(LU-Stazzema) LEVIGLIANI-PASSO DELL'ALPINO (1180 m)-TRINCEE-MARGINETTA DEL MONTE (1139 m)-STAZIONE TELEFERICA (1255 m)-RIFUGIO DEL FREO (1192 m)-FOCE DI MOSCETA (1170 m)-PASSO DELL'ALPINO- LEVIGLIANI [in parte anello]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

LEVIGLIANI (piazzetta 582 m)

Località di arrivo:

LEVIGLIANI (piazzetta 582 m)

Dislivello mt.:

694

Tempo totale:

05h 15'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Levigliani; Rifugio Del Freo

Rifornimento acqua:

Levigliani; Rifugio Del Freo

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

119(ex 9)◆traccia◆129◆119(ex 9)

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (70)
Disclaimer
Descrizione itinerario
(DATA ESCURSIONE: 09/02/2020)




Prima di arrivare a Levigliani, in località Riseccoli, lungo un tributario del Canale del Bosco, si trovano vecchie miniere di mercurio e di cinabro (HgS), dette dell'argento vivo. Esse furono particolarmente sfruttate dalla Repubblica di Firenze. Oggi sono sfruttate turisticamente e visitabili.

La partenza dell'escursione è dalla piazzetta di Levigliani, intitolata alle Fiamme Gialle, dove è possibile parcheggiare direttamente o lungo la strada di accesso, inoltre qua c'è anche una fontana.

[Levigliani è di probabile origine romana, ma in località Piane Alte sono stati trovati resti di una necropoli ligure-apuana. Il paese ebbe un certo sviluppo legato alle attività minerarie e poi all’estrazione del marmo. La chiesa è intitolata alla Visitazione di Maria Santissima e risale al XVI secolo mentre il suo campanile è dell'inizio del 1900. Essa prese il posto del più antico Oratorio di Santa Maria. Il marmo è estratto dalle cave del Corchia dalla prima metà del 1800. I marmi estratti sono l'Arabescato e il Venato di colore bianco con venature grigio azzurre. Alcune cave sono state chiuse, mentre altre rimangono aperte. L'economia del paese dipende essenzialmente dall'estrazione e dalla lavorazione del marmo. Nel borgo c'è il Museo della Pietra Piegata, un'esposizione permanente della tradizione lapidea apuana. Inoltre c'è un piccolo Museo di Comunità e d'Impresa Lavorare Liberi per la conservazione della memoria del lavoro nelle cave. Il paese è importante base per le visite all’Antro del Corchia.]

Dalla piazzetta inizia il sentiero 119 (Levigliani-Foce di Mosceta-Isola Santa) che seguiremo fino alla Marginetta del Monte. Esso, nella parte iniziale, è anche un sentiero SAV (Levigliani-Retignano). In realtà il sentiero coincide con la strada asfaltata per l'Antro del Corchia e per alcune cave. Essa è interdetta al traffico privato, anche se molte auto salgono fino all'antro.
Subito ci sono le indicazioni sei sentieri SAV, quello per Terrinca va a sinistra passando per il borgo. La strada asfaltata sale subito ripidissima e, sulla sinistra, si stacca un'altra strada che passa per le case alte del borgo e poi va a innestarsi nella strada per il Passo di Croce (lungo di essa si trova una traccia di sentiero per la Via di Lizza dei Tavolini).
Noi proseguiamo verso destra e poco dopo, a 3', abbiamo sulla destra una marginetta in posizione panoramica su Levigliani, presso un traliccio dell'elettricità. Nella marginetta ci sono alcuni lapidi, la più vecchia ricorda Bruna Neri morta nel 1935. La strada sale, più avanti con ripidi tornanti, e costeggia il Canale delle Volte che rimane a destra. Sulla destra ci sono, più in basso, un paio di abitazioni, una a 10' e l'altra poco dopo. Intanto la visuale si apre sulla Cava dell'Ussaccio (o di Borra Larga) con il suo ravaneto deturpante. Essa si trova non molto distante dall'Antro del Corchia. Lungo la strada che stiamo percorrendo, nella stagione adatta, ci sono molte belle fioriture sulle rocce.
A 13' siamo a un bivio, sulla destra c'è un ampio spiazzo parcheggio e picnic (naturalmente questo è in contraddizione con il divieto di transito delle auto). Qua si stacca il sentiero SAV per Retignano anche se le indicazioni giacciono abbandonate per terra. Il sentiero attraversa il Canale delle Volte e poi risale le pendici boscose che abbiamo sulla nostra destra. Proseguiamo sulla strada per tornanti e a 24' siamo presso i tralicci di una teleferica che scende dalla zona delle cave del Corchia. Proseguiamo e dopo 10' abbiamo sulla sinistra l'impressionante Via di Lizza del monte Ceto (indicazioni) che è stata in parte devastata dalla marmifera che stiamo percorrendo. Essa iniziava nei pressi del Monte Ceto (1085 m), nella zona delle Cave del Piastraio, nel versante sud del Corchia.
Continuiamo a salire mentre la visuale si apre sul Passo dell'Alpino verso cui siamo diretti e sulle Voltoline. A 50' siamo all'ingresso turistico dell'Antro del Corchia (850 m). A destra un ramo della marmifera va alle Cave di Borra Larga.

