(LU-Stazzema) PASSO DI CROCE- PASSO DI FOCIOMBOLI (1282 m)-MONTE PAGLINO (1386 m)-DOLMEN (1361 m)-PASSO DI FOCIOMBOLI-CAMPANICE (1050 m)-PASSO DEI FORDAZZANI (1060 m)-PASSO DI CROCE (in parte ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

PASSO DI CROCE (1150 m)

Località di arrivo:

PASSO DI CROCE (1150 m)

Dislivello mt.:

545

Tempo totale:

05h 45'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

nessuno

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

marmifera◆traccia◆marmifera◆129◆149(ex 10)◆141

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (60)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 23/02/2020





Lo scopo dell'escursione è quello di visitare il Dolmen del Monte Paglino. Noi, comunque, andremo poi a Campanice, da cui si vede bene il Monte Paglino, e torneremo al punto di partenza descrivendo in parte un anello.

L'escursione inizia dal Passo di Croce, un ripiano erboso che, dai Torrioni del Corchia, cala verso il Passo dei Fordazzani. Qua si gode di uno splendido panorama sulle Apuane settentrionali: Sagro, Tambura e Sella e sulle più vicine Apuane Centrali: Altissimo, Monte dei Ronchi, Macina, Fiocca, Sumbra, e Freddone. Inoltre la visuale comprende tutta la costa,m dalla Spezia fino alla Versilia e alle isole dell'arcipelago, nelle belle giornate.
Qua c'è una marginetta con lapide dedicata a Fortunato Cocci, morto nel 1984, e altre lapidi. Questa marginetta fu fatta costruire come voto da un pastore qualche secolo fa. Dalla maestaina, come localmente la chiamano, c'è una bella vista sul crinale del Monte Alto con dietro le Apuane Meridionali.
A livello della marginetta, alla fine della strada asfaltata, una palina indica il sentiero 149/141 per il Passo dei Fordazzani (dove i due sentieri si separano: il 141 va alle Cervaiole e il 149 a Ponte dei Merletti con deviazione per Campanìce). Al ritorno torneremo qua passando da Campanice.
Salendo, sulla sinistra, si trova subito un monumento in marmo del 2000 dedicato agli ideatori della strada per Fociomboli, denominata Versiliana Carducci. Questi erano due frati professori di Terrinca: Cesare Coppedè (1880-1964), a lungo direttore dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze, e Gustavo Cocci (morto 1977). Il primo si interessò del tratto fino al Passo, il secondo di quello successivo per Fociomboli.
Questa strada doveva consentire agli abitanti di Terrinca di lavorare nelle cave del Retrocorchia e di svolgere l’attività silvo-pastorale negli alpeggi di Puntato, Campanice e Pian di Lago. Oggi la strada, lunga circa 1600 m, consente ai turisti di godere un panorama incomparabile. Il tratto dal Passo per Fociomboli è in parte asfaltato e in parte sterrato e permette il transito delle automobili. La strada è un tratto del sentiero 141. Dopo il monumento c'è possibilità di parcheggiare l'auto, come abbiamo fatto anche noi.
Iniziamo a prendere il tempo dal monumento dal quale vediamo bene il Monte Paglino, verso cui siamo diretti. La strada si biforca subito, dopo 1' dal monumento: a destra sale per la Cava dei Tavolini con una sbarra che impedisce il transito alle auto. C'è anche una traccia di sentiero (con segni rossi) che sale a destra della sbarra e va a recuperare la marmifera più in alto. Questa marmifera permette di portarsi all'innesto del sentiero per il Pirosetto, poi prosegue per la Cava dei Tavolini, superando tre gallerie in ambiente molto panoramico. Ricordiamo che, dal 2016, la terza galleria ha un cancello che, se chiuso, impedisce il passaggio agli escursionisti. Pare che comunque nei giorni festivi sia sempre aperto per gli escursionisti, ma è bene informarsi prima per evitare inutili fatiche.
Noi prendiamo sulla sinistra, in basso, diretti a Fociomboli. Il percorso corrisponde, come già detto, a una strada marmifera diretta al Retrocorchia e la percorreremo fino a Fociomboli. Il panorama sulle Apuane è splendido finché la vegetazione lo permette. Sulla destra ci sono le pareti del Corchia (versante ovest), frequentate dagli arrampicatori, che costeggeremo fino a Fociomboli.
Dopo una iniziale discesina si prende a salire. A 9', sulla sinistra, in posizione panoramica si trova la marginetta della famiglia Cocci, risalente al 1724. Essa fu distrutta durante la guerra e ricostruita nel 1980, è intitolata a San Rocco e dentro c'è una lapide della famiglia. Più avanti si vedono bene i Torrioni del Passo di Croce, anch'essi amati dagli arrampicatori e che fanno parte del complesso del Monte Corchia.
