. Altri 5’ di curve ci porterebbero all’ingresso della Montanina (detta anche Casa del Pittore) che è un villino immerso nel verde del bosco, subito dopo il quale c'è una marginetta. Questa abitazione è chiamata in questo modo perché fu abitata e affrescata dal pittore versiliese Filadelfo Simi (1849 -1923).
In realtà noi seguiamo una evidente traccia alternativa sulla sinistra, che taglia i tornanti ed evita di salire alla Montanina, naturalmente consigliamo all'escursionista che non fosse mai stato da queste parti di passare dalla Casa del Pittore (come faremo noi al ritorno).
Percorso il tratto alternativo, a 29', siamo a un altro bivio dopo la Casa del Pittore. Il sentiero 116 prosegue diritto verso Fonte Moscoso e la Foce di Petrosciana (in parte lo percorreremo al ritorno).
Noi seguiamo il 106 che è diretto alla Fonte della Grotta e al vicino Rifugio Forte dei Marmi. Il primo tratto sale ripido fiancheggiando il parco della Casa del Pittore, di cui in alto vedremo il tetto, con una staccionata sulla destra.
Ci spostiamo verso sinistra e, a 32', siamo a un bivio con le necessarie indicazioni. A sinistra sale una traccia che porta alla vicina Baita degli Scoiattoli e al sentiero 121. [La Baita è una vecchia costruzione riattata con 17 posti letto e servizio cucina, all’esterno c'è una bella tavolata sotto un pergolato a canne da cui si gode una vista splendida sulla costa fino alla Palmaria. Essa si trova proprio sotto la Bimba del Procinto. È sempre aperta poiché i gestori vi abitano stabilmente.]
Noi proseguiamo a sinistra per il 106. Il sentiero è stretto, ma agevole, pianeggiante e con saliscendi con prevalenza di salita. A destra vediamo Gabberi e Lieto e, a tratti, l'abitato di Stazzema.
A 36' c’è un breve tratto di salita scalinata con corda metallica a sinistra, poi cominciamo a scorgere di fronte, tra le fronde, il Matanna.
Dopo la salita c'è una costruzione sulla sinistra. Poi scendiamo e poco dopo c'è una breve discesa attrezzata con corda utile in caso di terreno scivoloso.
Ancora saliscendi e a 45' siamo presso una costruzione in buono stato e pochi metri più avanti un vecchio cartello manda alla Baita degli Scoiattoli per traccia nel bosco. In alto scorgiamo le propaggini del Procinto.
Pochi minuti dopo c’è una burraia con fonte interna, qua si conservavano i cibi deperibili (una sorta di frigorifero naturale) e subito dopo c'è un rudere al quale apparteneva la burraia. Cinque minuti dopo cominciamo a vedere la verticale parete Sud-ovest del monte Nona, il Procinto e sulla destra il Matanna. Usciamo dal bosco e a 55' siamo presso il rudere di una calchera meritevole di valorizzazione. [Ricordiamo che le calchere erano strutture per l'arrostimento delle pietre carbonatiche per ricavarne la calce.]
Subito dopo la calchera in alto sale il sentiero 121 (San Rocchino - Fonte di Moscoso) per la Retaia e la Baita degli Scoiattoli.
Ancora un minuto e siamo alla Fonte della Grotta. Qua c’è una captazione d’acqua con relativa fonte freschissima e una grande marginetta con icona marmorea del 1727 dedicata a S. Antonio e Santa Margherita e buone indicazioni dei sentieri. Qua transitano 3 sentieri: il 115 che arriva da destra dalla strada asfaltata in località Freddaccia; il 106 che abbiamo percorso e, infine, il 121 da San Rocchino.
Proseguiamo in lieve salita sul sentiero 115/106/121 che qua è ampio e a 01h 01' saliamo verso sinistra. Andando invece sulla destra si arriva al Rifugio Forte dei Marmi che si trova tra gli abeti e si prosegue con il sentiero 121.