[Il Monte Corchia ospita il sistema carsico ipogeo più vasto esistente in Italia (complesso del Monte Corchia), attualmente lo sviluppo totale delle gallerie supera i 70 km con dislivelli che arrivano a 1215 metri, ma, naturalmente, rimane ancora molto da esplorare. È chiamato invece Antro del Corchia la parte visitabile turisticamente di queste grotte. Utilizzando un assaggio di cava, situato alla base delle Voltoline, è stata creata una galleria artificiale di 169 metri, in leggera salita (19 metri), con tre sistemi di porte per limitare gli scambi di aria con l’esterno. La galleria si innesta con l’Antro presso la Galleria Franosa. La grotta è stata attrezzata a basso impatto ambientale, con uso limitato della luce, mediante passerelle, ponti, rampe in acciaio che evitano il contatto con la superficie. Lo sviluppo della parte visitabile è 646 metri e si visitano in successione: la Galleria Franosa, la Galleria degli Inglesi, la Galleria del Venerdì con il Laghetto del Venerdì, la Foresta Pietrificata e la Galleria delle Stalattiti, la grotta è ricca di concrezioni ancora attive. Fu inaugurata al pubblico il 4 agosto 2001 e la visita non è faticosa, non presenta difficoltà ed è adatta anche ai bambini.]

Proseguiamo andando a sinistra e dopo 5' troviamo le indicazioni del sentiero 119 a cui sono state aggiunte di recente le indicazioni per le trincee della Linea Gotica. Sulla sinistra la marmifera prosegue per le Cave del Piastraio ed è chiusa da una sbarra. Noi adesso seguiremo le Voltoline fino al Passo dell'Alpino. Esse sono ciò che rimane dell’antica mulattiera che da Levigliani portava al Passo dell’Alpino, distrutta dalla marmifera.. Questo tratto è chiamato anche la Via delle Volte o "le svolte". Infatti il sentiero sale con 21 ripidi tornanti, detti localmente voltuline o voltoline. La zona è completamente esposta al sole e la salita è rapida e faticosa, ma molto panoramica sulle pareti meridionali del Corchia, sulla marmifera del Piastraio, sui monti Gabberi e Lieto fino alla costa. Per buon tratto il fondo della mulattiera è ben conservato e interessanti sono le fioriture nelle diverse stagioni. Lungo il percorso ci sono dei piccoli gabbioni metallici dove gli escursionisti sono invitati a sistemare le pietre che cadono sulla sede del sentiero (educare alla conservazione partecipativa). Esse saranno poi utilizzate nella sistemazione del sentiero stesso.
Saliamo e a 01h 02' sulla sinistra si stacca un canalino roccioso con qualche segno giallo lasciato dagli speleologi. Esso è diretto a un vicino ingresso del sistema ipogeo del Corchia. Proseguiamo e, a 01h 23', siamo presso dei ruderi che rimangono a destra e dopo pochi minuti c'è un rivolo di acqua che scende a sinistra. Proseguiamo per tratti che possono essere ghiacciati in inverno, ma non in questa stagione anormalmente calda e a 01 40' arriviamo al Passo dell'Alpino.

