DATA ESCURSIONE: 01/05/2022
L'escursione inizia poco prima dei Casolari di Orzale che si trovano sopra Cardoso. L'Orzale può essere raggiunto da Cardoso in poco tempo, sia per strada che con il sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico). Il borgo è formato da un gruppo di case in pietra con fontana ed è raggiungibile anche con un sentiero SAV da Pruno, detto Sentiero della Castagna, che si inserisce nel 117 poco sotto il borgo. Dalle case inizia anche una brevissima traccia che si inserisce nel 117 proprio sopra al bivio per l'Oratorio di San Leonardo e la percorreremo al ritorno.
Lasciamo l'auto alla curva prima del borgo, in uno spiazzo sulla sinistra, ma è possibile parcheggiare anche presso le case. Questo spiazzo si trova sul sentiero 117 che, dopo essere passato dall'Orzale, percorre un breve tratto di strada asfaltata e la lascia proprio presso la curva, dove sono presenti le necessarie indicazioni (373m) e un cartello di divieto di sosta. Qua il panorama si apre sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, sul Forato con il foro ben evidente e, sulla destra, su Procinto, Nona e Matanna.
Il primo tratto del sentiero è un ampio cementato che diventa subito mulattiera. Esso è percorribile anche da piccoli fuoristrada. In un paio di minuti siamo a un primo bivio, a destra prosegue lo sterrato diretto al Santuario di San Leonardo (tempo necessario: 40'). Lungo detto sentiero si trova il Sito di Trogna con ben 43 incisioni rupestri.
Noi saliamo a sinistra e subito, presso un rudere, siamo a un secondo bivio: da sinistra arriva il breve sentiero alternativo al 117 che parte dall'Orzale, di cui abbiamo già detto. Quindi proseguiamo verso destra salendo per ripidi tornanti sulla mulattiera.
A 5' siamo presso una grossa marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio (1889). Essa rimane a sinistra. Continuiamo a salire ed è possibile scorgere, tra le fronde, il lontano Santuario. Più in alto, sulla sinistra, ci sono dei ruderi con recinzione e il terreno circostante è pulito. Molte e abbondanti le fioriture: un tappetto di ranuncoli e poi orchidee ed erba stella.
A 14' siamo alla marginetta di Colle di Fondo (472m) costruita su uno spuntone di roccia. Nella marginetta c'è una icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata dai ladri per venderla a qualche arricchito. Una traccia a sinistra porta al ponte romanico di Pruno e, con deviazione, alla cascata dell'Acquapendente. Inoltre un'altra traccia, un po' più avanti sulla destra, porta con percorso alternativo alla stessa cascata, passando per abitazioni rurali. Subito dopo la marginetta c'è una fonte con abbeveratoio e poi l'indicazione dell'Azienda Agricola Barsanti che rimane più in alto.
Proseguiamo nel bosco, per il sentiero 117, con salita e tratti di falsopiano, con diversi ruderi e qualche tratto panoramico su Forato, Costa Pulita e Cresta Pulita e sulle propaggini della Pania, fino a Foce di Valli.
A 20' una traccia abbastanza ampia attraversa il sentiero (505m), essa è stata sistemata con fondi europei e porta, verso destra in discesa, a innestarsi nello stradello per l'Oratorio di San Leonardo in meno di 10'. Invece a sinistra, in salita, la traccia è diretta a costruzioni poste più in alto.
Proseguiamo con qualche tratto di salita e qualche precario ponticello di tronchi per superare canali che scendono da sinistra, in zona prosperano le fragole selvatiche.
A 31' arriviamo a un bivio segnalato (558m) sopra il quale c'è un rudere (che comunque da qua non si vede). Mentre il sentiero 117 continua per Collemezzana, sulla sinistra si stacca una evidente traccia, non segnata, nominata 117A. Adesso seguiremo questo sentiero fino alle case di Cima alla Ripa.
Il sentiero sale nel bosco sottoposto a taglio, qualche tempo fa, con ancora la legna accatastata qua e là. La progressione è sempre in salita per tornantini con qualche tratto ripido. A 50' sulla sinistra un po' rialzata c'è una marginetta dedicata a Santa Rita (1950) con immagine cartacea della santa. Invece a destra c'è un tubo dell'acqua, che ci accompagna, lungo il sentiero che è aperto e funziona da fontana.
A 50' sulla destra (674m) inizia una traccia (fettuccia bianco-rossa) che non sappiamo dove sia diretta. Proseguiamo e vediamo diversi alberi piantati di recente in un progetto di rimboschimento di questa zona. Salendo c'è un tratto aperto e panoramico su Forato e Procinto. A 01h superiamo su roccette bagnate un rivolo che scende da sinistra. Alcuni ripidi tornantini ci portano a 01h 06' a una fonte che rimane sulla sinistra (zona Fontana), qua scende un ruscello che va a alimentare il Fosso della Capriola. C'è un muretto di sbarramento e una Madonnina in plastica. Sulla sinistra sale una evidente traccia, che avevamo in parte percorso qualche anno fa, essa porta a un rudere al quale arriveremo più avanti, seguendo un sentiero da San Rossore.
