(MS-Massa) STRADA DI RENARA-BIVIO SENT.157( (330m)-POGGIO CARICATORE (543m)-MONOROTAIA DENHAM-SENT. DEI CAVATORI (721m)-RICOVERO CAVATORI (1060m)-MONOROTAIA-STRADA DI RENARA (in parte anello) [§]
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

strada di Renara (280m)

Località di arrivo:

strada di Renara (280m)

Dislivello mt.:

790

Tempo totale:

6 h

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

nessuno

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

157(ex 42)◆via di lizza◆monorotaia◆sentiero cavatori◆monorotaia◆via di lizza◆157(ex 42)

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (64)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 09/05/2021






Questa escursione è una variante di altre due già descritte nel sito, con l'aggiunta del Sentiero dei Cavatori sistemato di recente.

Lasciamo l’auto lungo la strada per Renana in uno slargo poco prima della fine del tratto asfaltato. Ricordiamo che questa strada viene considerata come prima parte del sentiero 157 Renara-Le Gobbie. A lato della strada, sulla sinistra, c’è il canale di Renara, che poi va a confluire col canale di Resceto, tributario del Frigido, il fiume di Massa. C'è una bella pianta di biancospino e gran quantità di ranuncolo comune (Ranunculus acris). Sulle rocce di destra molti fiori tra cui l'ombrellifera Laserpitium siler.
Subito dopo lo slargo inizia lo stradello sterrato, percorribile comunque anche dalle auto. All’inizio, sulla sinistra e dalla parte opposta del torrente, c’è una cava abbandonata di dolomia con una vasta zona pianeggiante. Qua nel torrente ci sono pozze di acqua fresca dove è possibile fare il bagno e, in passato, c'erano molte postazioni per la balneazione che sono state rimosse di recente. Al ritorno troveremo molta gente a mangiare e rinfrescarsi nel torrente.
Saliamo lievemente notando piante di pero corvino e di maggiociondolo, fiori di silene italica, di silene comune, di erba di San Lorenzo, di veronica montana e di erica carnea. A 12' arriviamo all’imbocco della grotta Buca di Renara (298 m) che si trova sulla destra. Essa si sviluppa per circa 500 m, un corso d’acqua sotterraneo percorre la sua parte inferiore e alimenta un lago che è profondo 80 m, le acque poi riemergono nel canale di Renara, alimentando le pozze di acqua fresca usate dai bagnanti. Pochi metri e siamo alla spianata di Renara (310 m), dove in passato veniva caricato il marmo quando la via di lizza terminava qua. Ci sono vecchie cave, costruzioni di servizio per le stesse e una baracca con copertura in lamiera dove lavora il pastore Rolando Alberti da Forno. Rolando è anche apprezzato poeta e abbiamo occasione di incontrarlo mentre porta le capre al pascolo.
Seguiamo le indicazioni ben evidenti e a 15' attraversiamo il sassoso Canale del Vestito tra iperico fetido ormai sfiorito, ciuffi di santoreggia e saponaria in fiore. Sulla destra ci sono vecchie costruzioni di servizio delle cave presso le quali passa il sentiero 157. Esso prosegue oltre le costruzioni diretto a Casa Bonotti dove si biforca: il 157 prosegue verso destra per il passo del Vestito (sentiero difficile) costeggiando in parte il Canale del Vestito, mentre una traccia non numerata si dirige, a sinistra, alla Cava Chiesa del Diavolo, costeggiando il Canale del Diavolo (anche Canale dell'Usciolo).
