(LU-Stazzema) CARDOSO (mt.300)– FOCE DI PETROSCIANA-IL TERMINE o COLLE delle BALDORIE (mt.1119)–FOCE DELLE PORCHETTE–FONTE DI MOSCOSO–CARDOSO (Anello–GIRO DEL MONTE CROCE)
Loc. di partenza: CARDOSO (mt.300)
Loc. di arrivo: CARDOSO (mt.300)
Dislivello mt.: 861
Tempo totale: 7h
Difficoltà: EE
Punti d'appoggio: Bar Ristorante di Cardoso
Rifornimento acqua: Alla partenza a Cardoso, numerose fonti lungo il percorso, fonte di Moscoso
Tratti di ferrata: No
Sequenza sentieri: 12 – 124 – 6 – 137 – 108 – 8 – 6/8 – 8
DATA ESCURSIONE: 27/04/2008



ATTENZIONE !!!
COME DA COMUNICATO DELLA COMMISSIONE SENTIERI DELLA SEZIONE CAI DI LUCCA DEL 24 MAGGIO 2011, IL SENTIERO CAI 137 TERMINE DI PALAGNANA-FOCE DI PETROSCIANA E' ATTUALMENTE CHIUSO PER FRANA, PER CUI QUESTO ITINERARIO, AL MOMENTO, NON E' PERCORRIBILE.


Arrivati a Cardoso continuiamo in auto oltre il paese salendo qualche centinaio di metri, ad una curva si nota una casetta-captazione d’acqua con ben evidenti segni di sentiero. Possiamo lasciare l’auto nelle vicinanze, non di fronte alla captazione perchè è vietato.
I cartelli indicano verso destra nel bosco il sentiero 8 per Fonte di Moscoso e Foce delle Porchette (che faremo al ritorno) ed il sentiero 12 a sinistra per il Monte Forato.
Noi lo seguiamo, esso inizialmente percorre la strada asfaltata permettendoci di vedere chiaramente l’arco del Monte Forato. In 08’ arriviamo ad una cascata artificiale che imbriglia l’abbondante acqua che scende dai monti, è possibile riempire le borracce. Subito dopo il sentiero sale a destra e diventa uno stradello non asfaltato, superiamo una sbarra che impedisce l’accesso ad auto ed iniziamo una salita, ben segnata, piuttosto ripida nel bosco di castagni, a tratti si vedono in lontananza Volegno e Pruno (paesi a monte di Cardoso).
A 24’ si arriva ad una casa ben tenuta, dove è presente una fonte, saliamo per una scalinata di legno per entrare decisamente nel bosco (nei pressi arriva il sentiero da casa Puccio).
A 31’ un primo guado, grande fioritura di viole e bella vista sul Procinto e monti vicini, a 45’ secondo guado sempre sullo stesso corso d’acqua. A 53’ arriviamo ad una prima piazzola di teleferica, probabilmente per il trasporto di legna, ma è chiaramente in disuso da tempo. Subito dopo un terzo guado ed il sentiero è un po’ più dolce.
A 58’ altra teleferica desueta e si torna a salire in maniera ripida. A 1h 04’ arriviamo alla casa Colombara (767mt).
Sulla sinistra il sentiero 12/124 continua per il Forato e per Collemezzana, noi prendiamo a destra il 124 in direzione della Foce di Petrosciana, costeggiamo il crinale del Forato e per un certo tratto parallelo a noi corre un tubo dell’acqua, il sentiero adesso sale più tranquillo.
A 1h 14’ arriviamo ad una casa ben curata chiamata “La campanella” come dice una iscrizione marmorea e per la campanella legata ad una fune, qua arriva una teleferica nuova che scende verso il paese di Cardoso. Si gode di una bella vista su Procinto, Cardoso, Pania della Croce e Corchia.
