DATA ESCURSIONE:02/05/2021
La strada per Greppolungo termina in un parcheggio (342m) in posizione panoramica, in particolare sul Monte Prana. Comunque l'odierna escursione si svolge con visibilità pessima per cui non vedremo i panorami.
Saliamo e in un paio di minuti siamo alla chiesa di Greppolungo con il campanile staccato di fronte a essa.
[Greppolungo è un piccolo borgo nel comune di Camaiore arroccato alle pendici meridionali del Monte Gabberi. Il nome deriva da lunga groppa, cioè lungo sperone roccioso. Fu sede di un castello citato nel XII secolo ormai scomparso; la chiesa, risalente al XVII secolo, è intitolata a San Giuseppe e alla Natività di Maria Santissima. Il campanile è dell'inizio del XX secolo.]
Tra la chiesa e il campanile passa il sentiero della TFC (Traversata delle Frazioni Camaioresi) per la Culla. [Oggi, in parte, seguiremo il percorso ad anello C3, creato da Camaiore Antiqua per scoprire il territorio. L'anello completo è il seguente: Greppolungo-La Culla-Roccia dei Pennati-Greppolungo.]
Lo stesso sentiero poi prosegue per la ripida strada acciottolata che andremo a percorrere. Alla base del campanile si trova un gigantesco pennato (roncola) che taglia un ceppo di legno. Si tratta più precisamente di un tipico pennato garfagnino a lama ricurva (uno originale si trova vicino sul muro esterno della chiesa).
[Più correttamente il pennato sarebbe la roncola con una lama sul dorso, di varia forma, che lo rende utilizzabile anche come ascia. In Toscana i due termini sono praticamente sinonimi. Ricordiamo che il pennato era in uso, tra i liguri-apuani, dalla tarda età del bronzo (1200-1100 a C), sia come strumento di lavoro che come arma. Esso era associato al dio dei boschi Silvano, divinità etrusca e romana. Il pennato, come incisione, è molto diffuso sulle Alpi Apuane e questa è una caratteristica locale che ha pochi riscontri nel resto d'Europa.]
Seguiamo l'acciottolato e subito troviamo un'edicola con icona marmorea e poi un grottesco dell'Immacolata Concezione. Il culto della Madonna di Lourdes fu importato negli anni 50 dal parroco di allora dopo un viaggio nella città francese, insieme a una pietra scura che forma un piccolo altare nella grotta. Poco dopo c'à un bivio e le indicazioni per Via Cavaticcio che dobbiamo seguire sulla sinistra.
A 5' arriviamo alle indicazioni per La Culla e Setriana (374m). Lo stradello continua diretto al gruppo di case del Cavaticcio recuperando, prima della ripida salita alle case, il sentiero C3 proveniente dalla chiesa di Greppolungo. Il sentiero poi entrerà nel bosco dopo le case e si dirigerà alla Culla. Noi invece saliamo a destra seguendo una mulattiera che sale ripida a tornantini, prima tra ulivi e poi tra lecci.
Tra le fioriture Silene italica, Euphorbia characias, Vinca major, Centranthus ruber, Phyteuma scorzonera, Campanula scheuzer e Heracleum spondylium.
A 12' la salita è meno ripida e ci troviamo tra ulivi con una casa a sinistra. A sinistra il panorama si apre sulla Piana di Camaiore e sulla costa. Segue subito un'altra casa a destra e un altro bivio (432m), dove arriviamo a 14' (presenti indicazioni). A sinistra la traccia va alla Culla tramite un sentiero da cui si dipartono tre tracce distinte per recuperare il sentiero 107 (La Culla-Monte Gabberi-Foce di San Rocchino) che passano per i tre diversi gruppi di case di Soppenna. Qua più tardi chiuderemo l'anello percorrendo la traccia più alta. Invece sulla destra la traccia porta, con due distinti percorsi, a Setriana, e alla Roccia dei Pennati e poi al Monte Gabberi.
Noi andiamo a destra, sempre nella lecceta, salendo per evidente mulattiera, a 17' c'è una casa sulla sinistra e un uliveto. Proseguiamo trovando grossi muri di contenimento di probabili carbonaie, infatti in zona era diffusa la produzione di carbone vegetale usando il legname di leccio.
