DATA ESCURSIONE: 09/10/2022
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un approfondimento sul Monte Prana.
L'escursione inizia dal Passo del Lucese (548 m) dove ci sono alcune case e un bar-ristorante (chiuso il martedì) che troveremo affollato al ritorno. La strada continua poi in direzione di Piè Lucese e le varie diramazioni portano ai borghi in zona, in particolare a Pescaglia, e verso la Garfagnana (Diecimo, Borgo a Mozzano, etc.). Noi seguiremo il sentiero 101 (Foce del Lucese-Alto Matanna) fino alla deviazione per la Casa del Maestro.
Nella parte iniziale il 101 è uno stradello asfaltato in ripida salita (percorribile anche in auto) e subito sulla destra, spostata di pochi metri, c'è una chiesa pre-romanica risalente all’VIII secolo intitolata a San Jacopo il Maggiore. Il toponimo Lucese deriva da Lucus (= bosco sacro) e, forse, prima della chiesa cristiana era presente un tempio pagano.
La strada si sviluppa nel bosco di lecci, con alcune deviazioni che portano alle costruzioni e alle proprietà presenti in zona. Dopo 9' la visuale inizia ad aprirsi. A 18' la salita si fa meno ripida e cominciamo a scorgere sulla sinistra il monte Pedone. Esso costituisce l'estremità meridionale della cresta del monte Prana e quindi la vetta situata più a sud delle Alpi Apuane, anche se il suo aspetto è decisamente appenninico.
Subito dopo abbiamo una sbarra che impedisce il transito alle auto, le quali si fermano in uno spiazzo precedente, presso una vecchia cava abbandonata. Segue adesso un ampio sterrato con qualche tratto asfaltato. Si alternano tratti di discesina con falsopiano e lieve salita. Sulla sinistra abbiamo il Pedone e il crinale per il Prana. Più avanti il percorso sarà nuovamente all'ombra degli alberi del bosco.
A 27' trascuriamo una deviazione a sinistra in discesa, diretta a Case Bernardi (da cui è possibile salire al Pedone, vedi carta 4 Land). Dopo una serie di tornanti, adesso nel castagneto, a 42' arriviamo presso una edicola del 1986, posta davanti a un gigantesco pino, dedicata alla Madonna, questa zona è la località "Casa Bianca" dove ci sono coltivi e una costruzione. Subito dopo c'è un bivio (773 m) sulla sinistra diretto al Collaccio (presumo una costruzione). A 52' siamo a un bivio (823 m) dove torneremo al ritorno dalla Focetta San Vincenzo.
Il sentiero 101 prosegue come stretto sentiero nel bosco, curvando verso destra (presenti indicazioni). Invece a sinistra sale uno sterrato ampio con cartello "Monte Prana e Casa del Maestro": esso è diretto alle case della Località Stradone e noi lo seguiamo. In un paio di minuti siamo a un gruppo di tre case ben sistemate dove dobbiamo prendere verso destra (presenti segni) e seguire il cartello Prana per un sentiero nel bosco.
A 55' siamo a un altro bivio e le indicazioni ci mandano a sinistra. Comunque anche quella di destra va a recuperare poi la traccia per il Prana. Proseguiamo per gradevole sentiero nel bosco, poco più avanti superiamo quello che sembra un ex-cancello che ci porta fuori dal bosco con vista sul Pedone. Poi rientriamo nel bosco con discesina e poi salita lieve: siamo in un rimboschimento a conifere molto alte che ci porta a 01h 06' alla Casa del Maestro (850 m).
[Il maestro, proprietario della casa, si chiamava Anzio Antonelli e il nipote oggi gestisce la struttura. Nel 2016 la casa è stata ristrutturata ed è diventata un rifugio a servizio di chi sale al Prana e al Pedone, con servizio di cucina e possibilità di pernottamento.]
La casa è immersa nel bosco di conifere e da qua sale il sentiero ben evidente che ci porta in un paio di minuti presso una bella fonte (oggi a secco). Trascuriamo una traccia in salita a destra che comunque va a recuperare il sentiero per il Prana, poco più in alto. Proseguiamo e a 01h 09' c'è una seconda fonte con vasca e indicazione che qua si trova il Tritone apuano. Qua c'è un bivio (907 m) con indicazioni: a destra prosegue la traccia per il Prana, mentre a sinistra si va al Pedone (vedi relativa escursione). Andiamo verso destra per tratto ameno e a 01h 13' siamo a un bivio, dove saliamo verso sinistra (qualche segno blu e rosso).
Saliamo sempre nel bosco di conifere con tratti anche piuttosto ripidi. Dopo una decina di minuti la salita diventa meno erta, proseguiamo e usciamo dal bosco. A 01h 33' siamo in zona di arbusti e radi alberi e iniziamo a vedere le pendici erbose e sparse di massi calcarei del Monte Prana. Dopo 10' scorgiamo anche la croce sommitale del Prana, ci troviamo in zona aperta senza vegetazione. Subito siamo in cresta e a sinistra si va verso la zona del Pedone. Invece a destra una evidente traccia porta al Prana. La zona è formata da colline erbose disegnate da fenomeni carsici e sono possibili percorsi alternativi come quello per andare sulla vetta del modesto Monte Prano (1091 m) poco distante.
