(LU-Seravezza) BASATI–PONTE SUL CANALE DEL GIARDINO (434 m)–MASSO DI TERRINCA (549 m)-RUPE DEL FURETTO (555 m)-TERRINCA (486 m)–CANSOLI (170 m) TRAVERSATA
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Basati (420 m)

Località di arrivo:

Cansoli (170 m)

Dislivello mt.:

559

Tempo totale:

05h 50'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Basati, Terrinca, Cansoli

Rifornimento acqua:

Basati, Terrinca

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

sentiero SAV 4◆mulattiera

Tipologia percorso:

ND

Immagini del percorso (68)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 20/06/2021




Arrivati a Basati lasciamo l’auto sulla stradina che si dirige a Minazzana, nei pressi dell'edificio della locale Pubblica Assistenza (421m). Il nucleo principale del paese si trova di fronte a noi ed è dominato, a sinistra, dal monte Cavallo (o Cavallino) di Azzano mentre sulla destra si scorge Terrinca e dietro il monte Corchia, il Passo dell'Alpino e, ancora più dietro, la Pania della Croce.
Oggi è giornata umida e afosa per cui i panorami non renderanno molto. Oltre il paese si scorge anche la zona delle Cave di Falcovaia.

[Basati si trova nel comune di Seravezza ed è un borgo immerso nei castagneti alle pendici del Monte Cavallo. La popolazione dovrebbe, almeno in parte, derivare da bresciani chiamati da Cosimo I per lavorare il ferro estratto nelle vicine miniere. Lo sviluppo del borgo è dovuto alle vicine cave, mentre prima prevaleva l'attività silvo-pastorale. Il toponimo è citato sin dal XIV secolo e la zona sicuramente fu abitata dai liguri apuani come si desume dall’abbondanza di coppelle e graffiti neolitici nei dintorni. Basati si trova nella valle del Giardino su una terrazza panoramico su Corchia, Pania della Croce e sui paesi di Retignano, Terrinca e Levigliani. Possiede una chiesa del XVI secolo intitolata a Sant’Ansano da Siena.]

Entriamo subito nel borgo ben curato e popolato da un centinaio di persone, spostandoci verso sinistra nei pressi di un parcheggio, c'è una fontana e un cartello dei sentieri SAV (Sentiero Alta Versilia). Superiamo alcuni archi, trascuriamo la stradina che sale, a sinistra, alla chiesa e ci troviamo subito fuori del paese (6’). Adesso seguiremo la mulattiera fino al Ponte sul Canale del Giardino e poi risaliremo verso Terrinca.
All'inizio della mulattiera c'è un'icona marmorea di Gesù e San Giovani Battista. Il sentiero SAV che seguiamo è un’ampia mulattiera lastricata, ben conservata e non segnata in alcun modo che inizialmente scende, ma l’intero percorso fino al ponte sul Canale del Giardino è un continuo saliscendi, con una piccola prevalenza di salita che porterà a un’altezza massima di circa 440 m.
Il primo tratto ha un fondo di muschio e può essere scivoloso, ma non oggi. Inoltre la prima parte del sentiero è stata ripulita dalla vegetazione ed è ben percorribile, mentre più avanti alcuni tratti sono invasi da arbusti, anche fastidiosi. In tutta l'escursione ci sono belle fioriture di cui daremo qualche informazione, esse prosperano su terreno per lo più siliceo. Per fotografare allungheremo i tempi dell'escursione.
A 13’ attraversiamo il primo di una serie di ponti in legno che superano i diversi corsi d’acqua che scendono da sinistra, per confluire nel Canale del Giardino, la cui valle stiamo attraversando mantenendoci sulla destra orografica. Subito dopo, in salita, superiamo un altro ponticello e poi cominciamo a scorgere Basati dietro a noi.
A 26' arriviamo presso un piccolo slargo panoramico (Serra), qua c'è una piccola edicola con icona marmorea della Madonna col Bambino (1921) fatta costruire dalla famiglia Marchetti. Sulla sinistra si stacca una traccia, che secondo la Cartina 4Land si va a innestare nel sentiero che dalla Fornace porta a Minazzana. Sulla destra ci sono rocce panoramiche sulla Valle del Giardino, incise con coppelle e un cartello SAV che illustra le incisioni rupestri presenti sulla mulattiera che stiamo percorrendo. Sono coppelle, figure umane stilizzate, croci di confine e croci di cristianizzazione. I massi furono chiamati dagli scopritori "I Massi del Cammino", intesi come parte di un percorso spirituale dei Liguri-Apuani verso le vette sacre delle montagne (in questo caso il Picco di Falcovaia, prima che fosse divorato dalle cave).
[Tutta la zona è ricca di segni della cultura pre-romana, come appunto le coppelle, cioè incavi emisferici legati a qualche antico culto dell’acqua e della fecondità dei nostri antenati liguro-apuani. Altri segni sono croci incise sulla roccia forse per cristianizzare le precedenti incisioni pagane. Con attenzione è possibile scorgere molti di questi segni e fotografarli, alcuni usano polvere di gesso per evidenziarli sulla roccia.]

