DATA ESCURSIONE: 16/04/2023
Poco dopo aver superato il cimitero monumentale di Marcognano la strada si biforca: a destra, dopo il ponte, si entra nel paese di Torano, a sinistra invece la strada si inoltra nei bacini marmiferi di Torano. La percorriamo, superiamo la zona lavaggio camion, ormai in abbandono, e più avanti troviamo le indicazioni del sentiero 140⇧, al ritorno arriveremo qua. Poco avanti arriviamo alla pesa pubblica di Pescina, ormai in disuso, usata in passato dai camion che trasportano il marmo dalle cave. Qua è possibile parcheggiare e c'è una biforcazione della strada, verso sinistra, che porta alle cave di Pescina e di Boccanaglia. Qua (177 m in realtà 204 m) parcheggiamo e iniziamo l'escursione.
Prendiamo la strada principale e poco dopo siamo sopra un ponte della ex ferrovia marmifera (viadotto di Sponda), continuiamo la strada principale che è a senso unico discendente. Sulla destra si stacca la Via delle Canalie usata dai camion per portare il marmo al piano.
Siamo ormai in zona di cave, con a sinistra la Cava Madonna e in alto, di fronte, abbiamo il crinale del Monte Maggiore. Sulla destra si staccano vie marmifere per altre cave. A 20’ sulla sinistra c’è una infermeria delle cave con la scritta Servizi Sanitari. Più avanti, in località La Piastra, incontriamo un grande edificio bianco: si tratta dello stabilimento della società Omya che produce carbonato di calcio usando il marmo. C’è anche una torretta con un segno stinto del sentiero 182 e indicazioni stradali per le cave di Lorano.
A 27' siamo a una deviazione (292 m) per la zona delle cave di Lorano. Qua inizia il sentiero 182 (Torano Piastra-Rifugio Carrara), con segni quasi inesistenti, che porta alla Marmifera del Morlungo (vedi relative escursioni). Noi proseguiamo per la ripida marmifera asfaltata, in direzione di Ravaccione. Siamo in ambiente di cave (Bacino di Torano) con deviazioni per le diverse cave. La faticosa salita ci porta a 55' alla vecchia stazione (anno 1890) della marmifera a Ravaccione (455 m) a fianco c'è una vecchia infermeria. Poco prima c'è un casottino della Marmo Tour Michelangelo che organizza visite turistiche guidate alle cave. Sulla destra poco distante c'è l'ingresso della galleria della marmifera che porta da Ravaccione a Fantiscritti. Inoltre qua c'è un cartello del Cai con le indicazioni del nuovo sentiero 139⇧ (Ravaccione-Foce di Pianza-Vinca-Equi Terme). Il tratto da Ravaccione fino a Pianza è stato ripristinato di recente dal Cai Carrara dopo una chiusura molto lunga. Esso si sviluppa per marmifera asfaltata e poi sterrata fino a un tratto attrezzato che porta ai ruderi di Cava Paolina e da qua con bella via di lizza alla marmifera del Morlungo.
Il tratto interessante è quello alto, la prima parte si sviluppa nel bacino marmifero, con salita costante e bei panorami sulla costa. Il percorso è ben segnato con segni ben evidenti ai bivi. Saliamo e a 01h 02' a un bivio seguiamo il tratto verso destra (Torrione). Dopo 15' andiamo a sinistr, mentre le indicazioni della Cava Torrione sono a destra, la mole del Torrione è poco distante.
A 01h 23' finisce la strada asfaltata e percorriamo adesso un'ampia marmifera sterrata. Più avanti a un bivio andiamo a sinistra (indicazioni). Man mano la zona delle cave principali è sotto di noi, con panorama sulla costa. A 01h 47', ai piedi di un picco, andiamo a destra (presente catena).
A 02h 19' a un bivio andiamo a sinistra, per percorrere un lungo tornante, con qualche tratto su massi caduti dal ravaneto sulla destra. Dopo 10' siamo all'inizio del tratto attrezzato (942 m). È presente un ometto colorato. Il tratto è lungo 35 metri, con un dislivello di circa 15 metri. Permette di salire una crestina di marmo con a fianco un imponente ravaneto. Dopo una fase iniziale di studio saliamo tenendoci alla sicura corda metallica, facendo attenzione a non mettere i piedi su sassi smossi. In un quarto d'ora siamo alla fine della corda metallica (tempi indicativi perché siamo saliti con prudenza, aspettandoci in qualche punto sicuro, si può salire in meno tempo).
