DATA ESCURSIONE: 08/05/2022
L'escursione inizia dallo spiazzo-parcheggio (406m) presso i Casolari di Orzale che si trovano sopra Cardoso. L'Orzale può essere raggiunto da Cardoso in poco tempo, sia per strada che con il sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico). Il borgo è formato da un gruppo di case in pietra con fontana ed è raggiungibile anche con un sentiero SAV da Pruno, detto Sentiero della Castagna, che si inserisce nel 117, poco sotto il borgo. Dalle case inizia una breve traccia che si inserisce nel 117, proprio sopra al bivio per l'Oratorio di San Leonardo e che andiamo a percorrere. In alternativa si scende per la strada asfaltata fino alla curva dove il sentiero 117 (presente indicazione) va a sinistra. Dalla piazzetta si ha una bella vista su Nona, Procinto e Matanna.
Seguiamo la traccia agevole che va a destra della fontana e lascia subito le case. A 3' siamo al primo bivio e ci inseriamo nel sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico). A destra si scende allo stradello per il Sito di Trogna e l'Oratorio di San Leonardo che percorreremo al ritorno, che nel primissimo tratto è comune col sentiero 117. A destra c'è un rudere, noi saliamo a sinistra salendo per ripidi tornanti su mulattiera. A 5' siamo presso una grossa marginetta con icona marmorea dedicata all’Immacolata Concezione, a San Niccolò e a Sant’Antonio (1889). Essa rimane a sinistra.
Continuiamo a salire ed è possibile scorgere, tra le fronde, il lontano Santuario. Più in alto, sulla sinistra, ci sono dei ruderi con recinzione e il terreno circostante è pulito. Molte e abbondanti le fioriture: un tappetto di ranuncoli e poi orchidee ed erba stella.
A 15' siamo alla marginetta di Colle di Fondo (487m) costruita su uno spuntone di roccia. Nella marginetta c'è una icona dozzinale di terracotta a sostituzione di quella trafugata dai ladri per venderla a qualche arricchito. Una traccia a sinistra porta al ponte romanico di Pruno e, con deviazione, alla cascata dell'Acquapendente. Inoltre un'altra traccia, un po' più avanti sulla destra, porta con percorso alternativo alla stessa cascata, passando per abitazioni rurali. Subito dopo la marginetta c'è una fonte con abbeveratoio e poi l'indicazione dell'Azienda Agricola Barsanti che rimane più in alto. Proseguiamo nel bosco per il sentiero 117, con salita e tratti di falsopiano, con diversi ruderi e qualche tratto panoramico su Forato, Costa Pulita e Cresta Pulita e sulle propaggini della Pania fino a Foce di Valli.
A 21' una traccia abbastanza ampia attraversa il sentiero, essa è stata sistemata con fondi europei e porta, verso destra in discesa, a innestarsi nello stradello per l'Oratorio di San Leonardo in meno di 10'. Invece a sinistra, in salita, la traccia è diretta a costruzioni poste più in alto. Proseguiamo con qualche tratto di salita e qualche precario ponticello di tronchi per superare canali che scendono da sinistra, in zona prosperano le fragole selvatiche.
A 33' arriviamo a un bivio segnalato (568m) sopra il quale c'è un rudere (che comunque da qua non si vede), questa zona si chiama Le Piane. Il sentiero 117A porta alle case di Cima alla Ripa, dove si innesta con il 124 (Foce di Petrosciana-Foce di Mosceta) che più avanti, in parte, percorreremo. Proseguiamo quindi sul sentiero 117 con saliscendi, il sentiero è ben percorribile per la continua manutenzione atta ad evitare che i rovi ostacolino la progressione. Nella giusta stagione qua prospera l'iperico arbustivo (Hypericum Androsaemum).
A 38' c'è una fonte minuscola e subito dopo una più grande. A 43' saliamo, percorriamo un ponte cementato e poco dopo superiamo il modesto Fosso Capriolo di Cerageta mediante un nuovo ponte di legno che evita il guado che comunque non è difficile (magari è il ponte che non pare molto stabile). Adesso cambiamo versante e prendiamo a salire. A 50' siamo a un bivio e andiamo a sinistra (segni) nel castagneto, mentre il percorso diventa più ripido.
A 58' passiamo sotto una vecchia teleferica per la legna e poco più in alto lasciamo a destra un rudere. Procediamo per ripidi tornantini e, a 01h 09', finita la parte molto ripida, passiamo per un rimboschimento a conifere e poco dopo, a 01h 15', siamo a Collemezzana (765m) dove i ciliegi sono in fiore. Subito prima delle case, dove arriva una teleferica, scorgiamo in basso sulla sinistra l'Alpeggio di San Rossore.