Noi invece proseguiamo verso sinistra per itinerario non numerato, ma ben segnato di rosso e chiarissimo nel suo svolgimento. Vediamo molti bei fiori come Arenaria di Bertoloni, eliantemo maggiore, Iberis sempervirens, cerastium apuanum. A 19' abbiamo sulla destra una cava abbandonata. Stiamo seguendo una vecchia carrozzabile usata dai camion per trasportare il marmo a valle, ma qua in precedenza passava la via di lizza percorsa dalla monorotaia Denham. Siamo diretti al Poggio caricatore dove si incrociano il Fosso del Chiasso, percorso da quello che resta della monorotaia, e il Canale della Buchetta o del Pianel Soprano, tributari del torrente di Renara.
Saliamo ripidamente e subito il percorso diventa cementato. Quello che stiamo percorrendo è il Canale di Renara, con il torrente alla nostra sinistra, questa valle, nonostante l'intervento dell'uomo, rimane ancora selvaggia. A 32' il percorso diventa sterrato e più ombroso per la vicinanza degli alberi, tra cui spiccano, tra i faggi, numerosi esemplari di Taxus baccata, pianta poco diffusa sulle Apuane e il cui seme è molto velenoso. A terra rari esemplari di Cephalanthera maggiore, una bella orchidea dai fiori bianchi. Pochi minuti dopo sulla destra un'ampia traccia conduce a vecchi tentativi di cava che hanno lasciato ampi ravaneti.
Lungo il percorso abbiamo notato ruderi verso sinistra e a 39' vediamo una vasca, sempre a sinistra, vicino a piante di tasso. A 41' il percorso curva verso destra e percorre il selvaggio Canale della Buchetta, dalla parte opposta c'è un modesto spiazzo. Il primo tratto è ben percorribile, lascando a sinistra il canale, tra massi e pozze d'acqua limpida che oggi scorre abbastanza consistente. Poi più avanti la traccia scende nel canal,e segnata da ometti, anche se i segni indicano un percorso sulla destra più accidentato. In questa zona l’antica via di lizza è stata completamente distrutta dalla furia delle acque, si vedono solamente pochi resti, sono presenti alcuni ripari naturali sotto roccia, sotto i quali abbiamo visto, altre volte le capre ripararsi dalla pioggia.
Proprio sulle pareti umide prossime ai ripari, dove siamo a 46', c'è una gran quantità di Pinguicula apuana, endemismo con bei fiori viola. Dopo esserci attardati ad ammirare questa bella pianta riprendiamo il cammino per tratto abbastanza integro, in ripida salita, con qualche tornante e iniziamo a vedere in alto l’impressionante sviluppo della via di lizza Denham nel Fosso del Chiasso, essa trasportava il marmo dalle cave alte del monte Sella (oggi cave Ronchieri).
A 58' sulla destra c'è una struttura in cemento per cercare di limitare le acque che scendono dai ripidi versanti di destra, scorgiamo esemplari di Poligala di Nizza e molti ne vedremo poi lungo la monorotaia. Proseguiamo e dopo 10' siamo al Poggio Caricatore. Qua sulla sinistra inizia il percorso di quello che rimane della Monorotaia Denham. A destra, prima del Poggio Caricatore, ci sono indicazioni per le cave del Canale della Buchetta (da cui scendeva una via di lizza molto ripida e oggi percorribile solo nella sua prima parte). Presso il poggio dove caricavano i marmi dopo la costruzione del tratto carrozzabile, si trova una piccola costruzione in muratura e l’ambiente è dominato da un torrione giallastro strapiombante sulla sinistra. Qua si trovano i resti di una lizza meccanica, cioè la slitta metallica su cui poggiava la carica di marmo e un'altra la troveremo sfasciata salendo, sulla sinistra.
