(LU-Stazzema) LEVIGLIANI-VIA DI LIZZA DEL MONTE CETO (760 m)-MONTE CETO 1084 m)-ANTRO DEL CORCHIA (850 m)-CAVE BORRA LARGA (885 m)-LEVIGLIANI [in parte anello]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

LEVIGLIANI (area picnic 600 m)

Località di arrivo:

LEVIGLIANI (area picnic 600 m)

Dislivello mt.:

480 m

Tempo totale:

4

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Levigliani

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

119(ex 9)◆via di lizza◆marmifera◆119(ex 9)

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (59)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 16/02/2020





Prima di arrivare a Levigliani, in località Riseccoli, lungo un tributario del Canale del Bosco, si trovano vecchie miniere di mercurio e di cinabro (HgS), dette miniere dell'argento vivo. Esse furono particolarmente sfruttate dalla Repubblica di Firenze. Oggi sono sfruttate turisticamente e visitabili (informarsi sull'apertura).

[Levigliani è di probabile origine romana, ma in località Piane Alte sono state trovati resti di una necropoli ligure-apuana. Il paese ebbe un certo sviluppo legato alle attività minerarie e poi all’estrazione del marmo.
La chiesa è intitolata alla Visitazione di Maria Santissima e risale al XVI secolo mentre il suo campanile è dell'inizio del 1900. Essa prese il posto del più antico Oratorio di Santa Maria.
Il marmo è estratto dalle cave del Corchia dalla prima metà del 1800. I marmi estratti sono l'Arabescato e il Venato di colore bianco con venature grigio azzurre. Alcune cave sono state chiuse, mentre altre rimangono aperte. L'economia del paese dipende essenzialmente dall'estrazione e dalla lavorazione del marmo.
Nel borgo c'è il Museo della Pietra Piegata, un'esposizione permanente della tradizione lapidea apuana. Inoltre c'è un piccolo Museo di Comunità e d'Impresa Lavorare Liberi per la conservazione della memoria del lavoro nelle cave. Il paese è importante base per le visite all’Antro del Corchia.]

La partenza dell'escursione è dal bivio per Retignano, lungo la strada asfaltata che sale verso l'Antro del Corchia che costituisce il sentiero 119 Levigliani-Foce di Mosceta-Isola Santa), raggiungibile in meno di un quarto d'ora dalla piazzetta di Levigliani.
Qua c'è un ampio spiazzo parcheggio e picnic (naturalmente questo è in contraddizione con il divieto di transito delle auto valido per tutta la strada dalla piazzetta di Levigliani intitolata alle Fiamme Gialle).
Qua si stacca il sentiero SAV per Retignano (648m) anche se le indicazioni giacciono abbandonate per terra. Il sentiero attraversa il Canale delle Volte e poi risale le pendici boscose che abbiamo sulla nostra destra.
Noi prendiamo a salire per la strada asfaltata, avendo sulla destra la visuale aperta sulla Cava di Borra Larga, con il suo ravaneto deturpante che più tardi andremo a vedere da vicino.
Percorriamo adesso otto lunghi tornanti in decisa salita che ci fanno guadagnare un centinaio di metri di dislivello. La marmifera costeggia, lasciandolo a destra, il Canale delle Volte che poi confluisce nel Canal del Bosco, tributario del Vezza. Essa, nella giusta stagione, è ricca di belle fioriture sulle pareti rocciose.
A 10' incontriamo un vecchio traliccio della teleferica che scendeva dalle cave del versante meridionale del Monte Corchia. Proseguiamo, vedendo dalle curve della strada la zona di Basati, dominata dal Cavallino, e scorgendo il tratto iniziale della Via di Lizza del Monte Ceto.
A 20' siamo all'inizio della Via di Lizza (760m) (presenti indicazioni) che andremo a percorrere.

