(LU-Stazzema) ARNI CAMPAGRINA-DEVIAZIONE PER M.DEI RONCHI (970 m)-BETIGNA (965 m)-PARCHEGGIO USCITA NORD GALLERIA DEL CIPOLLAIO (835 m)-PONTE DEI MERLETTI (823 m)-BIVIO TRE FIUMI (808 m)-ARNI CAMPAGRINA (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Arni Campagrina (810 m)

Località di arrivo:

Arni Campagrina (810 m)

Dislivello mt.:

280

Tempo totale:

4 h

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Campagrina

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

vicoli di Campagrina◆mulattiera◆sentiero NN◆strada

Tipologia percorso:

L'escursione si svolge su sentieri non segnati e per strada asfaltata. Il tratto da Campagnina fino al Cipollaio è per mulattiera evidente che in brevi tratti diventa sentiero. Essa è in buona parte segnata con segni bianchi sempre presenti ai bivi. Poi dopo Betigna e prima del Cipollaio si segue una traccia evidente e frequentata per il parcheggio presso l'uscita della Galleria del Cipollaio. Il resto è su strada asfaltata dove basta seguire le regole del buonsenso.

Immagini del percorso (63)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 10/04/2022




L'escursione inizia da Campagrina. Provenendo dalla Galleria del Vestito, superata Arni, si scende circa un chilometro e mezzo, lasciando a destra una strada in salita per il Cimitero. Poco dopo troviamo una stradina stretta sulla destra, poco prima del cartello stradale Arni, che dovremo seguire per pochi metri. È consigliabile scendere per la strada principale, fare manovra e tornare indietro per imboccarla meglio. Invece da Tre Fiumi la deviazione si trova pochi metri dopo il cartello stradale Arni. In ogni modo si segue la strada per una ventina di metri e si trova sulla sinistra un ampio spiazzo parcheggio. Noi inizieremo la nostra escursione da questa piazzetta.

[Campagrina in passato era chiamata Arni di Sotto. I primi insediamenti in loco erano di pastori versiliesi nel XVI secolo, poi gli abitanti si dedicarono al lavoro delle cave. Decentrata rispetto al borgo, si trova la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena (XVII secolo) con campanile situato distante.]

