(MS-Massa) MANICO DEL PAIOLO-VANDELLI-RESCETO MAESTA' (470 m)-INN. SENTIERO 161 (490 m)-INN. STRADELLO (606 m)-RESCETO MAESTA' (470 m)-MANICO DEL PAIOLO (in parte anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

Manico del Paiolo (326 m)

Località di arrivo:

Manico del Paiolo (326 m)

Dislivello mt.:

255

Tempo totale:

02h 30'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Resceto

Rifornimento acqua:

Resceto

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

nuova Vandelli◆strada◆161◆stradello◆strada◆nuova Vandelli

Tipologia percorso:

Il tratto recuperato della Via Vandelli è molto evidente e segnato; segue un tratto per strada segnato. Poi le strade di Resceto. Dopo il breve tratto di sentiero 161, ben segnato ed evidente, c'è lo stradello ampio e ben percorribile. Poi un tratto di strada e si ripete il percorso dell'andata.

Immagini del percorso (45)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 04/12/2022

Qui un approfondimento sulla Via Vandelli.

Superato l'abitato di Gronda, dopo meno di un chilometro, la strada fa un ampio giro che aggira uno sperone roccioso ed è conosciuto in loco come "il Manico del Paiolo" (339m), comunque il toponimo è usato per tutta la zona a nord-ovest dove transita una traccia che unisce il 161 con il 154. Qua c'è un intaglio nella roccia dove un monumento, con targa del 1987 posta dal comune di Pievepelago (MO), ricorda l'abate Vandelli e le popolazioni appenniniche che con la loro fatica costruirono la Via Vandelli. Proprio qua sulla sinistra ha inizio il tratto di Via Vandelli di recente recuperato (presente cartello).
Esso è stato inaugurato il 23 aprile 2022 e arriva al borgo di Resceto in località Maestà. Il ripristino è dovuto al Cai Massa e alle associazioni Aquilegia Natura e Paesaggio Apuano e West Coast Trails, con l'intervento degli operai forestali dell'Unione dei Comuni. Il tratto è ancora ben conservato, con selciato e muratura originaria, ed è dotato di una sobria segnaletica bianco-rossa.
Lasciamo la strada asfaltata e seguiamo il tratto di Via Vandelli sulla sinistra. I primissimi metri sono asfaltati e poi siamo su tratto con fondo originario, e ben visibili sono i tratti dove la via è stata costruita con uso di riempimento di massi per superare le asperità del terreno.
A 6' sale verso sinistra una traccia segnalata da un ometto. La trascuriamo e continuiamo a salire per il nostro percorso. Sulla destra in basso passa la strada asfaltata che per un po' costeggeremo. Più avanti vedremo bene il Canale di Resceto, dall'altra parte della strada, e, su una curva dello stesso, una costruzione adibita a stalla di cavalli e di mucche. A 17' sulla sinistra ci sono i ruderi della Maestà del Fondetto, priva ovviamente di immagine sacra. Poco dopo la via curva verso destra e in questo tratto il manto stradale è coperto di terra.
A 21' passiamo per un cancello che serve per impedire che entrino i cinghiali, dopo essere passati dobbiamo chiuderlo. Infatti siamo in una proprietà privata dove prospera il rosmarino, i mandarini e i melograni, essa si sviluppa con terrazzamenti verso destra in discesa. Sulla sinistra c'è il muro di contenimento della strada asfaltata. Poco avanti c'è la Maestà di Tonon, restaurata e usata come ricovero di attrezzi. Nella nicchia destinata all'immagine sacra c'è un bel San Francesco che abbraccia un lupo, di terracotta, di recente fattura. Più avanti alcune arnie, poi si sale verso sinistra e si recupera la strada (presente cartello).Stimiamo che il tratto di Vandelli recuperato sia lungo 600 metri.
A 28' siamo sulla strada, vicino a una curva della stessa, dalla quale vediamo in basso il tratto di Via Vandelli percorso. Saliano un tornante e dopo 5' siamo presso una casa gialla tra gli abeti. Qua c'è il cartello stradale di Resceto e un'altra maestà sopraelevata che si trova a destra. All'interno c'è un'icona marmorea della Madonna dei Quercioli del 1889 e a fianco una di Sant'Antonio da Padova (con il giglio) che penso più antica.
Scendiamo dalla maestà e proseguiamo sulla strada e fatti pochi metri siamo a un bivio. A sinistra continua la strada per Resceto, mentre a destra scende un tratto asfaltato diretto alle case della Serretta e al Cimitero di Resceto, anche questo è un tratto del'originaria Vandelli, ormai coperto dall'asfalto. All'inizio scendiamo, ma poi saliremo di nuovo verso il Cimitero. Il piccolo gruppo di case colorate comprende anche alcuni ruderi. In lontananza vediamo il borgo principale di Resceto.
A 43' siamo all'ingresso del Cimitero e dobbiamo salire verso sinistra per un altro breve tratto di Via Vandelli parzialmente conservato. A 50' siamo di nuovo sulla strada in località Maestà (475m), anche se la costruzione che ha dato il nome non esiste più. Sulla sinistra c'è un gruppo di case ed è presente l'indicazione della Via Vandelli. Dopo pochi minuti c'è un primo bivio e proseguiamo sulla sinistra. Invece a destra si entra nel borgo e alla fine ci si innesta nel sentiero 165 del Canale dei Vernacchi (Resceto-Focetta dell'Acqua Fredda).
Saliamo ancora superando altri due bivi con altre stradine che entrano nel borgo. A 58' sulla sinistra troviamo le indicazioni (505m) del sentiero 161 (Resceto-Castagnolo-Forno). Continuando la strada termina nella vicina piazzetta di Resceto dove iniziano i sentieri 135⇧(Resceto-Arnetola) che è la classica Via Vandelli, poi il 166 (Resceto-Lizza Magnani-Passo della Focolaccia) e il 170 (Resceto-Foce della Vettolina-Case Carpano), con tratto iniziale in comune.