A 18' la marmifera diventa uno sterrato. Il percorso è per buona parte all’ombra. Infatti gli alberi di fianco alla marmifera sono molto cresciuti negli ultimi anni. Lungo il percorso, nella giusta stagione, ci sono belle fioriture: viole, valeriana e arabetta che forma estese macchie colorate di bianco.
Saliamo e a 28', presso una curva, incrociamo il sentiero 129 proveniente, da sinistra, da Ponte dei Merletti e che passa da Campanice. Al ritorno lo percorreremo in parte. Segue un tratto più ripido per sfasciumi interdetto al transito delle auto lungo il quale prospera, nella giusta stagione, la Gentianopsis ciliata con i suoi bei fiori blu-violetto.
Poco dopo, a 37', arriviamo a Fociomboli, questo è un valico tra la quota 1461 del Corchia (3 pilastri separati da due canalini rocciosi) e il Freddone, in testata del Canale delle Fredde. Qua il sentiero 129 scende per il Puntato e Col di Favilla, fiancheggiando il Padule di Fociomboli ricco di belle e rare fioriture, come l’Eriophorum latifolium (erioforo, pennacchio), caratterizzato dall’infiorescenza bianco-cotonosa e molto spettacolare,, esso fiorisce a giugno-luglio.
Lungo questo sentiero, poco sotto il passo, presso una marginetta, si stacca la via normale per salire al Monte Freddone. Il sentiero 129 prosegue verso a destra seguendo per un po' la marmifera e poi entra nel bosco diretto a Mosceta. Proprio sulla sinistra della palina dei sentieri di Fociomboli una evidente traccia sale al crinale che porta alla vetta del Monte Paglino e noi la seguiamo.
Ricordiamo che localmente il termine Paglino era usato per indicare il Freddone e adesso denomina questa vetta a sud del Freddone, a metà strada tra il Freddone stesso e Fociomboli (anche se nelle cartine il nome non è ancora stabilizzato).
Dopo pochi metri prendiamo a sinistra per portarci rapidamente al crinale che seguiamo verso destra. Il primo tratto è tra giovani betulle e poi si apre panoramico sulla Pania della Croce e il Pizzo delle Saette, sull'Appennino e, in basso sul Padule di Fociomboli. Dietro di noi abbiamo il Corchia con i tre pilastri di quota 1461. Invece a sinistra abbiamo il Picco di Falcovaia, mangiato dalle cave, il Monte dei Ronchi, l'Altissimo, la cresta del Macina, Fiocca e Sella e dietro il Sagro e il mare.
Adesso il fondo è di paleo ed eriche che iniziano a fiorire e la traccia, ben evidente, sale verso un traliccio dell'elettricità dove arriviamo a 47'. Poi saliamo un po' di più e a 51' siamo alla base del primo tratto di salita più ripida. Intravediamo a destra la chiesa di Col di Favilla mentre a sinistra si vedrà la chiesetta di Campanice, dove andremo più tardi.
A 55' affrontiamo un tratto di salita più ripida e subito abbiamo di fronte una roccia che possiamo facilmente aggirare sulla sinistra o scavalcare. Il percorso è ricco di bei crochi in piena fioritura che, al momento, hanno i petali ancora chiusi.
Saliamo tra rocce e paleo, seguendo la traccia e alcuni sassi posti verticalmente a indicare il percorso migliore. A 01h 04' siamo su un crinale pianeggiante che ci porta in un paio di minuti a un'antecima poco più bassa della vetta del Paglino e con poco spazio.
Scendiamo pochi metri a destra trovando una debole traccia nel bosco che seguiamo verso nord, salendo alla vetta principale dove siamo a 01h 12'. La vetta, naturalmente panoramica anche sul Freddone, è sufficientemente spaziosa.
Adesso dobbiamo scendere al sito dove si trova il Dolmen. Abbiamo due possibilità. La prima è scendere dalla vetta seguendo il crinale, mantenendoci sulla destra per sicurezza, in breve scorgiamo il sito del Dolmen. Noi invece scendiamo dalla vetta ai sottostanti alberi per tratto ripido aiutandoci con gli alberi stessi. Lo facciamo per pochi metri poi procediamo verso sinistra, per fondo ricoperto da foglie che possono essere scivolose, fino a scorgere il Dolmen, al quale arriviamo a 01h 23'.
Il nostro consiglio è di scendere qualche metro per il crinale fino a scorgere il sito e poi spostarci verso destra a cercare la strada migliore nel bosco, essendo la discesa piuttosto ripida.
Il Dolmen si trova a 1361 m di quota sul crinale che scende dalla vetta del Paglino. È alto 1.50 metri (più alto nel lato verso l'Altissimo), la pietra verticale è lunga 3.30 m ed è 1.85 nel punto più largo ed è spessa 40 cm. La pietra verticale è disposta in direzione N-S e la perpendicolare alla direzione è allineata con la vetta del Monte Altissimo (questo è stato da noi verificato).