Seguiamo in lieve discesa la strada stretta che passa tra le case del piccolo borgo, situato sulla riva sinistra della Turrite Secca, avendo di fronte il Monte Altissimo e la zona della Madonna del Cavatore che si trova sopra Arni. Arriviamo ad un ultimo gruppo di case da cui scendiamo alla Turrite, che possiamo facilmente guadare, essendo un piccolo rivolo, oppure superare mediante un vecchio ponte di legno.
A 5' siamo sul ponte e subito dopo alla chiesa di Santa Maria Maddalena, praticamente un grosso oratorio a navata unica, intonacato e con il tetto moderno in eternit, essa risale al XVII secolo. Poco distante si trova un rudimentale campanile in pietra. Questa zona, che si trova alla confluenza della Turrite con il Canale dell'Acquerolo, era conosciuta come la Fabbricaccia poichè qua erano portati minerali di rame scavati nella zona del Monte Fiocca, lavati e poi portati alle fonderie di Ruosina. Sulla sinistra della chiesa si trova la mulattiera per il Cipollaio che seguiremo.
Quindi prendiamo a salire per l'ampia mulattiera che entra nel bosco, con panorami, tra gli alberi, su Fiocca e poi Sumbra, mentre di fronte vediamo il Freddone. Il luogo è molto umido e ci sono molte fioriture di Petasites albus.
A 18' vediamo un masso che sembra inciso e subito dopo siamo a un bivio, bisogna evitare la traccia che sale verso destra e continuare per tratto quasi pianeggiante. Poi saliamo lievemente mantenendoci, per un po', più o meno paralleli alla Turrite che scorre molto più in basso, sulla sinistra.
A sinistra oltre al Sumbra scorgiamo anche la zona delle cave prossima a Tre Fiumi. Qualche albero caduto sulla sede della mulattiera rallenta la progressione, ne troveremo altri nel corso dell'escursione.
A 33' siamo a un altro bivio e vediamo dei ruderi in alto verso i quali siamo diretti. Andiamo a destra in salita percorrendo un paio di tornanti. Altri alberi caduti ci fanno salire a destra a recuperare la mulattiera più in alto, oltre i ruderi, per cui scendiamo pochi metri a vederli. Arriviamo ai ruderi a 37'. Si tratta di tre ruderi costruiti con blocchetti di marmo. Davanti a quello isolato c'è un masso, coperto con muschio, con evidenti incisioni (2 grosse coppelle e uno scavo rettangolare). Non è detto che queste incisioni saino preistoriche, ma potrebbero essere state fatte dagli abitanti delle case (in questi scavi mettevano mangime o sale per gli animali.
Ci attardiamo in loco a vedere e a 45' riprendiamo il cammino, seguendo l'ampia mulattiera. Poco più avanti essa è invasa da alberi, ci spostiamo un po' sul lato sinistro e poco dopo la mulattiera è di nuovo ampia e ben percorribile con tratto costeggiato da castagni e da faggi. Poi la traccia si restringe per tornare ancora mulattiera evidente. Scorgiamo qualche segno bianco sporco, che può somigliare a licheni, che ci accompagnerà adesso fino a Betigna e ci sarà di aiuto presso qualche bivio. La traccia va un po' a sinistra mentre in alto si scorge un rudere.
A 56' siamo a un masso sormontato da una croce di ferro (scritta 2008 LP) che rimane a sinistra. Adesso la traccia è molto gradevole nel bosco di faggi. Poi la traccia curva ancora verso sinistra e a 01h 08' si apre, panoramica sulla sinistra, su Tre Fiumi, Sumbra, Freddone e Corchia. Dopo 3' siamo presso un traliccio dell'elettricità.
A 01h 15' siamo sopra una cava che rimane più in basso e poco dopo siamo a un rudere e a un altro traliccio. Subito dopo a 01h 17' una freccia rossa indica la via di salita (cresta est) per la vetta del Monte dei Ronchi. Vicino c'è un masso inciso con numerosi cognomi, un angelo ad ali spiegate e una data (18 maggio1874).
Proseguiamo e scendiamo per tornantini e a 01h 25' arriviamo a un grosso masso con segni blu sbiaditi (e un segno bianco) e un rudimentale ometto. Qua scende una traccia che porta in una decina di minuti al parcheggio presso l'uscita nord Galleria del Cipollaio dove passeremo più tardi.
Seguiamo la traccia per Betigna davanti a noi, nel paleo. Poi si allarga e sale aperta con qualche arbusto e radi alberi. Poi scende un po', a 01h 37' siamo a un bivio dove un segno bianco dice di proseguire a destra, seguono saliscendi e poi salita in un bosco di faggi. La mulattiera poi ha un muretto sulla destra.
A 01h 51' siamo presso un rudere che rimane sulla destra e proseguiamo tra castagni e faggi. A 02h guadiamo facilmente un canale che scende ad alimentare il Canale del Freddone e siamo nella zona di Betigna (pronuncia Bètigna). Questo era un antico alpeggio della Comunità di Basati (Seravezza) alle pendici meridionali del Monte dei Ronchi che faceva parte dell'Alpe di Basati. Il bosco è misto di faggi, betulle e abete rosso, quest'ultimo da rimboschimento degli anni '50 del secolo scorso. Qua c'è un rudere con annesso forno e ricovero per animali, addossato a una grossa pietra, poco distante dal rudere. In zona ci sono molte fioriture di Scilla bifolia. Ed è proprio il ricovero che ci troviamo sulla sinistra dopo il guado, poi recuperiamo il rudere principale dove vediamo la Roccia Fiorita di Betigna, cioè un masso posto di fronte alla casa con diverse coppelle con a fianco un altro piccolo masso con coppella, ma altri massi con incisioni sono sparsi qua e là, forse alcuni ancora da individuare. Va però precisato che non è detto che le incisioni siano antiche. Invece la Roccia Fiorita pare antica per la tipologia delle sue incisioni. Essa è lunga 1,64 m, larga al massimo 0,50 e alta da terra 0.30. È più o meno rettangolare, ma leggermente curva, presenta quattro coppelle in fila unite da canaletta e una vasca grande con canaletta. A fianco c'è un masso più piccolo (50 per 60 cm) con una vaschetta con canaletta. Comunque in origine i due massi distavano cica due metri e il più piccolo è stato avvicinato al più grande dagli scopritori.

