(MS-Carrara) PIAZZALE DELL'UCCELLIERA-FOCE DI PIANZA (1279 m)-LAGHETTO DI CAVA CRESPINA (1177 m)-VERSANTE SE BORLA-MONTE BORLA (1466 m)-CAMPOCECINA (1340 m)-PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (1230 m) (in parte anello)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (1230 m)

Località di arrivo:

PIAZZALE DELL'UCCELLIERA (1230 m)

Dislivello mt.:

323

Tempo totale:

03h 30'

Difficoltà

EE

Punti di appoggio:

Rifugio Carrara

Rifornimento acqua:

nessuno

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

182◆Marmifera◆139⇧(ex 39)_174◆traccia segnata◆via di Cava◆173◆salita al meglio◆tracce◆173◆stradello◆182

Tipologia percorso:

Il tratto iniziale su marmifera è elementare. Segue un breve tratto segnato con segni sbiaditi, ma evidente e privo di difficoltà, comunque evitabile percorrendo la marmifera. La marmifera per la Cava Crespina è ampia e anche il tratto in cava non pone problemi se non con il ghiaccio. La salita al Borla è al meglio, faticosa e senza segni, né traccia. Il tratto per Campocecina è un sentiero non segnato, ma evidente.

Immagini del percorso (57)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 11/12/2022

Qui un approfondimento sul Monte Borla.

La relazione può considerarsi riferita a distinte escursioni. La prima breve e facile al Laghetto dei tritoni di cava Crespina, chi vuole può limitarsi a questa visita e poi usare qualche altro semplice sentiero in zona. La seconda parte è la salita al meglio del versante SE del Borla, che è faticosa e richiede l'esperienza per salire senza seguire sentieri.

L'inizio di questa escursione è il Piazzale dell'Uccelliera (1237m) vicino al modesto Monte Uccelliera (1255m) presso il quale si trova l'edificio dell'infermeria delle cave. Al piazzale arriva la carrozzabile da Carrara che, a sinistra, va ad Acquasparta e poi continua, come marmifera Walton, fino a Foce di Pianza e noi la percorreremo adesso. Il piazzale è notevole punto panoramico sulle cave del bacino di Torano, sulla città di Carrara e sulla costa, in particolare sul golfo della Spezia e sulle isole dell'arcipelago toscano. Sulla sinistra c'è un bel panorama dal Sagro al Monte Maggiore. Presso il piazzale c'è un parcheggio per una decina di auto.
Lasciamo il piazzale e seguiamo la marmifera in direzione monte Sagro, sulla sinistra c'è un monumento in marmo di Marco Devoti con incise poesie di Mario Lazzari sui cavatori e sulle Apuane. Questa, come già detto, è la marmifera Walton, lunga 1,5 km fino al Piazzale di Pianza dove si divide in un ramo sterrato per le cave del Sagro e in un ramo sempre sterrato per la galleria mai conclusa diretta alle cave del Monte Faggiola. Alcuni tratti della marmifera sono asfaltati, ma la maggior parte è sterrata e soggetta a frane, però è stata di recente sistemata con livellamento della sede stradale ed eliminazione delle buche. Il tratto che percorriamo adesso fa parte del sentiero 182 (Torano-Rifugio Carrara). Sulla sinistra ci sono le pendici del Borla mentre sulla destra il panorama si apre alle vicine cave del bacino di Torano e poi dietro su Carrara e la costa. Di fronte c'è il gruppo Sagro, Spallone, Maggiore.
A 6' il sentiero 182 va a destra seguendo la marmifera del Morlungo. Noi proseguiamo per la Marmifera Walton diretti alla Foce di Pianza. Dopo qualche centinaio di metri troviamo sulla destra la strada di cava che, in discesa, porta alla Cava dei Poeti (ex-cava Morlungo) che è stata decorata con brani di poesie incisi sul marmo, è molto interessante e merita una visita, in essa in estate venivano tenuti spettacoli musicali e teatrali, ma ormai è tutto in abbandono. Continuiamo e in prossimità del Piazzale di Pianza, sempre a destra presso un edificio abbandonato, c’è l’arrivo del sentiero 139⇧ proveniente dalla Piastra di Torano. Il sentiero 139⇧ (Torano-Pianza-Vinca-Equi Terme) è al momento chiuso nel tratto da Torano a Pianza, ma è in avanzata fase di recupero. Subito dopo, a 24', siamo al Piazzale di Pianza (1271 m). Questo è classico punto di partenza per l’ascesa del Monte Sagro. Per salire al Sagro ci sono i sentieri 172 (Foce di Pianza-Foce Luccica) e 173 (Rifugio Carrara-Capanna Garnerone) che salgono a destra della Foce (l'intaglio dove c'è il cartello Fivizzano). Noi dall'intaglio scendiamo per la marmifera che porta le indicazioni dei sentieri 139⇧ e 174 (Foce di Pianza-Casa Cardeto).
Poco dopo, a 31', vediamo dei segni rossi sulla destra che indicano una scorciatoia che ci porta sulla marmifera più in basso evitando un percorso più lungo (naturalmente chi vuole può seguire la marmifera fino al punto di arrivo della scorciatoia). Scendiamo su sfasciumi e per evidente traccia segnata su roccia, usata in passato dai cavatori, a 39' siamo nuovamente sulla marmifera a un bivio con di fronte un blocco di marmo con la scritta "Siamo la natura che insorge". A sinistra la via di cava scende (anche come sentiero 139⇧/174) verso i vicini ruderi delle Case Walton. Noi invece andiamo verso destra in direzione della Cava Crespina II abbandonata da qualche anno. Essa si trova in territorio di Fivizzano nel versante sud-ovest del Sagro. Dopo 4' siamo alla sbarra della cava facilmente aggirabile. Scendiamo per la via di cava e ben presto siamo a un laghetto sulla sinistra il quale non ospita il tritone. Sulla destra uno scivolo in marmo (attenzione al ghiaccio) scende al piazzale principale di cava dal quale è possibile ammirare il laghetto dei tritoni che si trova più in basso (attenzione a non sporgersi troppo).
Andiamo a destra e un altro scivolo in marmo ci porta, a 56', al laghetto (1177m) dove prosperano i tritoni. Questo è il punto più basso dell'odierna escursione. In questa pozza vive e si riproduce da qualche anno il Tritone apuano il quale è a rischio a causa della possibile riapertura della cava stessa.