[Ricordiamo che i cavatori imbragavano i blocchi di marmo in lizze, cioè slitte formate da pali di legno. Queste erano poi calate dall'alto lungo le forti pendenze delle vie di lizza (scivoli naturali attrezzati dai cavatori stessi), mollando o trattenendo il carico per mezzo di canapi avvolti attorno ad un robusto sostegno ligneo, il piro, fatto di grossi pali infissi nel terreno. Per favorire lo scorrimento i cavatori ponevano davanti alla lizza i parati, cioè travi di legno rese scivolose con il sapone. Questa operazione era molto rischiosa in caso di rottura del canapo. In seguito i canapi furono sostituiti da cavi di acciaio e negli anni venti fu sperimentata la lizzatura meccanica, usando carrelli che seguivano. La lizzatura fu sostituita dal trasporto mediante autocarri.]

Essa portava il marmo dalle cave meridionali del Corchia verso Levigliani ed è stata devastata dalla costruzione della marmifera che oggi costituisce l'inizio del sentiero 119.
Dobbiamo superare un dislivello di circa 270 m per una lunghezza di circa 525 m (stime basate sulla traccia GPS). La salita è sempre molto aspra e faticosa, ma non presenta comunque difficoltà. La direzione è nord-est, che nel tratto finale diventerà decisamente nord.
Lasciamo la strada verso destra e saliamo qualche metro a recuperare la via di lizza, infatti un tratto di qualche metro dopo la strada è mancante.
La via di lizza è stata costruita creando una massicciata di sassi a volte più alta di un metro, seguendo la conformazione del terreno. Sulla destra della via di lizza c'è un vecchio cavo d'acciaio arrugginito che più in alto troveremo sulla sede della via di lizza stessa.
A 24' siamo sulla sede della via di lizza. Saliamo adesso per tratto rettilineo con qualche giovane albero e qualche arbusto sulla sede della via. Il tratto è molto ripido e rettilineo e conviene procedere a zig zag cercando il percorso meno faticoso. Qua il salto è essenzialmente sulla destra mentre a sinistra ci sono rocce delle pendici del monte.
A 45' abbiamo qualche metro di salto anche sulla sinistra e questo ci permette di apprezzare il metodo di costruzione della via. Intanto il cavo d'acciaio è adesso sulla sede della via rimanendo sulla destra. Esso può essere utile per afferrarsi nei tratti più ripidi.
Dopo 5' la via si sposta leggermente a sinistra e cominciamo a vedere sulla destra il ravaneto della Borra Larga e anche la zona del Passo dell'Alpino, lungo il sentiero 119.
A 01h 08' in posizione centrale c'è una specie di gradinata, scavata dall'acqua, che facilita la progressione. Salendo scorgiamo la zona dell'ingresso dell'Antro del Corchia e qualche segno lasciato dall'uomo sulla via, come resti di sostegni della linea elettrica e vecchi piri di legno per trattenere le cariche di marmo. Inoltre a tratti scorgiamo la marmifera del Piastraio che sale alle cave, sulla quale terminerà la via di lizza.
A 01h 16' sulla destra c'è un grosso blocco di marmo con inciso il numero 6 in caratteri latini. Sul blocco c'è il foro per inserire il piro di legno con traccia profonda lasciata dalle corde d'acciaio usate per trattenere il marmo.

[Tecnicamente il blocco si chiama forte. Il foro è formato da due parti: un foro centrale quadrato profondo 25 cm in cui si pone il travicello di castagno (anima) e uno di diametro più grande a forma ottagonale profondo 10 cm in cui si conficcano le zeppe di acacia per proteggere e tenere in sede l’anima.]

