DATA ESCURSIONE: 24/07/2022
Iniziamo l'escursione dalla località Ponte dei Merletti (822 m). Essa si trova sulla strada del Cipollaio tra Tre Fiumi e la Galleria del Cipollaio. Il ponte scavalca il canale della Macchia, tributario di quello del Freddone. Qua iniziano i sentieri 149 (Ponte dei Merletti-Terrinca) e 129 (Ponte dei Merletti-Foce di Mosceta) che si dividono poco più in alto. Presso la palina dei sentieri c'è uno spiazzo parcheggio dove lasciamo l'auto, in un minuto siamo sul sentiero. In basso sulla destra c'è l'alveo secco del Canale del Freddone e le pendici del Monte dei Ronchi dove sono presenti vecchi tentativi di cava. Dietro di noi scorgiamo il Monte Fiocca e a sinistra ci sono le pendici del Monte Freddone.
Il primo tratto di sentiero è un ampio stradello sassoso in salita, tra giovani alberi, sulla destra dello stesso, in basso, scorre il Canale della Macchia. A 12' lo stradello pianeggia o sale di poco e subito sulla sinistra si stacca una marmifera in salita per vecchie cave. A 17' sulla destra c'è un modesto ponte di tronchi sul canale. Qua (886 m) i due sentieri si dividono: il 149 va a destra per il Passo dei Fordazzani, mentre il 129 prosegue per Campanice e poi Fociomboli. Noi andiamo a destra per il ponte, anche se si potrebbe guadare facilmente il canale poco più avanti e innestarsi nel sentiero 149. Dal ponte proseguiamo verso sinistra (ci sono dei segni) e poi a 22' saliamo a destra per la evidente mulattiera che costituisce il sentiero 149. Adesso siamo in una bella faggeta e saliamo lievemente, scorgendo in basso a destra il ponte che abbiamo superato. Questa mulattiera serviva agli abitanti di Terrinca per la transumanza ed è ben costruita con ponti rudimentali in pietra quando è necessario per superare dei canali.
A 26' superiamo su un ponticello nuovo un modesto canale che scende da sinistra. Dopo 5' siamo a un bivio dove proseguiamo sulla destra (presenti i segni del sentiero). Subito dopo a 33' c'è un rudere in basso a destra e il sentiero va decisamente a sinistra, cambiando versante, e scende per qualche metro per poi risalire. Il sentiero prosegue ameno nella faggeta, mentre in basso a destra scorre il Canale del Piastrone, ricco di acque. Sulla destra tra gli alberi c'è il Monte dei Ronchi con le sue cave.
Proseguiamo con falsopiano e saliscendi e a 45' c'è un bivio con una traccia che scende verso il canale, che trascuriamo (bolli bianchi). Di fronte dovremmo vedere il Corchia, ma gli alberi ostacolano la visuale. Subito dopo a 49' guadiamo facilmente il rio presso una decisa curva a U e proseguiamo costeggiando il canale che adesso abbiamo a destra. Proseguendo il dislivello con il rivo diminuisce, a 57' ci sono pozze dove è possibile bagnarsi in estate, se c'è ancora acqua, e scorgiamo alcuni cumuli di pietre in equilibrio costruiti dall'uomo. Dopo un paio di minuti siamo a livello del rivo.
Saliamo e a 01h 05' guadiamo di nuovo il canale e ci portiamo sull'altro versante. Questo tratto di sentiero passa tra arbusti che fortunatamente sono stati tagliati, la traccia è evidente ed è segnata e costeggia il rio (questo tratto è conosciuto come Fosso di Lamponeta). Poco dopo ci sono ruderi sull'altro lato del canale. Proseguiamo e a 01h 13' smettiamo di costeggiare il canale e prendiamo decisamente verso destra. Segue un tratto di ripidi e faticosi tornanti sempre tra felci, lamponi e rovi, ma la progressione è facile.
A 01h 22' siamo in un breve tratto aperto, dove vediamo il Corchia immerso nelle nuvole. A 01h 37' siamo al Passo dei Fordazzani (1061 m). Qua scende a sinistra il sentiero 149 per Terrinca, invece da destra arriva il 141 dal Colle del Cipollaio che seguiremo fino al Passo di Croce. Scendendo pochi metri verso sinistra il passo è panoramico sul Picco di Falcovaia, sul Cavallino di Azzano e dietro su Puntato e Carchio. Dopo pochi minuti torniamo indietro pochi metri e seguiamo il 141 verso Passo di Croce.