Noi seguiamo la traccia in direzione del Monte Prana, godendo di bei panorami sulla costa, su Massaciuccoli e sulla piana di Camaiore. A 02h 10' siamo alla base del Prana (1172 m) dove arriva una traccia che si stacca presso la fonte che si trova più in basso. Il luogo è panoramico sul Matanna e monti vicini, dietro le Panie e le Apuane settentrionali. Sulla sinistra una traccia porta in un minuto a una altura secondaria, panoramica sulle pareti degradanti del Prana.
Proseguiamo per la traccia verso destra e poco dopo scorgiamo alcuni ripari dell'ultima guerra. A 02h 18' siamo vicino alla croce sommitale del Prana che rimane a pochi metri sulla sinistra, ma decidiamo di proseguire senza andare in vetta.
[La grande croce in ferro sulla vetta del Monte fu inaugurata il 30 giugno 1968 come simbolo di pace in memoria dei caduti di tutte le guerre. L’idea venne al camaiorese Alessandro Paoli durante le sue escursioni sul Monte Prana insieme all’amico Delio Barsi. Sul Monte si trovano resti delle postazioni difensive nazi-fasciste, poiché la zona faceva parte della Linea Gotica e da qua furono sparati colpi di cannone su Camaiore, liberata il 17 settembe 1944, causando vittime e dolore tra la popolazione.]
Naturalmente consigliamo di salire in vetta a chi non ci fosse mai stato, la stessa è molto panoramica. Noi scendiamo e subito vediamo altre postazioni di guerra. A 02h 25' siamo presso un piro di marmo con indicazione dei punti cardinali. Ancora 3' e presso un ometto la traccia scende a sinistra ben evidente. Scendiamo per tratto evidente e ripido, ma semplice e a 02h 38' siamo all'inizio di un tratto ci cresta che porta alla vetta del Prana, qua in passato c'era una recinzione e rimangono ancora i paletti di ferro. Adesso scendiamo, con il Monte Piglione sulla destra e le Panie di fronte. Un tratto della discesa è tra alte felci ormai secche e a 02h 54' siamo al cartello per la sorgente (960 m) che rimane a sinistra e la traccia che arriva alla base del Prana di cui poco fa abbiamo visto il punto di arrivo.
Proseguiamo per la evidente traccia e dopo cinque minuti siamo presso un rudimentale abbeveratoio, infatti in zona pascolano molti animali. A 03h siamo alla Focetta San Vincenzo (918 m). Qua ci sono numerose indicazioni di sentieri. Infatti qua arriva, oltre al sentiero 101, il 104 da Metato e il 112 dalla località Cericcia di Casoli (cimitero). Inoltre qua inizia la via più semplice per salire al monte Prana, che abbiamo percorso in discesa. Inoltre una ampia traccia verso destra porta alla vicina Baita Verde degli Amici di Campallorzo (cui arriva anche il sentiero 102 dalla chiesa di Campallorzo).
La zona è panoramica, in particolare sul vicino monte Prana con la sua ben visibile croce sommitale, sul Piglione e sul Matanna. Scendiamo subito con il 101 per tratto in falsopiano nel bosco e a 03h 07' siamo al primo bivio per la Baita Paoli-Barsi, a sinistra si va alla baita, noi scendiamo verso destra.
[La Baita Paoli-Barsi è di proprietà del Gruppo Amici della Montagna di Camaiore. La baita è usata dall’associazione per lo svolgimento delle proprie attività sociali come la Festa della Patata, la prima domenica di agosto. Nei pressi è stato realizzato anche un orto botanico a fini didattici. La baita è a disposizione dei soci, delle scolaresche e di associazioni escursionistiche ed è dotata di una ventina di posti letto. Il luogo è molto ameno e pulito e c'è una bella fonte. Oltre all'edificio principale ce ne sono altri due.]
Dopo 5' c'è un altro bivio per la stessa Baita, il 101 che seguiamo scende verso destra. Il percorso è attraverso castagneti abbandonati ed è fatto di saliscendi. A 03h 30' abbiamo un rudere sulla destra. Dopo una decina di minuti ci sono altri ruderi a destra immersi nella vegetazione e adesso siamo in discesa. Sono quello che resta dell'antico borgo di Miralbello (882 m). A 03h 51' siamo in una piccola radura e a 04h chiudiamo l'anello raggiungendo il bivio per la Casa del Maestro. Sostiamo 10' poi scendiamo per il percorso fatto all'andata. A 04h 37' siamo alla sbarra e a 04h 56' terminiamo l'escursione.