Inizia adesso un tratto veramente impressionante: la via era stata cementata ed al centro scorreva una monorotaia ancorata a traverse di legno che in parte è ancora presente. La monorotaia permetteva il passaggio di un carrello (macchinetta Denham) che trasportava fino a 11 t di marmo. A fianco, a destra, una scalinata in roccia o cemento permetteva ai cavatori di salire o scendere e di controllare l’attività della lizza. Il tratto che porta fino alla prima costruzione-alloggio per i cavatori, dove termineremo la nostra salita odierna, contava 2500 scalini, in totale erano circa 4800. Il primo tratto è ripido e non ben conservato, poi la pendenza diminuisce e il percorso, che passa sopra il Fosso della Piastrella (che incontreremo anche più in alto) è ancora meno conservato, ma subito dopo inizia la parte meglio conservata che sale con pendenze fino all’80%, la salita non lascia mai tregua. Aggiungiamo che ogni volta che percorriamo la Via di Lizza Denham notiamo un aumento del degrado dovuto alle acque che trasportano a valle detriti che si accumulano sulla sede della via stessa. Nella parte alta il percorso è incassato tra ripide pareti verticali, a sinistra scorre il fosso che dà il nome alla zona e a destra c'è un tubo per l’acqua che aiuta la progressione, la via è diritta per poi curvare un po' a destra e mantenersi diritta.
La parte più alta è molto erbosa e lungo tutto il percorso si notano molti fori per inserire i piri per la lizzatura manuale. Durante la salita notiamo molti esemplari di leccio (Quercus ilex) e di ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) in posizione eterotopica. Oggi saliremo fino all'indicazione del sentiero dei cavatori che seguiremo per recuperare la Denham, mentre il discesa percorreremo interamente il tratto della monorotaia. Salendo troviamo subito a destra molti esemplari di Globularia cordifolia e poi in alto vedremo anche la Globularia incanescens. Inoltre qualche esemplare di Orchis pauciflora e di Neotinea tridentata. Saliamo con fatica e a 01h 18' siamo nel tratto distrutto dove passa il Fosso della Piastrella, la rotaia si trova sulla sinistra, allontanata dalla furia delle acque. Troviamo esemplari di Moltkia suffruticosa e molti poi ne troveremo anche lungo il sentiero dei cavatori, la fioritura sta iniziando.
A 01h 30' saliamo per tratto più ripido con la parte rocciosa sulla destra. Poi a 01h 15', presso un piccolo albero solitario inizia verso destra il Sentiero dei Cavatori. Questo sentiero era inizialmente parte della Via di Lizza dei Bagnoli che iniziava dalle cave omonime, a 1610 metri di quota e passava dalla Focola del Vento per scendere poi a incrociare la via di lizza Ronchieri (poi Denham) poi scendeva a sinistra del crinale divisorio tra il Fosso del Chiasso e quello della Piastrella, per poi inserirsi in quello del Chiasso, qua dove ora inizia il Sentiero dei cavatori. In seguito la via di lizza fu trasformata in sentiero scalinato, usato dai cavatori per evitare le pendenze elevatissime della lizza del Chiasso.
Il sentiero è ben segnato con segni rossi evidenti e frequenti. Sale scalinato e poi curva verso sinistra e qua è possibile vedere bene il ripido tratto della monorotaia. A 01h 23' c'è un primo canalino roccioso poi proseguiamo per tratto erboso a zigzag. A 02h 01' passiamo per una curva un po' esposta e panoramica, in particolare sul monte Pelato e sul più distante Altissimo. Poi saliamo per sfasciumi per tratto più ampio, poi tratti scalinati e in certi casi è necessario aiutarsi con le mani.
A 02h 20' passiamo per qualche metro esposto, ma abbastanza ampio, con tre pali metallici. Poco dopo il sentiero si apre e scorgiamo sulla destra il ricovero dei cavatori, verso cui siamo diretti. Il percorso diventa più ampio con rocce a sinistra e a destra in basso il secco Fosso della Piastrella. Tra le fioriture diverse Euphorbia amygdaloides. La salita aumenta ancora poi a 02h 46' diminuisce un po', ma poi risalirà. A destra notiamo un impressionante salto del Fosso della Piastrella nei pressi del Ricovero.