Collemezzana è un gruppo di case, alcune restaurate, altre ridotte a ruderi, in posizione panoramica (presente fonte, che in estate è secca). Il toponimo è stato corretto in Colle Spento, forse per indicare l'attuale desolazione del luogo, ma per tutti rimane Collemezzana. Adesso è saltuariamente abitato, ma in passato qua vivevano alcune famiglie che si dedicavano all’agricoltura nei terrazzamenti vicini. Tra gli abitanti ricordiamo il mitico Angiolo Bartolucci (1871-1945), detto il Nonno, molto ospitale con gli escursionisti di passaggio. Egli fu ucciso dai tedeschi 10 giorni prima della fine della guerra mentre accompagnava un gruppo di soldati alleati, il fatto avenne in località La Tomba vicino alla Fania. In seguito la tradizione di ospitalità di Angiolo fu portata avanti dal nipote Agostino morto nel 2006. Oggi sulla loro casa ci sono le loro fotografie con la mitica conchiglia che serviva al Nonno per annunciare agli escursionisti l’arrivo del maltempo.
A Collemezzana arriva anche il sentiero 124 che unisce Foce di Petrosciana e Foce di Mosceta, che da quest'anno è stato reso completamente percorribile dal Cai Viareggio, dopo che frane e caduta di alberi avevano reso difficoltoso percorrerlo, tanto che era stato chiuso. Lo seguiamo verso destra in direzione Petrosciana. All'inizio la traccia è stretta, in discesa con anche un tratto franato, con leggero spostamento sulla destra. A 01h 24' attraversiamo una traccia (749m) che sale a sinistra all'Alpeggio della Grotta (dalla cartina 4Land la traccia in discesa va a recuperare il sentiero 124). Scorgiamo un rudere in alto e vediamo una piccola sbarra sul sentiero a indicare una proprietà privata. Saliamo per questo sentiero e siamo ben presto al rudere, a destra del quale continua la traccia che ci porta verso l'alpeggio.
A 01h 28' siamo presso un bivio dove quella che sembra una traccia porta a un canale a destra. Ben presto siamo sotto le case della Grotta, tra terrazzamenti e alberi di ciliegio in fiore. Seguiamo una traccia che a tornantini brevi ci porta a 01h 32' alle prime case dell'alpeggio (796m).
L'alpeggio è formato da diverse abitazioni sistemate e saltuariamente abitate, in una di esse una lapide ricorda il signor Enrico morto nel 2018 che molto amava questi luoghi. Una costruzione è la Baita del Ghiro e su un'altra c'è la scritta "C'era una volta una volpe".
Dopo le case la traccia continua evidente, a 01h 35' superiamo un ponte e subito dopo un altro con vasca a fianco, poi c'è una captazione di acqua, quella che sembra una vecchia calchera, poi più in alto sulla sinistra due cisterne blu per l'acqua. Percorriamo un breve tratto su massi e poi vediamo un orrido canale sassoso sulla sinistra. Esso scende dalla zona dei Pitoni e va a formare il Fosso del Capriolo. Sulla destra, in alto, scorgiamo un segno arancio che indica il percorso per il Piton Forato che è la nostra destinazione. Quindi andiamo verso il segno per breve tratto franoso, da fare con attenzione, cui segue evidente sentiero.
Proseguiamo in salita e a 01h 43' siamo a una zona di rocce carbonatiche, ben segnate, da salire verso sinistra, lasciando un modesto canalino sulla destra. La traccia prosegue in avanti verso la zona della Serra. La salita è ripida, su fondo di foglie, ci aiutiamo con gli alberi. Poi diventa più agevole e ci porta a 01h 54' su una sorta di sperone tra alberi, proprio sopra la zona da cui siamo saliti. Qua la traccia scende fino ad arrivare subito a un doppio canalino da cui riprende a salire sempre tranquilla.
Troviamo un roccione segnato che può servire come riparo e a 02h 01', su una roccia in un altro canalino, vediamo una freccia arancione. Andiamo verso sinistra tra gli alberi e in 3' siamo a una selletta (punto più alto dell'escursione a 883 m) con segno, da cui vediamo i tetti delle case della Grotta. Adesso dobbiamo scendere per arrivare al Piton Forato. [Il toponimo Pitone o Pittone è comune in zona. Significa spuntone di roccia, pizzo, cosa appuntita.]
Come già detto questa zona, che si trova a ovest del tratto iniziale del crinale che scende da Foce di Valli verso il Monte Forato, è indicata nelle cartine come "Nei Pitoni" per la presenza di questi spuntoni rocciosi. La particolarità del Piton Forato è la presenza di un foro che ricorda quello del Monte Forato, ed è quindi un valido rappresentante delle cosiddette "Apuane Segrete", poco conosciute e meritevoli di essere viste.
