(LU-Stazzema) LA CULLA-CASE AI LECCI (605 m)-CASE DI MEZZO (680 m)-BIVIO GABBERI/GREPPOLUNGO (431 m)-ROCCIA DEI PENNATI (580 m)-TRIVIO CULLA/SETRIANA/GREPPOLUNGO (380 m)-TORRE DI MONTEBELLO (474 m)-LA CULLA (in parte anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

La Culla (470 m)

Località di arrivo:

La Culla (470 m)

Dislivello mt.:

530

Tempo totale:

05 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

La Culla, Greppolungo

Rifornimento acqua:

La Culla

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

107◆traccia C3◆stradello◆traccia C3

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (66)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE:25/10/2020




Dopo aver superato il cartello stradale de La Culla proseguiamo ancora qualche centinaio di metri fino a uno slargo-parcheggio, dove arrivano anche le corriere, e qua ci fermiamo. C’è anche una fontana proprio sopra il minuscolo cimitero, che si intravede, più in basso, tra le fronde. Presso la fontana ci sono le indicazioni del ristorante Da Luciano seguendo una stradina che scende alla locale chiesa. Questa stradina recupera la traccia che si innesta, più in basso, nel sentiero 114(ex 4): Valdicastello-Sant'Anna-Farnocchia-Le Mulina.
Dal parcheggio si vede la cupola del campanile della chiesa del borgo, intitolata a Sant'Antonio da Padova e ai Santi Angeli Custodi. La zona del parcheggio è molto panoramica sulla piana di Camaiore, sul lago di Massaciuccoli e sulla costa.

[La Culla è un piccolo borgo, alle pendici del Monte Gabberi, diviso tra i comuni di Camaiore e Stazzema e tra le diocesi di Lucca e di Pisa. La chiesa risale al XVII secolo. In quel periodo il paese era diviso tra Lucca e Firenze.]