[Le coppelle sono incavi emisferici, di pochi centimetri di diametro, scavati nella roccia. Risalgono al periodo dal mesolitico all'età del ferro. Sono probabilmente legate a culti naturali, forse all'acqua che esse raccoglievano. Forse venivano riempite di grasso per creare fuochi. In alcuni casi le coppelle erano disposte a rappresentare costellazioni celesti.]

Il sito di Betigna era probabilmente frequentato dai liguri apuani che lo apprezzavano per la ricchezza di acqua. Ci attardiamo a vedere i massi alla ricerca di iscrizioni e scendiamo anche a una casa sistemata posta più in basso, vicino al ruscello, addossata a un grosso faggio, sulla cui porta si trova una Madonna in terracotta (scritta FSDS 1971).
A 02h 30' lasciamo il sito, saliamo a recuperare la mulattiera e ci dirigiamo verso sinistra diretti al Cipollaio. Poco dopo guadiamo facilmente il Canale di Betigna e andiamo verso sinistra in salita per traccia sempre molto ampia e a 02h 42' siamo a un bivio. Proseguendo in avanti si recupera in pochi minuti il sentiero 141 e poi il Colle del Cipollaio (990 m). Noi invece prendiamo la deviazione sulla sinistra, diretta al parcheggio all'uscita della Galleria del Cipollaio. Subito c'è una casa sulla sinistra coperta da eternit con l'altisonante nome di Villa, a sinistra vediamo il Monte dei Ronchi e a destra il Freddone. Scendiamo per un rimboschimento a conifere per tratto ameno.
A 02h 51' siamo a una sorta di bivio, bisogna scendere a sinistra (flebili frecce su masso) e percorrere un paio di tornanti in discesa. Dopo 5' superiamo un rivolo di acqua che scende da destra e che va ad alimentare il Canale del Freddone. Percorriamo poi altri tornanti e a 03h 04' superiamo, su un modesto ponte di lamiera, un tributario del vicino Canale del Freddone che adesso costeggiamo, avendolo sulla sinistra. Poco dopo sulla destra c'è l'ingresso di un riparo nella roccia forse risalente all'ultima guerra.
Scendiamo e a 03h 15' siamo presso una costruzione a servizio delle cave e subito dopo siamo al parcheggio subito dopo l'uscita nord della Galleria del Cipollaio, da parte opposta della strada c'è un altro edificio di servizio delle cave. La zona è panoramica sul Sumbra e sulle pendici del Fiocca.
Ci sono adesso tre possibilità: concludere qua l'escursione se abbiamo lasciato un'auto per recuperare quella lasciata a Campagrina. Altrimenti è possibile salire in circa 13' a recuperare la mulattiera Campagrina-Betigna, seguendo una traccia che passa dal ponte seminascosto dalla vegetazione che era una via di lizza a servizio di piccole cave presenti in zona. Noi invece torneremo a Campagrina percorrendo la strada asfaltata e panoramica per Tre Fiumi da cui saliremo verso Campagrina.
Percorriamo con prudenza la strada in discesa e in pochi minuti siamo presso il cosiddetto Palazzo che è una costruzione a tre piani di servizio delle cave del gruppo Henraux, essa si trova sulla sinistra, ma a destra ci sono altre costruzioni di servizio, più basse. Sulla destra abbiamo le pendici del Freddone, mentre a sinistra ci sono quelle del Monte dei Ronchi, dove sono presenti numerosi tentativi di cava e in basso l'alveo secco del Canale del Freddone. A 03h 27' sulla destra cè un masso sormontato da una croce di ferro. Subito dopo siamo a Ponte dei Merletti che scavalca il canale della Macchia, tributario di quello del Freddone. Qua partono i sentieri 149 (per il Passo dei Fordazzani e Terrinca) e 129 (per Campanice, Puntato e Col di Favilla) che si dividono poco più in alto.
