(MS-Carrara) FOCE DI PIANZA-ACQUA DEL SAGRO (1410m)-FOCE DEL FANELETTO (1425 m)-PUNTA TRE OMI (1329m)-SENT. 139⇧-MARMIFERA-SENT. 196-SENT. 183-FOCE DEI POZZI (1205m)-CAMPOCECINA (1348m)-FOCE PIANZA (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Piazzale di Pianza (1272 m)

Località di arrivo:

Piazzale di Pianza (1272 m)

Dislivello mt.:

590

Tempo totale:

06h 45'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Rifugio Carrara

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

Sequenza sentieri:

172_173◆173◆traccia◆173◆cresta◆discesa al meglio◆139⇧(ex 39)◆raccordo◆marmifera Balzone◆196◆183◆anello Ballerino◆173

Tipologia percorso:

Breve tratto per Acqua del Sagro non segnato, non difficile e visibile con poca vegetazione. Cresta dei Tre Omi non segnata, ma evidente, da percorrere con attenzione in qualche tratto, scegliendo il percorso più semplice. Discesa dai Tre Omi al sentiero 139⇧(ex 39) da percorrere al meglio, scegliendo il percorso più semplice che permetta di arrivare sul 139⇧(ex 39) senza salti.

Immagini del percorso (60)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 22/05/2021



Qui un approfondimento sul Monte Sagro.

