Escursione del 02/08/2020
Consigliamo di consultare l'escursione:
FOCE DEL PIGLIONICO–SENT. DEL PASTORE-INNESTO SENT. 117 (1470 m)-INNESTO SENT. PER VETRICIA (1349 m)-ABISSO REVEL (1432 m)–BIVIO 117/127 (1155 m)–ROCCIA DEL SOLE (1109 m)-FOCE DEL PIGLIONICO (in parte ANELLO).
Essa è un naturale completamento della presente con la visita all'Abisso Revel e alla Roccia del Sole. Lo abbiamo citato alcune volte nella presente escursione.
L'escursione inizia dalla Foce del Piglionico. La strada per accedervi ( Strada delle Rocchette) prevede il pagamento di un pedaggio di 3 euro giornalieri e la macchinetta per pagare il tributo si trova all'inizio della strada stessa, pochi metri dopo la deviazione a destra per S. Antonio. È necessario portare con sé la moneta spicciola. Percorsi circa 4 chilometri ci troviamo nei pressi della foce dove parcheggiamo. Subito troviamo lo stradello sterrato in salita, chiuso da una sbarra, che porta alla Baita Pania. Lo percorreremo al ritorno.
Fatti pochi metri siamo al Piazzale della Foce del Piglionico. Esso è intitolato, dal 2016, a Viola Bertoni "Mamma Viola" (1891-1965), medaglia d'oro al valor civile per l'attivo impegno nella Guerra di Liberazione. Qua è presente una cappella votiva che ricorda il sacrificio di un gruppo di partigiani (Gruppo Valanga) che combatterono con i tedeschi sul vicino Monte Rovaio nel 1944. Al piazzale arrivano il sentiero 138⇩ da Pizzorno per Colle a Panestra e il 133 dal Molino del Riccio che si innesta nel precedente (poco sotto la Foce si stacca una traccia evidente per la Roccia del Sole, rimandiamo all'altra escursione citata). Inoltre qua inizia il sentiero 117 per il Rifugio Rossi, Foce di Valli e Cardoso e il 127 per la Foce di Mosceta. Inoltre c'è l'indicazione per il Sentiero della Libertà che è un anello intorno al Monte Rovaio e l'indicazione per un Albero Monumentale. Quest'ultimo è un faggio centenario (Faggio Tardelli) situato a pochi minuti di cammino dalla foce scendendo verso Colle a Panestra.
Noi seguiamo il sentiero 117/127 che nel tratto iniziale è un ampio stradello sterrato aperto e panoramico su Pania della Croce, Pizzo delle Saette e Uomo Morto e su Freddone, Rovaio, Sumbra e Fiocca. Dopo pochi metri sulla sinistra si trova una casetta ristrutturata che è la sede del Soccorso Alpino. A 5' il sentiero si restringe ed entra nel bosco in leggera discesa, seguono tratti aperti e saliscendi e a 10' siamo al bivio dei due sentieri: il 127 va a destra in discesa per la Foce di Mosceta e in esso si inserisce il sentiero 139⇩ che percorre la Borra di Canala.
[Qua è possibile accedere alla Roccia del Sole dirigendosi verso nord per qualche metro in salita e poi scendendo per 50 m. Si intercetta una chiara traccia che va seguita verso destra per 100 m. il lastrone presenta numerose e interessanti incisioni. Rimandiamo anche in questo caso all'altra escursione citata.]
Noi proseguiamo sul sentiero 117 inizialmente piuttosto ameno che si sviluppa in lieve salita nel bosco. Dopo 5' la salita aumenta con alcuni tornanti, ampie radure e qualche tratto più ameno. Ogni tanto qualche cartello didattico illustra la flora, la fauna e la struttura geologica della zona che stiamo percorrendo. Tra le fronde sulla sinistra scorgiamo la Pania Secca. A 18' siamo in uno spiazzo con ruderi, qua c'è un'indicazione per la Baita Pania dalla quale passeremo al ritorno seguendo il Sentiero del Pastore (la Baita dista circa 10'). Presso il bivio si trova un cartello della fauna apuana. Poi il sentiero torna a salire con tornanti su fondo di roccette carbonatiche, ricordiamo che tutta la zona è carsica e i fenomeni sono ben evidenti sull'Altipiano della Vetricia che tra un po' andremo a visitare. Comunque nel bosco che stiamo attraversando si notano inghiottitoi e aperture di cavità sotterranee come quella che costeggiamo a 29', protetta alla meglio con qualche ramo per impedire di scivolare dentro.
