DATA ESCURSIONE: 02/06/2019
Partiamo dalla piazzetta, intitolata ai Martiri di Vinca, con il negozio di alimentari della signora Andreina. Questo è l'unico negozio di Vinca e qua è possibile acquistare l'ottimo tipico pane di Vinca cotto in forno a legna.
Si accede alla piazzetta prendendo a sinistra al bivio dopo il cartello Vinca. Nella piazzetta è presente un'utile fontana. Il panorama, dalla piazzetta, si apre su tutta l'alta Valle di Vinca: dal Rasori al Sagro con le sue propaggini sino alla Torre di Monzone, da una parte, e sul Pizzo d'Uccello con la Cresta Garnerone e parte della Nattapiana.
Poco sotto la piazzetta si trova la ex scuola elementare adesso Bed&Breakfast "La Casa di Montagna" utile punto di riferimento per escursionisti e scalatori che desiderassero passare più giorni nella Valle di Vinca, che offre innumerevoli possibilità di escursioni e di arrampicate.
A fianco del negozio ci sono le indicazioni dei sentieri 138⇧, 175, 190. Il primo è diretto a Colonnata passando per la Foce di Vinca mentre il secondo è diretto alla Foce di Giovo, invece il 190 è diretto alla Foce dei Lizzari ed è quello che, in parte, seguiremo. Ricordiamo che dalla Casa di Montagna transita il sentiero 139⇧ da Equi Terme per la Foce di Pianza.
Noi, invece di seguire le indicazioni dei sentieri, decidiamo di salire subito a sinistra, a fianco delle indicazioni dei sentieri, per ampio tratto scalinato, poi prendiamo ancora a sinistra e poi a destra per pochi metri.
Saliamo poi, a sinistra, per tratto scalinato e poi per percorso obbligato che ci porta a 8' al recinto del Mandrione (fontana). Qua c'è una lapide commemorativa e un bassorilievo di marmo di una donna con un bambino. In questo luogo, nel 1944, si consumò una delle pagine più vergognose della già terribile Strage di Vinca perpetrata da truppe tedesche delle SS, coadiuvate da un centinaio di brigatisti neri di Carrara. Al Mandrione (ricovero delle pecore) furono uccisi 29 tra donne e bambini, considerati pericolosi ribelli. Lasciamo questo luogo sacro e percorriamo sulla sinistra un'ampia strada lastricata, che poi diventerà asfaltata e percorrerà la parte alta di Vinca per scendere in vicinanza della chiesa.
Noi la seguiamo solo in parte e, a 11', siamo a una struttura dell'acquedotto e qua lasciamo la strada per salire verso sinistra per ampia traccia nel bosco. Continuando la strada si trova il punto dove il 190 sale nel bosco e ancora più avanti, presso una curva, il punto in cui i sentieri 138⇧ e 175 salgono nel bosco. [Naturalmente l'escursionista può seguire in 190 attraverso Vinca, entrare nel bosco e poi continuare fino poco prima della radura dove arriva anche il nostro percorso. Le indicazioni nel borgo sono buone e abbiamo già descritto il percorso in altre escursioni.]
La traccia porta a un pollaio che si supera per salire poi a sinistra e proseguire fino a un orto recintato dove arriviamo a 16'. Salendo scorgiamo in alto il Pizzo dell'Aquila e la parte iniziale della Cresta Nattapiana, con la punta omonima, verso cui siamo diretti.
[Questa è la zona dei Casali, terrazzamenti dove i vinchesi coltivavano verdure e frutta e portavano a pascolare le pecore, ormai sono quasi del tutto abbandonati e nella parte più alta sono invasi dalla vegetazione.]
Subito dopo l'orto andiamo a sinistra e ci innestiamo in un ampio stradello dei boscaioli che seguiamo in salita verso destra.
A 25' incrociamo il sentiero 190 che sale da destra e subito dopo a una sorta di radura nel bosco con qualche castagno centenario. Il sentiero va a sinistra e poi subito verso destra.