Esso ha questo nome per la presenza in loco di postazioni difensive della quarta divisione alpina Monterosa (RSI). In particolare il suo battaglione "Intra" rimase attivo nell'inverno 44-45 nel tratto più elevato delle Apuane, dall'Altissimo fino oltre la Pania. Al passo arriva anche il sentiero 122 da Pruno nel quale si immette, presso la Foce di Borra Larga, il sentiero 123 da Retignano, al momento inagibile. Dal Passo si vedono i tre paesi allineati di Levigliani, Terrinca e Basati e la vista arriva fino alla costa, inoltre si vedono le pendici meridionali del Corchia e tutta la zona che degrada verso Pruno e Cardoso. Al passo si trovano, oggi, i pannelli illustrativi e le frecce direzionali verso sei postazioni fortificate della Monterosa. Infatti questo tratto del sentiero 119 costituisce il Sentiero di Pace n. 5 denominato "Le trincee e i rifugi della Monterosa".

[I Sentieri di Pace sono percorsi di promozione turistica, ambientale e culturale finalizzati a tramandare la memoria di un periodo oscuro della nostra storia culminato con le stragi nazi-fasciste del 1944. Sono stati ideati dal Parco delle Apuane in collaborazione con associazioni ed Enti Locali e sono fruibili dal 2018, su sentieri e tracce comunque preesistenti. Sono sette e rimandiamo a un brochure del Parco per maggiori informazioni.]