A 44' siamo presso il cartello didattico relativo alla geologia e geomorfologia delle Apuane. Qua inizia una traccia segnata con numerosi ometti che sale alla Vetricia. La vediamo esattamente alla destra del cartello con evidente ometto su una grossa roccia. Seguiamo questa evidente traccia in salita non ripida. Ben presto però la traccia si biforca e noi seguiamo quella che sale verso sinistra a 50'. Dall'analisi fatta con il GPS sembra che l'altra, che pianeggia un po' e si dirige poi verso destra, sia diretta all'Abisso Revel. [Ipotesi confermata, vedi l'altra escursione.]
Mentre saliamo aumentano le rocce nel bosco e a 01h 15' abbiamo sulla sinistra un piccolo campo di rocce che è un assaggio di quello che tra poco vedremo nella Vetricia. Poco dopo ci sono alcuni ruderi e proseguiamo verso destra. A sinistra invece c'è l'ingresso di un modesto antro al quale ci avviciniamo a 01h 18'. Gli ometti salgono verso destra per tratto di roccette fino ad arrivare a fiancheggiare la roccia a 01h 24'. Poi è impossibile procedere in avanti e non ci sono ometti. Saliamo quindi un evidente canalino roccioso sulla destra che ci porta facilmente ad affacciarci sulla Vetricia a 01h 32'.
[La Vetrìcia è un ampio pianoro roccioso tra i 1.300 e i 1.500 metri, delimitato a ovest dalla Borra di Canala e a nord dai prati dell' Uomo Morto, essa si affaccia sulla valle della Turrite Secca. La zona è caratterizzata da intensi fenomeni carsici, le rocce hanno subito una notevole fratturazione verticale con la formazione di cavità a pozzo, alcune delle quali non ancora esplorate, ci sono poi solchi paralleli e vaschette dal fondo piatto (dette Kamenitze) esse sono scavate per l’azione corrosiva di un’alga. Una cavità molto nota è l’apertura superiore della Grotta del Vento, mentre quella inferiore è a Fornovolasco. Tra le altre numerose cavità, tutte con baratri verticali, ricordiamo: la Voragine dei Bamburzi (- 140 metri), la Buca del Ragno (- 120 metri), la Buca Larga (- 251 metri) formata di una serie di pozzi, la Specola Bassa (-110 metri) e l'Abisso Revel (- 316 metri) che è il più importante e il più conosciuto.]
Adesso percorreremo questo altopiano roccioso nel versante orientale fino a recuperare il sentiero 139⇩ non distante dalla Focetta del Puntone. Seguiremo alcuni utili ometti che indicano il percorso. Altri ometti indicano percorsi diversi nel tratto più occidentale. Comunque quelli che adesso vediamo si limitano alla zona orientale. Il percorso non è mai agevole e occorre sempre massima attenzione per non farsi male. È un po' come camminare sugli scogli, bisogna evitare i crepacci cercando il percorso più agevole con attenzione aiutandosi anche con le mani. Intanto facciamo riferimento a un primo grosso ometto verso cui saliamo, dopo una breve sosta, a 01h 42'. Dopo cinque minuti ci spostiamo verso destra verso un grosso faggio isolato tra le rocce. Seguiamo gli ometti al meglio e a 02h 03' saliamo verso gli alberi poi proseguiamo verso destra costeggiando le rocce.
A 02h 14' siamo presso un ometto con altri che si dirigono a sinistra nel bosco, ma li trascuriamo andando verso destra. Siamo ben presto in prossimità di rocce vagamente giallastre sulle quali intravediamo un ometto sulla sinistra in alto. Saliamo e a 02h 23' siamo a questo ometto. Ancora un po' di salita e arriviamo a 02h 32' a un ometto molto grande, a poca distanza c'è il bosco verso cui ci dirigiamo. Poco dopo siamo tra gli alberi e scendiamo seguendo una flebile traccia.
A 02h 40' siamo al ripiano di una vecchia carbonaia e subito dopo siamo fuori dal bosco. Seguiamo la traccia in salita indicata inizialmente da ometti, poi proseguiamo la meglio, sempre in salita, per sfasciumi con qualche tratto ripido. Tra le rocce prospera la Daphne oleoides con le sue belle bacche rosso-arancio. A 03h ci immettiamo nel sentiero 139⇩ che ha percorso la Borra di Canala. Saliamo alla vicina Focetta del Puntone, qua prosperano l'Astrantia pauciflora, endemica sulle Apuane, la Parnassia palustris e la Saxifraga aizoides.
A 03h 10' siamo alla palina dei sentieri alla Focetta. Questa è un ameno e panoramico valico posto proprio al centro del massiccio delle Panie. Qua transitano il sentiero 117 (Cardoso-Piglionico); il 139⇩ (innesto 127-Rifugio Rossi); inoltre qua termina il 126 proveniente dalla Foce di Mosceta.