[Il tritone alpino (Ichthyosaurus alpestris) è un anfibio caudato della famiglia Salamandridae. Ha aspetto tozzo e vigoroso, ventre arancione senza macchie e macchie nere alle estremità. Il maschio presenta dorso color blu ardesia, la femmina dorso verdastro. È presente in Europa dalla Francia alla Bulgaria e in Italia nell'arco alpino e sulle Apuane con colonie nel Parco Naturale Regionale di Portovenere (SP). Sulle Alpi Apuane vive la sottospecie Ichthyosaurus alpestris ssp apuana. Essa è considerata endemismo appenninico dal Piemonte alla Toscana e ai Monti della Laga. Questo anfibio necessita di pozze permanenti prive di pesci per riprodursi. Sulle Apuane il carsismo rende difficoltoso il ristagno di acque che è per possibile però in cave dismesse per l'impermeabilizzazione dovuta alla marmettola. In particolare il tritone è presente alla Cava Valsora a Massa e alla Crespina II alle pendici del Sagro oltre che nei vasconi di Cava Fondone all'Altissimo.]

Stiamo una decina di minuti a vedere i tritoni che nuotano nell'acqua con anche esemplari giovani e poi torniamo indietro. A 01h 15' siamo nuovamente alla sbarra dove sostiamo 5'. Torniamo indietro e a 01h 24' siamo all'inizio della scorciatoria che seguiamo e dopo 8' siamo nuovamente sulla marmifera. Adesso saliremo al Borla seguendo il versante sud-est. Senza tornare a Pianza saliamo di fronte a noi senza difficoltà e a 01h 35' siamo sul sentiero 173 che seguiamo verso destra in direzione Campocecina. Dopo un paio di minuti cominciamo a salire verso sinistra diretti a un canalino roccioso che si vede dal basso. Nella salita non seguiamo sentieri, che non ci sono, ma procediamo al meglio per quanto possibile procedendo a zig-zag per evitare la ripidità. Prima del canalino la ripidità aumenta e saliamo aiutandoci anche con le mani tra paleo e rocce.
A 02h 07' siamo nel canalino roccioso ripido, ma non difficile. Poi procediamo verso destra e risaliamo alla vetta (1469m) dove siamo a 02h 22'. Sulla vetta si trova un ceppo di confine tra i comuni di Carrara e di Fivizzano risalente al 1892 e proprio tra i due comuni si divide l’esiguo territorio del monte. Qua si gode di bel panorama sul Sagro, Punta Tre Omi, e dietro sul Pizzo d’Uccello, Pisanino e Cresta Garnerone (che già vedevamo salendo, dietro di noi). Poi sulla costa toscana e ligure fino al golfo della Spezia. Se c’è buona visibilità, oltre alle isole dell’arcipelago toscano, si può ammirare anche la Corsica. Di fronte ci sono le cave del Monte Sagro ed è possibile rendersi conto di come l’attività estrattiva abbia ormai profondamente scavato il versante occidentale del Sagro sconvolgendolo irreparabilmente. A sud, in località Morlungo, passa la strada marmifera e carrozzabile per la Foce di Pianza.
Rimaniamo in vetta fino a 02h 35' poi scendiamo per il normale percorso di salita alla vetta e poco dopo andiamo a sinistra diretti alla Casa Martignoni dove siamo a 02h 38'.

