DATA ESCURSIONE: 29/09/2019
L'escursione inizia poco prima dall'Orzale (Casolari di Orzale) che si trova sopra Cardoso, da esso può essere raggiunta in poco tempo, sia per strada che con il sentiero 117.
Il borgo è formato da un gruppo di case in pietra con fontana ed è raggiungibile anche con un sentiero SAV da Pruno, detto Sentiero della Castagna, che si inserisce nel 117 prima del borgo. Inoltre qua inizia anche una breve traccia che si inserisce nel 117 vicino al bivio per l'Oratorio di San Leonardo.
Noi lasciamo l'auto alla curva prima del borgo in uno spiazzo sulla sinistra. Da questo spiazzo siamo subito al sentiero 117 che, dopo essere passato dall'Orzale, percorre un tratto di strada asfaltata e la lascia proprio presso la curva dove sono presenti le necessarie indicazioni. Qua il panorama si apre sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, sul Forato con il foro ben evidente e, sulla destra, su Procinto, Nona e Matanna.
Il primo tratto del sentiero è un ampio cementato che diventa subito mulattiera. Esso è percorribile anche da piccoli fuoristrada. Siamo subito a un primo bivio, a destra prosegue lo sterrato diretto al Santuario di San Leonardo.
[Esso si trova a 520 metri di quota alla base della Penna Rossa. Vi è venerata la Madonna di San Leonardo che si festeggia la domenica di Pentecoste o quella successiva. La zona è molto panoramica sulla Pania della Croce, Corchia, Procinto, Nona e Matanna anche se la chiesa è completamente circondata dagli alberi. Si sostiene che il Santuario sia stata edificata dove si trovava la chiesa del villaggio di Farneta o Casamenta distrutto da Castruccio Castracani nel XIV secolo, oppure forse abbandonato dopo una disastrosa alluvione. Sicuramente l'edifico è citato già nel 1377. Si perviene alla chiesetta con pochi minuti di cammino dalla fine della strada asfaltata che arriva alla cava Casalina oppure, con percorso più lungo, dall’Orzale di Cardoso.]
Noi saliamo a sinistra e subito, presso un rudere, siamo a un secondo bivio: da sinistra arriva il breve sentiero alternativo al 117 che parte dall'Orzale. Quindi proseguiamo verso destra salendo per ripidi tornanti sulla mulattiera. A 6' siamo presso una grossa marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio (1889). Essa rimane sulla sinistra. Continuiamo a salire ed è possibile scorgere, tra le fronde, il lontano Santuario. Più in alto, sulla sinistra, ci sono dei ruderi con recinzione e il terreno circostante è pulito.
A 14' siamo alla marginetta di Colle di Fondo con icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata da cialtroni iconoclasti. Una traccia a sinistra porta al ponte romanico di Pruno e, con deviazione, alla cascata dell'Acquapendente. Subito dopo la marginetta c'è una fonte con abbeveratoio e poi l'indicazione dell'Azienda Agricola Barsanti che rimane più in alto. Proseguiamo nel bosco per il sentiero 117 con salita e tratti di falsopiano, con diversi ruderi e qualche tratto panoramico su Forato, Cresta Pulita e sulle propaggini della Pania fino a Foce di Valli. A 22' una traccia recente attraversa il sentiero, forse una strada di boscaioli.
A 36' siamo a un bivio segnalato sopra il quale c'è un rudere. A sinistra sale il cosiddetto sentiero 117A che arriva alle case di Cima alla Ripa dove si innesta nel 124 che poi lascia, proseguendo autonomo per finire nel sentiero 117 sopra a Collemezzana. Noi lo percorreremo, in parte, al ritorno. Subito dopo il bivio c'è una modesta fonte.
Proseguiamo per il 117 con saliscendi in zona dove prosperano i rovi che, comunque, sono stati tagliati permettendo una progressione agevole. Tra la vegetazione scorgiamo molti esemplari di Hypericum androsaemum con le loro drupe nere. A 44' guadiamo facilmente il modesto Fosso Capriolo di Cerageta. Adesso cambiamo versante e prendiamo a salire. Dopo 4' siamo a un bivio dove saliamo a sinistra. Adesso la salita si fa molto ripida nel castagneto.
A 58' passiamo presso una vecchia teleferica per la legna che rimane sulla sinistra e poco più in alto presso un rudere sulla destra. A 01h 10' passiamo per un rimboschimento a conifere e poco dopo, a 01h 16', siamo a Collemezzana. Prima del borgo scorgiamo in lontananza l'Alpeggio di san Rossore dove passeremo più tardi.
