DATA ESCURSIONE: 14/02/2021
Parcheggiamo nella Via di Marcognano, poco dopo la curva che porta al Cimitero monumentale di Marcognano e poi a Torano (qua il Viale di Potrignano cambia nome in Via di Marcognano). Torniamo indietro e in un paio di minuti siamo all'inizio (124 m) della breve Via di Monte d'Arme dove iniziamo a prendere i tempi dell'escursione.
All'inizio della strada c'è una fontana e le indicazioni dei sentieri, noi seguiremo interamente il 193 fino alla Pianaccia, dove lo stesso si innesta nel sentiero 140⇧. Saliamo e troviamo subito, alla fine della strada, una chiesetta con il tetto ormai caduto. [Questo è l'Oratorio di San Rocco, risale al XIV secolo, costruito dalla confraternita omonima. Subì diversi rimaneggiamenti nel corso del tempo, fino all'abbandono attuale.]
Prendiamo ora verso sinistra per una mulattiera, tra recinzioni e muretti, in zona coltivata a ulivo. Il primo tratto è molto ripido, poi la salita si farà più tranquilla in prossimità dell'abitato di Monte d'Arma.
A 6' siamo presso una casa isolata, tra la vegetazione vediamo bene, verso destra, Monterosso e l'Ospedale di Carrara (oggi Centro Specialistico Achille Sicari). Continuiamo la salita per ripidi tornantini, mentre il sentiero si apre su piane terrazzate per lo più tenute a uliveto, il panorama è su Carrara, fino al mare, e sulle cave del bacino di Torano.
A 20' siamo su uno stradello sterrato che sale all'abitato di Monte d'Arma e proviene dalla strada di Torano. Lo seguiamo in salita verso sinistra. Poco dopo attraversiamo un boschetto di conifere e a 25' siamo alle prime case di Monte d'Arma, piccolo agglomerato di pastori e agricoltori. Su una delle case c'è un bel bassorilievo in marmo del 2019, voluto da Angelo Carmagnola in ricordo dei genitori. Sulle colline a sinistra vediamo bene Sorgnano, che si trova sulle colline, sull'altro lato del Canale di Gragnana.
Continuiamo in leggera salita, tra arbusti, e a 34' arriviamo a un bivio (302m) dove prendiamo verso destra. Invece a sinistra scende, ben indicato, il nuovo Sentiero (o Via) dei Cavatori che termina a Gragnana. Lo percorreremo al ritorno.
Il sentiero 193, ben evidente, segue la cresta che separa la valle di Torano da quella di Gragnana. Il panorama è aperto, sulla sinistra, su Carrara, fino al mare e al porto, su Sorgnano, Gragnana, Noceto e Castelpoggio, mentre sulla destra c'è il Sagro e il bacino marmifero di Torano. Dopo 4' siamo presso una vecchia casa che rimane sulla destra. Poi prendiamo a salire più ripidamente e aumenta la vegetazione, per lo più lecci e arbusti, come mirto e ginestra. A 42' arriviamo a un primo traliccio dell'alta tensione (n° 843). Segue un breve tratto roccioso, poi la progressione diventa più tranquilla.
A 54' siamo alla base di quella che localmente è conosciuta come la Rocchetta, saliamo per facili rocce, poi segue un tratto che pianeggia e a 59' superiamo un breve tratto un po' esposto, ma non difficile. Ad esso segue un altro breve tratto di salita su roccia, dove è utile aiutarsi anche con le mani. Superiamo un posto di osservazione risalente all'ultima guerra (altri ne troveremo più avanti) e a 01h 06' siamo presso un altro traliccio (n° 257), poi il sentiero pianeggia un po', con un modesto risalto che è il punto più alto della Rocchetta (451 m). Il panorama è aperto su Torano e i suoi bacini marmiferi oltre che su Carrara e zone circostanti. Di fronte abbiamo, sulla cresta, il Monte d'Istro, scendiamo un poco scorgendo qualche altra trincea.