A 02h 50' ci innestiamo nel percorso della Denham, in tratto aperto, sulla zona della Focola del Vento (ben visibile la torretta della centralina elettrica al servizio delle cave) e sul ricovero dei cavatori, con dietro la zona della Cava Ronchieri. La traccia rossa continua per la Focola del Vento. Tra le fioriture esemplari di Anthyllis vulneraria, Genziana clusii, di Polygala pseudobosso, di primule odorose, arabis alpina e qualche ofride verde che sta iniziando a fiorire.
Saliamo ancora per tratto ripido e a 02h 55' siamo al Ricovero dei Cavatori, a fianco del quale c’è una costruzione adibita ad officina e a ricovero della macchinetta Denham. Il luogo è degradato con onduline di eternit e sfasciumi di legno. Da qua il panorama si apre sulla parte superiore della via di lizza e sulle pendici del Monte Sella. A destra c'è il Canale della Buchetta e poco più avanti ci sono i resti di una gru di caricamento dei marmi provenienti dalle vicine cave minori della zona di Piastreta, situate a sinistra. Ci fermiamo presso il ricovero a riposarci e a 03h 11' torniamo indietro. A 03h 26' iniziamo il tratto di discesa nel Fosso del Chiasso che avevamo evitato all'andato percorrendo il sentiero dei cavatori. La ripida discesa richiede concentrazione e a tratti aiuta un tubo per l'acqua sulla sinistra.
A 04h 18' chiudiamo l'anello arrivando all'inizio del sentiero dei cavatori. A 04h 40' siamo al ponte distrutto sul Canale della Buchetta e a 04h 53' siamo al Poggio caricatore. In una decina di minuti siamo al sito delle pinguicole e a 05h 43' siamo al poggio di Renara. A 06h concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara a 6,5 Km a sinistra la strada si dirige a Forno, si continua invece per il ramo di destra diretto a Resceto, si superano le Guadine, si lascia a sinistra la deviazione per Casania e subito dopo si trova la deviazione (8,4 km) a destra per Renara, prima di arrivare all’abitato di Gronda. Si prosegue per circa 1 km e si parcheggia lungo il fiume prima che la strada diventi sterrata (attenzione la strada è piuttosto dissestata con presenza di buche).
Note
Questo percorso si sviluppa in zone selvagge delle Apuane massesi in cui in passato è prosperata l'escavazione del marmo o perlomeno la ricerca dello stesso con risultati piuttosto deludenti. Questa attività ha lasciato importanti testimonianze tra cui la vasta rete di vie di lizza, oggi usabili dagli escursionisti.
La salita è sempre molto ripida, come pure la discesa, da farsi con grande attenzione evitando il fondo scivoloso e, naturalmente neve e ghiaccio.
Notevole è la salita della via percorsa dalla monorotaia Denham, in cui il degrado è in aumento. Di interesse è anche il ripido Sentiero dei Cavatori, con qualche tratto da percorrere con attenzione.
Ottimi sono i panorami nella parte alta dell'escursione e bellissime le fioriture con orchidee di varie specie, genziane e diversi endemismi apuani. Da rilevare poi la gran diffusione del ginepro fenicio.
La classificazione EE dipende dal grande sforzo fisico richiesto e dalla difficoltà delle discese, a tratti ripidissime.
Chi volesse può completare la Denham fino in alto o andare alla Focola del Vento, come descritto in precedenti escursioni.
I tempi di percorrenza sono un po' aumentati per il tempo necessario a fotografare, naturalmente giovani allenati impiegheranno molto meno tempo di noi.
Per chi volesse ulteriori informazioni rimandiamo a
Frederick Bradley, Enrico Medda, Le strade dimenticate, vie di lizza e discesa del marmo nelle alte valli massesi, Poliedizioni, 1995, Massa tra l'altro liberamente disponibile in rete.
Per chi volesse leggere le poesie del pastore Alberti: Rolando Alberti, L'estremamente magico, Miraggi Edizioni, 2013, Torino.