A 23' siamo a un altro bivio (484m): a destra si va a Setriana (in realtà all'invaso artificiale della Polla) e a Casoli, invece a sinistra si va alla Roccia dei Pennati e poi al Gabberi. Davanti c'è una captazione di acqua. Cominciamo a vedere esemplari della bella orchidea dai fiori bianchi Cephalanthera longifolia e molte piante di pungitopo ancora con le belle bacche rosse. Siamo nella lecceta e saliamo per tratto ripido avendo sulla destra un alto muro di roccia e muretti a sinistra, poi, a 26', ci spostiamo verso destra e poco dopo ancora a destra per tratto di salita meno ripido. (Questo tratto è segnato con segni gialli del TFC, con segni rossi e con segni blu. Questi ultimi generano confusione. Dall'analisi della carta 4Land penso che alcune frecce blu indichino itinerari per palestre di roccia e una traccia che si innesta nel 107 per poi dirigersi a Farnocchia. Mancano comunque le necessarie indicazioni).
A 30' siamo a un trivio, bisogna prendere la traccia centrale segnata di giallo, ma va bene anche quella di sinistra perché poi le tracce convergono. Il bosco adesso è un castagneto, purtroppo degradato; a 35' trascuriamo una traccia segnata di blu che si dirige verso destra con indicazione Pilastri di Greppolungo (palestre di roccia). Al successivo bivio, dopo 2' andiamo a sinistra. Ancora un po' di salita e ci troviamo in breve al sito della Roccia dei Pennati (579m) a 40'. Su un masso prossimo alla Roccia c'è un cartello di Camaiore Antiqua con spiegazioni e da esso continua il sentiero per la vetta del Gabberi che tra poco seguiremo.
A circa 100 sulla destra c'è la ricostruzione di una capanna ligure-apuana in legno su basso muretto in pietra, la stessa è coperta con un telone. In realtà la copertura dei liguri era, probabilmente, di paglia. Da parte opposta, rispetto alla Roccia, si trova il rudere di una casa con una grande vasca per la raccolta delle acque scavata nella roccia. Guardiamo il masso anche se molti segni sono di difficile lettura, essendo molto antichi. Su di esso qualche esemplare di Corydalis ocroleuca. Una staccionata in legno protegge la roccia.
[La Roccia dei Pennati è un grosso masso calcareo levigato a mano, sopraelevato e di forma vagamente circolare con diametro di circa 5 metri. Fu scoperto dal signor Angelo Tabarrani del Gruppo Archeologico di Camaiore per cui è conosciuto anche come Roccia di Angelo. Su di esso sono presenti almeno 11 pennati e un mazzuolo, alcuni incisi a martellina. Poi c'è una vaschetta rettangolare e alcune coppelle che fanno pensare a un utilizzo religioso del masso stesso. Inoltre ci sono una croce rinforzata e tre croci di cristianizzazione. Altri segni sono di difficile lettura poiché consunti dalle intemperie come un glifo a forma di tridente. Sul bordo c'è quella che sembra una lettera etrusca riferibile a Suri (il nero), dio degli inferi. Il pennato, come incisione, è molto diffuso sulle Alpi Apuane e questa è una caratteristica locale che ha pochi riscontri nel resto d'Europa.]
A fianco della roccia, vicino a un masso più piccolo, c'è quella che sembra una vaschetta per raccogliere, forse, il liquido che colava dalla roccia principale. Dopo pochi minuti lasciamo il sito. Saliremo fino alla sella che si trova presso la Torricella. La salita non è semplice, bisogna individuare i segni per lo più gialli, comunque la direzione è ovest. Vediamo esemplari di elleboro e di Euphorbia amygdaloides. Con attenzione seguiamo la traccia e i segni e a 01h 02' siamo fuori dal bosco in una selletta (678m) a 669 m. Questa è sicuramente panoramica, ma la visibilità oggi è molto limitata sulla costa, notiamo anemone dei fioristi e asfodeli. A sinistra si trova la modesta altura della Torricella (684m) dove furono rinvenuti frammenti di anfore romane. Oggi sulla boscosa altura si trova un monumento in degrado, anche se di recente fattura, dedicato alle vittime della strada. Evitiamo di salire al monumento anche se servono solo pochi minuti.