Il toponimo è stato corretto in Colle Spento, forse per indicare la desolazione del luogo, ma per tutti rimane Collemezzana. Questo è un gruppo di case, alcune restaurate, in posizione panoramica (presente fonte, ma a volte è secca). Adesso è saltuariamente abitato, ma in passato qua vivevano alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo il mitico Angiolo Bartolucci (1871-1945), detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra, mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati. Il luogo dell’uccisione è in località la Tomba, presso il Rifugio la Fania, dove è stata posta una croce commemorativa. In seguito la tradizione di ospitalità di Angiolo fu portata avanti dal nipote Agostino morto nel 2006. Oggi sulla loro casa ci sono le loro fotografie con la mitica conchiglia che serviva al Nonno per annunciare agli escursionisti l’arrivo del maltempo. A Collemezzana arriva anche il sentiero 124 che unisce Foce di Petrosciana con Foce di Mosceta.
Prendiamo verso destra in salita, costeggiando la Casina Rossa (che deve il nome a porte e finestre dipinte di questo colore). Saliamo subito per tratto molto ripido e degradato, poi a 01h 27' scorgiamo più in alto un rudere sulla destra. Poi la progressione si fa più facile sempre nel bosco.
A 01h 32' da sinistra si innesta il sentiero 117A di cui abbiamo detto in precedenza. Dopo un breve tratto pianeggiante entriamo in un bosco di giovani faggi dove procediamo in decisa salita. E a 01h 48' arriviamo presso dei ruderi alla cui destra saliamo per poi andare a sinistra. Dopo 3' iniziamo a salire su rocce, ma sempre nel bosco. Poco dopo a 01h 55' arriviamo a un bivio non molto segnato, ma evidente. Il sentiero 117 va a destra diretto a Foce di Valli, importante nodo di sentieri.
[Qua arriva il sentiero 110 dalla Foce di Petrosciana dopo aver percorso la Cresta Pulita, il 130 da Fornovolasco sul quale si innesta il 131 sempre dalla Foce di Petrosciana, mantenendosi più basso nel bosco, il 125 dalla Foce di Mosceta e il 117 da Cardoso che prosegue per Piglionico, passando dal Passo degli Uomini della Neve.]
Invece una traccia va a sinistra con un segno rosso sulla roccia. Lo scopo dell'odierna escursione è proprio percorrere questo sentiero che è indicato nella carta 4Land, esso scende costeggiando le pendici meridionali della Pania della Croce (le Pialastre). Nella parte iniziale il sentiero è segnato bene con segni rossi, mentre nella parte finale, comunque più semplice, i segni scarseggiano e sono molto vecchi.
Dopo un breve tratto di discesa lieve il sentiero prende a scendere molto ripido costeggiando rocce con fondo di sfasciumi e un po' di esposizione, tra giovani faggi. A 02h 04' la discesa si fa più tranquilla e il sentiero più largo. Ancora 4' di discesa e siamo in testata di un canale con abbondanti massi e alcuni fili in alto. È questo uno dei rami che andranno a formare il Canale della Capriola (Fosso Capriolo di Cerageta) da noi attraversato più in basso salendo a Collemezzana.
Proseguiamo da parte opposta (mancano le indicazioni) su rocce scistose e poi ritroviamo i segni. Siamo nel bosco e costeggiamo ancora le rocce sulla destra.
A 02h 15' il sentiero passa per una zona di massi, non difficile, e in un paio di minuti raggiunge un'altra testata del canale. Dopo 3' saliamo un po' verso destra, poi superiamo un altro canalino e a 02h 25' arriviamo presso un complesso di ruderi addossati a una roccia, presumo che questa sia la Casa alla Capriola (per quanto il toponimo non sia univoco). Questa è, probabilmente, una testimonianza di antiche attività pastorali esercitate da diverse famiglie in questa zona, quando la vegetazione arborea era meno sviluppata di adesso.
Superiamo i ruderi e i segni diventano carenti, ma la progressione non è difficile. Dobbiamo procedere in avanti senza deviare a destra e a sinistra e ritroviamo qualche segno. Seguendoli andiamo un po' a sinistra su roccette e poi ci spostiamo verso destra (in questo tratto si trova anche una traccia verso sinistra che riporta sul 124 a pochi metri dal casolare del pastore).
Comunque basterebbe proseguire al meglio un evidente ampio canale nel bosco che ci porta a 02h 50' a innestarci nel sentiero 124, non distanti dai casolari del pastore di San Rossore.
Adesso saliamo verso sinistra diretti alla Fania. Il sentiero è molto ampio e a 03h siamo alla Fania. Questa zona è un bel pianoro panoramico sulla Pania e monti vicini e deve il nome a un faggio (fania) centenario che ormai è morto ed è ridotto a un fusto secco, ma la tradizione è rinnovata da un altro faggio posto vicino, più giovane, ma già imponente.
[La vecchia Fania, nel momento del suo massimo splendore, era alto circa 25 metri con circonferenza di 4 metri, sicuramente era precedente al 1750. Dal 1986 era inserito nell'elenco degli alberi monumentali della provincia di Lucca e dal 1992 nel catalogo degli alberi monumentali dell'Italia centrale a cura del Ministero dell'Ambiente. Nel 2013 fu inserito anche nell'elenco regionale quando era ormai morto, una sorta di medaglia alla memoria.]