Adesso però seguiamo la traccia verso destra che ci porta in pochi minuti alle case di Cima alla Ripa. Questo è un alpeggio dell'Alpe di Cardoso. Qua ci sono diverse case sistemate e saltuariamente abitate e anche una fonte. Tra le altre abbiamo lo Chalet Il Bellorino, la Casa garibaldina e la Casa del Cantuccio. In quest'ultima abitavano i coniugi Angela e Lorenzo Barsanti e sulla soglia di casa c'è la scritta “Angela e Lorè regina e re”, il luogo di cui erano reali era la Fania. Oggi la casa è proprietà della figlia Finimola. Lorenzo fu uno degli ultimi uomini della neve e insieme ad Angiolo Bartolucci, il Nonno di Collemezzana, salvò molti alpinisti dispersi sulla neve della Pania.
Da uno spiazzo presso il sentiero 124 si gode di un bellissimo panorama su Pania e Forato. Allo spiazzo panoramico, a 01h 13', ci innestiamo nel sentiero 124 (806m). Il sentiero 124 (Foce di Petrosciana-Foce di Mosceta) è stato di recente sistemato ed è quindi interamente percorribile. Andando a destra in 10' si va a Collemezzana dove si trova la Casa del Nonno, noi invece proseguiamo a sinistra per la Fania.
Superiamo una casa con la porta verde e subito dopo, a 01h 18', siamo in tratto aperto e panoramico con i meli in fioritura, questo è l'alpeggio di San Rossore con terrazzamenti e orti coltivati. A 01h 22' siamo al gruppo di case e ruderi. Continuavano la pastorizia il signor Pacifico Pieruccioni, il Paci, con la moglie Siria Battelli, sempre gentili e disponibile nei confronti degli escursionisti, con la loro asina che ti seguiva fino al rifugio. Pacifico è morto due anni fa, ma l'attività è portata avanti dai familiari.
[Pacifico è stato attore nel film "La creazione del Significato" di Simone Rapisarda Casanova del 2014, insieme alla moglie Siria. Nel film il pastore, costretto dalla crisi, vende il suo alpeggio, in una zona teatro, in passato, della guerra partigiana, a un tedesco. I due discuteranno della storia e dell'Italia presente. Il film si ispira al racconto "L'Aleph" di Jorge Luis Borges.]
Presso le costruzioni c'è un cartello con informazioni sull'alpeggio e una freccia che manda a Cerretta Tre Chiamate, dopo scendendo ne percorreremo un tratto. Adesso saliamo verso il rifugio seguendo i segni ed evitando altre tracce. A 01h 27' si stacca sulla destra una traccia (segni rossi) per la zona della Capriola che poi si innesterà nel sentiero 117 (vedi relativa escursione).
Proseguiamo nel bosco e poi saliamo per tratto aperto, con molte fioriture di giunchiglie, e a 01h 36' arriviamo alla Fania (908m). Questa zona è un bel pianoro panoramico sulla Pania e monti vicini e deve il nome a un faggio (fania) ultracentenario, ormai morto, di esso è rimasto l'ampio ceppo, ma la tradizione è rinnovata da un altro faggio posto vicino, più giovane, ma già imponente.
[La vecchia Fania, nel momento del suo massimo splendore, era alta circa 25 metri con circonferenza di 4 metri, sicuramente era precedente al 1750. Dal 1986 era inserito nell'elenco degli alberi monumentali della provincia di Lucca e dal 1992 nel catalogo degli alberi monumentali dell'Italia centrale a cura del Ministero dell'Ambiente. Nel 2013 fu inserito anche nell'elenco regionale quando era ormai morto, una sorta di medaglia alla memoria.]
Presso queste piante c'è il Rifugio La Fania dell'UOEI e una bella fonte. Inoltre poco distante c'è un altro casolare e una serie di terrazzamenti adibiti in passato ad attività agricola.
[Il rifugio appartiene alla sezione di Pietrasanta dell’UOEI ed è riservato ai soci di questo sodalizio. In passato la costruzione era usata per l’alpeggio e ha circa 300 anni. Essa fu acquistata dall’associazione nel 1956 e lavori di restauro consistenti furono iniziati nel 1981, per concludersi 10 anni dopo. Fu inaugurato l’8 settembre 1991. Ha 12 posti letto.]
Qua si stacca sulla sinistra una traccia cha va a recuperare il sentiero 122 (Pruno-Passo dell'Alpino) presso il Monte alla Tana. Noi invece andiamo a destra del rifugio seguendo il sentiero 124 nel bosco. A 01h 43' (953m) proprio dove il sentiero 124 scende un po' verso sinistra noi lo lasciamo per una flebile traccia verso destra (ometto poco lontano e freccia rossa). Questa traccia porta all'alpeggio La Tomba dove fu ucciso il Nonno ed è ricordato da una lapide. Non è difficile arrivare all'alpeggio, ma forse qualche segno aiuterebbe per poter più facilmente onorare il Nonno.