Continuando scorgiamo la sommità del monte dei Ronchi e poco dopo le cave delle Cervaiole (Picco di Falcovaia) che ci accompagneranno a lungo. A tratti, sulla destra, ci sono squarci panoramici sul Corchia e sulla Pania e in basso, a tratti, scorgiamo anche la marmifera che costeggia il Canale del Giardino, sulla sua sinistra orografica. Essa inizia al Ponte della Zìngola, sulla strada asfaltata per Basati. L’ambiente che stiamo attraversando è un misto tra la macchia mediterranea e castagneto con corbezzolo, mirto, erica, cisto femmina.
A 42' vediamo un'altra traccia che sale verso sinistra e a 50' superiamo un altro ponte. A 56’ incontriamo sulla sinistra, a quota 413 metri, i ruderi di un’antica marginetta (località Campìa) ormai invasa da una pianta di grosse dimensioni. Subito dopo c'è un altro ponte di legno, saliamo e a 01h 08' siamo presso un'icona marmorea della Madonna (1756) murata nella roccia. In zona prosperano in piena fioritura i gladioli che ci accompagneranno anche nel tratto di sentiero per Terrinca. Poco dopo siamo presso i resti di una teleferica (località Fattilungo) che portava legna a valle e subito dopo c'è un altro ponte.
A 01h 17' siamo preso un altro gruppo di massi coppellati, con incise anche delle croci, che sporge verso la valle. Poco sotto ci sono altri massi cui è piuttosto disagevole arrivare. A 01h 24' superiamo un altro ruscello che scende da sinistra e forma una pozza d'acqua a destra. Dopo 5' siamo presso altri grossi massi con coppelle, numerose croci e un paio di vaschette, ci attardiamo a vedere e fotografare e poi proseguiamo. P
iù avanti troviamo diversi esemplari di Malva muschiata, poi a 01h 47' superiamo un altro ruscello e a 01h 53' un ponte metallico ci permette di superare uno strapiombo formatosi per il cedimento della mulattiera. Dopo 5' superiamo un altro ruscello e a 02h 08', dopo un tratto di discesa, siamo al bel ponte (440 m) sul Canale del Giardino che ci immette nella marmifera del Giardino, la quale inizia dal Ponte della Zingola. Ricordiamo che poco distante da quest'ultimo ponte si trova un masso con incisa una bella spirale (rimandiamo all'escursione relativa).
Il Canale del Giardino è tributario del Vezza in cui si immette a Ruosina. Saliamo per la marmifera e a 02h 12' troviamo le indicazioni (454 m) per Terrinca. La marmifera invece prosegue in salita per la Foce del Giardino, dove recupera il sentiero 142 per Azzano (vedi relativa escursione). Il sentiero sale verso destra evidente e indicato, all'inizio, da un ometto.
La traccia è sempre evidente e ogni tanto ci sono dei segni rossi. Essa si mantiene, almeno all'inizio, parallela alla marmifera tenendosi, naturalmente, più alta nel bosco. A 02h 24' sulla sinistra affiora una roccia circondata da un muretto, per delimitare uno spazio per custodire, in passato, gli animali. Scendiamo per poi salire adesso per mulattiera.
A 02h 39' siamo in tratto aperto sulla Valle del Giardino e sui massi qua e là troviamo altre coppelle, altre ne troveremo andando più avanti (è necessario esaminare i vari massi lungo il percorso). Rientriamo nel bosco e a 02h 54' guadiamo un canale e subito dopo troviamo, sulla destra, un primo rudere, forse di un antico metato.
