DATA ESCURSIONE: 24/10/2021
Questa escursione completa la precedente
PIAZZALE DELL'UCCELLIERA-MARMIFERA MORLUNGO-FOCE DEL GIACCHETTO (1355 m)-INN. SENT.172 (1420 m)-FOCE DI PIANZA (1272 m)-PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (ANELLO), quando eravamo saliti alla Foce del Giacchetto, ma è meno impegnativa.
Il punto di partenza di questa escursione è il Piazzale dell'Uccelliera (1235m) vicino al modesto Monte Uccelliera (1255m) presso il quale si trova l'edificio dell'infermeria delle cave. Al piazzale arriva la carrozzabile da Carrara che, a sinistra, va ad Acquasparta e poi continua, come marmifera Walton, fino a Foce di Pianza (la percorreremo in parte al ritorno).
Il piazzale è notevole punto panoramico sulle cave del bacino di Torano, sulla città di Carrara e sulla costa, in particolare sul golfo della Spezia e sulle isole dell'arcipelago toscano. Sulla sinistra c'è un bel panorama dal Sagro al Monte Maggiore. Presso il piazzale c'è un parcheggio per una decina di auto.
Lasciamo il piazzale e seguiamo la marmifera in direzione monte Sagro, sulla sinistra c'è un monumento in marmo di Marco Devoti con incise poesie di Mario Lazzari sui cavatori e sulle Apuane. Questa è la marmifera Walton, lunga 1,5 km fino al Piazzale di Pianza, dove si divide in un ramo sterrato per le cave del Sagro e in un ramo sempre sterrato per la galleria, mai conclusa, diretta alle cave del Monte Faggiola. Alcuni tratti della marmifera sono asfaltati, ma la maggior parte è sterrata e soggetta a frane, però è stata di recente sistemata con livellamento della sede stradale ed eliminazione delle buche.
Il tratto che percorriamo adesso fa parte del sentiero 182 (Torano-Rifugio Carrara). Sulla sinistra ci sono le pendici del Borla mentre sulla destra il panorama si apre alle vicine cave del bacino di Torano e poi dietro su Carrara e la costa. Questo panorama ci accompagnerà per quasi tutta l'escursione.
A 6' lasciamo la marmifera Walton (1233m) e prendiamo verso destra un'altra marmifera (ancora sentiero 182) che porta alle vecchie cave del Morlungo e poi proseguirà fino alla Cava della Faggiola. Adesso scendiamo per quattro tornanti erbosi della vecchia marmifera. A 21' siamo presso un ometto (1172m) sulla destra che indica il sentiero 182 che scende verso le cave di Torano. Si vede bene il crinale che scende alla zona delle cave alte di Torano, in questo periodo ancora erboso.
Continuiamo a scendere mentre adesso la visuale si apre sulle Cave del Morlungo con dietro il Sagro e a sinistra le pendici del Borla. Anche la zona del Morlungo fa parte delle pendici meridionali dello stesso monte in territorio carrarese, tagliate dalla marmifera Walton e da quella che stiamo percorrendo. Le cave da tempo abbandonate hanno lasciato edifici o ruderi, ravaneti e sfasciumi.
Subito a 25' c'è un rudere sulla sinistra e poco dopo sale a sinistra un ramo della marmifera, che tralasciamo, per una cava posta più in alto. Proseguiamo per la marmifera fino a una torretta che lasciamo sulla destra più in basso e saliamo a sinistra e, poco più sopra, andiamo verso destra.
Ricordiamo che tra le cave più alte c'è la Cava dei Poeti che vedremo, dall'alto, scendendo più tardi per la marmifera Walton.
[L’idea fu dell’artista Marco Nereo Rotelli (1955) con la collaborazione della giornalista e scrittrice Fernanda Pivano (1917-2009) e fu sviluppata durante la XI Biennale di scultura di Carrara del 2002 intitolata “Scolpire la parola”: essa doveva essere un luogo poetico che legasse la parola al marmo e alle cave. Sulle pareti di questa cava dismessa infatti furono incisi versi donati da grandi poeti in modo da avere un libro di marmo; i versi sono dedicati alla vita e ai diritti della vita stessa. La cava doveva essere sede di spettacoli di vario tipo e lo fu per un certo periodo, poi, comunque, dopo l’iniziale euforia tutto è scemato, come troppo spesso succede.]
Poco più avanti, a 35' passiamo per una cava dove nel piazzale, è inciso nel marmo un sole stilizzato con scritte in italiano e tedesco che dicono che Galileo aveva ragione. Proseguiamo e pochi minuti dopo siamo a un'altra cava più grande dopo la quale un ramo di marmifera sale verso sinistra. In zona arrivava la traccia del sentiero 39 da Torano per Vinca che è stato eliminato nel tratto Torano-Pianza poiché le cave più basse ne hanno inglobato il tracciato. Al ritorno seguiremo il tratto dell'ex sentiero 39 per Pianza. Subito dopo la deviazione, avendo in alto, sulla sinistra, gli edifici di cava troviamo, a 43', l'indicazione del sentiero 139⇧ in nero su una roccia (1145) della sede della marmifera: non ci si può sbagliare perché sulla destra c'è un albero solitario.
