DATA ESCURSIONE: 11/10/2020
Lo scopo dell'escursione è salire con il 169 fino ai Prunetti e ammirare poi le incisioni presenti al Vergheto. Consapevoli che molte di esse sono recenti.
Poco prima di arrivare al paese di Forno, sulla destra, presso una chiesa isolata (Oratorio di Sant'Anna, XVII secolo), c’è un parcheggio intitolato a Ciro Siciliano (1908-1944), maresciallo dei carabinieri e comandante della stazione di Forno, medaglia d'oro al merito civile. Egli fu ucciso nella strage del 13 giugno 1944, effettuata da truppe tedesche e repubblichine. Le vittime furono 8 partigiani e 60 civili, la maggior parte fucilati proprio presso questo Oratorio. Inoltre 51 persone furono rastrellate e inviate nei campi di lavoro in Germania.
Qua c'è una fontana e qua iniziamo la nostra escursione. Seguiamo la strada asfaltata verso il borgo che costeggia il fiume Frigido, che rimane sulla destra. In pochi minuti siamo al cartello stradale di Forno e alle sue prime case. Sulla destra si trova il bel Ponte dell'Indugio, esso deve il nome al latino indusium: abito o panno, per il fatto che nei pressi si trovava un follo per la lavorazione della lana. Il ponte attraversa il fiume Frigido, dove ha inizia un percorso non numerato che porta al Piano dei Santi e poi a Casania o a Resceto.
Proseguiamo e poco dopo, a 5', lasciamo la strada principale e prendiamo via Arnaldo Pegollo (partigiano, medaglia d'oro) sulla sinistra. Passiamo tra le case del borgo adornate con pregevoli icone marmoree e a 9' siamo presso la Chiesa di San Pietro (XIV secolo) con murale (nella parte posteriore) che illustra la predicazione del Cristo. Subito dopo siamo in una piazzetta (Piazza Martiri della Libertà) dove inizia il sentiero 169 (forno-Casette). Qua si trova una fontana di marmo con citazione di Eraclito "Dalla terra nasce l'acqua, dall'acqua nasce l'anima". Da parte opposta della stessa fontana c'è poi la dedica ai morti delle guerre e del lavoro alle cave.
Il sentiero si dirige in salita verso sinistra, seguendo inizialmente una scalinata di cemento che passa tra le case del borgo. Poco dopo le case si fanno meno fitte e scorgiamo, a destra in basso, il fiume Frigido. Poi le case finiscono e ci troviamo su un viottolo con staccionata metallica sulla destra, intanto iniziamo a vedere gli edifici della Filanda, sempre in basso, verso destra. A 18', mentre il sentiero sale, una traccia scende a destra. La traccia arriva in pochi minuti alla strada asfaltata, non distante dalla Filanda (sulla strada è presente indicazione del sentiero 169 e forse oggi lo stesso viene fatto iniziare proprio qua, evitando le case del borgo).
Qua inizia una rete metallica di protezione dalle frane che rimane sulla nostra destra. Saliamo con qualche tratto ripido e a 26' arriviamo presso alcuni ruderi (a destra e a sinistra) con un edificio recuperato, di fronte il panorama si apre sulla zona del Grondilice, mentre il basso scorgiamo bene l'edificio della Filanda. Lungo questo tratto di sentiero e anche più in alto si trovano delle incisoni coppelliformi di esecuzione recente e anche fori nella pietra usati per sostenere pali con varie funzioni (segnare confini o sostenere le viti). Sicuramente tutta la zona che andiamo a percorrere è stata frequentata sin dal neolitico, come testimoniato anche dal rinvenimento in zona di un'ascia litica negli anni 30' del secolo scorso, da incisioni presenti a Fonte Antica e da quelle presenti al Vergheto.
[Le coppelle sono incavi emisferici, di pochi centimetri di diametro, scavati nella roccia. Risalgono al periodo dal mesolitico all'età del ferro. Sono probabilmente legate a culti naturali, forse all'acqua che esse raccoglievano. Forse venivano riempite di grasso per creare fuochi. In alcuni casi le coppelle erano disposte a rappresentare costellazioni celesti.]