In pochi minuti (1h 22’) scendiamo ad un’altra costruzione (Casa Puccio) con una deviazione segnata in basso per Cardoso (non è un sentiero Cai) che porta per ripida discesa nei pressi della scala di legno della prima casa incontrata nel percorso. Questa abitazione meno curata della precedente ha un’aia con dei tavoli, delle corna di muflone appese ed un’epigrafe marmorea con scritto 1878, inoltre un cartello della Clap (Consorzio Lucchese Autotrasporti Pubblici) che qualche buontempone ha pensato bene di portare qua sopra.
Il sentiero prosegue sulla sinistra e subito dopo arriva ad una casetta-captazione di acqua dove ancora è possibile riempire le borracce. Il sentiero continua tra saliscendi fino ad arrivare (1h 35’) ad una roccia sulla quale è indicato il bivio tra il sentiero 124 ed il 124bis che va ad innestarsi sul sentiero 6 evitando la Foce di Petrosciana.
Il 124bis scende in basso, mentre il 124 va in alto, noi seguiamo quest’ultimo. La salita è ripida per un bosco che risente degli effetti di qualche fortunale recente, con molti alberi abbattuti, in basso scorgiamo a sinistra una casa nel bosco, tra la vegetazione scorgiamo la zona del Monte Nona.
A 1h 57’ troviamo una sorta di bivio, non indicato dalle cartine, ma dobbiamo decisamente andare a destra come si ricava dalle indicazioni e subito dopo (2h) siamo alla Maestà fratelli Meccheri. Una breve sosta per rifocillarci e poi saliamo per arrivare ad 2h 11’ alla Foce di Petrosciana (mt.961).
Da qua partono i sentieri 131 per Foce di Valli ed il Forato ed il 110 per il Forato e la Ferrata Salvatori. Noi prendiamo il 6 che scende per Fornovolasco.
Perdiamo rapidamente quota e 2h 26’ troviamo il bivio (quota 850 mt) con il 137 che sale a destra e che è il sentiero che dobbiamo seguire per il Termine.
Adesso il sentiero costeggia il monte Croce e salendo si inizia a vedere la Pania Secca, più in avanti la vista si apre sull’Uomo Morto, sulla Pania della Croce e sulla Costa Pulita (2h 33’) alberi permettendo, in basso notiamo le case di Petrosciana di sopra e lo sterrato che arriva da Fornovolasco. Poi entriamo decisamente nel bosco ed a tratti si intravede la cima del Monte Croce.
La salita si fa a tratti più decisa (2h 55’) si salgono anche facili roccette fino al Colle Maschio (1024m) quasi privo di vegetazione (2h 58’). Poi si scende di nuovo nel bosco aggirando il colle, il sentiero adesso segue pendii erbosi e per un certo tratto è indicato con paletti di legno. La fioritura adesso è essenzialmente di epatiche e primule, numerosi sono i ruderi di antiche costruzioni.
A 3h 19’ si sale su sassetti e di fronte abbiamo un paesino (forse Aleva). È questo decisamente un sentiero molto vario che permette di percorrere ambienti diversi e di ammirare panorami in continua modificazione.
A 3h 34’ incontriamo una maestà in cui è rimasta la dedica alla SS. Concezione del 1874, ma l’immagine sacra è stata trafugata. Lasciamo la maestà a sinistra e saliamo sulla sua destra per un sentiero scavato nel bosco di faggi e a 4h 02’ (mezzogiorno in punto) siamo al Termine o Colle delle Baldorie (mt.1119).
Sono presenti 3 cippi di confine con inciso G D T (Granducato di Toscana) e D M (Ducato di Modena), infatti qua correva il confine tra l’alta Versilia appartenente alla Toscana e la Garfagnana Estense appartenente a Modena, fa meraviglia che non siano ancora stati trafugati.