Noi andiamo a destra per evidente traccia inizialmente tra rovi, comunque ben tagliati. Poi entriamo nel bosco con segni per lo più gialli e numerosi e per traccia evidente. Passiamo tra rocce e vegetazione. In questa zona a 690 m di quota su pareti rocciose verticali non lontano dal sentiero si trovano due incisioni pisciformi di difficile interpretazione (che non abbiamo visto). [La prima incisione è posta su un masso calcareo verticale e sembra rappresentare un piccolo pesce con dimensioni di 15 per 2,5 cm. La seconda incisione, posta a pochissima distanza dalla prima, raffigura una forma non ben definibile, ma somigliante a un pesce, di dimensioni molto più grandi: 80 per 15 cm.]
A 01h 10' c'è un piccolo rudere sulla sinistra, intanto la salita comincia a essere più ripida in direzione nord sempre nel fitto bosco. A 01h 30' gli alberi cominciano a diminuire e il fondo del sentiero è di paleo, ci sono molti arbusti di erica arborea, poi pero corvino e le prime giunchiglie che saranno particolarmente numerose in quota. Cominciamo a vedere anche i primi esemplari di Orchis pauciflora. La giornata grigia ci impedisce di vedere il panorama circostante anche nei luoghi aperti.
Proseguiamo a salire spostandoci un po' a destra e a 01h 54' arriviamo presso dei ruderi (946m) nei pressi ci sono terrazzamenti e altri segni della presenza umana come una sorta di recinto ricavato dalle rocce. Saliamo poco sopra i ruderi e la traccia adesso si sposta verso sinistra (direzione ovest) sempre ben segnata, notiamo qualche esemplare di Daphne laureola e Lotus corniculatus. Saliamo per paleo poi costeggiamo rocce e a 02h 09' arriviamo a una fonte che scaturisce da una piccola grotta (993m) da cui scende un modesto rigagnolo d'acqua. Vicino c'è anche un bel ciliegio in fiore. Inoltre qua si stacca una traccia con indicazione "Pennati" che va a inserirsi nel sentiero 107.
Adesso saliamo in direzione nord-est e poi nord diretti alla vetta del Monte Gabberi. La salita è aperta tra rada vegetazione, paleo e roccette e salendo sarà sempre più aperta. La salita è faticosa, ma facile. Tra le fioriture c'è la saponaria, l'arabis tenella, l'elicriso comunque non ancora in fiore e la globularia incanescens e il ranno delle Apuane abbarbicato alle rocce calcaree. In particolare su queste rocce calcaree c'è una grande profusione di orchidee di tutti i colori (sicuramente la mascula e la pauciflora).
Cominciamo a intravedere la croce di vetta tra la nebbia e a 02h 37' siamo in vetta (1111m). L'ampio ripiano sommitale è straordinariamente panoramico sia sulla costa che sulle Apuane nonostante la limitata altezza. Si vede la piana di Camaiore, il lago di Massaciuccoli e tutta la costa e se c’è visibilità è possibile vedere le isole dell’arcipelago. Il panorama sulle Apuane è notevole su quasi tutte le Apuane settentrionali e, in particolare, sulle Panie e sulle Apuane meridionali. Oggi non si vede assolutamente niente.
Dopo 5' di sosta scendiamo con il sentiero 107 in direzione la Culla. Il primo tratto è verso ovest per facile crinale roccioso in cui prosperano le giunchiglie in gran quantità, ma vedremo orchidee, doronico di Colonna , lathyrus e poligala falso basso. Inoltre notiamo anche qualche raro esemplare di primula orecchia d'orso. La cresta è molto panoramica sulle Apuane e si sviluppa tra spuntoni di roccia e vegetazione. Oggi è richiesta più attenzione per la roccia scivolosa. Comunque scendiamo e dopo un piccolo salto a 03h 17' siamo presso delle placche rocciose da cui il panorama si apre sul Monte Lieto con dietro la catena Apuana, dal Carchio fino al Corchia e sulla costa fino al Golfo della Spezia.
Scendiamo costeggiando un roccione scavato dalle acque e a 03h 28', in zona di placche, troviamo un ometto che indica una traccia verso sinistra segnata con triplici segni blu o rossi. Questa presumiamo sia la traccia che va a inserirsi alla fonte sul sentiero per il Gabberi dove avevamo trovato le indicazioni "Pennati".