Subito dopo gli edifici il sentiero 169 sale decisamente a sinistra costeggiando all'inizio un rudere (presenti segni). Invece la traccia a destra continua fino a innestarsi all'inizio della strada per il Pianello-Vergheto. Da questo momento saliremo ripidamente verso il Colle dei Prunetti, superando un dislivello di 500 metri. Il percorso è quasi interamente tra vegetazione, anche fitta e troveremo anche qua qualche coppella e qualche altra incisione, sicuramente recenti.
A 36' siamo presso alcune costruzioni rurali e bisogna prendere a sinistra (segni) evitando una traccia che scende verso destra. Ricordiamo che in zona esistono abitazioni e zone coltivate per lo più a orto. Proseguiamo, mentre la salita diventa ancora più ripida.
A 46' siamo presso dei ruderi sulla sinistra, con due cippi verticali. A 53', siamo presso una costruzione in lamiera, a sinistra, con vicino una casa, qua, lungo il sentiero troviamo una pietra con una W e una sorta di 6 o di G e forse un 8 o B. l'incisione è interessante, ma di fattura sicuramente recente. Che la W rappresenti Cassiopea è solo una nostra suggestiva, ma improbabile, interpretazione.
A 01h 12' siamo presso altre costruzioni (con traccia verso sinistra che si dirige alle case sopra) con recinto per le capre. Presso una scalinata in cemento con staccionata sulla destra c'è un grosso masso con inciso un uomo stilizzato con una sorta di capello quadrato, che qualcuno chiama "il Portatore". Anche questo segno è molto recente come lo sono le iniziali VT in un masso poco distante.
Saliamo ancora e poco dopo, a 01h 21', siamo su una traccia che a destra porta alla strada asfaltata, abbastanza larga per parcheggiare le auto di chi abita o lavora in questa zona. A sinistra la stessa traccia porta ad alcune case stabilmente occupate.
Invece il sentiero prosegue in salita proprio davanti a noi. Poco dopo sulla destra c'è uno spiazzo panoramico con rudere, saliamo e arriviamo su uno stradello che prendiamo verso destra e, subito dopo, a 01h 34', arriviamo alla strada asfaltata. Siamo a una curva a U della stessa con abitazione a destra. Il sentiero sale per il castagneto di fronte a noi (segni), più lontano, a sinistra, una recinzione delimita una proprietà.
La traccia è abbastanza evidente anche se in questa stagione c'è molto sottobosco, in particolare felci. Notiamo con disappunto che i castagni sono malati e non producono frutti. La malattia può essere contrastata introducendo il competitore del parassita. In molte zone delle Apuane la lotta biologica ha ottenuto ottimi risultati, si vede che qua non ci sono stati lanci.
[Dal 2002 è comparso in Italia un insetto: Dryocosmus kuriphilus detto vespa cinese o cinipide del castagno, lungo circa 2,5 mm e originario del nord della Cina. Esso è stato introdotto accidentalmente nel nostro paese e ben presto si è diffuso su tutto il territorio nazionale. L'insetto rallenta lo sviluppo della pianta e riduce in maniera drastica la fruttificazione, anche se non uccide la pianta. Esso produce delle galle, cioè ingrossamenti a carico di gemme, foglie e fiori in cui le vespe si sviluppano. Per combattere l’infestazione è stato introdotto il nemico naturale di questa vespa un imenottero: il Torymus sinensis, che a sua volta parassita le larve della vespa.]
Saliamo tra i castagni e a 01h 57' siamo presso una piccola fonte denominata Fonte Antica (quota 616 m). In zona ci sono incisioni preistoriche che comunque non vediamo, anche a causa dell'abbondante vegetazione. Saliamo avvicinandoci alla strada e a 02h 19' siamo presso un grosso tubo metallico che rimane sulla destra il cui senso dovrebbe essere la raccolta delle acque piovane. Più avanti c'è anche un serbatoio in cemento, proprio vicinissimo alla strada. In realtà tutta la struttura pare in abbandono e mai terminata.
Adesso la traccia è meno ripida e più aperta, con qualche squarcio panoramico sulla zona di Forno, con dietro il crinale Cavallo, Tambura, Sella. Poi il bosco finisce e ci troviamo sul crinale per la Cima di Gioia e il Monte Tamburone. Questa è la cresta del Tamburone (o di Venedreta) confine tra il bacino del Carrione (Carrara) e il bacino del Frigido (Massa).