Questa foce è importante nodo nella rete dei sentieri indicati da un palo: il 135 per Foce Pompanella e Trassilico, il 137 per Colle Maschio e Foce di Petrosciana (che è quello che abbiamo percorso), il 135 per il Pioppo e Palagnana. Il sentiero che dobbiamo seguire noi numero 108 stranamente non è indicato, ma si trova pochi metri indietro sulla via che abbiamo fatto e corre inizialmente parallelo in alto rispetto al 137. È presente anche una maestà con un santo con Gesù Bambino ed un lupo, presumo sia San Francesco.
Ci fermiamo per rifocillarci un quarto d’ora e a 4h 16’ riprendiamo il cammino seguendo il 108 che troviamo pochi metri indietro a sinistra, questo sentiero è ampio ed agevole a percorrersi inizialmente nel bosco, ben presto iniziamo a scorgere la cima del Monte Croce.
In breve il bosco termina ed iniziamo a percorrere la piana alla base del Croce che ci appare come un collinone verde con le pendici fiorite a primule. Sulla destra tutto il gruppo delle Panie e sulla sinistra il Piglione, il Prana, il Matanna ed il Nona.
A 4h 34’ siamo ad un colle senza nome a quota 1161, un sentiero sale a destra diretto alla cima del monte, mentre il 108, che percorriamo ancora, continua sul versante di sinistra, costeggiando un versante più roccioso facile a percorrersi, in basso scorgiamo l’abitato di Palagnana con la chiesa di S. Anna.
Lungo il percorso troviamo delle belle fioriture di Globularia Incanescens, un endemismo delle Apuane.
A 5h 04’ troviamo sulla roccia i segni blu che portano alla vetta del Croce con il sentiero normale, a fianco, sempre sulla roccia, alcune scritte di pastori che invitano i viandanti a tenere i cani legati. Scendiamo 5’ e troviamo sulla sinistra segni di sentiero che scendono in basso, la zona adesso è molto amena, con presenza di ruderi e di alberi e di acqua. A 5h 09’ iniziamo a salire la zona delle Scalette, che permette di superare una gola selvaggia che ci lasciamo sulla sinistra, per un tratto è presente una catena metallica (5h 17’) utile in inverno in caso di ghiaccio.
A 5h 22’ siamo nel bosco ed in dieci minuti arriviamo alla foce delle Porchette (mt.982).
Anche questo è importante nodo di sentieri: il sentiero 8 scende a Palagnana, il 109 va vicino a Foce di Petrosciana mantenendosi in quota, il 109 va all’Albergo Rifugio Alto Matanna, il 108 è quello che abbiamo percorso dal Termine ed il sentiero 8 scende a Foce di Moscoso e Cardoso ed è quello che noi faremo.
Anche qua una bella maestà con la Madonna col bambino e con un altro piccolo forse San Giovanni. Scendiamo per comode voltoline, a 5h 54’ troviamo sul monte una lapide dedicata alla Madonna di sotto gli organi di Pisa. Continuiamo a scendere e a 5h 57’ incrociamo il sentiero 6 Stazzema – Foce di Petrosciana. Lo seguiamo prendendo a sinistra ed in cinque minuti siamo alla Fonte di Moscoso (mt.800) dove ci dissetiamo. Il sentiero 8 scende sulla destra, inizialmente è una mulattiera ben tenuta, poi il fondo diventa a tratti sassoso quindi diventa un normale sentiero nel bosco, scendendo sono evidenti i segni dell’alluvione del 1996.
A 6h 21’ incontriamo una cascatella, poi dei ruderi ed una teleferica nuova. A 6h 43’ iniziamo ad avere sulla sinistra il canale Versiglia (si scrive con la g) gonfio di acqua, che ci accompagnerà fino alla fine del percorso. A 6h 44’ troviamo una croce su un masso con iniziali BF, poi un guado con cascatella ed un'altra casa. A 7h 07’ arriviamo di nuovo alla captazione da cui eravamo partiti. Tempo da Cardoso al Termine 4h, dal Termine a Cardoso circa 3h.
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