Adesso saliamo per tratto erboso di marmifera, poi giriamo e abbiamo di fronte la zona del Piazzale di Pianza e dietro il Sagro. A 48' siamo praticamente sotto il Piazzale mentre la marmifera pianeggia. In zona prospera, nella giusta stagione, la Centaurea Arachnoidea, prezioso endemismo apuano (presente solo nei comuni di Carrara, Massa e Fivizzano) e ne troveremo ancora qualche esemplare sia dopo la cava successiva che all'uscita della Galleria dei Vallini. Poi un po' di discesina e arriviamo a una torretta dell'elettricità e in alto un grosso edificio di cava ormai abbandonato. Subito dopo, a 01h 10', siamo dentro la cava stessa in ampio piazzale di marmo dove la montagna è stata tagliata nel corso del tempo. Siamo alle pendici del Monte Faggiola verso il quale siamo diretti.
Adesso prendiamo a salire. Superiamo qualche metro di sfasciumi e poi seguiamo la ripida marmifera che sale a tornanti con a lato i resti di qualche macchinario arrugginito. Più in alto, presso una curva dove inizia il terzo tornante, c'è un timido tentativo di cava. Saliamo, costeggiamo un ravaneto e alla curva dove inizia il quinto tornante troviamo sulla sinistra una vecchia cisterna per l'acqua. Saliamo ancora e a 01h 45' siamo presso un'altra cisterna pochi metri dopo la quale, sulla sinistra, si apre la Galleria dei Vallini (1282m) che porta a vecchie cave nel bacino marmifero di Colonnata nel versante est del Monte Maggiore (Vallini del Sagro).
Sulla destra della galleria sale un canalino di terra e sfasciumi che porta poi a un tratto su roccette per la Foce del Giacchetto posta sul crinale per salire al Monte Maggiore (rimandiamo alla relativa escursione).
La galleria è quasi pianeggiante, è lunga circa 160 m, è ampia e buia per cui servono una torcia o lampade frontali. Non è diritta, ma prima va leggermente verso destra e poi curva, anche se poco, verso sinistra. In un tratto c'è un cumulo di rocce caduto dalla volta della galleria. In cinque minuti siamo fuori presso un vecchio escavatore che rimane sulla destra. Il panorama si apre sulle propaggini dello Spallone con le molte cave ancora attive, in basso il bacino di Colonnata e dietro le Apuane. Presso l'escavatore c'è un vascone e altri macchinari. Inoltre sulla sinistra del vascone c'è un ometto che indica l'inizio di un sentiero dei cavatori che era marcato come sentiero Cai, ma è da tempo dismesso (il sentiero è impegnativo e pericoloso per i molti sassi smossi). In basso sulla destra si nota un vecchio edificio di cava.
Scendiamo per la marmifera e in breve siamo al piazzale di una vecchia cava, mentre sulla destra la marmifera scende al vecchio edificio che vedevamo sopra. Il primo tratto è in parte franato, ma poi procede tranquillo fino all'edificio. Prima dello stesso scende la ripida via di lizza che porta al grosso ravaneto del Fosso dei Maggi (scendendo il quale si arriva alla marmifera che porta alle cave e, probabilmente, un ramo della stessa sale alle cave Alba Ventura lungo il sentiero 172 che da Foce Luccica porta a Foce di Pianza). Oltre l'edificio di destra c'è un'altra cava inattiva (n° 126 Vallini) Noi ci limitiamo a visitare la vecchia cava (n° 124 Vallini A) che si sviluppa dentro le pendici del Monte della Faggiola e che è ricovero delle numerose capre selvatiche presenti in zona.
Poi torniamo indietro e a 02h 12' siamo fuori della Galleria. Adesso seguiamo il percorso fatto all'andata fino all'indicazione del vecchio sentiero 39 dove arriviamo a 03h 12'. Ricordiamo che il vecchio sent. 39 iniziava a Torano (Conca) e proseguiva per la Foce di Pianza e Equi Terme. Oggi il tratto fino a Pianza è chiuso poiché le cave in basso lo hanno distrutto. Comunque il tratto da qua a Pianza è facilmente percorribile aiutandoci con flebili segni e qualche ometto.
Saliamo a destra un facile salto di roccia che ci porta al sentiero. La traccia è all'inizio per sfasciumi senza vegetazione e più in alto è su roccia. Andiamo subito a sinistra e poi ci portiamo vicino agli edifici di cava poi a destra a recuperare il traliccio dell'elettricità (rari segni).
A 03 22' siamo presso il traliccio, saliamo un po', poi andiamo a destra a recuperare un evidente sentiero dei cavatori. A 03h 32' cominciamo a vedere Sagro e Spallone e saliamo a destra per la facile cresta. Dopo 5' siamo presso una trincea della guerra, un paio di minuti prima c'era un vecchio bidone posto in un alloggiamento nella roccia.
Proseguiamo verso la marmifera Walton e poi ci spostiamo verso sinistra per andare alla casetta posta sulla marmifera stessa dove arriviamo a 03h 46' (1275m). Sostiamo 15' minuti e poi scendiamo per la marmifera a 04h. Siamo poco distanti dal piazzale di Pianza e vediamo molto bene Sagro, Spallone e Monte Maggiore.
Dopo 10' siamo allo stradello per la sottostante cava dei poeti, oggi ostruito dai detriti tolti dalla sede della marmifera. A 04h 20' concludiamo l'escursione.