A 01h 47' gli alberi diminuiscono e saliamo ripidamente per paleo e arbusti. La salita che segue è molto panoramica dal Monte Sella, al Fiocca, al Sumbra, al Corchia e in primo piano dal Picco di Falcovaia , all’Altissimo, al Monte dei Ronchi e al Freddone, ma oggi la visibilità è scadente. Dopo 10' siamo sull'ampio crinale dove sono scavate quelle che sembrano trincee usate, probabilmente, dai soldati americani della Buffalo per controllare gli alpini della Monterosa che stazionavano sulla zona del Corchia-Passo dell'Alpino.
Proseguiamo a sinistra costeggiando il modesto Colle a Vento (1126 m) che ci rimane sulla destra e a 01h 57' siamo sulla strada (1149 m) davanti alla marginetta del Passo di Croce (presente palina dei sentieri). Volendo dal ripiano si poteva andare anche a destra raggiungendo la strada a poca distanza dalla marginetta, faremo questo percorso tra poco. Nella marginetta c'è una lapide dedicata a Fortunato Cocci, morto nel 1984, e altre lapidi. Questa marginetta fu fatta costruire come voto da un pastore qualche secolo fa. Dalla maestaina, come localmente la chiamano, c'è una bella vista sul crinale del Monte Alto con dietro le Apuane Meridionali. Il passo deve il nome a una croce, presente in passato, che ricordava due giovani terrinchesi morti nel XVIII secolo in un inverno molto rigido. Esso è un ripiano erboso che dai Torrioni del Corchia cala verso il passo dei Fordazzani. Da esso si gode una splendida vista sulle Apuane settentrionali: Sagro, Tambura e Sella e sulle più vicine Apuane centrali: Altissimo, Macina, Fiocca, Sumbra, e Freddone, inoltre la visuale comprende tutta la costa dalla Spezia fino alla Versilia e alle isole nelle belle giornate. Saliamo verso sinistra e siamo al monumento marmoreo del 2000 dedicato agli ideatori della strada per Fociomboli che inizia dalla strada del Cipollaio, le cui scritte sono state rinfrescate.
[Questi erano due frati professori di Terrinca, Cesare Coppedè (1880-1964) e Gustavo Cocci, il primo si interessò del tratto fino al Passo, il secondo di quello per Fociomboli. Questa strada doveva consentire agli abitanti di Terrinca di lavorare nelle cave del Retrocorchia e di svolgere l’attività silvo-pastorale negli alpeggi di Puntato, Campanice e Pian di Lago. Oggi la strada, lunga circa 1600 m, consente ai turisti di godere un panorama incomparabile.]
C'è da aggiungere che dal 2020 per sostare nel tratto a monte (fino al bivio con il sentiero 129) è necessario sborsare 3 euro di pedaggio. Proseguiamo per qualche metro e a 02h siamo siamo a un bivio: a sinistra prosegue la strada per Fociomboli mentre a destra sale, chiusa da una sbarra, la marmifera per la cava dei Tavolini del Monte Corchia. Una scorciatoia alternativa a quest’ultimo percorso è seguire sulla destra della sbarra un sentiero segnato di rosso, ma non numerato, che porta a un pannello verde sulla via di cava dei Tavolini. Lo seguiamo per pochi metri in salita per andare a vedere la nuova Big Bench (panchina gigante) verde posta poco sopra in posizione molto panoramica.
A 02h 03' siamo alla panchina (1162 m). Essa è stata inaugurata l'8 agosto 2021 ed è la numero 160 del circuito italiano ideato dal designer americano Chris Bangle. Sulla sinistra abbiamo il Monte Corchia e di fronte la costa con visibili le isole dell'arcipelago: Elba, Capraia, Gorgona e la Corsica. Questo crinale faceva parte della linea gotica. La panchina è stata voluta dalla comunità di Terrinca ed è patrimonio della collettività.
Dopo qualche minuto lasciamo la panchina per tornare al Passo dei Fordazzani da cui proseguiremo fino al Cipollaio. Arrivati alla palina dei sentieri proseguiamo qualche decina di metri sulla strada e a 02h 15' presso un giovane albero prendiamo a destra e in un paio di minuti siamo nuovamente al punto dove arriva il sentiero 141, dopo la salita tra paleo e arbusti.
A 02h 29' siamo di nuovo al Passo dei Fordazzani. Adesso seguiremo il 141 fino al Cipollaio, il sentiero pianeggia o procede a saliscendi per scendere poi nel tratto finale. Il primo tratto del sentiero segue, nel bosco di cerri, il versante interno con bei panorami su Corchia, Freddone, Sumbra, Fiocca e Sella e Macina quando la vegetazione si apre. A 02h 42' siamo presso una prima postazione della Linea Gotica un po' infrascata, che rimane a destra. Poi il panorama si apre e sulla sinistra vediamo il Cavallino di Azzano e il borgo di Basati. Saliamo un po' su rocce e a 02h 49' siamo presso un'altra postazione militare che guarda sulla via del Cipollaio.