Proseguiamo fino a un boschetto di stipe dove dobbiamo prendere a destra per evitarlo. Dopo un tratto ameno saliamo per facili rocce e a 01h 29' siamo al traliccio (n°314) (497m) che si trova sulla sommità del Monte d'Istro (490 m). Qua arriva una traccia da Gragnana, la quale segue una linea che unisce i tralicci dell'alta tensione (che abbiamo percorso e descritto in una precedente escursione).
Continuiamo la salita per la cresta, che a 01h 41' lasciamo andando verso destra, in un boschetto, e passiamo presso una pozza usata dagli animali per abbeverarsi. Dopo cinque minuti recuperiamo la cresta, di fronte ci sono due modesti risalti che saliremo. Intanto scendiamo a una selletta dove c'è una lunga trincea e da cui si vede bene Noceto.
Proseguiamo sulla cresta e saliamo alla prima modesta vetta, che raggiungiamo a 02h 07', poi scendiamo e saliamo, con facilità, alla seconda più alta, che raggiungiamo a 02h 13' (quota 666) ). Scendiamo ancora per la cresta rocciosa avendo di fronte, lontano, la zona della Pianaccia. Dopo 5' la cresta rocciosa termina ed entriamo nel bosco, in leggera discesa, ma più avanti saliremo di nuovo.
A 02h 27' siamo presso dei ruderi, sulla sinistra, e 5' dopo siamo al bivio (677m) tra il 193 e il 140⇧ che viene da destra, esso inizia da Torano ed è diretto a Monzone. Proseguiamo una decina di metri lungo il sentiero 140⇧ e troviamo sulla sinistra le indicazioni per l'ex sentiero 184 che scende a Gragnana.
[Questo sentiero iniziava dal Cimitero di Gragnana e, dal punto in cui siamo, proseguiva per la Gabellaccia. Oggi lo stesso sentiero inizia proprio dalla Gabellaccia e prosegue per Casa Cardeto e Case Respettolo, in pratica è stata eliminata la parte iniziale.]
Mentre il sentiero 140⇧ prende a salire per la Pianaccia diretto alla strada, sulla sinistra nel bosco si scorgono un cartello con indicazione 184 e alcuni segni rossi che indicano la direzione. Il sentiero presenta pochi segni bianco-rossi, alcuni ben chiari, altri molto scoloriti, ma la traccia è abbastanza evidente e, a tratti, molto evidente. Solo in qualche punto sarà necessaria un po' di attenzione, in particolare oggi che la neve copre il sentiero e diversi alberi sono caduti.
Scendiamo al cartello e scorgiamo, in basso, alcuni segni verso i quali ci dirigiamo, evitando una traccia che porterebbe verso destra. Dai segni continuiamo verso sinistra, in discesa, seguendo la traccia che diventa adesso evidente. Sicuramente il sentiero viene ancora usato dai locali, la traccia è pulita e non è infrascata.
Scendendo scorgiamo, tra i rami, sulla destra la zona della Grotta della Gabellaccia. Intanto il sentiero diventa piuttosto ameno e meno ripido e ci porta a 02h 48' a uno spiazzo aperto e panoramico su Noceto, Castelpoggio e la strada. Qua sono presenti segni stinti sulla roccia, comunque bisogna dirigersi pianeggiando verso sinistra, costeggiando il bosco, nel quale poco dopo rientriamo.
Adesso continuiamo a mezzacosta, in discesa, senza deviare a destra, seguendo i segni che ci sono, anche se non abbondano, ma la traccia è evidente.
A 02h 55' siamo presso dei ruderi sulla destra. Un paio di minuti dopo scendiamo verso destra avendo, ancora sulla destra, dei muri di contenimento e seguiamo i segni stinti che ci sono e che ci fanno andare verso sinistra. Il sentiero poi continua ancora a mezzacosta, poi la traccia diventa ampia e alcuni segni rossi portano verso destra a Vecchiorla (vedi avanti).
A 03h 06' scorgiamo, su una roccia piatta, un evidente foro di un piro, probabilmente usato per il trasporto di legna o materiali da costruzione.
[Il piro è un grosso palo di legno duro, in genere castagno, confitto saldamente nella roccia e bloccato tramite zeppe di acacia. Attorno a esso si avvolgeva la fune di canapa che tratteneva il blocco di marmo durante la lizzatura.]