Per iniziare la nostra escursione dobbiamo tornare indietro di una cinquantina di metri. Sulla destra, presso alcune case, si trovano i segni della traccia di raccordo per il sentiero 114, ci cui abbiamo già parlato, che arriva presso il Molino di Sant'Anna. Noi dobbiamo salire a sinistra per uno stradello cementato che porta alle abitazioni alte della Culla. Dallo stradello inizia il sentiero 107 (La Culla-Monte Gabberi-Foce di San Rocchino) che percorreremo nella parte iniziale e qua iniziamo a prendere i tempi.
All’inizio ci sono indicazioni, alquanto stinte, del sentiero 107. Inoltre ci sono indicazioni bianco-gialle, anch'esse molto stinte, della Traversata delle Frazioni Camaioresi (TFC). Lo stradello sale subito molto ripido e proprio dove diventa sterrato e si addolcisce, a 1', il sentiero 107 va verso sinistra. Invece i segni bianco-gialli continuano sullo stradello per le altre case della Culla. Poi esso poi diventa sentiero per Greppolungo. Lo seguiremo al ritorno per chiudere l'anello.
Saliamo alcuni scalini e poi saliamo tra un paio di costruzioni e, andando a sinistra, siamo subito nel bosco. Questo è una lecceta molto fitta e ricordiamo che questi alberi erano usati dai locali per produrre il carbone vegetale. Il sentiero sale a tratti anche piuttosto ripido.
A 4' siamo a un primo bivio: a destra una deviazione porta all'Orrido e a Greppolungo (indicazioni rosse sulla roccia). L'Orrido è un canale sassoso e, a tratti molto ripido, che incroceremo un paio di volte in questa escursione. Esso darà poi origine al Rio della Cisterna tributario del Torrente Lombricese. Le deviazioni per Greppolungo sono tre e tutte vanno poi a confluire nello stesso sentiero. Noi seguiremo quella mediana al bivio successivo.
[Questi tre sentieri passano per te distinti gruppi di case abbandonate: le Case di Sopra (750 m), le Case di Mezzo (680 m) e le Case di Sotto (630 m). Queste case sono conosciute anche come Case di Soppenna (da sub penna, cioè sotto il monte (Gabberi).]
Subito dopo il bivio troviamo a sinistra un appostamento per la caccia. Il sentiero è segnato, ma occorre attenzione per la presenza di diverse tracce che si dipartono da esso. A 7' saliamo a destra e poco dopo, a 15', sempre sulla destra c'è un muro a secco a delimitare antiche proprietà. In zona prospera il pungitopo, in questa stagione con le sue bacche rosse. Troviamo qua e là nel bosco degli spiazzi sostenuti da pietre usati per le carbonaie.
A 21' andiamo a destra per tratto delimitato a destra da grosse pietre e subito dopo siamo presso un gruppo di case abbandonate e pericolanti: sono le Case ai Lecci (605 m). Questo è un antico borgo contadino, ormai in malora, in cui si riconoscono ancora pozzi di raccolta dell’acqua piovana, vasche scavate nella pietra e bei portali in pietra.
Dopo l'ultima casa il sentiero sale a sinistra. Poco dopo costeggiamo ancora un muro che lasciamo a 29' spostandoci verso destra. Adesso la salita si fa più dolce con tratti di falsopiano. Continuiamo a salire e a 37' il bosco si fa più rado e vediamo di fronte il Gabberi e, lontano sulla destra, il monte Prana con la sua alta croce sommitale.
Continuiamo nel bosco e a 43' siamo alla seconda deviazione per l'Orrido e Greppolungo. È presente un cartello dell'itinerario C 3 (Greppolungo-La Culla-Roccia dei Pennati-Greppolungo) che praticamente è quello che noi stiamo seguendo. Il sentiero 107 prosegue verso sinistra in salita diretto alla vetta del Gabberi con deviazione per il Ripiano dei Pennati. Seguiamo quindi la traccia verso destra in leggera discesa sempre nella lecceta.
A 50' attraversiamo l'Orrido in tratto dove si trovano le indicazioni dello stesso e delle Case di Mezzo. Poi costeggiamo un muretto di contenimento sulla sinistra e in breve, a 54' arriviamo al gruppo di ruderi delle Case di Mezzo. Ci fermiamo un po' a vedere i bei portali in pietra, una vasca per l'acqua e un grosso muro di contenimento.
A 01h 03' lasciamo il sito sempre costeggiano un muretto sulla sinistra. A 01h 09' da sinistra scende un canale sassoso e dopo un minuto c'è un bivio. Sono caduti degli alberi proprio al bivio dove bisogna salire sulla sinistra (ometto)'. Saliamo e in un paio di minuti ci inseriamo nella traccia alta che si diparte dal sentiero 107. Subito dopo c'è una roccia in bilico, a destra, inclinata verso sinistra che può servire come utile riferimento per trovare l'innesto della traccia a chi viene da Greppolungo. Scendiamo superando alcuni alberi caduti sul sentiero.
Scendiamo con qualche tornantino e a 01h 21' arriviamo all'innesto con la traccia bassa che scende a destra (presente indicazione La Culla sulla roccia). Da questo punto in poi le tre tracce, come già detto, coincidono. Scendiamo e subito troviamo a sinistra un basso riparo sotto roccia.
Proseguiamo e, a 01h 30', le stipe cominciano a predominare nella vegetazione. Poi il sentiero si apre un po' permettendo di vedere la Piana di Camaiore. Proseguiamo con ripidi tornantini sempre in discesa e a 01h 40' c'è una piccola radura sulla destra. Intanto la discesa si addolcisce e abbiamo un muretto sulla sinistra, trascuriamo una traccia verso sinistra e a 01h 49' c'è una casa con le imposte rosse sulla sinistra. Poco dopo il panorama si apre sul Prana e, in basso, su Greppolugo di cui si nota il campanile.
A 01h 53' arriviamo a una casa di fronte alla quale passa una traccia. La seguiamo verso sinistra e subito dopo arriviamo a un bivio: a deistra si scende a Greppolungo e seguiremo questa traccia al ritorno. Invece a sinistra sale la traccia per il Gabberi, la Roccia dei Pennati e Setriana (presenti indicazioni).
Saliamo per evidente mulattiera e poco dopo abbiamo uliveti e una casa sulla sinistra. A 02h 05' arriviamo a un altro bivio: a destra si va a Setriana e Casoli, invece a sinistra si va al Gabberi e al Masso dei Pennati. Davanti c'è una captazione di acqua. Siamo nella lecceta e saliamo per tratto ripido avendo sulla destra un alto muro di roccia e muretti a sinistra, poi ci spostiamo verso destra. Questo tratto è segnato con segni gialli del TFC, con segni rossi e con segni blu. Questi ultimi generano confusione. Dall'analisi della carta 4Land penso che alcune frecce blu indichino itinerari per palestre di roccia e una traccia che si innesta nel 107 per poi dirigersi a Farnocchia. Mancano comunque le necessarie indicazioni.
A 02h 15' siamo a un bivio, prendiamo a destra (segni gialli), ma è possibile anche andare a sinistra perché le tracce convergono come vedremo al ritorno. Proseguiamo, intanto siamo nel castagneto purtroppo abbandonato, trascuriamo una traccia con frecce blu verso destra, a 02h 20', e una successiva, sempre verso destra, dopo un paio di minuti.
Proseguiamo in salita e arriviamo a 02h 26' al sito della Roccia dei Pennati. Su un masso c'è un cartello di Camaiore Antiqua con spiegazioni e da esso continua il sentiero per la vetta del Gabberi. Qua c'è anche la ricostruzione di una capanna ligure-apuana in legno su basso muretto in pietra, la stessa è coperta con un telone. In realtà la copertura dei liguri era, probabilmente, di paglia. Da parte opposta, rispetto alla Roccia, si trova il rudere di una casa con una bella vasca per la raccolta delle acque scavata nella roccia. Guardiamo il masso con attenzione anche se molti segni sono di difficile lettura, essendo molto antichi. Esso ha una staccionata in legno di protezione.