Dobbiamo scendere e perdere una quindicina di metri di quota. I segni arancioni ci aiutano nella progressione, ma sono utili gli alberelli a cui tenersi. Arriviamo quindi alle pendici rocciose del Pitone e con ultimo tratto da percorrere con cautela siamo proprio sopra il foro, in un balconcino panoramico (869m) su Gabberi e Lieto, Matanna, Nona e Procinto. C'è da aggiungere che prima di arrivare al balconcino è possibile, spostandosi circa un metro, apprezzare l'arco nella sua interezza dall'esterno.
Scendiamo con attenzione e siamo, a 02h 16', all'interno del foro. L'arco si sviluppa per circa 20 m con un'altezza massima di circa 15. Nel lato che abbiamo costeggiato per arrivare all'arco ci sono le rocce, mentre dall'altro lato, quello aperto, ci sono alberelli e ripidissima discesa. Rimaniamo un po' ad ammirare questo fenomeno della natura e a 02h 29' torniamo indietro. La salita è più semplice della discesa e in 3' siamo nuovamente alla selletta.
A 02h 56' siamo sul sentiero alla base delle roccette. Dopo 10' siamo alla Grotta dove ci attardiamo a vedere dove si trova il Piton Forato e dopo altri 10', a 03h 16', siamo nuovamente sul sentiero 124. Andiamo verso sinistra in direzione Petrosciana, infatti abbiamo intenzione di recuperare il sentiero 120 e scendere verso la Cava Casalina. Il percorso è in discesa, a 03h 19' c'è un breve tratto di corda metallica, poi il sentiero curva verso destra, superando un modesto canalino. Segue un breve tratto di discesa scalinata e a 03h 31' sulla destra si trova un rudere, poi iniziamo a vedere il Forato. Dopo pochi minuti superiamo un canale e subito dopo c'è un ponte in legno su un altro canale.
A 03h 41' altro canale roccioso e subito dopo un ponte sul Fosso di Cogna, dopo il quale c'è un rudere, cui segue un tratto degradato di ripida salita, tra gli alberi scorgiamo Pruno e Volegno. Dopo la salita seguono saliscendi. A 03h 58' siamo presso una fonte con panca per riposarsi. Dopo un po' riprende la salita ripida e a 04h 04' un bel doppio ponte in legno ci permette di superare il Rio Capitato. Saliamo e costeggiamo per qualche metro il Rio, che teniamo a sinistra, poi saliamo verso destra.
A 04h 08' arriviamo a una costruzione, detta La Faniella (785 m), presso la quale un segno indica che è possibile salire al Monte Forato (vecchio tracciato del sentiero 120). Continuiamo a salire questo crinale che è conosciuto come Penna Rossa. Poi scendiamo con qualche tratto ripido e a 04h 35' siamo su tratto pianeggiante o di lieve salita e dopo 4' arriviamo a un gruppo di costruzioni, per lo più ruderi, conosciuto come Casa Colombaia (780 m). Pochi metri (04h 40') dopo c'è l'incrocio (782m) con il sentiero 120 (Cardoso-Arco Forato-innesto sentiero 116). Qua sostiamo 10' poi procediamo e, presso un'altra costruzione, troviamo subito un bivio: il 124 sale verso sinistra, mentre il 120, che seguiamo, scende a destra. Adesso siamo nel bosco, il primo tratto è ameno, poi scendiamo per tratto abbastanza ripido. A 04h 56' siamo presso una vecchia teleferica per il trasporto della legna, ormai in disuso, subito dopo c'è un primo guado, poi tornantini e un'altra teleferica.
A 05h 07' superiamo un altro guado dopo il quale scendiamo qualche metro su rocce umide, da percorrere con attenzione. Scendiamo ancora per tornantini fino a guadare un rio più grande (Fosso di Casalina) a 05h 21'. Subito un rudere a sinistra e poi passiamo su un ponte di legno, qua arriva una traccia da sinistra che inizia da Casa Puccio (582m). Scendiamo per scala in legno e siamo a una bella casa immersa nel verde con tante fioriture, con davanti uno spiazzo verde e a destra una fontana di acqua freschissima. Dalla casa inizia un'ampia via sterrata (ancora sentiero 12) percorribile dalle auto che noi adesso seguiamo. Tra gli alberi vediamo Pruno e Volegno, Corchia e Monte Alto.
Superiamo subito la base di una teleferica sulla destra e, a 05h 38', una deviazione a destra porta a un'altra abitazione. Scendiamo a tornanti nel bosco di castagni fino alla catena (05h 42') che chiude lo sterrato, che è infatti una via privata.