Il Parco e le Comunità di Levigliani e di Pruno-Volegno hanno sistemato le trincee e i rifugi più significativi presenti in zona e il lavoro non è ancora concluso. Adesso visiteremo le cinque postazioni visitabili e poi ci porteremo all'inizio del sentiero per il Monte Corchia con percorso alternativo al sentiero 119.
La postazione n. 1 non è ancora visitabile, non ne conosciamo la localizzazione, comunque lungo il sentiero 122 nei pressi della Foce di Borra Larga abbiamo visto, in una recente escursione, una trincea ancora invasa dalla vegetazione, forse questa è la postazione n. 1. Saliamo pochi minuti per rocce scistose scalinate, in direzione Mosceta, e troviamo le indicazioni per la postazione n. 105. Una traccia si stacca verso destra e porta dopo pochi metri alla postazione (1120 m). Questa è una trincea lunga una ventina di metri che guarda sia verso la Valle di Cardoso, Pruno e Volegno che quella di Levigliani. Dalla trincea si accede a un riparo sotto roccia che è uno slargo circolare dopo un breve camminamento a forma di L. In esso è presumibile che i militari si riposassero. Il fondo della parte interna è bagnato e scivoloso. Per visitare il sito è indispensabile una torcia elettrica. La struttura di questa postazione è simile a quella delle altre che andremo a visitare tra breve.
A 01h 51' siamo nuovamente sul sentiero e subito siamo alla curva dove il sentiero va a destra. Qua si stacca la traccia per la vicina postazione n. 3 (1140 m). Saliamo e poi curviamo a destra e siamo subito alla postazione. La trincea è limitata a un semplice punto di osservazione, mentre poi un breve corridoio porta allo slargo interno. La visuale è sulla costa ed è aperta sia sulla Valle di Pruno che su quella di Levigliani e sulla cresta che li divide che termina con il Monte Alto. Ottimo è il panorama sul Corchia.
Scendiamo e a 02h siamo nuovamente sul sentiero 119. Saliamo per un tratto dove si trovano numerose lapidi che ricordano caduti sulle montagne, ma anche persone morte sui campi minati che facevano parte del sistema difensivo della Linea Gotica e quindi furono vittime della guerra. Saliamo pochi metri e dopo 5' siamo presso la Marginetta del Monte dove troviamo l'indicazione della postazione n. 114. Scendiamo, a destra, verso di essa dove arriviamo dopo pochi metri. Essa è a quota 1130 m e guarda verso la Valle di Pruno. La trincea è lunga pochi metri e si accede da essa a un buco di protezione con breve tratto ancora invaso da rovi.
Saliamo e siamo alla Marginetta del Monte a 02h 10'. La marginetta è in posizione panoramica sulla Valle di Pruno, sulla Pania della Croce, sul Forato, Procinto, Matanna e Croce. Fu costruita nel XVIII secolo dalla Comunità di Levigliani e restaurata nel 1986. All'interno si trova un'icona marmorea della Visitazione di Maria a Elisabetta con Santi, senza data, oltre a numerose lapidi ricordo.
Adesso seguiamo le indicazioni per la postazione n. 5 e saliamo per traccia ben evidente sulla sinistra della marginetta. Fatti pochi metri c'è un bivio e prendiamo sulla destra con traccia indicata da qualche ometto. Ricordiamo che sulla sinistra si va al sito dove nel 2015 era stata posta l'installazione "Insolito risveglio" dello scultore Stefano Pierotti, la quale è stata poi rimossa. Saliamo per tratto aperto su paleo e a 02h 16' siamo alla postazione n. 5 (1175 m) che raggiungiamo scendendo qualche metro. Questa postazione (chiamata Toro Seduto) è molto panoramica sulla Valle del Canale del Bosco, sulla zona di Cansoli e sui tre paesi di Basati, Levigliani e Terrinca (dove all'epoca erano i soldati della 92a divisione afro-americana "Buffalo"). Una piccola croce di ferro ricorda i soldati del battaglione "Intra" che hanno vissuto qua da ottobre 1944 ad aprile 1945. Dalla piccola panoramica trincea si accede, con il solito camminamento ad elle, allo slargo interno.
La zona è molto panoramica sulle pareti meridionali del Corchia, su cui si vede un'arditissima via di lizza, e poi sulla marmifera del Piastraio. Inoltre vediamo la zona verso cui siamo diretti dove si trova la teleferica che poi scende a Rifugio.
Lasciamo la postazione e seguiamo l'evidente traccia che sale verso il sentiero che sale al Monte Corchia. La traccia è su paleo e più avanti tra eriche. Siamo su tratto aperto e molto panoramico sulla Pania, che rimane di fronte, e i monti vicini e dietro sulla costa. Poi la traccia, sempre molto agevole, curva a sinistra e di fronte abbiamo il crinale est che porta alla vetta del Corchia.
A 02h 41' siamo alla stazione della teleferica usata per il trasporto dei materiali per la costruzione del rifugio e prima dai cavatori per l'approvvigionamento di acqua da Mosceta (questo giustifica la montagnola di sassi presente al rifugio, usati come contrappeso mentre l'acqua saliva). Siamo al punto più alto dell'escursione a 1255 m, poco sotto si trova un'altra modesta postazione militare. Scendiamo qualche metro e siamo sulla traccia che a sinistra sale al Corchia mentre a destra scende al rifugio. Siamo a 02h 44' e scendiamo per il rifugio. Siamo su paleo per tratto aperto e panoramico sulla Pania che oggi è avvolta dalle nubi. Qua in primavera prosperano i narcisi.
Dopo 5' entriamo nel bosco tra faggi, ma poi continuiamo tra abeti. Ricordiamo che la zona fu rimboscata con conifere cinquant'anni fa assumendo un aspetto alpino, inoltre attualmente molte piante versano in cattive condizioni, probabilmente per il caldo eccessivo degli ultimi anni. A 02h 57' arriviamo al Rifugio Del Freo, molto panoramico sulla Pania della Croce.

[Il Rifugio Giuseppe Del Freo - Pietrapana è di proprietà della sezione del Cai di Viareggio e sostituì il precedente rifugio in località “Alle Caselle” inadeguato per le esigenze dell’escursionismo e dell’alpinismo apuo-versiliese. Esso fu inaugurato il 28 maggio 1950 alla presenza di Bartolomeo Figari (1881-1965), allora presidente del Cai nazionale. Il rifugio, nella sua storia, subì numerosi rifacimenti e ampliamenti e l’8 dicembre 1998 fu nuovamente inaugurato nella sua veste attuale. Nel 1970 fu intitolato al professor Giuseppe Del Freo (1897-1969), insegnante e poi preside del Liceo Classico “Carducci” di Viareggio. Egli fu a lungo presidente della locale sezione del Cai e si impegnò molto per l’erezione del rifugio stesso.]

Il rifugio e la vicina Foce di Mosceta costituiscono un importante nodo di sentieri. A fianco del rifugio il sentiero 128 va al Puntato e poi a Tre Fiumi. Il 129 arriva qua dal Ponte dei Merletti passando da Fociomboli. Inoltre una traccia, che abbiamo seguito in discesa, sale alla vetta del Corchia.