Proseguiamo seguendo alcuni utili ometti e in un paio di minuti siamo a una piccola radura, poi scendiamo un po' nel bosco. Per errore scendo a vedere alcuni ruderi più in basso sulla destra, perdendo qualche minuto. Salgo di nuovo e proseguiamo per la traccia aiutandoci con qualche ometto e arriviamo a 01h 54' alla radura della Tomba, con un bel melo in piena fioritura. Il luogo è molto panoramico sul Piton del Soglio (pendici Pania della Croce), Cresta Pulita, su Forato, Nona, Procinto, Matanna e dietro Croce. Poi sul Gabberi e Lieto. In alto c'è un grosso casolare ridotto a rudere e dietro lo stesso scendono pareti delle propaggini meridionali della Pania. In passato la zona era coltivata a grano e patate oggi è completamente abbandonata. Saliamo al casolare e lo aggiriamo sulla destra e vediamo come nella parte posteriore sia ormai un rudere. Saliamo al meglio evitando i rovi e ben presto recuperiamo una evidente traccia che porta a un grosso masso dove siamo a 2h (979m).
Il masso si trova poco distante dalle pareti verticali del monte. Qua ci sono due lapidi, una ricorda il Nonno (Il nonno / Bartolucci Angelo / 10-4-1945 / Martire per / la Libertà). L'altra il nipote del Nonno, Agostino Bartolucci morto nel 2006 (Agò questi luoghi sono sempre più soli … come noi … 2006 Gli Amici dell'Alpe).
[Angiolo Bartolucci (1871-1945), abitava a Collemezzana, contadino e carbonaio, fu arrampicatore e guida alpina, per segnalare l’arrivo del cattivo tempo suonava la sua famosa conchiglia. Sempre molto ospitale e disponibile con gli alpinisti, tanto da meritarsi il soprannome di Nonno della Pania. Insieme a Lorenzo Barsanti, il "re della Fania", salvò decine di alpinisti dispersi sui monti. Agostino Bartolucci (1934-2006), suo nipote, ne propagò la memoria.]
Non c'è collegamento tra il toponimo è l'uccisione del Nonno, infatti lo stesso era preesistente al fatto. Il 10 aprile del 1945, pochi giorni prima della fine della guerra, una pattuglia di soldati americani arrivò a Collemezzana e chiese se qualcuno fosse disponibile ad accompagnarli al Piton del Soglio, nei pressi di Foce di Valli. Il nonno, che aveva già 74 anni, ma era ancora in buona salute e di gamba forte si offrì come guida. Però in zona La Tomba il gruppo incontrò una pattuglia tedesca. Il Nonno fu ferito e si nascose in una piccola grotta, ma fu finito da due bombe a mano. All'evento assistero due testimoni oculari, uno arrestato dai tedeschi mentre l'altro riuscì a fuggire. A ricordo del Nonno c'è anche una Croce di ferro al Piton del Soglio a 1363, visibile da questo alpeggio con un binocolo.
Dopo la visita al masso che ricorda il patriota Bartolucci scendiamo nuovamente al casolare e alla radura e seguendo gli ometti ripercorriamo la traccia fino al sentiero 124 sul quale siamo a 02h 27'.
A 02h 31' siamo di nuovo al rifugio La Fania, dove sostiamo qualche minuto, e scendiamo per San Rossore. A 02h 49' siamo al cartello dell'alpeggio (843m) con indicazione a destra per Cerreta Trechiamate (o Tre Chiamate). Lo seguiamo per vedere dove porta.
La traccia è amena nel bosco in leggera discesa e a 02h 56' arriviamo a una radura panoramica con una teleferica, rudere in basso sulla sinistra e una zona recintata per orto a destra (qua dovrebbe arrivare la traccia che inizia dalla fonte sul 117A).
Scendiamo ancora e la traccia prosegue fino a una costruzione che rimane un po' più in basso a sinistra, in posizione panoramica, dove siamo a 02h 59'. Scendiamo un po' per vederla meglio e poi torniamo indietro. Dalle carte che abbiamo consultato la traccia prosegue (o proseguiva) per crinale fino a casa Agostini (663 m). Questa zona è indicata Debbiaccia, ma anche Cerreta, non ci sono indicazioni relative a Tre Chiamate.
Comunque torniamo indietro e a 03h 16' siamo nuovamente a San Rossore. Dopo 10' siamo a Cima alla Ripa, dove sostiamo qualche minuto. Proseguiamo per il 117A e a 04h 06' ci innestiamo nel sentiero 117.
A 04h 21' siamo alla maestè di Col di Fondo scendiamo e seguiamo la breve deviazione per le Case dell'Orzale da cui scendiamo all'auto e terminiamo l'escursione a 04h 38'.