Rimandiamo a un articolo del prof. Enrico Calzolari (1938-2020), liberamente disponibile in rete per ulteriori informazioni.
[Calzolari sosteneva che la presenza di minerali nella zona del Freddone portò le popolazioni del tempo a osservare i fenomeni equinoziali in zona. Per cui fu costruita questa struttura fatta in modo che negli equinozi il tramonto avvenisse presso la vetta dell'Altissimo e i raggi solari penetrassero nella camera del monumento. Inoltre sosteneva che lo stesso avesse la forma del Tau, simbolo religioso di vita e resurrezione. Quindi il Dolmen del Paglino sarebbe una struttura di osservazione astronomica con forte valenza religiosa. Ricordiamo che il termine "dolmen" è riferito a monumenti neolitici consistenti in pietre verticali sormontate da una orizzontale. Essi erano, in origine, monumenti funebri costruiti tra i 5000 e 2000 anni prima di Cristo che col tempo assunsero una valenza religiosa.]

La costruzione è affascinante posta in posizione panoramica, ma impervia e poco frequentata. Esso fu riscoperto casualmente solo pochi anni fa ed è sicuramente opera umana carica di profondi valori simbolici e religiosi. Invitiamo gli escursionisti a rispettare il sito lasciandolo come lo hanno trovato. Noi stiamo un po' a fotografare e ci spostiamo anche sul lato verso ovest passando sulla destra del monumento.
A 01h 36' torniamo indietro. Saliamo seguendo il ripido crinale evitando di sporgerci verso destra ed aiutandoci con le rocce, e in pochi minuti siamo nuovamente in vetta.
Da qua scendiamo alla traccia che si trova a sinistra e poi seguendo il percorso fatto all'andata torniamo a Fociomboli. Qua arriviamo a 02h 15' e ci fermiamo 7'.
A 02h 29' siamo al bivio con il 129 che seguiamo scendendo verso destra. La nostra intenzione è di scendere a Campanice da cui poi torneremo al Passo di Croce. Naturalmente chi fosse già soddisfatto per avere visto il sito del Dolmen può proseguire per la marmifera fino al Passo di Croce che raggiungerà in venti minuti.
Subito sotto il bivio si trova una marginetta presso un traliccio dell'elettricità. La marginetta è stata sistemata di recente e non ha immagini marmoree, ma solo immagini dozzinali e un presepe ancora in situ nonostante il periodo.
Adesso scendiamo nella faggeta spostandoci verso destra, seguendo i segni e la traccia evidente. Il primo tratto è scavato dalle acque poi scendiamo per tornantini.
A 02h 41' scendiamo seguendo un tratto sassoso mentre a destra intravediamo Freddone e Paglino. Dopo 10' lasciamo il tratto sassoso e in basso a destra scorre un rivo che è uno dei tributari del Canale delle Macchie.
A 02h 54' passiamo sul canale con un bel ponte sassoso. Proseguiamo per tratto ameno in lieve salita, a 02h 58' superiamo un altro canale presso il quale ci sono i resti di una carbonaia. Poi passiamo per zona ricca di muri a secco di confine e di contenimento che, in parte, costeggiamo.
A 03h 05' superiamo un altro canale e sulla destra abbiamo un rimboschimento ad abeti e sul sentiero cominciano a esserci molti crochi. Dopo un paio di minuti c'è una casa isolata in basso sulla sinistra tra gli abeti mentre di fronte vediamo il Freddone.
A 03h 11' superiamo ancora un canale cui seguono dei ruderi sulla destra. In 5’ siamo ai ruderi delle case di Campanice (una sorta di villette a schiera) poi il sentiero è fiancheggiato da bosso e a 03h 18’ siamo alla chiesetta di Campanice.