Saliamo, superiamo alcuni ruderi e, a 34', sulla destra c'è un rudere, con tetto, immerso nella vegetazione cui segue un fitto bosco di alte conifere frutto dei rimboschimenti post bellici che hanno riguardato tutta l'Alta Valle, con scarso rispetto della vegetazione locale. In ogni modo il bosco è veramente molto bello e luminoso.
Saliamo per lunghi tornanti nel bosco, dove è possibile vedere caprioli, e a 40' siamo al primo bivio per la Sella di Altana (presente una A rossa). Sulla sinistra i segni giallo-verde, che da un po' accompagnavano quelli bianco-rossi del Cai, ci lasciano per andare verso sinistra. Questa traccia più avanti si biforcherà: un ramo, di sinistra, si dirige alla zona dei Casali, ma esso poco dopo si infrascherà essendo una traccia ormai abbandonata e priva di adeguata manutenzione (ricordiamo che questi segni sono relativi a vecchi itinerari ambientali didattici ormai abbandonati). Il secondo ramo continua e si innesterà nel sentiero non numerato per la Sella di Altana che inizia dal secondo bivio, situato più in alto sul sentiero 190.
[Ricordiamo che questa sella si trova alla base del Pizzo dell'Aquila conosciuto anche come Poggio di Altana o Altala. Dalla sella una traccia percorre una breve cengia un po' esposta, superando la triangolare parete ovest del Pizzo dell'Aquila e giunge alle Spianate della Guardia da cui è possibile salire in vetta allo stesso Pizzo dell'Aquila, oppure scendere verso l'Eremo di San Giorgio.]
Continuiamo a salire e a 57' su una roccia sulla destra troviamo vecchie indicazioni del sentiero 190 e proprio qua, sulla sinistra, si stacca la seconda traccia, non segnata, per la Sella di Altana (poco dopo la deviazione su una roccia c'è la scritta Foce di Altana che sarebbe stata più utile al bivio). Lungo il percorso notiamo diversi esemplari di Cephalantera longifolia, una bella orchidea dai fiori bianchi. Continuiamo a salire per tratti adesso più ripidi e a 01h 13' passiamo per un ravaneto aperto con panorama su Vinca, Sagro e Canalonga.
Proseguiamo per il lungo tornante e, a 01h 21', presso una decisa curva verso destra, si trova la deviazione per il Colle di Nattapiana che dobbiamo seguire. Alcuni segni rossi aiutano a individuare il percorso.
La traccia, inizialmente quasi pianeggiante, è evidente con rarissimi segni rossi ormai stinti e qualche segno rosso posto per la discesa. [Ricordiamo che il sentiero 190 invece prosegue fino all'innesto nel sentiero 191 (Sentiero attrezzato Mario Piotti) diretto al Giovetto e a Val Serenaia. Poco dopo si trova poi l'inizio del tratto attrezzato del sentiero 190 (Sentiero Zaccagna) che scende verso le Cave del Cantonaccio, ma questo tratto di sentiero è inagibile per danni subiti dai cavi d'acciaio negli ultimi anni.]
Noi proseguiamo la traccia nel bosco, stretta, ma ben percorribile e quasi pianeggiante. Intanto ci avviciniamo alle pareti di roccia che rimangono sulla destra.
Dopo sette minuti iniziamo a salire tra i pini e, a 01h 34', affrontiamo il canalino che ci porterà al Colle di Nattapiana. Il canale non è esposto, ma è molto ripido su rocce, paleo e terreno argilloso.
In pochi minuti siamo fuori dal canalino con ancora qualche albero, saliamo ancora ripidamente mentre la vista si apre sulla sinistra sulle pendici del Pizzo dell'Aquila.
Ancora su rocce ripide arriviamo 01h 48' al Colle di Nattapiana, esso si trova tra Il Pizzo dell'Aquila e la Punta Nattapiana e qua arrivano anche tracce dalla zona di Equi.
Molte sono le fioriture sulle rocce calcaree, citiamo la violacciocca appenninica con i suoi fiori gialli, l'iberide semprevere, la globularia celeste e il cerastio apuano. Vediamo bene Vinca con dietro il Monte Sagro.