Alla fine della corda saliamo per tornantini su roccia con vegetazione e a 03h siamo agli edifici, ormai ridotti a ruderi, di Cava Paolina (XIX secolo) (1013 m). La zona è molto panoramica sulla costa, con breve promontorio roccioso verso sinistra. Qua inizia una bella e ampia via di lizza, ben conservata e non molto ripida che adesso seguiamo.
A 03h 29' a un bivio andiamo a destra, in salita, e dopo 5', presso un pilone, lasciamo la via di lizza per salire, a destra, un tratto ripido a tornantini su sfasciumi che ci porta a 03h 29' sulla marmifera del Morlungo (1134 m).
[La marmifera del Morlungo si stacca dalla marmifera Walton a poca distanza dal Piazzale dell'Uccelliera. Il tratto iniziale fa parte del sentiero 182 da Torano. Essa è panoramica sulle cave del bacino di Torano, su Carrara e sulla costa. Si sviluppa per circa 3 km dalla zona delle vecchie cave del Morlungo fino alla Cava della Faggiola. Poi sale fino alla Galleria dei Vallini. Le cave da tempo abbandonate hanno lasciato edifici, ravaneti e sfasciumi.]
Siamo presso un vecchio edificio di cava e il sentiero lo aggira e arriva in circa mezz'ora alla Foce di Pianza. Quindi chi avesse un mezzo a Pianza può salire e concludere l'escursione al Piazzale (durata 4h). Noi proseguiamo sull'ampia marmifera in direzione Uccelliera. Dopo 10' arriviamo a una cava con vecchi edifici e la attraversiamo. Nel piazzale è inciso nel marmo un sole stilizzato con scritte in italiano e tedesco che dicono che Galileo aveva ragione.
Lasciamo la cava e saliamo, poi a 03h 57', a un bivio, andiamo a destra a un'altra vecchia cava (si può seguire anche il ramo di sinistra). A 04h 09' recuperiamo il sentiero 182 (1176 m), indicato da ometti, che sale da sinistra, si vede bene il crinale che scende alla zona delle cave alte di Torano, oggi erboso.
Percorriamo quattro tornanti in salita e a 04h 26' siamo sulla marmifera Walton, diretta al Piazzale di Pianza, noi la percorriamo verso sinistra diretti al Piazzale dell'Uccelliera. Poco prima dello stesso raggiungiamo il punto più alto dell'escursione a 1240 metri.
A 04h 34' siamo al Piazzale dell'Uccelliera (1234 m) questo è un notevole punto panoramico su diverse cave, su Carrara, sul mare e sulle isole dell’arcipelago toscano e sul golfo della Spezia, oltre che sul Monte Sagro. Prima del piazzale c'è un monumento marmoreo di Marco Devoti con incise poesie di Mario Lazzari dedicate ai cavatori e alle Apuane. Inoltre qua si stacca un ramo della strada diretto al Piazzale di Acquasparta. Sostiamo 10' e poi riprendiamo il cammino. Ci aspetta il tratto più noioso dell'escursione: la strada asfaltata fino a Capanne Ferrari dove recupereremo il sentiero 140⇧. Sono tre chilometri all'ombra dei faggi.
Passiamo subito dall'edificio dell'infermeria delle cave, più avanti sulle pareti del Monte Uccelliera sulla destra ci sono grandi cespugli fioriti di Arabis alpina. A 04h 58' siamo a una curva con indicazione "stele", sulla destra è possibile raggiungere, in un paio di minuti, il Cippo Marcucci-Lorenzini, posto in posizione panoramica, che ricorda le vittime di un incidente aereo, avvenuto nel 1992, in questa zona. L'aereo era impegnato in una missione anti-incendio.
Scendiamo e in cinque minuti sulla sinistra (1164 m) si stacca un'ampia traccia sterrata diretta verso la zona di Colareta. Volendo evitare un po' di strada è possibile andare a Colareta e poi scendere ai sottostanti edifici di cava da cui si sale a recuperare il sentiero 140⇧ (vedi relativa escursione fatta in senso contrario). Noi proseguiamo per la strada e a 05h 10' troviamo uno stradello in salita, sulla destra, per la Casa del Colonnello. Poi passiamo per la zona di Porcigliola con vista, sulla sinistra, sulla zona di Colareta.