[Si pronuncia Campanìce. Il toponimo significa “campo seminato a panico”. Esso è formato da gruppi di casolari: Pian di Mela, Lanzino e Togno che ruotavano attorno alla chiesa. Il borgo nacque come alpeggio di Terrinca lungo un’antica via di transumanza. La località è ricca di legname, utilizzato in passato per produrre carbone, e di pascoli e fu sede, nel secolo XIX, di modeste escavazioni di marmo. La chiesa, intitolata a San Giovanni Battista, risale al 1704, il campanile fu aggiunto in seguito (1928). Le vecchie case sono ormai ridotte a ruderi. Esso si rianima ogni anno il 24 giugno in occasione della festa di San Giovanni.]

I prati terrazzati sono coperti da crochi in fiore. La chiesa è panoramica sulla cresta ovest del Freddone fino alla vetta, sul Paglino e sui pilastri della quota 1461 del Corchia che domina Fociomboli. Dopo una sosta per rifocillarci a 03h 36' riprendiamo il cammino.
Scendiamo per il sentiero lastricato posto di fronte alla chiesa e fiancheggiato a sinistra dalla solita siepe di bosso. Dopo un paio di minuti troviamo altri ruderi che costeggiamo andando verso destra, scendiamo pochi metri e poi proseguiamo ancora verso destra. Il tratto è ripido per tornantini e scalinato con uso di tronchi.
A 03h 48' c'è un rudere a sinistra tra gli abeti. Dopo 5' la discesa è protetta da staccionata sulla destra dove in basso scende un canale. Subito dopo a 03h 58' c'è un rudere sulla sinistra mentre a destra ci sono dei massi nel canale forse residuo di un ponte andato distrutto. Scendiamo ancora e a 04h 03' guadiamo il Canale delle Macchie nel punto più basso dell'escursione a 890 m. Adesso saliremo fino a tornare a Passo di Croce. Qua il sentiero 129 prosegue verso destra in discesa per Ponte dei Merletti, mentre sulla sinistra sale il sentiero 149 diretto a Terrinca che seguiremo fino al Passo dei Fordazzani. Il sentiero sulla sinistra è segnato, ma mancano indicazioni del bivio che dovrebbero essere presso il ponte di legno che si trova poco più avanti sul 129 (almeno così era qualche anno fa).
Adesso saliamo per ampia traccia nel bosco e scorgiamo in basso, sulla destra, il ponte dove c'è il bivio. A 04h 07' superiamo su un ponticello nuovo un modesto canale che scende da sinistra. Questa mulattiera serviva agli abitanti di Terrinca per la transumanza ed è ben costruita con ponti rudimentali in pietra quando è necessario superare dei canali. Più avanti scorgiamo sulla destra tentativi di cave alle pendici del Freddone e a 04h 12' siamo a un bivio dove proseguiamo sulla destra (presenti i segni del sentiero). Poco dopo c'è un rudere in basso a destra e poi cambiamo versante e scendiamo per qualche metro per poi risalire. Il sentiero prosegue ameno nella faggeta mentre in basso a destra scorre il Canale del Piastrone ricco di acqua. Sulla destra tra gli alberi c'è il Monte dei Ronchi con le sue cave.
Proseguiamo con falsopiano e saliscendi e a 04h 28' c'è un bivio con una traccia che scende verso il canale che trascuriamo. Di fronte vediamo il Corchia.
A 04h 34' guadiamo il rio presso una decisa curva ad U e proseguiamo costeggiando il canale che adesso abbiamo a destra. Intanto il dislivello con il rivo diminuisce, a 04h 42' ci sono pozze dove è possibile bagnarsi in estate, se c'è ancora acqua e scorgiamo alcuni cumuli di pietre in equilibrio costruiti dall'uomo. Dopo un paio di minuti siamo a livello del rivo.