Adesso la via si sposta a sinistra un po' di più. La ripidità diminuisce e la sede della via diventa erbosa, con qualche albero. Sulla destra vediamo le propaggini del Corchia, la zona del Passo dell'Alpino e più in basso la marmifera e tentativi di cava con vecchi ravaneti.
A 01h 29' siamo presso un palo della luce dove la via di lizza fa un bivio e scorgiamo in alto vecchi edifici di cava.
Andiamo a destra e in breve, a 01h 33', ci immettiamo sulla marmifera (1033m) poco sopra un cancello giallo. La marmifera, detta del Piastraio, inizia dopo l'ingresso turistico dell'Antro del Corchia e porta alle cava del Piastraio e a quella dei Piastriccioni, nel versante meridionale del Monte Corchia.
Adesso saliamo e alla prima curva troviamo alcuni edifici con teleferica che arriva sotto la vetta del Monte Ceto. A 01h 40' siamo a un grosso edificio abbandonato, usato dai cavatori, con locali che alloggiavano motori usati per l'estrazione del marmo. Esso è addossato alla modesta vetta del Ceto, alla quale tra un po' saliremo.
Poco più avanti c'è una marginetta senza icona e un altro edificio, sopra il quale si erge una imponente via di lizza che abbiamo già apprezzato salendo la marmifera in una precedente escursione alla quale rimandiamo. Tutto lascia pensare che la via fosse la parte alta di quella che abbiamo appena salito.

[Più in alto, lungo la marmifera, ci sono cave attive e inizia l'impegnativo sentiero dei Ferruzzini che porta sulla cresta del Corchia. Inoltre tra gli sfasciumi di pietra si apre uno degli ingressi dell'Antro del Corchia.]

Ci fermiamo a riposare su un blocco di marmo, presso la marginetta in posizione panoramica. A 01h 46' finiamo la sosta e scendiamo al vicino edificio, alla fine del quale saliamo al meglio alla vetta del Monte Ceto, per sfasciumi di marmo e rari giovani alberi. Il riferimento sono i tralicci della teleferica sopra cui si trova la vetta.
A 02h 05' siamo alla vetta (1085m) su lastroni di marmo, proprio sopra la teleferica. Il panorama è molto interessante sulle pareti meridionali del Corchia, sulla zona Forato, Procinto, Matanna, Croce. Poi sul Cavallino di Azzano, Folgorito e Carchio, Gabberi, Lieto e costa.
Da parte opposta, rispetto alla marmifera, il Monte Cento precipita con una ripida parete verticale.
Dopo 5' scendiamo e a 02h 10' siamo nuovamente sulla marmifera, a fianco dell'edificio da cui siamo saliti. Adesso scenderemo per la marmifera fino all'ingresso turistico dell'Antro del Corchia. Sono otto lunghi tornanti che ci porteranno all'inizio delle Voltoline.
In pochi minuti siamo al cancello giallo dopo l'arrivo della via di lizza. Scendendo il panorama è sempre aperto su resti di antiche cave, di ravaneti e di ardite vie di lizza, sulle Voltoline e il passo dell'Alpino ed è possibile vedere anche parte della Pania della Croce.
A 02h 49' siamo a un'altra sbarra che è chiusa e subito dopo, sulla sinistra, c'è un vecchio ravaneto e poi l'inizio del sentiero delle Voltoline (881m) che è parte del sentiero 119.
Esse sono ciò che rimane dell’antica mulattiera che da Levigliani portava al Passo dell’Alpino, distrutta dalla marmifera.. Questo tratto è chiamato anche la Via delle Volte o "le svolte". Infatti il sentiero sale con 21 ripidi tornanti, detti localmente voltuline o voltoline.
Ancora qualche minuto di discesa e a 02h 55' siamo all'ingresso turistico dell'Antro del Corchia (850 m) che in questo periodo è chiuso.