Proseguiamo e più avanti una riproduzione in marmo della Pietà di Michelangelo ricorda un tragico incidente stradale dove persero la vita quattro giovani.
A 03h 40' inizia sulla destra il sentiero 128 per il Puntato e la Foce di Mosceta, presso un'altra costruzione di servizio posta a sinistra, poco prima.
Dopo 5' sulla strada che stiamo percorrendo si innesta, da sinistra, la strada che proviene da Arni. Siamo a Tre Fiumi, un’aspra e selvaggia conca devastata da cave e ravaneti, con diversi edifici di servizio delle cave. Adesso proseguiamo a sinistra per tornare a Campagrina.
Il primo tratto è ancora in discesa con a sinistra la montagna scavata da numerosi tentativi di cava e ravaneti. A 03h 51' la strada prende a salire e passa sopra il Canale del Freddone che si immette nella Turrite che qua è un rivolo.
Più avanti a 03h 58' passiamo sopra la Turrite che adesso abbiamo sulla sinistra, mentre una ripida via di lizza sale a destra. Poco più avanti si stacca uno sterrato verso sinistra. Infine una ventina di metri dopo il cartello stradale Arni, a 04h 06', prendiamo la strada a sinistra che in un minuto ci porta al piccolo parcheggio di Campagrina dove concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa, passando per Altagnana e Antona (8,4 km) si imbocca la galleria del Vestito (18,1 km) che porta in provincia di Lucca. Si continua e si supera una seconda galleria (del Castellaccio). Si superano le case di Arni e si scende trascurando una deviazione a destra per il Cimitero. A 22,4 km si trova una piccola strada verso destra (Via Campagrina) che si segue per una ventina di metri trovando un comodo e ampio parcheggio sulla sinistra. Se possibile parcheggiare prima oppure scendere e fare inversione per imboccare meglio Via Campagrina. Da Seravezza si segue la strada provinciale di Arni (strada del Cipollaio), si lascia sulla destra il bivio per Ponte Stazzemese, e si arriva poco dopo alla deviazione per Retignano e poi a quella per Levigliani (12 km), si supera il bivio per Terrinca. Poi si continua fino alla Galleria del Cipollaio (20 km) e presso la località Tre Fiumi (20 km) si prosegue a sinistra per Arni, superato il cartello Arni dopo 20 m si prende Via Cmpagnina sulla sinistra e dopo pochi metri si devia a sinistra per il parcheggio (21,3 km). Provenendo da Castelnuovo Garfagnana servono 16,7 km per arrivare a Tre Fiumi e 18,2 per arrivare al parcheggio di Campagrina.
Note
In questa escursione percorriamo la mulattiera da Campagrina al Cipollaio. Il percorso è semplice e, a tratti panoramico, per sentieri non segnati. Comunque le tracce sono sempre evidenti e ampie e parte della mulattiera è segnata con bolli bianchi, non numerosi, ma presenti quando serve.
Di interesse la Pietra Fiorita a Betigna ,incisa con coppelle preistoriche, mentre per altri massi le incisioni sembrano più recenti. Evidente anche il sentiero per il parcheggio per un bel bosco e nella parte finale a fianco del Canale del Freddone.
Noi abbiamo percorso la strada per tornare a Campagrina, ma è evitabile con il sistema delle due auto, oppure salendo dal parcheggio a recuperare la mulattiera fatta all'andata. Anche il tratto per strada è interessante perché percorre la selvaggia valle tra il Freddone e il Monte dei Ronchi.