Come si evince da una lapide in marmo questo tratto del sentiero 115, fino al Callare del Matanna, è il Sentiero Bruni intitolato all’ingegner Aristide Bruni che nel 1879 scalò il Procinto, ma probabilmente fu preceduto da boscaioli locali. Esso sale ripidamente le pendici calcaree del Monte Nona.
All'inizio, sulla destra, ci sono diverse lapidi in marmo. Salendo la vista si apre fino alla costa e al Golfo della Spezia. Su noi incombe la severa parete del Nona molto impegnativa per gli arrampicatori e a sinistra abbiamo il Procinto.
A 01h 15' siamo su una cengia rocciosa attrezzata con una fune d’acciaio molto utile in caso di pioggia e ghiaccio, ma anche perché il fondo del sentiero è scivoloso per l’acqua che scende dalle pareti. Infatti qua fioriscono molti esemplari di Pinguicola Mariae, un endemismo apuano che ama gli ambienti umidi. Lungo la cengia una lapide in marmo (1890) ricorda Bruni e descrive il sentiero.
Il tratto attrezzato poi curva verso sinistra. Subito alla fine c'è un'altra curva e a 01h 21' siamo alla deviazione a sinistra per il Procinto che porta alla Cintura e alla ferrata.
Usciamo subito dal bosco in salita e poi deviamo verso sinistra. continuando ancora sotto le pendici del Nona in maniera abbastanza agevole. È presente molta vegetazione erbosa anche alta e molti esemplari di pinguicola, belli sono i panorami sul vicino Procinto e sul Matanna che rimane alle nostre spalle e naturalmente sull’inquietante parete del monte Nona che incombe su noi. Salendo troviamo anche un po’ di vegetazione di alto fusto.
A 01h 38’ scorgiamo sulla parete del monte la targa di marmo dedicata a Giulio Allegri che cadde nel 1926 nell’affrontare il canalino che si sviluppa poco distante, oggi a lui intitolato, e che è ben evidente. Subito dopo aggiriamo un costone roccioso e troviamo uno spiazzo ameno e panoramico sulla sinistra e a 01h 45’ siamo alla Foce del Procinto.
Questa è un intaglio roccioso tra le pareti verticali del Procinto e del Nona, il luogo è molto panoramico anche sulle Panie e sul Corchia, esso è ravvivato da alcune conifere.
Superiamo l’orrida spaccatura tra i due monti su un ponticello di legno. Oltre il ponte si sviluppa la Cintura del Procinto che consiste in una larga cengia alberata a mezza costa che circonda tutto il monte, con piccoli dislivelli, sulla quale è tracciato un sentiero ben evidente, piacevole e panoramico; senza fermate richiede meno di 20’ per tornare al punto di partenza.
La Cintura non è difficile, ma richiede un minimo di attenzione per la presenza di qualche tratto un po’ esposto. Su questo sentiero ci sono le diramazioni per accedere alle vie di arrampicata e qua e là qualche caverna scavata nelle pareti del monte dall’erosione delle acque.
Noi la seguiamo in senso orario verso sinistra e in 3’ una deviazione in alto a destra porta all’attacco della Ferrata. [La Ferrata del Procinto fu allestita dal Cai Firenze dal 1890 al 1893 e rende la vetta facilmente accessibile a chi non soffra di vertigini. Essa segue la via aperta da Bruni nel 1879 e fu inaugurata il 29 giugno 1893 e fu la prima via ferrata aperta in Italia. Essa inizia dalla cintura con una scala metallica posta nel 1954 mentre prima era mobile, in legno.]
Ancora qualche minuto e a 01h 55’ iniziamo a vedere, di fronte a noi tra gli alberi, la Cresta dei Bimbi e dietro essa La Bimba (1012 m) e il Piccolo Procinto (1038 m).