Partiamo dal Piazzale di Pianza: è ampio e molto panoramico sui bacini marmiferi, sulla città di Carrara, sulla costa fino al Golfo della Spezia. Ben visibili sono le isole dell'arcipelago e, nelle giornate molto limpide, anche la Corsica. Da una parte c'è il Monte Borla e dall'altra il Sagro e il Maggiore. La zona è importante nodo di sentieri: il 139⇧ Torano-Vinca-Equi Terme (con il tratto Torano-Pianza ormai inagibile); il 172 Foce di Pianza-Foce Luccica, il 173 Campocecina-Capanna Garnerone e il 174 Foce di Pianza-Casa Cardeto.
Nella parte iniziale della nostra escursione seguiremo il sentiero 173 fino alla Foce del Faneletto. Saliamo subito (1263m) alla bella cresta di marmo che costituisce il confine tra i comuni di Carrara e di Fivizzano, sulla sinistra abbiamo il Sagro, mangiato in basso dalle cave, e, sulla destra, il panorama si apre fino alla costa.
Un breve tratto, su una cava abbandonata sulla destra, è protetto da un filo di acciaio, è bene non sporgersi.
A 12' siamo al bivio tra i sentieri 172 e 173 (1314m) noi seguiamo quest'ultimo che si dirige a sinistra. Invece il 172 prosegue per la Foce della Faggiola e la Foce Luccica. Adesso scendiamo lievemente per poi risalire aggirando in questo modo la modesta quota 1341, che rimane a destra. Qua prospera l'Aquilegia bertolonii, nella giusta stagione, con le sue belle fioriture azzurre; adesso invece prospera la Saxifraga caesia. Oltre ai segni bianco-rossi del Cai ci sono anche segni gialli che sono quelli del Gran Trekking (Marina di Carrara-Sagro) che arrivano fino alla vetta.
Aggirato il monte a 22', dopo un tratto di discesa, riprendiamo la salita che ci porta in 3' al crinale sud-ovest del Sagro che risaliamo su marmo e sfasciumi, oltre ai segni ci sono alcuni ometti. Più avanti la traccia diventa un sentiero ampio che poi continua per un breve tratto erboso.
A 43' iniziamo la parte più ripida del crinale, presso un pino che è caduto qualche anno fa, e giace secco a terra. Saliamo e poco dopo (46') sulla destra una flebile traccia, un po' nascosta dalla vegetazione, porta all'Acqua del Sagro. Questa è una vasca ( 1405m), con muro costruito dall'uomo, che raccoglie l'acqua che scende da una grotta naturale. Probabilmente la vasca era a servizio dei pastori che alloggiavano nei vicini Capannelli del Sagro che si vedono bene, ormai ridotti a ruderi.
A 51' siamo alla grotta, prima della quale c'è un crocifisso (1980) e una lapide ricordo di un caduto (1973). Dopo una breve sosta torniamo indietro e a 59' siamo nuovamente sul sentiero e dopo un ultimo tratto di salita, a 01h 02', siamo al bivio (1378m) del sentiero 173 con la traccia segnata di blu che prosegue sulla cresta SO per salire alla vetta del Sagro. Noi seguiamo il sentiero a sinistra, inizialmente su tratto ameno in lieve salita, ma in breve cambiamo versante. Il sentiero prosegue a mezzacosta stretto e inciso nel versante ovest del monte, vediamo bene il Borla, la cresta nord-ovest fino alla Cima Tre Omi e dietro l'Appennino. Questo tratto, abbastanza esposto, si sviluppa in parte su paleo e su rocce sicure, ma insidiose in caso di neve, ghiaccio e pioggia, per agevolare la progressione alcuni tratti sono attrezzati con corda metallica. Numerose sono le fioriture di semprevivo e nella giusta stagione prospera la Saxifraga aizoides e la Primula auricola. I tratti attrezzati, di varia lunghezza, sono nove, uno ha anche un utile appoggio metallico per i piedi.
A 01h 36' siamo alla Foce del Faneletto (1421m) che si trova in testata del Catino del Sagro. Quest'ultimo è una conca boscosa con il fondo prativo tra il versante Nord del Sagro (con il suo crinale nord-ovest che va verso la Punta Tre Uomini) e i contrafforti del Puntone della Piastra e la Punta Varino. La Foce del Faneletto (nelle cartine Fanaletto) è molto panoramica sul monte Borla, alla cui base si trovano cave in frenetica attività e poi sulle cave del Sagro. Inoltre si vede bene la costa con il golfo della Spezia e, da parte opposta il Pizzo d'Uccello con la Cresta Nattapiana e Vinca. Qua inizia la cresta NO del Sagro per la Cima Tre Omi che andiamo a percorrere. Essa divide il Catino dalla Valle delle Cave del Sagro.
La salita è molto lieve su cresta marmorea e ci manteniamo sempre sul versante verso mare, ci sono alcuni segni gialli di pipistrelli (segni degli speleologi). Segue poi una breve salita più ripida, superiamo l'imbocco di una grotta e a 01h 55' ci troviamo sulla quota 1423 dove è presente un masso inclinato di marmo, qua la vista su Vinca è molto bella e, naturalmente, sulla Nattapiana e Pizzo e monti vicini.
Poi scendiamo e iniziamo a vedere gli ometti della Cresta della Cima dei Tre Omi. A 02h 07' iniziamo ad avere alberi sul versante di destra che non intralciano la progressione. Dopo 5' affrontiamo la cresta rocciosa più impegnativa da fare con attenzione, ma sempre in sicurezza (mancano segni), quando è necessario ci si sposta sulla sinistra a cercare il tragitto più favorevole.
Poi scendiamo un po' di più superando qualche arbusto e qualche albero, che lasciamo a sinistra. A 02h 30' siamo presso una selletta che sale alla Cima dei Tre Uomini (è possibile arrivare a questa sella dal sottostante sentiero 139⇧ con percorso non segnato, ma non difficile). Adesso una breve salita ci porta in pochi minuti sulla vetta della Punta Tre Omi (1329 m) sulle cartine Tre Uomini. Da qua scendiamo in pochi minuti il crinale che ci porta a tre ometti di pietre, posti a poca distanza tra loro. A 02h 42' siamo al secondo ometto (1306m) da cui ci portiamo all'ultimo, il più grande e il più settentrionale. Il panorama si apre sulla Lunigiana e l'Appennino e, a sinistra, sulla Torre di Monzone, in basso si scorge l'edificio di servizio della Teleferica del Balzone.