A 03h 03' da sinistra sgorga dell'acqua e subito dopo guadiamo un altro canale dal quale saliamo a un altro rudere dove arriviamo a 03h 08'. Dopo pochi minuti il percorso si fa nuovamente aperto e panoramico su Basati.
Rientriamo nel bosco e a 03h 26' arriviamo a un bivio (520 m) dove c'è una marginetta e un tavolo per picnic. Questa è la località "alla Vincentella". La marginetta è stata restaurata nel 1954 dai coniugi Bonacchelli, contiene un'icona marmorea di San Leonardo del 1628 e un piccolo affresco raffigurante una dama. A destra prosegue la traccia per Terrinca che tra poco percorreremo. Invece a sinistra sale la traccia per il Masso di Terrinca. La seguiamo sempre nel bosco con qualche saliscendi. Poi, a 03h 33', saliamo decisamente, con staccionata di protezione a sinistra e in un paio di minuti siamo al sito del Masso di Terrinca (555 m). Questo fu scoperto nel 1998 da Giorgio Citton e Isa Pastorelli. La roccia è una fillade quarzica, tipica della zona, incisa con scene di caccia e successive croci segno di cristianizzazione successiva. Le sue dimensioni sono circa due metri per tre per una superficie di circa sei metri quadrati ed è posto inclinato in posizione panoramica sulla Valle del Giardino verso Basati, la zona è conosciuta come Pianaccio. Il sito è attrezzato con panche di legno ormai piuttosto degradate. Nelle rocce circostanti si trovano altre croci e coppelle.
Lasciamo subito il sito da noi più volte visitato e proseguiamo per l'evidente traccia. Qualche breve tratto va percorso con attenzione a causa di un po' di esposizione, a 03h 42' siamo alla Rupe del Furetto (557 m) che è anche il punto più alto dell'escursione. I massi qua sono incisi con coppelle, croci, forse antropomorfi, e troviamo anche una vasca circolare nella parte bassa. La superficie incisa è più grande della roccia precedente, ma non ci sono tutte le croci dell'altra. La rupe guarda verso il Picco di Falcovaia. Da quel che sappiamo la traccia da noi percorsa portava, in passato, al Passo dei Fordazzani, sulla via per il Colle del Cipollaio. Dopo aver visto le incisioni torniamo indietro a 04h.
A 04h 18' siamo nuovamente alla marginetta Vincentella dove ci fermiamo a rifocillarci. A 04h 31' riprendiamo il cammino seguendo la traccia principale per Terrinca, sempre nel bosco. Dopo un paio di minuti sulla roccia umida, a sinistra, vediamo un'icona marmorea di Sant'Antonio col Bambino. Adesso il sentiero si apre e sale su roccia, con staccionata sulla destra e a 04h 36' siamo a un bivio: a sinistra sale una traccia diretta alla vicina strada del Cipollaio. Anche qua sulle rocce vediamo coppelle.
Adesso scendiamo e più avanti il sentiero diventa ampio e ameno, superiamo dei ruderi e poi abbiamo sulla destra una marginetta cui si accede con una traccia che scende a destra. In questa marginetta c'è un'icona marmorea della Madonna del Sole con sotto un'iscrizione del 1865, ma l'immagine dovrebbe essere più antica. Proseguiamo e a 04h 46' siamo sulla strada asfaltata (530 m) presso una curva (presente cartello del sentiero).
A sinistra la strada va a recuperare la via del Cipollaio, mentre verso destra va a Terrinca, passando subito dalle Case Alla Costa, sulla destra vediamo Basati.