Continuiamo la discesa tra stipe e a una curva del sentiero, a 03h 39', troviamo una freccia blu che indica il Ripiano dei Pennati (921m) sulla destra. Questo è un balcone roccioso ben esposto al sole e panoramico sulla costa sul quale sono incisi 15 pennati attorno a una profonda vaschetta, ci sono poi alcune iscrizioni illeggibili e alcune croci di cristianizzazione del sito oltre a alcuni martelli di fattura recente. Alcune di queste incisioni sono molto consunte e poco visibili. È possibile che questo fosse un sito sacro alle popolazioni pre-romane della zona per cui le croci sono successive. Il luogo merita attenzione e cura e quindi evitiamo di danneggiarlo.
Ci fermiamo cinque minuti poi proseguiamo. Poco dopo inizia la discesa ripida in parte scalinata (località La Piastra) che permette di superare una cintura rocciosa scavata dalle acque. Superiamo con attenzione un tratto di placche e scendiamo ancora per tratto scalinato.
A 04h 02' siamo presso una fonte con abbeveratoio scavato nella roccia. Nei pressi molti esemplari di Ajuga reptans. Dopo 10' attraversiamo un canale con indicazione Orrido A77 verso sinistra. L'Orrido è un canale sassoso che incroceremo di nuovo tra poco. Esso darà poi origine al Rio della Cisterna tributario del Torrente Lombricese. Dopo 5' iniziamo un tratto di discesa abbastanza aperto, panoramico sulla costa e sulla piana di Camaiore e davanti c'è l'erboso Monte Arsiccio, questa zona è conosciuta come la Foce del Monte Arsiccio. Qua sostiamo 15' e vediamo un bell'esemplare di Ophrys classica, oltre a numerose globularie.
Scendiamo e subito a 04h 35' troviamo le indicazioni, sulla destra, per Sennari Sant'Anna (792m) e dopo pochi passi quelle, sulla sinistra, per Greppolungo C3 (789m). Seguiremo questo sentiero per tornare a Greppolungo. Esso è evidente, in discesa e presenta qualche punto giallo. Dopo 6' attraversiamo l'Orrido (indicazioni anche per Montebello dove ci sono i ruderi di un castello).
Proseguiamo con molti muretti di contenimento e forse anche carbonaie e in breve siamo ai ruderi delle Case di Sopra. Questo è un agglomerato di case ormai fatiscenti nel Comune di Stazzema. Interessanti i portali uno con una croce sull'architrave. Inoltre è presente un pozzo con apertura a mo' di finestra. Queste case sono conosciute anche come Case di Soppenna (da sub penna, cioè sotto il monte Gabberi), nel caso specifico Soppenna di Sopra. Proseguiamo con la traccia che si fa un po' più ampia e a 04h 54' siamo a primo bivio (699m) poco prima di una roccia in bilico a destra inclinata verso sinistra. La traccia che scende verso destra per inserirsi nel 107 passa dalle Case di Mezzo.
Proseguiamo sul nostro sentiero su cui adesso convergono la traccia alta e quella di mezzo. Scendiamo superando alcuni alberi caduti sul sentiero. Poi più avanti trascuriamo alcuni segni rossi con una P che indicano di salire verso sinistra forse a una palestra di roccia. Scendiamo con qualche tornantino e a 05h 05' arriviamo all'innesto con la traccia bassa (641m) che scende a destra (presente indicazione La Culla sulla roccia) passando dalle Case di Sotto. Da questo punto in poi le tre tracce coincidono.
Scendiamo e subito troviamo a sinistra un basso riparo sotto roccia. Proseguiamo e, intanto le stipe cominciano a predominare nella vegetazione. Poi il sentiero si apre un po' permettendo di vedere la Piana di Camaiore. Proseguiamo con ripidi tornantini sempre in discesa e a 05h 25' c'è una piccola radura sulla destra. Intanto la discesa si addolcisce e abbiamo un muretto sulla sinistra, trascuriamo una traccia verso sinistra e a 05h 37' c'è una casa con le imposte rosse sulla sinistra. Poco dopo il panorama si apre sul Prana e, in basso, su Greppolungo di cui si nota il campanile.
A 05h 41' arriviamo a una casa di fronte alla quale passa una traccia. La seguiamo verso sinistra e in un minuto siamo al bivio (Greppolungo-Roccia Pennati)dove chiudiamo l'anello. Scendiamo per il percorso fatto all'andata e a 05h 59' terminiamo l'escursione tornando al parcheggio.