Dopo una breve sosta saliamo per il sentiero 117 in direzione del Rifugio Rossi, prima su rocce e poi per facile tratto erboso a saliscendi. Di fronte abbiamo il mento dell'Uomo Morto. In questo tratto raggiungiamo il punto più alto dell'escursione a 1616 metri. La vista della Pania Secca preannuncia il Rifugio Rossi cui arriviamo a 03h 27'. Esso si trova sotto la cresta dell’Uomo Morto in felice posizione panoramica: la vista, completamente aperta, spazia sulle Apuane settentrionali, dal Sagro al Pisanino, sul monte Fiocca e Sumbra, in primo piano, e sull’Appennino e, naturalmente, sulla Pania Secca. Il rifugio è in manutenzione, ma il servizio di ristoro funziona normalmente.
Sostiamo 10' e poi riprendiamo il cammino in discesa sul sentiero 117 che scende per le pendici erbose dell'Uomo Morto avendo di fronte la mole della Pania Secca. A 03h 50' passiamo presso una fonte quasi a secco e poco dopo, a 03h 57' siamo al bivio per la Pania Secca (la traccia sale verso destra) e proseguiamo sul sentiero 117. Dopo un paio di minuti iniziano i primi faggi e costeggiamo un pozzo carsico. Ancora un po' di radura e subito delle grosse ceppaie di faggi ci indicano l'inizio del bosco vero e proprio.
Scendiamo e troviamo subito l'inizio del Sentiero del Pastore a 04h 07'. Un ometto e una flebile freccia rossa ci confermano che qua inizia il sentiero. La traccia è sempre evidente e gli ometti non mancano per tutto il percorso. Il primo tratto è nel bosco in discesa ripida tra sassi, stiamo costeggiando le pendici della Pania Secca. A 04h 15' sulla destra c'è uno spiazzo panoramico proprio sulla Pania Secca. Scendiamo verso sinistra e poi a 04h 23' siamo su tratto aperto e panoramico e poco dopo scendiamo per ripida e ampia cengia erbosa e poi sassosa che ci porta in 5' sotto la Grotta del Pastore che è possibile visitare seguendo una breve traccia. Dal basso vediamo l'apertura e un muretto sulla sua destra presso un'altra piccola apertura. La visiteremo domenica prossima (vedi relazione).
Proseguiamo e dopo 4' siamo su un ravaneto, presumibilmente esso scende dal Canale della Luna usato per salire in invernale alla Pania Secca. In pochi minuti la traccia entra nel bosco, sempre molto evidente. Dopo cinque minuti siamo su tratto aperto e sassoso, proseguiamo con qualche saliscendi tra rari alberi. A 04h 54' percorriamo un campo sassoso sempre alle pendici della Pania. Dietro di noi scorgiamo l'Uomo Morto e il profilo della Pania della Croce e del Pizzo delle Saette, di fronte Rovaio e Appennino. Dopo 10' siamo nuovamente nel bosco dove c'è una sorta di bivio dove prendiamo sulla destra e torniamo per tratto aperto o con pochi alberi. Poi di nuovo nel boschetto e a 05h 14' ci innestiamo in uno sterrato. Esso era una traccia a servizio di alcuni tentativi di cava più in alto che ebbero poco successo.
Scendiamo verso destra e in un paio di minuti arriviamo alla Baita Nobili, inaugurata 9 agosto 2014. Essa è intitolata a Roberto Nobili (1955-2000), medico del Soccorso Alpino, che in queste montagne perse la vita durante un'operazione di soccorso. Fu poi insignito di medaglia d'oro al valor civile. Presso l'edificio c'è un ampio piazzale panoramico che funziona da piazzola per l'elicottero e un modesto tentativo di cava.
Scendiamo per lo stradello e dopo 5' siamo alla Baita Pania (secondo edificio con cartello Baita Pania Ristoro) dove c'è l'indicazione del sentiero giallo-azzurro di raccordo con il sentiero 117. Il primo edificio della Baita Pania si trova poco distante sul sentiero di raccordo. Anche qua c'è un modesto tentativo di cava e un ampio piazzale panoramico con sotto un vecchio ravaneto.
[Le baite Pania sono edifici di cava poiché in questa zona furono aperte, per un breve periodo, delle cave che non ebbero successo. Essi sono proprietà del Comune di Molazzana che li ha ristrutturati per usarli come punti di ristoro e case-vacanza (ci sono una decina di posti letto). Sono aperte nei fini settimana di luglio-agosto e su richiesta nel resto dell'anno e sono affidate ai gestori del Rifugio Rossi. Invece la Baita Nobili è usata dal soccorso alpino.]
Adesso lo stradello scende e passa sopra la cappella del Piglionico cui è possibile arrivare scendendo di pochi metri. Noi proseguiamo invece lo stradello fino a immetterci nella Strada delle Rocchette, dopo aver superato una sbarra, a 05h 30'. Siamo una cinquantina di metri oltre la Cappella e proprio presso la vettura e quindi concludiamo l'escursione.