[Fu costruita nel 1923 da Cesare Martignoni, pioniere di Campocecina. Fu realizzata in muratura e cemento armato e oltre alla cucina, camera e bagno conteneva anche una grande stanza con motori per la produzione di elettricità. Infatti Martignoni pensava di costruire una grande insegna luminosa sul Monte Borla da usare come pubblicità L'impresa, molto costosa, non andò a buon fine. Nel 1978 fu sistemata da un gruppo di persone (Amici del Borla, poi Veterani della Montagna). È comunque proprietà del Comune che, nel 2016 ha concessa in comodato oneroso alla stessa associazione "Veterani della Montagna" che si è impegnata nella manutenzione del sentiero di accesso e della pertinenza boschiva di circa 9448 mq.]

Nei pressi della casa c'è un'ampia colonia di Paeonia officinalis. Inoltre qua si trova una webcam di MeteoApuane, portale di meteorologia della Provincia di Massa-Carrara. Adesso scenderemo verso Campocecina, ci sono due possibilità, il sentiero normale verso destra che va a recuperare il 173 e un altro sentiero a sinistra più panoramico che porta direttamente a Campocecina. Preferiamo quest'ultimo. Il sentiero è evidente e ben percorribile e panoramico sulla costa su Carrara, sulle cave di Torano e dietro su Sagro e Maggiore. Scendendo passiamo per un breve tratto in un bosco di faggi, poi tra felci ormai secche. A 03h 04' siamo presso un pino solitario alla base del modesto Zucco del Latte. Andiamo verso destra e in 5' siamo sul sentiero 173 (1341m) lo seguiamo in discesa, poi lo lasciamo quasi subito per seguire lo stradello che costeggia il bosco e a 03h 18' incrociamo il 182 che seguiamo in discesa verso sinistra. (Invece a destra esso sale al vicino Rifugio Carrara. Lo stradello invece prosegue in discesa per il piazzale del Belvedere). Poco dopo passiamo con un ponticello malmesso sul Fosso dei Sassi poi risaliamo ai ruderi di Fontana Antica dove siamo a 03h 27'. Qua in passato c'erano case estive di carrarini che salivano in montagna per godere di un po’ di fresco nel bel bosco di faggi. Scendiamo fino alla strada, andiamo a sinistra e poco dopo siamo al Piazzale dell'Uccelliera dove concludiamo l'escursione.
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Carrara si segue la strada per Gragnana, Castelpoggio superato quest’ultimo paese si prende la deviazione a destra (9,5 km) per Campocecina che si segue per altri 10 km fino al punto di soccorso delle Cave e al Piazzale dell’Uccelliera pochi metri avanti.
Note
La prima parte dell'escursione porta al laghetto dei Tritoni di Cava Crespina dove vive questo animale. Il percorso è semplice e non faticoso, appagante per i panorami e per la visione dell'anfibio di questo endemismo appenninico-apuano. È necessaria attenzione solo in caso di ghiaccio che può formare un velo sul marmo.
La seconda parte è la salita al Monte Borla per il versante sud-est che viene salito al meglio senza tracce e sentieri. Serve quindi attenzione, allenamento e abitudine ai percorsi non segnati. Comunque è faticoso, ma non particolarmente difficile.
La discesa a Campocecina è panoramica e non presenta difficoltà. Da evitarsi comunque con neve e ghiaccio. I molti sentieri in zona permettono escursioni varie e più lunghe.