Dopo 1' inizia (479m) un tratto aperto, presso una possibile cava di pietra (calcare cavernoso). Di certo c'è un evidente muro di contenimento.
[Qua scende una traccia, all'inizio parallela al percorso che abbiamo fatto, che porta in 20' a quello che rimane di Vecchiorla. Questo antico borgo era legato a una viabilità diversa da quella di fondovalle e decadde con lo sviluppo di Gragnana.]
Scendiamo, superiamo un'altra sorta di cava di sassi e poi una zona di ruderi. A 03h 20' siamo su uno stradello a un bivio, prendiamo verso destra in discesa, invece la traccia in salita porta a una traccia per il Monte d'Istro (sentiero dei tralicci che abbiamo descritto in una precedente escursione).
A 03h 28' siamo a un altro bivio e continuiamo a scendere verso destra, trascurando poi una traccia che si stacca, poco dopo, verso sinistra, presso una vasca di cemento. A 03h 37' siamo sulla strada asfaltata (291m) per Castelpoggio, di fronte al Cimitero di Gragnana. Scendiamo verso Gragnana e a 03h 43' siamo alle prime case di Gragnana, che rimangono a destra.
[Gragnana è frazione collinare di Carrara. Essa è un grosso borgo di origine longobarda, ma era sicuramente preesistente. La chiesa è intitolata a San Michele (XV secolo). L'economia era silvo-pastorale, ma poi molti abitanti divennero cavatori, nonostante la lontananza dai bacini marmiferi.]
Proseguiamo e subito dopo, a 03h 47', lasciamo la strada principale ed entriamo nel paese seguendo via Carlo Cafiero (politico libertario), qua ci sono anche le indicazioni per la Chiesa di San Michele. Proseguiamo in salita per pochi minuti per poi spostarci verso la scuola elementare che rimane sulla sinistra, seguendo via Lombardini.
[La scuola è intitolata a Jacopo Lombardini (1892-1945), nativo di Gragnana, fu educatore e predicatore evangelico. Mazziniano e antifascista, fu partigiano in Piemonte e poi fu catturato e internato nei lager nazisti. Morì a Mauthausen proprio alla fine della guerra. È Medaglia d'Argento al Valor Militare.]
L'altra strada scende verso la chiesa, mentre a destra c'è via Matazzoni che passa dalla casa natale di Jacopo Lombardini. A 03h 54' siamo presso una palazzina dove inizia la Via dei Cavatori (253m), la scuola elementare rimane sulla sinistra. Qua, sul muro di contenimento della palazzina, si trova una lapide (Club Alpino Italiano / Associazione Gragnana Nostra / Via dei Cavatori / 4-6-2017). Il sentiero Via dei Cavatori è stato inaugurato il 4 giugno 2017. È stato restaurato dal Cai Carrara e dall'Associazione Gragnana Nostra. In passato permetteva ai gragnanini di andare a lavorare alle cave di Torano. Questa zona di Gragnana è conosciuta come località Macera.
Il sentiero è ben evidente e di facile percorrenza, a tratti è aperto e panoramico. Il primissimo tratto è in ripida salita poi pianeggia, da evitarsi subito una deviazione a sinistra in salita. Subito dopo c'è una vecchia casa sulla destra. Saliamo lievemente con muretti di contenimento sulla sinistra. Si alternano tratti con vegetazione ad altri più aperti e panoramici su Carrara, Noceto, Castelpoggio e Gragnana.
A 04h 09' percorriamo un tratto più ripido nel bosco, poi il sentiero pianeggia, con Sorgnano sulla destra. Poi il sentiero scende un po' e a 04h 22' sulla sinistra c'è un tratto di recinzione metallica, lungo qualche decina di metri, per proteggere dalla caduta di massi dalla parte alta della cresta che abbiamo percorso all'andata. In basso si scorge la strada statale per Gragnana.
Poi saliamo e chiudiamo l'anello dopo 10'. Proseguiamo per le case del Monte d'Arma e, seguendo il percorso fatto all'andata, a 05h 06' siamo all'inizio del sentiero 193 dove concludiamo l'escursione.