I tre ometti hanno dato il nome a questo crinale e alla vicina cima e furono costruiti (si presume) dai pastori di Vinca che portavano le loro pecore su questi pascoli di altura. Dal vicino paese di Vinca essi sono ben visibili e sono chiamati I Tre Omi.
Dopo una breve sosta scendiamo per andare a recuperare il sentiero 139⇧ (marmifera della Stretta). Non esistono tracce di sentiero per cui scendiamo al meglio il ripido versante erboso su morbidi tappeti di Calluna vulgaris in fioritura. Consigliamo di tornare alla selletta e scendere spostandoci verso sinistra e scegliendo il percorso migliore. Noi invece scendiamo dagli ometti e poi ci spostiamo un po' sulla sinistra percorrendo qualche tratto su roccetta. Individuato il sentiero sotto di noi ci dirigiamo verso lo stesso e facilmente ci portiamo sul sentiero 139⇧ a 03h 13' (1161m). [Ricordiamo di scendere in un tratto senza salti di roccia, nel caso si prosegue sul crinale erboso fino a individuarene uno.]
Seguiamo il 139⇧ verso sinistra in leggera discesa, avendo sulla sinistra le pendici erbose dei Tre Omi e a destra il Borla, mentre di fronte abbiamo il Sagro. Dopo una decina di minuti un modesto cartello ci indica il breve raccordo per la sottostante marmifera del Balzone, evitandoci di recuperarla più sotto.
A 03h 27' siamo sulla marmifera (1121m) che in passato portava i blocchi di marmo alla via di lizza della Canalonga e poi alla teleferica del Balzone. Scendiamo e a 03h 35' siamo a un bivio (presenti indicazioni): a destra sale la marmifera per la Teleferica del Balzone, dove è rimasto un edificio di servizio e lo scivolo della teleferica. Invece a sinistra la marmifera prosegue per la vecchia via di lizza e il bivio per recuperare il sentiero 183. (Poco prima di questo bivio è possibile scendere sulla sinistra per una traccia che poi risale alle cave del Borla e da qui al sentiero 174. Sono presenti alcuni segni rossi.)
Noi proseguiamo sulla marmifera bassa in parte invasa da vegetazione, superiamo una traccia segnata per l'edificio del Balzone con rudere a destra, poi ci sono dei ruderi con vasca per la raccolta delle acque. Subito dopo, a 03h 49', incrociamo il sentiero 196 (1016m). Questo inizia dal Ponte sul Lucido di Vinca, percorre la Canalonga e va a inserirsi nel 183. Poco avanti ci sono i ruderi di un ponte ormai distrutto che permetteva di passare sul Fosso della Fritteta, tributario del Fosso della Canalonga.
Noi adesso scendiamo un tratto scalinato che ci porta all’alveo del canale (punto più basso dell'escursione a 1110 m) e ci portiamo al lato opposto del canale stesso dove saliamo a fiancheggiare da parte opposta il ponte descritto in precedenza. In 5’ siamo a un bivio, il sentiero 196 sale verso sinistra seguendo un vecchio tracciato usato dagli abitanti di Monzone per andare a lavorare alle cave del Borla e del Sagro che comprendeva anche l'attuale sentiero 183 (mulattiera di Respettolo). Invece sulla destra si stacca una traccia che in 10’ porta al panoramico Belvedere del Balzonetto sulla Canalonga e sulla marmifera del Balzone (la deviazione è consigliata). Saliamo sul sentiero 196 e in pochi minuti siamo presso dei ruderi con una bella vasca marmorea e una lapide con incisa la data 1928. Il sentiero sale sopra i ruderi e a sinistra in alto ne scorgiamo altri addossati alla roccia e il percorso si fa abbastanza ampio, evidente e ben segnato anche con i pipistrelli gialli dei gruppi speleo essendo la zona che percorriamo ricca di grotte naturali. Salendo ci sono diverse piante di agrifoglio.
Segue una salita più ripida nella faggeta fino a una zona a balze, presso la quale si trova una palina indicatrice a 04h, in alto sulla sinistra ci sono altri ruderi. Il sentiero è adesso una ben evidente mulattiera che si sviluppa con saliscendi avendo sulla destra una bella vista sulla zona del Pizzo d’Uccello e Vinca, non oggi a causa della vegetazione.
A 04h 19' il sentiero si innesta nel 183 (1083m) (Rifugio Carrara-innesto 140⇧/171). A destra il sentiero va alla vicina Casa Respettolo mentre a sinistra va alla Foce dei Pozzi e lo seguiamo in questa direzione. Continuiamo in lieve salita nella faggeta, avendo a fianco qualche muro di contenimento e dei ruderi. A 04h 29' siamo in un tratto aperto e panoramico su Pizzo e Sagro. Seguono saliscendi e poco dopo il sentiero prende decisamente a salire verso destra e si apre con scorci panoramici.
A 04h 57' siamo alla Foce dei Pozzi (1218m) situata, come dice il nome, in zona carsica. Qua si intersecano i sentieri 183 che stiamo percorrendo e il 174 (Foce di Pianza-Casa Cardeto). Proseguiamo in direzione del Rifugio Carrara e in pochi minuti troviamo sulla sinistra un pozzo di una decina di metri di diametro che è l’imbocco dell’Antro degli Orridi (quota 1204 m) che scende per 210 metri e ha uno sviluppo verticale di 610.
Saliamo nel bosco abbastanza ripidamente fino ad arrivare a 05 10' a una radura panoramica (Alpe di Burla) dove il panorama si apre alla Torre di Monzone, all'Appennino, al Pizzo, al Pisanino e al Sagro. Ancora salita e dopo 5', dopo aver superato un tubo metallico, sulla destra (segno rosso) c'è un raccordo per il sentiero 171 (Maestà della Villa-Rifugio Carrara).
Continuiamo la salita per l'evidente sentiero, poi c'è qualche saliscendi e a 05h 22' ancora una radura panoramica. Rientriamo nel bosco e saliamo ancora e a 05 46' ci innestiamo nell'Anello Didattico del Monte Ballerino.
[Il percorso didattico Anello del Monte Ballerino è un percorso che si snoda presso il Rifugio Carrara, attorno al monte omonimo. È di facile percorrenza: mezz’ora di cammino per 60 metri di dislivello. Lungo il percorso sono posti alcuni cartelli esplicativi ai fini didattici. È stato attrezzato e completato nel 2008.] Esso circonda il monte omonimo e, in parte, coincide con il sentiero 183. Lo seguiamo verso sinistra (mancano segni) per tratto ampio e ameno che ci porta in 5' fuori del bosco (a destra il sentiero va al Rifugio Carrara).