Saliamo ancora e dopo 3' ci spostiamo nuovamente nel versante nord e scendiamo un po' nel bosco. Poco dopo gli alberi si diradano permettendoci di vedere molto bene Fiocca e Sumbra. A 03h siamo presso una casa in buon stato (località Tanacci). Davanti a questa c'è un bel punto panoramico sulla Valle del Giardino e sulla costa. Scendiamo e abbiamo sulla destra altre case con un modesto tabernacolo, a queste case arriva uno stradello dal Cipollaio.
A 03h 10' vediamo questo stradello e altre case in basso sulla destra e subito dopo a sinistra c'è un riparo scavato nella roccia e un altro è poco più avanti. Dopo una breve salita ripida a 03h 16' siamo sullo stradello, andiamo a sinistra e subito c'è una catena che impedisce il transito alle auto dei non residenti. Ancora pochi metri portano sulla strada asfaltata a quota 990 dove transita la strada che dall'ingresso sud della Galleria del Cipollaio è diretta alle Cave delle Cervaiole. Il sentiero 141 prosegue sulla strada verso destra.
[Secondo la carta IGM e quella regionale il Colle del Cipollaio si trova a 1107 m di quota poco a est dell'ingresso sud della galleria omonima che è stata scavata nel colle stesso. Il toponimo Cipollaio (anche Cipollajo nelle carte più antiche) è riferito a tutta la zona a occidente del colle stesso e a sud di Betigna. In realtà la depressione maggiore del crinale si trova più a ovest a 990 m ed è raggiungibile mediante marmifera.]
Trascuriamo la strada e prendiamo subito a destra in discesa per evidente traccia (993 m) a 03h 18'. Non ci sono indicazioni, ma la traccia è evidente. Dopo 3' siamo a un bivio: a sinistra la traccia prosegue per i vicini ruderi di Betigna e poi prosegue per Campagrina (vedi relativa escursione). Noi invece prendiamo la deviazione sulla destra diretta al parcheggio all'uscita nord della Galleria del Cipollaio. Subito c'è una casa sulla sinistra coperta da eternit con l'altisonante nome di Villa, a sinistra scorgiamo il Monte dei Ronchi e a destra il Freddone.
Scendiamo inizialmente per un rimboschimento a conifere per tratto ameno, ma più avanti il bosco diventa faggeta. A 03h 28' siamo a una sorta di bivio, bisogna scendere a sinistra (flebili frecce su masso) e percorrere un paio di tornanti in discesa. Dopo 5' superiamo un rivolo di acqua (oggi secco) che scende da destra e che va ad alimentare il Canale del Freddone. Percorriamo poi altri tornanti e a 03h 42' siamo vicino a un modesto ponte di lamiera e ci fermiamo un decina di minuti, poi riprendiamo il cammino passando mediante il ponte su un tributario del vicino Canale del Freddone che adesso costeggiamo avendolo sulla sinistra.
A 03h 54' sulla destra c'è l'ingresso di un riparo nella roccia forse risalente all'ultima guerra. Scendiamo e arriviamo presso una costruzione a servizio delle cave e subito dopo, a 04h 04', siamo al parcheggio (836 m) subito dopo l'uscita nord della Galleria del Cipollaio, da parte opposta della strada c'è un altro edificio di servizio delle cave. La zona è panoramica sul Sumbra e sulle pendici del Fiocca. Ricordiamo che qua parte una traccia che va a recuperare poco sopra la mulattiera Campagrina-Betigna da cui si stacca il sentiero per salire al Monte dei Ronchi.
Adesso mediante la strada torneremo al Ponte dei Merletti. Andiamo quindi verso sinistra in leggera discesa e con la dovuta prudenza per evitare le auto. In 3' siamo presso il cosiddetto Palazzo che è una costruzione a tre piani di servizio delle cave del gruppo Henraux, essa si trova sulla sinistra, ma a destra ci sono altre costruzioni di servizio, più basse. Sulla destra abbiamo le pendici del Freddone, mentre a sinistra ci sono quelle del Monte dei Ronchi dove sono presenti numerosi tentativi di cava e in basso l'alveo secco del Canale del Freddone. A 04h 10' sulla destra c'è un masso sormontato da una croce di ferro e poco dopo terminiamo l'escursione arrivando al Ponte dei Merletti.