A 02h 39' arriviamo al Colle dei Prunetti, il panorama si apre sulla destra su Colonnata e la costa fino al Golfo della Spezia. Poi sempre a destra ci sono i Campanili, Cima d'Uomo e dietro Maggiore e Sagro. Qua il sentiero 169 prosegue per il crinale diretto a Casette (con deviazione per il David di Gioia). Invece una traccia di raccordo ben segnata porta al sentiero 138⇧ e al Vergheto verso cui siamo diretti. Ricordiamo che qua arriva anche una traccia dalle Casette, da noi percorsa e descritta in un precedente itinerario. Adesso seguiamo il raccordo per il sentiero 138⇧ che è ben segnato. Si segue la cresta nel versante carrarino, praticamente si torna indietro.
Saliamo un po', sempre in cresta, e poi tra ginestra ed erica entriamo nel castagneto, sempre in salita e, a 02h 58', curviamo a destra (presenti segni) e siamo nel Pianello. Questo è un ripiano in un bosco di castagni centenari a confine tra Carrara e Massa. Esso è luogo di campeggio libero e di picnic estivi. Qua arriva un ampio sterrato, continuazione della strada asfaltata da Forno. Proseguiamo nel bosco per tratto pianeggiante e poi in lieve discesa per risalire e innestarci nel sentiero 138⇧ a 03h 04'. Questo sentiero unisce Colonnata con Vinca passando da Foce Luccica e da Foce di Vinca. Saliamo a destra verso le Case del Vergheto. Ben presto siamo a un grosso castagno dal quale si diparte una traccia verso destra, che poi seguiremo, che ci porterà alla strada per Forno.
Lungo il sentiero troviamo diversi massi con coppelle (molto interessante uno con 4 coppelle) e qualche altro segno, in particolare uno che sembra avere inciso un antropomorfo di incerta lettura. La nostra interpretazione di quest'ultimo è comunque molto soggettiva. Secondo Silvio Tonarelli in esso è distinguibile un segno romboidale con microcoppella centrale, che ritroviamo presente anche in altri siti (per esempio a Trogna di Cardoso). Inoltre si vede un altro segno romboidale che richiama un tipo di alabarda incisa su rocce di siti rupestri alpini. Va aggiunto che queste pietre sono state spostate dalla collocazione originaria per essere riutilizzate per costruire la mulattiera per il Vergheto che dovrebbe risalire a circa 90 anni fa.
Passiamo un po' di tempo a fotografare le incisioni. Intanto saliamo trovando le prime case di Vergheto, alcune ormai ruderi e, a 03h 23', siamo alla marginetta del Vergheto. Essa è stata recentemente restaurata e ha all'interno un'icona marmorea della Maria Santissima del Bon Consiglio del 1864. Di fronte alla marginetta c’è il nucleo principale delle case del borgo. Esso è in posizione molto panoramica sulle Alpi Apuane: Sagro, Grondilice, Contrario, Cavallo, Sella, Tambura e Altissimo. In particolare è panoramico sullo Spallone del Sagro.
[Il termine Vergheto è riferito alla zona, coperta per lo più da castagni e interamente nel Comune di Carrara, che si trova subito a est della Cima d'Uomo nella Valle del Canale del Vento. Il termine (anche Verghetto) deriva da virgētum: piantonaio, cioè luogo dove si interrano pianticelle innestate fino a raggiungere lo sviluppo necessario per metterle e dimora. Il borgo conosciuto come Case del Vergheto, si trova sul crinale che separa la valle di Colonnata da quella di Forno a 860 metri di quota. È costituito da un gruppo di case, alcune abbandonate altre invece restaurate e saltuariamente abitate dai proprietari. Era alpeggio della Comunità di Colonnata e quindi sede di attività silvo-pastorali. Non c’è acqua per l’escursionista, presente invece in passato, la fonte è in basso lungo il sentiero 195, ma richiede una deviazione di circa 20’.]
Il sentiero 138⇧ prosegue per Foce Luccica, con deviazione per il 195, diretto ancora a Colonnata passando per le Sorgenti del Carrione e poi per la Cresta della Cima d'Uomo. Rimaniamo in zona a esplorare cercando altri massi coppelati. In particolare saliamo lungo il crinale per traccia tra le felci che porta a una casa isolata. La traccia inizia nello spiazzo tra le case proprio sopra il sentiero, tra l'altro anche qua ci sono delle coppelle (si tratta di vedere se sono antiche o recenti).