Adesso saliremo alla Punta Nattapiana. Questa è un crinale abbastanza piatto con un rilievo massimo di 1286 m, il nome gli viene dal fatto che da Vinca (come succede peraltro con il vicino Pizzo dell'Aquila) si vede la quota 1276 che sembra appunto un ardito rilievo.
Saliamo al meglio per roccette spostandoci poi verso sinistra per percorso più agevole e mai difficile. Può essere utile prendere come riferimento un solitario albero sulla sinistra.
Salendo il panorama si apre all'Aquila e alle propaggini del Sagro. Arriviamo in pochi minuti sul pianoro di vetta avendo a destra la quota 1276 mentre a sinistra il crinale continua fino al punto più alto che è la Punta Nattapiana. Siamo alla vetta della Punta di Nattapiana a 02h 04'.
Il panorama è splendido sull'Alta Valle di Vinca, sul borgo, sul Sagro, sull'Appennino e sul Golfo della Spezia. Davanti a noi poi si sviluppa la Cresta Nattapiana con in primo piano il Monte Bardaiano e in fondo il Pizzo d'Uccello.
[Dal punto dove ci troviamo si scende per rocce ripide fino a una sella da cui si risale con qualche tratto impegnativo. Per saliscendi si perviene alla Foce dei Lizzari da cui la cresta continua, più impegnativa, fino alla vetta del Pizzo.]
Ci attardiamo a godere il panorama e poi torniamo indietro portandoci alla quota 1276 panoramica su Vinca dove arriviamo a 02h 19'.
Poi scendiamo e a 02h 30' siamo nuovamente al Colle di Nattapiana. Qua sostiamo un attimo e poi saliamo al vicino Pizzo dell'Aquila seguendo una flebile traccia che ci porta presso delle facili roccette e subito dopo sulla vetta dove arriviamo a 02h 38'. La zona apicale è segnata con un modesto ometto, è erbosa con rocce affioranti ed è abbastanza larga. Un breve tratto di cresta si diparte verso Vinca, da cui si vede un'aspra parete triangolare rocciosa con vetta aguzza, in realtà il punto più alto del monte è quello in cui siamo e non è aspro come sembrerebbe.
Il panorama è sulla vicina Punta Nattapiana, sulla cresta omonima fino al Pizzo d'Uccello che incombe con la sua possanza e poi c'è la Foce di Giovo, la Cresta Garnerone, il Monte Rasori. Poi il Sagro, la Canalonga e la Torre di Monzone. Da parte opposta la piana della Lunigiana con i suoi borghi e, in lontananza, l'Appennino. Più vicino c'è la cresta che scende verso Equi e le spianate della Guardia.
Rimaniamo in vetta un attimo e poi torniamo indietro tornando al Colle di Nattapiana dove siamo a 02h 44' e scendiamo per il percorso dell'andata.
Adesso dobbiamo scendere per il canalino che ci farà perdere una cinquantina di metri di quota, il percorso è molto ripido e scendiamo con la necessaria prudenza. Serve piede sicuro e attenzione per il terreno smosso. Non mancano appigli e appoggi sulla roccia e ricordiamo che non c'è esposizione.
Il primo tratto è panoramico sulla parete strapiombante del Pizzo dell'Aquila, segue poi il tratto intermedio erboso con zigzag tra i primi pini. Poi c'è il secondo tratto di canalino che percorriamo in circa 5 minuti. A 03h 01' siamo tra i pini per tratto ancora ripido e poi segue tratto più tranquillo che diventa quasi pianeggiante. Sulle rocce alcuni segni rossi aiutano, ma la traccia è evidente, sulla sinistra le pareti strapiombanti che scendono dalla cresta sovrastante.
A 03h 12' ci immettiamo nel sentiero 190 in discesa per Vinca. A 03h 30' siamo al bivio alto per la Sella di Altana e a 03h 42' a quello basso. Scendendo per il percorso fatto all'andata a 04h 07' ci immettiamo sulla strada presso il deposito dell'acquedotto. A 04h 19' terminiamo l'escursione tornando alla piazzetta di Vinca.