Saliamo e a 04h 51' guadiamo di nuovo e ci portiamo sull'altro versante. Questo tratto di sentiero passa tra rovi che fortunatamente sono stati tagliati, la traccia è evidente ed è segnata. Poco dopo ci sono ruderi sull'altro lato del canale.
Proseguiamo e a 04h 58' smettiamo di costeggiare il canale e prendiamo decisamente verso destra. Segue un tratto di ripidi e faticosi tornanti sempre tra rovi bassi e tagliati con panorama, a tratti, sul Corchia.
A 05h 21' siamo al Passo dei Fordazzani. Qua scende il sentiero 149 per Terrinca, invece da destra arriva il 141 dal Colle del Cipollaio che seguiremo fino al Passo di Croce. Il passo è panoramico sul Picco di Falcovaia, sul Cavallino di Azzano e dietro su Puntato e Carchio. Torniamo indietro pochi metri e seguiamo il 141 verso Passo di Croce. A 05h 27' gli alberi diminuiscono e saliamo ripidamente per paleo. La salita che segue è molto panoramica dal Monte Sella, al Fiocca, al Sumbra, al Corchia e in primo piano dal Picco di Falcovaia , all’Altissimo, al Monte dei Ronchi e al Freddone, ma oggi la visibilità è molto scadente.
Dopo 10' siamo sull'ampio crinale dove sono scavate quelle che sembrano trincee usate, probabilmente, dai soldati americani della Buffalo che controllavano gli alpini della Monterosa che stazionavano sulla zona del Corchia-Passo dell'Alpino.
Proseguiamo a sinistra costeggiando il modesto Colle a Vento (1126 m) che ci rimane sulla destra e a 05h 42' siamo sulla strada davanti alla marginetta del Passo di Croce. Volendo dal ripiano si poteva andare anche a destra raggiungendo la strada a poca distanza dalla marginetta. Adesso andiamo verso il monumento e poi all'auto dove terminiamo l'escursione a 05h 45'.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana (Strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, si superano le deviazioni per Retignano e per Levigliani sulla destra e per Terrinca sulla sinistra (13,5 km da Seravezza). Dopo un altro km, sulla destra, si stacca un’ampia strada per il passo che con 5 km di ampi tornanti porta al Passo di Croce.
Note
L'escursione è finalizzata a vedere il Dolmen del Monte Paglino. Per questo l'escursionista può dal Passo di Croce salire al sito del Dolmen e tornare indietro con la marmifera impiegando meno di tre ore. Noi invece abbiamo descritto un anello visitando Campanice e passando dal Passo dei Fordazzani. Il percorso non presenta difficoltà, serve solo prudenza nell'arrivare al sito del Dolmen dalla vetta del Paglino. Il Dolmen naturalmente merita l'escursione per la sua bellezza e per il significato di natura astronomico-religioso. Rimandiamo ad articoli presenti in rete per farsi un'idea delle ipotesi che gli studiosi hanno fatto su di esso. Di interesse è poi l'antico alpeggio di Campanice con i ruderi delle vecchie abitazioni e la piccola chiesa. Esso è posto in posizione molto panoramica su Freddone, Paglino e Corchia. Molto bella è anche la mulattiera che porta al Passo dei Fordazzani, eccettuato l'ultimo ripido tratto per terreno invaso da rovi che comunque non impediscono la progressione. Anche il Passo dei Fordazzani è panoramico su Altissimo e zone circostanti. Poi c'è il Passo di Croce luogo estremamente panoramico sulle Apuane e sul vicino Corchia in particolare. Da evitare la salita al Dolmen con neve e ghiaccio.