A 03h 40' torniamo indietro e ci fermiamo alle case a mangiare qualcosa. A 03h 58' lasciamo le Case del Vergheto continuando a vedere le pietre incise in zona. Quindi a 04h 13' siamo nuovamente al grosso castagno sul sentiero 138⇧ e adesso lasciamo il sentiero per seguire una traccia che si dirige, evidente, sulla sinistra. Arriviamo a una spianata dove possono sostare i fuoristrada nel bosco, qua, sulla sinistra, un ampio sterrato ci porta alla strada dove arriviamo a 04h 27'.
Adesso percorreremo interamente la strada asfaltata, tutta in discesa, per Forno, essa inizia al tornante successivo. Ne dovremmo percorrere altri 13 per portarci alla strada principale che unisce Forno con la zona delle cave a Biforco. Il percorso è costeggiato da castagni e la strada, in certi tratti, è malmessa. Nella parte bassa godremo anche di buoni panorami essenzialmente sulle cave di pietra di Forno e sul versante occidentale del Castagnolo e del Girello.
A 04h 39', presso una curva, vediamo i segni del sentiero 169 che è possibile recuperare entrando nel bosco (siamo vicini a Fonte Antica). Continuiamo la discesa e a 05h 08' chiudiamo il primo anello tornando presso la casa dove eravamo passati all'andata uscendo da bosco. Dopo una decina di minuti iniziamo a vedere le cave di pietra di Forno. Sulla sinistra in alto ci sono delle case per il ricovero di capre e pecore. Scendiamo ancora qualche minuto e a 05h 31' siamo in Località Mozziconi dove inizia il sentiero 137⇧ (Forno Mozziconi -Rifugio Donegani) che all'inizio percorre il selvaggio Canal Regollo. Adesso a sinistra c'è il canale e le cave di pietra e il panorama si apre sulle colline sopra Forno mentre le Apuane (Grondilice, Cavallo, Tambura) sono nascoste dalle nuvole.
Continuiamo e a 05h 46', sulla destra, un cartello indica, a sinistra, il Viottolo dei Cigli che porta alla località Ilci, posta in posizione panoramica. Scendiamo e dopo circa 10' ci sono altre case sulla destra e poco dopo a 06h 03' siamo sulla strada principale, dopo aver superato una casa a sinistra. Presso la costruzione c'è un tabernacolo con San Martino a cavallo che taglia il mantello per darne la metà ad un povero e una statua della Madonna col Bambino. Una lapide ricorda che Martino Barsanti fece fare il tutto come protezione per i suoi cavatori alla Borre del Sagro. Subito dopo a sinistra inizia il sentiero 161 per Castagnolo e Resceto.
Scendiamo e a 06h 13' siamo presso l'edificio della Filanda di Forno, davanti al Pizzo del Cotonificio (guglia monolitica di alcune decine di metri scalata per la prima volta da un fornese verso il 1900) alto 243 m.
Ricordiamo che la Filanda o Cotonificio è una struttura industriale risalente alla fine dell'Ottocento che diede lavoro a molte donne e ragazzi e portò un incremento demografico di Forno. Con la guerra la struttura fu notevolmente danneggiata. Fu in parte restaurata negli anni '80 del secolo scorso e oggi è sede di un Museo di Archeologia industriale. Oltre alla fabbrica il complesso comprendeva anche abitazioni per i dipendenti e la casa del direttore. Il palazzone dei dipendenti è una sorta di Casa di Wright (casa sulla cascata) poiché qua scende l'acqua dalle Sorgenti del Frigido poste più in alto. Queste sono una risorgenza spettacolare di acque provenienti da tutto il settore nord-orientale delle Apuane dal Grondilice fino al Macina, ma acque provengono anche dalla Carcaraia. Dal ponte di ferro, presso le case, inizia il sentiero 154 per Casania.
Scendiamo e dopo 3' sulla destra, presso una casa abbandonata, c'è un'indicazione del sentiero 169, la traccia si innesta sul sentiero principale come abbiamo già detto. Scendiamo e troviamo le Case Operaie (tipiche case a ringhiera) poste dalla parte opposta del Frigido, costruite per le lavoratrici della Filanda). Poco dopo, sempre a sinistra, c'è la Casa Socialista risalente al 1912, costruita per scopi sociali e culturali dalla Lega dei Cavatori di Forno legata alla Camera del Lavoro e al Partito Socialista. Continuiamo e a 06h 35' concludiamo l'escursione tornando al parcheggio.