Poco più avanti lasciamo la cintura per andare a vedere più da vicino lo spettacolo delle propaggini del Procinto da un piccolo spiazzo panoramico, qua una ripida traccia in discesa, segnata di blu e molto impegnativa, scende alla Foce dei Bimbi dove vanno gli arrampicatori per salire i vari torrioni.
Torniamo alla cintura e subito dopo abbiamo sulla sinistra un altro spiazzo panoramico ed esposto. Proseguiamo in salita raggiungendo a 02h 07' il punto più alto dell'odierna escursione (1023 m) poi scendiamo avendo di fronte le asperità del Monte Nona e, dietro in lontananza, la vetta erbosa del Monte Croce. Sulla destra le pareti del Procinto sono scavate con grotte e c'è anche un piccola fonte.
A 02h 19' siamo nuovamente al ponte di legno. Qua adesso scendiamo verso destra pochi metri e siamo nell'intaglio tra Nona e Procinto e lo percorriamo in discesa verso destra. La progressione è semplice in decisa discesa e l'ambiente è spettacolare e inquietante con le due alte pareti orizzontali che ci circondano.
Scendiamo con prudenza, ma senza difficoltà per qualche minuto fino a un saltino di circa un metro che ci porta alla parte aperta dell'intaglio.
A 02h 27' siamo decisamente fuori dall'intaglio e scendiamo per una costa ghiaiosa e boscosa che si sviluppa di fronte. Abbiamo sia a destra che a sinistra dei canalini in cui si scorgono tracce, ma non sapendo dove le stesse portino seguiamo la costa che sappiamo inserirsi in una traccia che scende poi al sentiero 116.
La discesa è sempre ripida e va affrontata con prudenza e pazienza. A 02h 48' ci spostiamo leggermente sulla destra a recuperare un ometto e una evidente traccia che scende tra roccia e paleo fino a inserirsi a 03h 02' nel sentiero 116. A pochi metri sulla destra si trova una marginetta con Sacra Famiglia in ceramica (restaurata nel 1965) e icona marmorea della Madonna Protettrice dei giovani del 2000. Sulla destra il panorama si apre sulla Pania e sul crinale del Forato. Fino a poco tempo fa un cartello invitava a non salire il sentiero che abbiamo appena seguito per il rischio di caduta massi dalle pareti del Procinto, ma il nostro percorso è stato lontano dalle pareti di arrampicata su cui potrebbero scendere sassi. In ogni modo il cartello è scomparso.
Sostiamo 15' poi riprendiamo il cammino. Sulla destra continua il sentiero 116 per la Foce Moscoso e la Foce di Petrosciana da cui scenderà a Fornovolasco. Noi prendiamo invece a sinistra per tornare al punto di partenza.
Subito abbiamo un bivio, a sinistra si stacca il sentiero 121 per la Retaia e la Baita degli Scoiattoli. Noi proseguiamo sul sentiero 116 in salita tra numerose fioriture di Paris quadrifoglia e a 03h 23' siamo presso una costruzione sulla sinistra cui ne corrisponde un'altra, in basso, sistemata negli ultimi anni. Proseguiamo e a 03h 27' siamo presso un'altra costruzione con marginetta con icona abbastanza recente di Sant'Antonio Abate. Presso la stessa c'è una fonte con immagine di San Francesco posta in loco nel 1974.
Poco più avanti c'è un'altra costruzione con teleferica per il trasporto della legna sulla destra. Ancora saliscendi e a 03h 36' chiudiamo l'anello tornando al bivio 116/106.
Adesso scendiamo seguendo il sentiero e passando di fronte alla Casa del Pittore con annessa marginetta dedicata a Renzo Simi figlio del pittore Filadelfio. Nella marginetta c'è un'immagine in ceramica di Cristo del 1964.
A 03h 45' siamo a Casa Giorgini, e dopo 4' siamo al secondo bivio 106/116 e scendiamo per il 106. A 04h 05' terminiamo l'escursione.