DATA ESCURSIONE: 07/03/2021
L'escursione è stata svolta con la neve e con qualche tratto ghiacciato e ripido che ci ha costretto a usare i ramponi. Comunque i tempi dell'escursione sono quelli di una giornata senza neve.
L'inizio dell'escursione è dal Piazzale di Pianza, luogo ideale per le salite al monte Sagro. Di fronte a noi c'è proprio il monte Sagro e sulla sinistra c'è il monte Borla. Sulla destra c'è la cresta percorsa dal sentiero 172/173. Dal piazzale una strada continua fino a una galleria mai terminata che avrebbe dovuto portare alla zona delle cave del bacino di Colonnata. Verso la costa la vista si apre sul bacino marmifero di Ravaccione, su Carrara e sul mare, con possibilità di vedere le isole dell'arcipelago toscano nelle belle giornate, a volte anche la Corsica. A sinistra ci sono le propaggini del Monte Maggiore. Ci spostiamo verso l'intaglio che forma la Foce di Pianza vera e propria (cartello Fivizzano) dove siamo in un paio di minuti.
La foce è confine tra i comuni di Carrara e Fivizzano ed è importante nodo di sentieri. A sinistra inizia il 172 (Foce di Pianza-Foce della Faggiola-Foce Luccica) principale sentiero per salire al Sagro, con deviazione alla Faggiola. Qua transita il 173 (Rifugio Carrara-Capanna Garnerone) passando dalle Foce del Faneletto, del Pollaro, di Vinca, di Navola e di Rasori) anche da questo si stacca una traccia per salire al Sagro. Sulla sinistra questo sentiero passa presso una vecchia cisterna di acqua per le vecchie cave. Poi transita anche il 139⇧ (Equi Terme-Torano) che è chiuso oltre Pianza.
Inoltre qua inizia il 174 (Foce di Pianza-Casa Cardeto) che seguiremo fino alla Foce dei Pozzi. Il primo tratto segue l'ampia marmifera che prosegue la marmifera Walton, piuttosto malmessa, che inizia dal Piazzale dell'Uccelliera. Scendiamo quindi per la marmifera (sentiero 139/174). Sulla destra ammiriamo il monte Sagro con le sue cave imponenti e devastanti, in parte attive. Invece verso sinistra vediamo la cresta nord-ovest del monte che dal Faneletto si abbassa fino alla Cima Tre Uomini (o Tre Omi), dietro c'è l'Appennino. La via di cava è ampia e agevole e volendo è possibile tagliarne un pezzo seguendo il vero sentiero (sono presenti i segni), ma poi preferiamo percorrere la marmifera.
A 17' siamo alle Case Walton, circondate da alberi, esse, in passato, erano costruzioni di servizio delle cave, oggi sono ridotte a ruderi con un edificio comunque ancora agibile e saltuariamente abitato. Prima della costruzione principale è presente un altare di marmo con statua della Madonna. Alcune di queste costruzioni erano preesistenti all'attività di estrazione del marmo ed erano usate dai pastori di Vinca.
Le Case Walton costituivano un minuscolo villaggio con ufficio postale, osterie, dormitori per i cavatori e anche una caserma dei carabinieri per controllare i cavatori rissosi e politicamente sospetti. Inoltre una costruzione, proprietà della famiglia Federici, fu dal 1937 al 1955 rifugio del Cai di Carrara. Presso queste costruzioni si trova una deviazione a sinistra della marmifera, chiusa da una sbarra metallica. Essa è la marmifera che porta alle cave del Borla e costituisce il sentiero 174 diretto alla Foce dei Pozzi e alla Casa Cardeto. Invece la marmifera principale scende verso le cave, con deviazione per il Balzone e per la Canalonga, e poi prosegue verso Vinca come sentiero 139⇧.
Superiamo la sbarra e proseguiamo per la marmifera di servizio delle Cave del Borla. La zona è in continua trasformazione e i vecchi segni del sentiero sono quasi del tutto scomparsi. Non è comunque difficile arrivare al sentiero fuori della cava: basta tener d’occhio la coda della montagna verso sinistra poco più in alto, dove finisce la cava. Non prendiamo deviazioni della marmifera principale e costeggiamo alcuni grossi contenitori metallici e puntiamo verso una grossa costruzione di cava con torretta, ormai in disuso. Arriviamo alla stessa a 27'. Dall'edificio si vede bene la Cava Castelbaito alle pendici del Borla. Dall'edificio dobbiamo scendere verso destra (schiena alla cava), ma la direzione è comunque obbligata. Ci portiamo quindi alla base della cava e proseguiamo salendo un po' fino alle pendici della montagna a una sorta di spiazzo dove ritroviamo i segni del sentiero a 35'. La vista é aperta sul crinale del Sagro e sui ruderi delle "case dei monzonari" (usate dai pastori e dai cavatori) e sull'edificio con i motori della Teleferica del Balzone che portava i blocchi di marmo sulla strada Monzone-Vinca. Inoltre è ben visibile il sentiero 139⇧ e la marmifera del Balzone.
Adesso il sentiero aggira il monte su facili roccette per circa 10'. Questi pochi metri sono quelli più impegnativi e vanno fatti con attenzione, per un breve tratto è presente anche una corda per facilitare il transito, ma consigliamo di evitare il percorso in presenza di ghiaccio. Troviamo qualche fatta di lupo che dimostra la presenza di questo animale anche in questa zona. Passiamo per un boschetto di giovani faggi cui seguono radure, oggi coperte da neve. Dietro noi scorgiamo il Sagro e intravediamo la cresta Nattapiana del Pizzo d'Uccello. Siamo percorrendo la zona dei Pozzi con crinali erbosi, zone boschive e fenomeni carsici. La traccia è semplice ed evidente, con qualche segno e sale abbastanza lievemente. Proseguendo a 01h 10' vediamo bene, alle pendici del Pizzo, il paese di Vinca.