Siamo adesso ai Prati di Campocecina, una vastissima prateria acidofila posta a oltre 1300 metri tra il modesto Zucco del Latte e il Monte Borla. Campocecina è luogo ameno per pic-nic in estate, per portare i bambini a giocare con la neve in inverno e luogo di partenza per diverse escursioni. Alcuni ritrovamenti fanno pensare che la zona (Campus Caesaris) fosse frequentata in epoca romana. In loco sono presenti rimboschimenti a conifere, ma in alto predominano i faggi.

In breve ci portiamo sul sentiero 173 che seguiremo fino alla Foce di Pianza. Continuiamo in salita, lasciamo a destra i ruderi della Vaccheria di Martignoni fino a entrare nel bosco, subito molto panoramico sul Pizzo d’Uccello. Stiamo costeggiando il Borla, a 06h 02' trascuriamo le tracce non segnate per la vetta di questo monte (presente cartello). Proseguiamo nella faggeta in lieve discesa e a 06h 17' siamo in un tratto aperto e molto panoramico su Pizzo e Sagro. Segue poi un tratto di discesa più ripido e in 5' siamo fuori dal bosco. Adesso il sentiero percorre il versante orientale del Borla, panoramico sul Sagro e privo di vegetazione di alto fusto. Seguiamo i segni e arriviamo a un tratto con conduttura dell'acqua e massi di cava a destra, dove il sentiero pianeggia avendo a sinistra una cisterna per la raccolta delle acque con indicazione dei vari sentieri e subito sotto la via di cava.
Noi ci spostiamo a destra (lasciando il 173 che da foce di Pianza sale al crinale percorso all'andata) e a 06h 43' siamo presso un cippo marmoreo (Monumento ai Caduti della Montagna del Cai Carrara, 1998) con sopra un crocifisso deturpato da furia iconoclasta. Pochi passi e siamo nel Piazzale dove concludiamo l'escursione a 06 45'.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio superato quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra (9,5 km) per Campocecina che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave e al Piazzale dell’Uccelliera pochi metri avanti.
Si trascura la deviazione a sinistra e si continua costeggiando il monte Borla per un altro chilometro fino alla Foce. C’è da aggiungere che quest’ultimo tratto di strada è una marmifera in pessimo stato per presenza di buche e detriti caduti dal monte, comunque spianata di recente e percorribile con prudenza.
Note
La classificazione EE deriva dal fatto che una parte del sentiero 173 si sviluppa su versante esposto, da percorrere con attenzione, anche se sono presenti cavi di acciaio che offrono sicurezza. La cresta NO dalla Foce del Faneletto ai Tre Omi richiede attenzione e, in qualche tratto, bisogna aiutarsi con le mani e scegliere il percorso migliore. Inoltre la discesa al sentiero 139⇧ dai Tre Omi avviene senza percorso segnato, scegliendo da soli come procedere, facendo poi attenzione ad arrivare sul 139⇧ in un punto senza salti.
Questa escursione è assolutamente da evitare con fondo bagnato, con neve e con ghiaccio. Il percorso è generalmente panoramico. Interessante è la vasca della località All'Acqua dove i pastori raccoglievano le acque per le loro necessità e quelle degli animali.
Con brevi deviazioni è possibile visitare il punto d'inizio della Teleferica del Balzone e il balcone panoramico del Balzonetto. C'è poi l'aperura dell'Antro degli Orridi, la bella prateria di Campocecina e le pendici del Borla, ricche di belle e rare fioriture. È necessario partire con una buona provvista di acqua.