Presso queste piante c'è il Rifugio La Fania dell'UOEI e una bella fonte. Inoltre poco distante c'è un altro casolare e una serie di terrazzamenti adibiti in passato ad attività agricola. A destra del rifugio continua il sentiero 124 diretto alla Foce di Mosceta, passando per un rimboschimento ad abeti. Invece sulla sinistra un evidente sentiero non numerato porta al sentiero 122 per Pruno.
[Il rifugio appartiene alla sezione di Pietrasanta dell’UOEI ed è riservato ai soci di questo sodalizio. In passato la costruzione era usata per l’alpeggio e ha circa 300 anni. Essa fu acquistata dall’associazione nel 1956 e lavori di restauro consistenti furono iniziati nel 1981 per concludersi 10 anni dopo. Fu inaugurato l’8 settembre 1991 come si evince anche da una targa che ricorda il contributo finanziario della Cassa Rurale ed Artigiana di Pietrasanta. Ha 12 posti letto.]
(A questo punto noi esploriamo la zona presso la Fania per cercare un modo alternativo per inserirci nel sentiero NN che abbiamo precedentemente percorso, in effetti è possibile scendere alla casa sotto il rifugio, seguire una traccia e poi portarci a destra nel bosco recuperando l'ampio canale nel bosco stesso in una decina di minuti. Comunque ai fini dei tempi della relazione non teniamo conto di questa esplorazione).
Quindi ci fermiamo una decina di minuti alla Fania e poi riprendiamo il cammino seguendo il sentiero 124 in discesa ben indicato. Scendiamo per balze con l'erba rasata dalle pecore, passiamo nel punto in cui il sentiero NN si raccorda e, in breve, a 03h 18' siamo all'Alpeggio di San Rossore. Qua ci sono dei ruderi e una costruzione in buono stato dove vive il pastore Pacifico con le pecore, le galline, i cani e l'asina Nellina molto socievole. Tra le galline una è disabile, essendo stata calpestata dall'asina, ma vive serenamente la sua vita di gallina ovaiola. Oggi comunque non c'è nessuno. La zona è molto amena con orti, case, ruderi e bella vista sui monti circostanti.
[Il signor Pacifico è stato attore nel Film "La creazione del Significato" di Simone Rapisarda Casanova del 2014, insieme alla moglie Siria. Nel film il pastore, costretto dalla crisi, vende il suo alpeggio, in una zona teatro della guerra partigiana, a un tedesco. I due discuteranno della storia e del presente. Il film si ispira al racconto "L'Aleph" di Jorge Luis Borges. La figlia della coppia ha un'azienda agricola a Volegno, il Casale.]
Non essendoci nessuno proseguiamo e in un paio di minuti incrociamo il sentiero 117A che si sposta verso sinistra (per immettersi nel 117, come abbiamo visto in precedenza) e che percorreremo insieme al 124 per qualche minuto.
Subito a sinistra c'è una costruzione da cui il sentiero scende a destra a un altro gruppo di case (Cima alla Ripa) dove arriviamo a 03h 25'. Qua una rustica indicazione indica Cardoso verso destra. A Cima alla Ripa c’è un’altra bella casa (Chalet Il Bellorino) risistemata e ci sono altre costruzioni tra cui la Baita Garibaldina e Il Cantuccio di Angé e Lorè, Regina e Re, della signora Finimola Barsanti loro figlia. Il luogo è incantevole con panorama bellissimo su Pania e Forato e Cresta Pulita, c'è anche una piccola fonte.
Ci fermiamo un istante a salutare la signora Finimola poi scendiamo seguendo il sentiero 117A che si andrà immettere più in basso nel sentiero 117, dove siamo già passati. Il sentiero non è segnato, ma è ben evidente, è sempre in discesa anche ripida e qualche tratto è terrazzato. All'inizio la traccia è amena e quasi pianeggiante poi a 03h 32' c'è una fonte cui segue un tratto a ripidi tornantini. Più avanti c'è un tratto aperto e panoramico si Forato e Procinto e, poco dopo, iniziamo a vedere alberi piantati di recente in un progetto di rimboschimento di questa zona dove sono stati tagliati, in passato, molti alberi.
Intanto non ci sono più tornantini e si scende sempre ripidamente. A 03h 44' un breve tratto è scalinato e a 03h 51' arriviamo alla marginetta intitolata a Santa Rita con immagine cartacea della santa. Uno dei tubi dell'acqua che ci accompagnano lungo il sentiero è aperto e funziona da fontana.
Scendiamo un tratto a tornantini, poi un rudere a destra e subito dopo a 03h 59' ci innestiamo nuovamente nel sentiero 117 chiudendo l'anello. Percorriamo il percorso dell'andata e a 04h 28' siamo all'Orzale dove concludiamo l'escursione.