DATA ESCURSIONE: 18/04/2021
Descriviamo la salita al Monte La Pizza partendo dalla Maestà. Per effettuare un'escursione più lunga è possibile salire da Castelpoggio con il sentiero 198 , salire al monte e tornare al punto di partenza della salita. Poi con il 198 proseguire fino alla Gabellaccia e tornare a Castelpoggio con il sentiero 185, descrivendo un anello di circa 4h 30'.
Iniziamo dal piccolo parcheggio (770 m) posto a pochi metri dalla marginetta della Maestà, a circa un paio di chilometri sulla deviazione che, dalla strada Carrara-Fosdinovo, porta a Campocecina. Questa zona è conosciuta, dai carrarini, come La Maestà.
[Sin dall’antichità essa era un importante luogo di transito tra la costa e la Lunigiana interna. Prende il nome, probabilmente, da un’antica cappella intitolata a S. Sisto II, papa e martire, patrono di Castelpoggio, che era presente in loco. Sicuramente nel 1151, nei pressi di questo valico, esisteva già, gestito dai frati di S. Frediano di Lucca, l’ospedale di S. Sisto a Monte Forca per l’assistenza dei viandanti. Nel 1924 fu piantata in loco la selva di pini e abeti. In passato il 6 agosto, festa del santo, la gente saliva da Carrara e dai paesi a festeggiare nei boschi. La buona posizione l’ha resa oggi zona di ristoro e di picnic nella buona stagione. Negli ultimi anni l’amministrazione comunale ha sistemato la zona con camminamenti e percorsi salute, oggi piuttosto degradati.]
Saliamo pochi metri e vediamo, in basso sulla destra, una marginetta piuttosto grande che poteva ospitare molti viandanti e possedeva un'icona marmorea presumibilmente del XVIII secolo. Attualmente è un deposito per le vicine case. Presso la costruzione arriva lo stradello che costituisce il sentiero 198 (Castelpoggio-Gabellaccia) che passa sotto la strada. Poi lo stesso si divide: una traccia sale verso destra (sentiero 47) a percorrere il Retropizza, cioè il versante ovest e nord della Pizza. La traccia di sinistra, che costeggia, un modesto invaso, porta sulla strada provinciale per Marciaso, Tenerano e Monzone.
In un paio di minuti attraversiamo la strada e saliamo verso una costruzione poco più in alto, con le finestre rosse. Questa era una struttura ricettiva per soggiorni tranquilli nel verde (Albergo ristorante Antica Maestà) ormai dismessa e in vendita. In realtà, come vedremo al ritorno è più conveniente salire con lo stradello cementato subito sulla sinistra.
Saliamo seguendo una scalinata in legno con segni rosso-arancio e scritta 138⇧, a indicare il traliccio dell'elettricità con questo numero dal quale passeremo. Siamo subito al vecchio albergo, andiamo a destra. Qua si trova un traliccio dell'elettricità e davanti ci sono delle case bianche, prendiamo a sinistra e recuperiamo in breve lo stradello cementato di cui abbiamo detto prima, c'è anche una freccia.
A 8' arriviamo presso dei ripetitori che rimangono sulla destra. Qua lo stradello cementato termina e seguiamo la sua continuazione ampia e sterrata nel bosco (presumibilmente una vecchia strada forestale o militare). Numerose sono le fioriture di anemone e salendo troveremo anche qualche esemplare di dente di cane.
A 11' siamo al grosso traliccio col numero 138⇧. La traccia prosegue sulla sinistra del traliccio in salita tornando nel bosco. Proseguiamo per la pineta per traccia ampia con qualche segno rosso. Poi i segni terminano e sulla traccia compaiono giovani piante.
A 23' di fronte abbiamo un modesto rialzo del terreno, mentre la traccia va a sinistra. Siamo alla base del pendio sommitale, dobbiamo salire ancora una cinquantina di metri, quindi lasciamo lo stradello e andiamo un po' a destra per poi spostarci a sinistra e salire al meglio verso la vetta su cui scorgiamo ben presto la piramide sommitale. A 30' siamo sulla vetta (961m) dove si trova questo manufatto. Ricordiamo che la vetta del modesto Monte La Pizza si trova proprio a confine tra i comuni di Carrara e Fosdinovo. Salendo il panorama si è aperto sulla costa, dal porto di Marina di Carrara, a Montemarcello, al Golfo della Spezia e all'Appennino ligure, anche se oggi la visibilità non è delle migliori. Inoltre gli alberi cresciuti sul pendio sommitale impediscono una visuale più estesa anche verso Livorno. Invece la visuale verso l'Appennino tosco-emiliano e le Apuane è impedita decisamente dalla vegetazione cresciuta negli ultimi anni. Tra i fiori dominano gli asfodeli che stanno per fiorire e il narciso tazzetta in piena fioritura.
La piramide sommitale ha base triangolare di circa 3 metri di lato. È diroccata nella parte superiore e abbastanza malmessa anche nella parte inferiore. È costituita da blocchi di pietra tra loro cementati, presumibilmente era alta una decina di metri. Molto probabilmente fu costruita dalla Marina Militare come segnale per la navigazione (punto trigonometrico). Tra le scritte sulla piramide coeve alla costruzione della piramide stessa (sono infatti sul cemento che tiene i massi) vediamo un "viva 1915" che, presumendo si riferisse alla classe militare 1915, fa risalire il manufatto al 1935. Ricordiamo che la distanza dal mare della piramide è circa 12 km. Inoltre la piramide dista circa 3 km dal Monte Bastione dove si trova il Forte Bastione, costruito negli anni 80 del XIX secolo come struttura difensiva del Porto della Spezia. Esso ebbe un ruolo nella seconda guerra mondiale quando fu usato dai tedeschi come punto di osservazione per fornire informazioni alle batterie di artiglieria del Golfo. Rimaniamo in vetta una ventina di minuti e poi scendiamo per il percorso fatto all'andata. A 01h 08' siamo al traliccio 38, dopo 3' siamo sul cementato che seguiremo fino alla strada. Poco dopo le case bianche scorgiamo un piccolo bunker in parte sommerso dalla vegetazione che testimonia l'importanza militare di questa zona. A 01h 19' terminiamo l'escursione.