Un ultimo tratto di salita verso sinistra ci porta a 01h 25' alla Foce dei Pozzi con cartello dei sentieri. Il 174 va a sinistra diretto alla Casa Cardeto. Qua arriva, da destra, il 183 (innesto 140⇧/171-Rifugio Carrara), che noi seguiremo in direzione Campocecina. Riprendiamo quindi il cammino in salita e in pochi minuti troviamo sulla sinistra un pozzo di una decina di metri di diametro che è l’imbocco dell’Antro degli Orridi (quota 1204 m) che scende per 210 metri e ha uno sviluppo verticale di 610. È la grotta più interessante in zona.
Saliamo nel bosco abbastanza ripidamente fino ad arrivare a 01h 38' a una radura panoramica (Alpe di Burla) dove il panorama si apre alla Torre di Monzone, all'Appennino, al Pizzo, al Pisanino e al Sagro. Continuiamo la salita, verso destra, seguendo i segni sempre molto evidenti, seguono saliscendi e ancora una radura panoramica dopo una decina di minuti.
Proseguiamo superando un tubo del'acqua e subito dopo a 01h 50' troviamo sulla destra l'innesto di un sentiero non segnato che sale dal sottostante 171 (Maestà della Villa-Rifugio Carrara). Continuiamo nel bosco per tratto pianeggiante o in lieve discesa. Dopo una decina di minuti percorriamo una radura panoramica per poi rientrare nel bosco. Saliamo lievemente poi, a 02h 07', la salita aumenta, ci spostiamo verso destra e a 02h 17' siamo al bivio tra il sentiero 183 e l'Anello del Ballerino che adesso seguiremo, verso sinistra, in lieve salita.
[Il percorso didattico Anello del Monte Ballerino è un percorso che si snoda presso il Rifugio Carrara, attorno al monte omonimo. È di facile percorrenza: mezz’ora di cammino per 60 metri di dislivello. Lungo il percorso sono posti alcuni cartelli esplicativi ai fini didattici per spiegare gli aspetti naturalistici e le attività umane a essi legati. Il primo tratto, a comune con il sentiero 183, si snoda in una bella faggeta fino a un notevole punto panoramico sul Pizzo d’Uccello, sul Pisanino e sul Sagro. Poi il sentiero porta ai Prati di Campocecina e da questi nuovamente al rifugio. È stato attrezzato e completato nel 2008 e inaugurato sabato 24 maggio 2008.]
Invece il 183 prosegue verso destra per il vicino Rifugio Carrara. In pochi minuti siamo ai Prati di Campocecina estremamente panoramici sulla costa, sulle isole dell’arcipelago toscano e sulla Corsica, sul golfo della Spezia.
[Campocecina o Campo Cècina, si trova nel comune di Carrara, dal cui centro dista 20 km. Esso è una vastissima prateria acidofila tra la zona dei Pozzi, lo Zucco del Latte e il Monte Borla. Verso nord guarda verso la Valle di Vinca mentre a sud domina il bacino marmifero di Torano. Sono presenti in loco rimboschimenti a conifere. La distesa erbosa giustifica il toponimo “Campo”, per quel che riguarda “Cecina” alcuni sostengono che derivi da Campus Caesaris, infatti pare che in zona sia stata trovata una lapide dedicata a Octavio Neroni Maiori il che testimonierebbe una frequentazione del luogo in epoca romana. Campocecina è luogo ameno per pic-nic in estate, per portare i bambini a giocare con la neve in inverno e luogo di partenza per diverse escursioni. Inoltre da qua partono amanti del deltaplano e del parapendio. Il sentiero principale che attraversa la zona è il numero 173, ma altri sentieri si snodano nelle vicinanze diretti al Monte Borla, al Monte Sagro, ai bacini marmiferi di Torano, del Borla e del Sagro, alla rupe del Balzone, a Monzone e a Vinca permettendo escursioni molto varie e sempre interessanti di varia durata e mai difficoltose.]
Ci spostiamo verso destra e a 02h 27' siamo sul sentiero 173 che proviene dal rifugio. Sulla destra c'è un boschetto di pini e più distante la modesta altura dello Zucco del Latte. Adesso saliamo avendo sulla destra il boschetto e in pochi minuti siamo nel bosco dopo aver superato alcuni ruderi (la ex Vaccheria di Martignoni). All’inizio del bosco si gode subito di una vista splendida sul Pizzo d’Uccello e la cresta Nattapiana. Seguiamo il sentiero che oggi è innevato e a 02h 41' sulla destra sale il sentiero non segnato per il Borla (presente cartello). Proseguiamo nella faggeta in lieve discesa e a 02h 56' siamo in un tratto aperto e molto panoramico su Pizzo e Sagro.
Segue poi un tratto di discesa più ripido e a 03h 02' siamo fuori dal bosco. Adesso il sentiero percorre il versante orientale del Borla, panoramico sul Sagro e privo di vegetazione di alto fusto. Seguiamo i segni e arriviamo a un tratto con conduttura dell'acqua e massi di cava a destra, dove il sentiero pianeggia, avendo a sinistra una cisterna per la raccolta delle acque con indicazione dei vari sentieri e subito sotto la via di cava. Noi ci spostiamo a destra e a 03h 23' siamo presso un cippo marmoreo (Monumento ai Caduti della Montagna del Cai Carrara, 1998) con sopra un crocifisso deturpato da furia iconoclasta. Pochi passi e siamo nel Piazzale dove concludiamo l'escursione a 03h 25'.