[La Roccia dei Pennati è un grosso masso calcareo levigato a mano, sopraelevato e di forma vagamente circolare con diametro di circa 5 metri. Fu scoperto dal signor Angelo Tabarrani del Gruppo Archeologico di Camaiore. Su di esso sono presenti almeno 11 pennati e un mazzuolo, alcuni incisi a martellina. Poi c'è una vaschetta rettangolare e alcune coppelle che fanno pensare a un utilizzo religioso del masso stesso. Altri segni sono di difficile lettura poiché consunti dalle intemperie. Ricordiamo che il pennato era in uso, in zona, dalla tarda età del bronzo (1200-1100 a C), sia come strumento di lavoro che come arma, tra i liguri-apuani. Il pennato, come incisione, è molto diffuso sulle Alpi Apuane e questa è una caratteristica locale che ha pochi riscontri nel resto d'Europa. Abbiamo allegato una foto della locandina presente in situ con la disposizione delle incisioni.]

Rimaniamo un po' in zona e a 02h 40'. A 02h 55' siamo nuovamente al bivio per Setriana e a 03h 03' al bivio per Greppolungo. Adesso scendiamo a sinistra per tratto ameno e incontriamo subito una casa sulla destra, siamo su tratto aperto e panoramico sulla piana di Camaiore e sulla costa. Superiamo un'altra casa e poi siamo su una mulattiera con qualche tornanti. Ci sono uliveti e poi la lecceta.
A 03h 12' arriviamo a un trivio su uno stradello con qualche indicazione. Lo stradello scende a sinistra alla chiesa di Greppolungo dove arriva il percorso TFC proveniente dalla Culla. A questa località si dirige anche lo stradello verso destra che recupererà la traccia TFC e che noi seguiremo. Però prima ci fermiamo una decina di minuti. Poi riprendiamo il cammino a 03h 22'.
Lo stradello è in lieve salita ed è ampio da permettere il transito delle auto (è una strada privata). Subito dopo 3' a un bivio bisogna andare a destra. Proseguiamo e a 03h 36' a un altro bivio vai a sinistra in discesa. Dopo 2' arriviamo a un cementato in ripida salita (via privata) qua dal bosco a sinistra arriva il sentiero TFC da Greppolungo, quindi siamo arrivati alla traccia che dobbiamo seguire fino alla Culla.
Adesso saliamo per il cementato, scorgendo qualche segno giallo, e arriviamo a un gruppo di costruzioni con l'Home Restaurant Il Cavaticcio. Proseguendo qualche metro c'è un bello spiazzo panoramico sulla costa e sulle colline circostanti. Presso il cartello del ristorante sale una scalinata in legno con indicazione La Culla. Siamo subito nel bosco per tratto ameno con muretto a destra.
A 03h 45' sulla sinistra c'è un punto panoramico usato probabilmente come punto di osservazione nell'ultima guerra. Scendiamo un po' e, a 04h, sulla destra ci sono le Falesie di Greppolungo usate dagli arrampicatori. Il percorso è a saliscendi con prevalenza di salita. Parte della traccia è poi su rocce da percorrere con attenzione quando sono bagnate come oggi, comunque in alcune sono scavate delle utili pedate.
A 04h 08' arriviamo a una casa posta in posizione panoramica addossata alla roccia. Vediamo la zona del Cavaticcio, le falesie e il Monte Gabberi. Proseguiamo e a 04h 14' siamo ai ruderi della Torre di Montebello. Arrivati al cartello informativo di Montebello bisogna andare pochi metri sulla sinistra e salire una traccia che porta alla parte sommitale di ciò che resta della torre. Da lontano non si vede niente poiché la torre è coperta da vegetazione.