Dopo una sosta di 5' ci dirigiamo verso la Foce di Mosceta con il sentiero 128/129. Scendiamo per tratto scalinato e poco dopo superiamo su un ponticello il modesto Fosso di Mosceta. Costeggiamo il boschetto di abeti che rimane a destra e subito siamo a un'altra postazione della Monterosa non restaurata (intitolata al Tenente Vincenzo Oliviero con indicazione armi pesanti). Proseguiamo e siamo alla Foce di Mosceta a 03h 11'. Prima di arrivare alla foce scorgiamo a terra una fatta di lupo che frequenta questa zona ricca di prede, in particolare i mufloni.

A Mosceta transita il 119 (Levigliani-Isola Santa), poi arrivano altri sentieri. Il 124 da Foce di Petrosciana; il 125 da Foce di Valli; il 126 dalla Focetta del Puntone tramite il quale si sale alla vetta della Pania della Croce; il 127 dal Piglionico; il 128 da Tre Fiumi e il 129 dal Ponte dei Merletti. Qua si trova una marginetta dove un'icona marmorea ricorda Michele Neri vittima, nel 1931 di un incidente sul lavoro; comunque è possibile che in precedenza ci fosse un'icona più antica. Ci sono poi altre lapidi, una ricorda l'alpinista viareggino Cosimo Zappelli (1934-1990) compagno di Bonatti in diverse scalate. La marginetta è stata restaurata nel 2017.
Più in alto, in posizione panoramica, si trova un obelisco del 1949 che ricorda i partigiani caduti. Il 2 giugno 2018 è stata aggiunta una lapide in marmo con la scritta "Gloria ai caduti della guerra di Liberazione".

Adesso prendiamo a destra per tornare al Passo dell'Alpino. Percorriamo un tratto ameno nel bosco e a 03h 14' siamo fuori del bosco. Subito dopo si trova, sulla sinistra, la postazione n. 116. Scendiamo pochi metri e siamo alla postazione (1189 m) punto di osservazione sulla Valle di Cardoso, Pruno e Volegno. La trincea è ben restaurata ed è lunga una decina di metri, il solito corridoio ad elle porta al locale sotterraneo, ma la volta è crollata. Torniamo sul sentiero sempre aperto e panoramico su paleo e arbusti e a 03h 38' chiudiamo l'anello arrivando alla Marginetta del Monte.
A 03h 46' siamo nuovamente al Passo dell'Alpino. Scendiamo per le Voltoline. A 04h 08' siamo al punto dove sale la traccia degli speleologi. A 04h 25' finiamo la discesa delle Voltoline. Passiamo dall'ingresso dell'Antro e seguiamo la strada asfaltata. A 05h siamo alla deviazione SAV per Retignano e a 05h 15' terminiamo l'escursione arrivando a Levigliani.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano (9 km da Seravezza). Superata la deviazione si continua per altri 4 km fino a trovare una prima deviazione per Levigliani sulla destra che si segue in ripida salita per 1 km fino ad arrivare alla piazzetta, nei pressi della quale è possibile parcheggiare.
Note
L'escursione è finalizzata a visitare le postazioni della Linea Gotica esistenti al Passo dell'Alpino e zone circostanti. Importanti testimonianze di un periodo oscuro della nostra storia recente.
Per le visite si consiglia di portare una torcia per illuminare la parte interna delle postazioni.
Inoltre mediante una traccia non segnata si va dalla Marginetta del Monte alla stazione della teleferica sopra il rifugio Del Freo, interessante percorso alternativo al sentiero 119.
I panorami sono sempre molto interessanti, in particolare sul Corchia e sulla Pania della Croce. L'itinerario prevede poi di passare dal Passo dell'Alpino, dal Rifugio Del Freo e dalla Foce di Mosceta, anch'essi luoghi molto panoramici. Inoltre si sale per le Voltoline, tratto molto interessante e panoramico.
I tempi dell'escursione naturalmente comprendono la visita alle cinque postazioni. L'escursionista può anche visitare la grotta turistica e i musei presenti a Levigliani e la Miniera dell'Argento Vivo che si trova poco fuori del borgo di Levigliani.
Il percorso è semplice, a parte il dislivello da superare. Neve e ghiaccio complicano, naturalmente, l'escursione.