Scendiamo avendo a destra una cascata artificiale che imbriglia l’abbondante acqua del Fosso di Casalina che scende dai monti. Pochi minuti dopo siamo a un trivio dove in pratica inizia il sentiero 120.A sinistra scende lo stradello, poi via asfaltta che porta a Cardoso. In basso a destra scende un altro sterrato verso una costruzione isolata, con indicazione di strada a fondo cieco. Invece la traccia più alta verso destra porta a un piazzale con torretta dell'elettricità e un modesto edificio a servizio della Cava Casalina. Da questo piazzale inizia (05h 47') il sentiero per San Leonardo, il sito di Trogna e l'Orzale che andiamo a percorrere.
Una modesta indicazione indica San Leonardo e lo stradello che si stacca verso destra. Subito vediamo, nella parte alta, la Cava Casalina abbandonata e oggi piena di acque.
[La cava Casalina fu attiva in galleria dall’inizio del secolo ventesimo fino al 1990 per l’estrazione di ardesia apuana in blocchi, lastre e pietre. Attualmente è in abbandono e l’accesso è chiuso da un cancello. Di rilievo è il fatto che la zona di Cardoso è rinomata per la pietra omonima che deriva dal metamorfismo di arenarie di origine granitica mentre l’ardesia deriva dal metamorfismo di arenarie calcareo-argillose.]
Saliamo oltre la vecchia cava, portandoci sopra il piazzale, per stradello abbastanza ampio e intercettiamo una conduttura per l’acqua, coperta da lastre di cemento (via dell'acqua): essa da una parte va a destra sopra la cava e dall’altra va a sinistra.
Proseguiamo verso sinistra e subito troviamo una teleferica abbastanza recente che porta i materiali a San Leonardo. Poco dopo a 05h 53' siamo a un bivio: sulla destra sale la traccia per il vicino Santuario di San Leonardo, servono 10' per arrivarci. È presente un cartello SAV.
[La chiesa si trova a 520 metri di quota alla base della Penna Rossa. Vi è venerata la Madonna di San Leonardo che si festeggia la domenica di Pentecoste o quella successiva. La zona è molto panoramica sulla Pania della Croce, Corchia, Procinto, Nona e Matanna anche se la chiesa è completamente circondata dagli alberi. Si sostiene che la chiesa sia stata edificata dove si trovava la chiesa del villaggio di Farneta o Casamenta distrutto da Castruccio Castracani nel XIV secolo, o, forse, abbandonato dopo una disastrosa alluvione.]
Proseguiamo per la conduttura idrica. In un paio di minuti siamo presso una vasca di cemento dove si versano le acque che scendono dal monte. Il laghetto è protetto da una recinzione ed è una struttura dell'Enel che fa parte della minicentrale idroelettrica locale della Hydroversilia srl.
Proseguiamo sempre sulla conduttura e scorgiamo tra le fronde Pruno e Volegno. Superiamo alcuni canali che portano acqua e passano sulla conduttura.
A 05h 59' siamo al Sito di Trogna (468m). C'è un bivio: la conduttura prosegue verso destra mentre a sinistra una passerella di legno con pannello esplicativo porta al masso inciso che si trova pochi metri più in alto.
[Fu scoperto nel 2009 da Stefano Pucci ed è uno dei più importanti siti di incisioni rupestri delle Apuane. Sul masso ci sono 43 pennati di varie tipologie, quattro falci, un cerchio puntato (simbolo del sole) e molte croci di cristianizzazione. Il pennato, come incisione, è molto diffuso sulle Alpi Apuane e questa è una caratteristica locale che ha pochi riscontri nel resto dell'Europa. Secondo alcuni studiosi il sito sarebbe legato ai fenomeni astronomici, venendo illuminato, al solstizio d'inverno, dai raggi del sole provenienti dalla spaccatura tra il Nona e il Procinto. Per costruire la conduttura una parte del masso fu distrutta.]
Dopo 5' ci rimettiamo in cammino e poco dopo passiamo per tratto umido. A 06h 08' c'è un rudere sulla destra e poco dopo passiamo sopra il Rio Capitato dove sono altri ruderi.
A 06h 13' lasciamo la conduttura cementata e superiamo con facile guado il Fosso di Cogna, presso strutture di contenimento.
Proseguiamo sulla conduttura che poi lasciamo di nuovo e a 06h 22' superiamo il Rio Capriolo su ponte di legno, dopo il quale c'è un bivio e dobbiamo andare a sinistra, in discesa, per tratto di sentiero immerso nel verde.
Scendiamo per poi risalire e a 06h 32' ci innestiamo nell'ampio stradello che proviene da destra e avevamo già attraversato all'andata sul sentiero 117, sulla destra c'è un rudere.
Poco dopo c'è un altro rudere a sinistra e poi a 06h 36' sale uno stradello a destra per un altro rudere. A 06h 40' intercettiamo il sentiero 117, saliamo a destra pochi metri e quindi chiudiamo l'anello. Ancora 4' e siamo all'Orzale dove concludiamo l'escursione