[Il Castello di Montebello, conosciuto anche con il nome di Castellaccio, è citato nel XII secolo, ma fu distrutto poco dopo. I resti della torre di guardia sono posti in posizione strategica a sorvegliare la vallata. L'abitato del castello si trovava sotto la torre verso la costa. Di esso rimangono ruderi di case, strutture fortificate e muri di cinta in parte ancora da studiare.]

Lasciamo i ruderi della torre dopo 5' e proseguiamo per tratto aperto in salita, panoramico sul Gabberi. Passiamo poi tra arbusti mediterranei (mirto, corbezzoli, ginestre) e dopo torniamo nella lecceta. A 04h 32' attraversiamo nuovamente l'Orrido e a un successivo bivio si sale verso destra. Seguono alcuni minuti di ripida salita su rocce, a 04h 49' siamo presso una postazione per la caccia a sinistra e subito dopo a un bivio si prende a sinistra. Pochi minuti e siamo presso una baracca cui seguono le prime case della Culla.
A 04h 56' siamo a uno spiazzo panoramico sulla costa e Camaiore e subito dopo, a 05h, siamo a una marginetta risalente al 1906 con icona marmorea della Madonna col Bambino e piccolo altare. Presso la marginetta chiudiamo l'anello poiché il 107 sale a destra subito dopo. Scendiamo e a 05h 04' siamo all'auto e concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Usciti da Pietrasanta si prende la via Sarzanese per 2 km poi alla prima rotatoria (3,5 km) si devia a sinistra, si supera Monteggiori (6 km) e si arriva a La Culla (9,3 Km) preso un piccolo parcheggio poco sopra la chiesa.
Note
Questa escursione permette di ammirare la Roccia dei Pennati di Greppolungo. In realtà la stessa è visitabile in tempo minore partendo da Greppolungo.
In questa escursione passiamo per i borghi abbandonati delle Case ai Lecci e delle Case di Mezzo. Essi sono interessanti anche se ormai pericolanti. Ci sono bei portali in pietra e resti di vasche, scavate a mano, per la raccolta dlle acque. Inoltre possiamo vedere la Torre del Castello di Montebello ormai ridotta a pochi ruderi immersi nella vegetazione.
L'itinerario è per lo più nel bosco, con qualche bel panorama sulla Piana di Camaiore e sulla Costa, sul Gabberi e sul Prana. Di un qualche interesse è il cosiddetto Orrido, un canale sassoso e ripido che attraversiamo due volte.
Alcuni sentieri fanno parte della Traversata delle Frazioni Camaioresi (TFC), non sono molto segnati, ma abbastanza evidenti. Nel salire alla Roccia ci sono molti segni blu che possono confondere le idee per cui è bene seguire le indicazioni della relazione.
Il percorso non è difficile, ma il dislivello richiede un minimo di preparazione. Qualche tratto potrebbe essere insidioso in caso di pioggia e rocce bagnate.
Traccia GPS