[Terrinca si trova nel comune di Stazzema alle propaggini meridionali del Monte Corchia tra i castagni. Essa si affaccia sulla Valle del Giardino e si trova poco a valle della strada del Cipollaio. Le prime notizie certe risalgono all' VIII secolo quando era sicuramente sotto i longobardi, ma la zona era abitata sin da tempi preistorici. L'attività degli abitanti era agro-silvo-pastorale, ma poi molti si dedicarono all'estrazione del marmo. La chiesa di San Clemente e San Colombano, risalente all' VIII secolo, fu ricostruita nel XVI e possiede un pregevole dipinto del XVII secolo della Madonna del Carmelo. La zona attorno al paese viene considerata come Museo d’arte sacra all’aperto formato dalle molte edicole e marginette sparse per tutto il territorio.]

Lungo il percorso ci sono diverse lapidi e croci ricordo e qualche marginetta. A 04h 56' sulla destra ci sono alcuni blocchi di marmo incisi con varie tipologie di graffiti a formare una sorta di museo all'aperto. Continuiamo e in breve siamo alla piazza di Terrinca (503 m) con una ricostruzione di capanna ligure-apuana. Qua inizia il sentiero 149 (Terrinca-Ponte dei Merletti) che va a sinistra. Scendiamo per scalinata fino a una fontana e poi proseguiamo lasciando la chiesa di S. Clemente e S. Colombano sulla destra. Il borgo è panoramico su Corchia e Pania.
Scendiamo ancora per la strada lasciando subito a destra una ricostruzione della grotta della Madonna di Lourdes. La strada diventa asfaltata, supera le ultime case che lascia sulla destra e a 05h 10' entriamo nel bosco, il percorso è adesso un'ampia mulattiera che scende a Cansoli. Essa si sviluppa con tornanti nel castagneto e nel suo percorso incontra 6 marginette, cinque delle quali in buono stato.
A 05h 12' siamo presso la prima marginetta, sulla destra, eretta a memoria di Cesare Salvatori, morto in Libia, con icona marmorea della Madonna col Bambino. Dopo 8' siamo alla seconda marginetta (Coppedè-Silvestri) con tetto crollato, ma icona marmorea della Madonna con Bambino e altro giovane santo del 1865. Segue poi la terza marginetta (Geremia Vanni) con statuetta della Madonna e scritta 1932.
A 05h 26' attraversiamo un modesto ponte e poco dopo c'è la quarta marginetta (1920) che si trova a sinistra, senza immagini sacre. Segue poi una modesta fonte e alti muri di contenimento a destra.
A 05h 37' siamo alla quinta marginetta (Angiolino Coppedè) con icona marmorea del 1753. Scendiamo ancora e a 05h 44' siamo a un bivio: a sinistra una traccia porta a Levigliani (231 m). Dopo 5' siamo alla sesta e ultima marginetta (Pietro Olobardi) del 1903 con miniatura della Pietà di Michelangelo. Scendiamo ancora pochi metri e a 05h 53' siamo sulla strada dove si trova il cartello della SAV (168 m).
Siamo a Cansoli, presso la segheria di marmo e alcune abitazioni. Qua il Canale del Bosco si immette nel Canal Giardino

[Cansoli si trova nel comune di Stazzema. Qua sorsero nel XV secolo delle ferriere, ma esistevano mulini più antichi. La zona, posta tra due canali soggetti ad allagamenti, non ebbe mai un grosso sviluppo. Oggi ci sono poche case e qualche stabilimento per lavorare il marmo.]

Qua terminiamo l'escursione, infatti abbiamo lasciato la seconda auto che ci riporterà a Basati.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, raggiunta Ruosina (4 km) si seguono le ben evidenti indicazioni per Basati, poco prima del ponte sul Vezza, che ci dicono di salire a sinistra entrando così nella stretta Valle del Giardino. Superiamo poi Cànsoli (5,2 km) che è un gruppo di case allo sbocco del canale del Bosco. Continuiamo fino ad incrociare da destra la marmifera presso il Ponte della Zìngola e saliamo con alcuni lunghi tornanti al paese di Basati (9 km).
Per lasciare l'auto a Cansoli si arriva a un evidente trivio: a destra sale la mulattiera per Terrinca e a sinistra scende un tratto asfaltato per una segheria che si trova sul torrente. Sulla destra ci sono alcune case e ruderi con ampio spiazzo per parcheggiare.
Note
Questa traversata permette di esplorare la Valle del Giardino, sia nel versante di Basati che in quello di Terrinca. La valle è ricca di segni dei liguri-apuani che consideravano il Picco di Falcovaia, allora intatto, come una divinità.
Numerosi per tutto il percorso sono i massi incisi con coppelle e altri segni e tra essi di particolare interesse sono il Masso di Terrinca e la Rupe del Furetto, distanti tra loro poche decine di metri.
I due borghi di Basati e Terrinca sono panoramici su Corchia e Pania della Croce. Molte sono poi le marginette, le icone marmoree e altri segni di devozione di pietà nei confronti di congiunti morti prematuramente.
Notevoli sono poi le fioriture tipiche di terreni silicei che ci hanno accompagnato per tutta l'escursione. I tempi sono riducibili di molto senza soste per fotografare ed esaminare i massi incisi lungo il percorso, ma, d'altra parte, proprio questo è lo scopo dell'escursione.
Con la pioggia alcuni tratti delle mulattiere possono essere scivolosi. Consigliamo di fare una sosta al Ponte della Zingola per ammirare la pregevole spirale per cui rimandiamo all'escursione relativa. Si tratta di camminare pochi minuti dal ponte.

Traccia GPS