[Il Monte Corchia ospita il sistema ipogeo più vasto esistente in Italia (complesso del Monte Corchia), attualmente lo sviluppo totale supera i 70 km con dislivelli che arrivano a 1215 metri, ma, naturalmente, rimane ancora molto da esplorare. È chiamato invece Antro del Corchia la parte di queste grotte visitabile turisticamente. Utilizzando un assaggio di cava, situato alla base delle Voltoline, è stata creata una galleria artificiale di 169 metri, in leggera salita (19 metri), con tre sistemi di porte per limitare gli scambi di aria con l’esterno. La galleria si innesta con l’Antro presso la Galleria Franosa. La grotta è stata attrezzata a basso impatto ambientale, con uso limitato della luce, mediante passerelle, ponti, rampe in acciaio che evitano il contatto con la superficie. Lo sviluppo della parte visitabile è 646 metri e si visitano in successione: la Galleria Franosa, la Galleria degli Inglesi, la Galleria del Venerdì con il Laghetto del Venerdì, la Foresta Pietrificata e la Galleria delle Stalattiti, la grotta è ricca di concrezioni ancora attive. Fu inaugurata al pubblico il 4 agosto 2001 e la visita non è faticosa, non presenta difficoltà ed è adatta anche ai bambini.]

Proseguiamo e, subito dopo, un ramo sterrato della marmifera sale alle Cave di Borra Larga. Adesso saliremo per ammirare lo sviluppo della Via di Lizza del Monte Ceto che, più in alto, si vedrà molto bene.
Dopo 5' siamo a un bivio e saliamo a sinistra per tratto cementato. A 03h 05' siamo a una curva presso una struttura della teleferica, subito dopo un cancello impedisce di proseguire alla cava attiva e alla sua destra in basso vediamo l'imponente ravaneto.
Il panorama è interessante sui tre paesi di Levigliani, Terrinca e Basati, sul Cavallino di Azzano e sulla costa. Naturalmente vediamo bene la zona della marmifera del Piastraio e la ripidissima via di lizza che abbiamo salito pocanzi. Qua sostiamo e a 03h 16' scendiamo.
Dopo 2' siamo nuovamente al bivio e adesso seguiamo l'altro ramo della marmifera che scende alla zona bassa delle cave. Ben presto siamo a una curva e sotto sulla destra ci sono vecchi edifici di servizio delle cave.
A 03h 23' siamo sotto il ravaneto, attraversato da un tratto della marmifera che poi si perde in una flebile traccia alle pendici del monte. Sotto il ravaneto scende ancora.
Un tratto della marmifera scende verso destra agli edifici visti in precedenza, ma è ormai in disuso. Inoltre sulla sinistra si scorge un vecchio tentativo di cava.
Lasciamo la zona a 03h 25' e dopo 8' siamo nuovamente sulla strada asfaltata, poco dopo l'ingresso dell'Antro. Scendiamo per la strada e, dopo avere svoltato a destra, a 03h 46' chiudiamo l'anello, tornando al punto di partenza della via di lizza.
A 04h 05' concludiamo l'escursione alla zona picnic.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano (9 km da Seravezza). Superata la deviazione si continua per altri 4 km fino a trovare una prima deviazione per Levigliani sulla destra che si segue in ripida salita per 1 km fino ad arrivare alla piazzetta, nei pressi della quale è possibile parcheggiare. L'area picnic si trova lungo la strada per l'Antro del Corchia dopo una decina di minuti di cammino dalla piazzetta.
Note
L'escursione è finalizzata a percorrere la ripidissima Via di Lizza di Monte Ceto. La salita è faticosa e richiede circa 1h e un quarto, ma non presenta esposizione e difficoltà tecniche. Serve solo il giusto allenamento.
I tempi di salita sono riducibili da giovani prestanti e non facendo soste per fotografare, ma non di molto. Sconsigliamo di salire in estate con il caldo, essendo la via di lizza sempre esposta al sole.
I panorami sono molto interessanti sul versante meridionale del Corchia e sulle zone circostanti. Naturalmente l'escursionista può allungare il tragitto utilizzando gli altri sentieri presenti in zona, portandosi a Mosceta o salendo alla vetta del Corchia.
Le difficoltà aumentano con neve e ghiaccio.
La deviazione alla zona di Borra Larga permette di osservare lo sviluppo della via di lizza e coglierne la ripidità.