Scendiamo e a 05h 30' siamo a Bivio Cardeto (1040 m), qua un breve sentiero sale a recuperare il sentiero 140⇧/185 a breve distanza del bivio tra i due sentieri, il primo diretto a Casa Cardeto e il secondo al Rifugio Carrara. Dopo 10' arriviamo allo spiazzo parcheggio di Capanne Ferrari dove arriva il sentiero 140⇧ da destra.
[Il nome Capanne Ferrari deriva dal nome della ditta Ferrari che collaborava con l'organizzazione tedesca Todt nella costruzione della strada per Campocecina che aveva fini militari. Proprio in questa località però i lavori si interruppero e furono ripresi, lentamente, nel dopoguerra e furono terminati negli anni '60. Pochi metri prima del piccolo parcheggio dove arriva il sentiero 140⇧, si vedono, addossati alla roccia, i resti dei tetti delle costruzioni che servirono come alloggio dei lavoratori durante la costruzione della strada stessa e come deposito dei materiali.]
Adesso scendiamo per la strada e a 05h 46' ritroviamo il sentiero 140⇧ (964 m). Sulla sinistra scende una marmifera (con sbarra) per le cave di Canal d'Abbia e per Colareta. Sempre a sinistra c'è il modesto Monte Formica, alle pendici del quale c'è una casa in costruzione e mai terminata. Il sentiero 140⇧ scende verso destra, presso una mini stazione meteo, il luogo è molto panoramico sulla costa. All'inizio la discesa è abbastanza ripida poi si fa più tranquilla nel bosco. C'è da dire che sono stati tagliati arbusti e rovi che renderebbero difficoltoso progredire. I segni sono abbondanti.
A 06h siamo a un bivio nel bosco, forse con il vecchio tracciato del sentiero 184 che saliva dal cimitero di Gragnana per la Gabellaccia. Trascuriamo la traccia segnata che sale a destra e scendiamo con il nostro 140⇧. Segue un tratto ameno, ricco di primule in fiore, poi a 06h 10' c'è un tratto di ripida discesa tra alberi e arbusti, su terreno argilloso, da percorrere con attenzione.
A 06h 17' il tratto ripido termina e usciamo dal bosco a percorrere la Pianaccia. È questa una crestina di rocce e paleo ben segnata anche con alcune paline di legno, molto panoramica sulla costa, su Torano, Carrara e su Noceto e Castelpoggio. La terminiamo a 06h 36’ e dopo scendiamo ancora tra arbusti e ginestroni, per arrivare a 06h 45’ al bivio (679 m) tra il sentiero 140⇧ e il 193 (Carrara San Rocco-Monte d'Arma-Pianaccia). Poco prima una traccia in parte segnata porta a Gragnana, essa era parte del vecchio sentiero 184.
Proseguiamo sul 140⇧ che entra nel bosco a sinistra, inizialmente per tratto ripido, poi più ameno. A 07h arriviamo a una pozza frequentata dai cinghiali. Poi scendiamo per una zona meno boscosa, tra roccette e folta vegetazione e dopo 10' arriviamo a una rupe panoramica. Da essa si vedono Torano e i bacini marmiferi, Carrara e il mare.
Proseguiamo e più avanti attraversiamo un ravaneto di rocce grigie, il sentiero è in leggera discesa e piuttosto monotono. Sulla sinistra intravediamo in basso depositi di marmo e le cave di Crestola e di Calacatta, la cui visione ci accompagna a lungo.
Seguono tratti più ripidi e altri di leggera salita poi un tratto di bosco rado e a 08h 08' incrociamo uno stradello per Monte d'Arma. Lo attraversiamo e subito dopo ci sono vecchi abbeveratoi, scendiamo per ripidi tornantini e a 08h 28' siamo sulla strada asfaltata dove inizia il sentiero 140⇧. Saliamo a sinistra per la strada e in cinque minuti siamo alla Pesa di Pescina dove chiudiamo l'anello e terminiamo l'escursione.