[Il nome Rescéto deriva, forse, dal termine dialettale réscia, di origine versiliese, usato per indicare i rovi. Il borgo si trova ai piedi della Tambura e del Monte Cavallo ed è dominato dalla mole di Piastra Marina. La carrozzabile della bassa Tambura finisce nella piazzetta di questo borgo da cui continua diventando la famosa Via Vandelli. Resceto si sviluppò proprio dopo la costruzione della Vandelli e si trova in posizione molto panoramica. Era un paese di cavatori e di pastori, le case sono costruite con ardesia e brecciame di marmo. La chiesa è intitolata alla Beata Vergine del Carmine e risale al XVIII secolo con rifacimenti successivi, il campanile fu aggiunto nel 1931.]

Seguiamo il 161 nel castagneto vestito nei colori autunnali, il primissimo tratto è su scalini di cemento, poi proseguiamo per ampi tornanti nel bosco e a 01h 19' incrociamo (606m) un'ampia strada sterrata. Il 161 prosegue salendo per gradini cementati. Noi adesso seguiremo questo stradello verso sinistra in discesa, infatti questo è il punto più alto dell'escursione a poco più di 600 metri. A destra lo stradello va ad alcuni tentativi di cava in prossimità del sentiero 170. Qualche anno fa si parlò di un traforo della Tambura e si pensava di utilizzare questo stradello per la viabilità in territorio massese. Il primo tratto è sempre nel castagneto, poi più avanti passeremo per un rimboschimento a conifere con pini, abeti e molti cipressi che fanno assumere alla zona un aspetto più appenninico che apuano.
A 01h 26' sulla destra c'è una scalinata in cemento destinata ad accedere ai terrazzamenti in zona, alla luce del fallito progetto della Bonifica di Resceto, ben evidente alle falde del Castagnolo lungo il 161. Proseguiamo e dopo 10' abbiamo sulla destra un canalino roccioso che scende dal monte e subito più avanti un'altra scalinata di cemento che sale al bosco.
A 01h 41' vediamo in basso a sinistra il contenitore per l'acqua contro gli incendi e la strada che stiamo percorrendo che si avvicina alla località Maestà. Dietro di noi ci sono le pendici del Monte Castagnolo tra la nebbia. Intanto il panoram si apre sulle modeste montagne circostanti vestite dei colori autunnali. Scendiamo e a 01h 55' siamo alla cisterna di raccolta dell'acqua contro gli incendi con a fianco un furgone bianco abbandonato.
Ancora pochi minuti e a 02h 03' siamo sulla strada asfaltata, poco sotto il punto di arrivo della Vandelli, in località Maestà. Adesso scendiamo per la strada, avendo in basso sulla sinistra il tratto di Vandelli percorso in precedenza, passiano presso il depuratore e a 02h 12' chiudiamo l'anello arrivando al bivio per la località Serretta e il Cimitero. Scendiamo per la strada e dopo 10' recuperiamo la Vandelli e scendiamo dalla strada nella zona della Maestà di Tonon. Percorriamo il percorso fatto all'andata e a 02h 36' terminiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara. A 6,5 Km a sinistra la strada si dirige a Forno, si continua invece per il ramo di destra, si superano le Guadine e Gronda (8,7 km) e si continua la strada in direzione Resceto fino a una curva che aggira un intaglio roccioso dietro la quale a 9,4 km c'è l'inizio del tratto recuperato della Vandelli.
Note
L'escursione è breve, ma interessante. La parte iniziale è un tratto recuperato della Vandelli ben percorribile. Poi c'è la strada e l'altro tratto di Vandelli che passa dal Cimitero che è però cementificato. Poi è interessante lo stradello che si stacca dal sentiero 161 ben percorribile e panoramico sui monti intorno a Resceto. È poi possibile utilizzare gli altri sentieri in zona per percorrere interessanti anelli.