DATA ESCURSIONE: 07/05/2023
Seguiamo la strada asfaltata fino alla località Freddaccia, dove si trova una casa con marginetta privata e, poco prima, una fontana. Subito dopo, sulla destra, c'è l'inizio dei sentieri 115 (diretto al Rifugio Forte dei Marmi e poi all'Alto Matanna) e 116 (diretto alla Foce di Petrosciana e poi a Fornovolasco). Ricordiamo che, dal 2020, per sostare in zona è necessario pagare un pedaggio di 3 euro e la macchinetta per l'esazione si trova proprio all'inizio del sentiero 115/116, sul lato sinistra della strada.
Noi continuiamo, in auto, per la strada comunale sterrata detta Stazzema-Gallicano (che in realtà si interrompe prima di Casa Giorgini). Essa, dopo circa 1 km, arriva alle "Scalette" dove inizia il sentiero 106 (Stazzema Scalette-Rifugio Forte dei Marmi). La strada è in buona parte sterrata e da percorrere con attenzione, poiché non è ben livellata e qualche roccetta può danneggiare l'auto. Presso l'inizio del sentiero 106 la strada si allarga (626m) e offre ampia possibilità di parcheggio. Più avanti essa è chiusa da una sbarra ed è possibile arrivare a piedi al bivio 106/116 dove si arriva anche con il 106. Oggi invece di seguire i sentieri 106 e 116 per Fonte Moscoso, come facciamo di solito, percorreremo una traccia alternativa che si inserisce nel sentiero 118 sotto Fonte di Moscoso.
Seguiamo quindi l'ampio sterrato diretto al bivio 106/116 e alla base logistica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Querceta. Siamo ben presto a una sbarra che chiude la strada che superiamo passando a destra rasente alla roccia. Adesso prendiamo a salire e alla prima curva (qualche segno rosso) seguiamo sulla sinistra (668m) una traccia non segnata, ma sempre evidente e non difficile. All'inizio, sulla destra, ci sono vecchie cave della locale ardesia immerse nella vegetazione. Il sentiero procede, nel bosco, a saliscendi, poi pianeggia o sale lievemente.
A 17' sulla sinistra c'è un vecchio rudere e 5 minuti dopo siamo a un bivio (680 m), a destra sale una breve traccia che recupererà poi il sentiero 118 (la percorreremo, in discesa, al ritorno). A 27' superiamo un canalino e subito dopo un altro. A 31' ci immettiamo nel sentiero 118 (Cardoso-Fonte Moscoso- Foce delle Porchette-Palagnana) che sale da Cardoso e proseguiamo verso destra in salita. Adesso saliamo per evidente mulattiera con tratti ripidi e a tornantini, di fronte abbiamo le pareti del Nona, a destra la zona del Procinto e a sinistra Forato e Panie. A 46' da destra, a una curva, arriva la traccia di cui abbiamo parlato. A 57' arriviamo a Fonte di Moscoso (796m). Qua c'è una struttura dell'acquedotto e una bella fonte di acqua freschissima, noi ci fermiamo qualche minuto.
Saliamo pochi metri e ci immettiamo, a sinistra, nel sentiero 116 (Stazzema-Foce di Petrosciana-Fornovolasco). Il tratto che ora percorriamo è comune ai sentieri 116 e 118 e a 01h 09' arriviamo a un bivio (829m): il sentiero 118 sale a destra diretto alla Foce delle Porchette (lo percorreremo al ritorno), mentre il 116, che seguiamo scende verso sinistra. Adesso il sentiero scende un poco fino ad alcune grotte che vediamo poco più in alto, scavate nelle pendici del Nona. Siamo sempre nel bosco, ora saliamo un poco e a 01h 18' siamo a un bivio: il sentiero 116 prosegue verso destra mentre a sinistra si stacca il 124A. Quest'ultimo è un raccordo tra il sentiero 116 e il 124 e passa dall'Alpeggio Colleoni dove si trova la casa omonima (oggi museo etnografico). Dietro noi abbiamo il Procinto, il Nona e il Matanna e davanti la cresta del Forato.
Continuiamo a salire per tratti semplici e a 01h 37' arriva da destra il sentiero 109 (Alto Matanna- Foce di Petrosciana) che proviene dalla Foce delle Porchette. Proseguiamo e in 5’ siamo alla Marginetta dei Fratelli Meccheri con icona marmorea della Madonna di Montenero del 1944 e fregio che ricorda i tre fratelli scomparsi tragicamente nel 1982. Qua c'è un bivio: il sentiero 124 (Foce di Mosceta-Foce di Petrosciana) va verso sinistra. Invece a destra sale per tornantini il sentiero 116 che seguiamo.
A 01h 48' arriviamo alla Foce di Petrosciana (966m). La zona è molto panoramica sul gruppo del Procinto da una parte e sul Croce dall’altra, è presente quella che sembra la base di un'edicola ormai perduta e molte indicazioni per sentieri e croci commemorative. È valico importantissimo tra l’alta Versilia e la Garfagnana sin da tempi remoti.
La Foce è oggi importante nodo di sentieri, il sentiero 116, che seguiremo, continua in basso, a destra e in discesa, verso Fornovolasco. Sempre in basso verso sinistra c'è il sentiero 131 (Foce di Petrosciana-Casa del Monte-innesto 130) da cui si può salire al Forato, da Casa del Monte. In alto invece sale il sentiero 110 (Foce di Petrosciana-Foce di Valli) alternativo per il Forato e Foce di Valli con l’indicazione anche della ferrata intitolata all’ingegner Renato Salvatori (110A), che si stacca dallo stesso poco più avanti.
Scendiamo per il sentiero 116 con tornantini che ci fanno perdere rapidamente quota e a 02h 08' arriviamo all'innesto (855m) del sentiero 137⇩ (Foce di Petrosciana-Il Termine) che percorreremo interamente. Subito superiamo un canalino roccioso tributario del Torrente Caraglione. Poi proseguiamo nel bosco a mezzacosta con vista, tra gli alberi, sulle Panie. Scendiamo costeggiando pareti rocciose e, a 02h 14', siamo a un canale roccioso che attraversiamo e riprendiamo a salire sempre con le rocce sulla destra. Poi il sentiero pianeggia o scende un po', superiamo un altro canale a 02h 27', poi saliamo su rocce con tratto ripido a 02h 40' per pochi minuti.
A 02h 45' siamo su un colle panoramico su Panie, Croce e Forato. Scendiamo un poco e dopo 5' costeggiamo rocce sulla destra per tratto a ghiaino da percorrere con piede sicuro. Dopo 5' cambiamo versante (zona di Colle Maschio) e vediamo numerose giunchiglie e asfodeli. A 03h siamo presso un grosso rudere cui segue, poco dopo, una casetta anch'essa ridotta a ruderi. Saliamo con qualche tratto ripido e a 03h 18' un tratto di salita è attrezzato con corda metallica, ma non è difficile. Proseguiamo nel bosco e superiamo diversi canali rocciosi e a 03h 37' arriviamo a una marginetta con immagine di terracotta della Madonna posta in loco nel 2019 da due persone di Palagnana (in precedenza c'era la dedica alla SS. Concezione del 1874 senza immagine sacra).
Lasciamo la maestà a sinistra e saliamo sulla sua destra, a tornantini, per il sentiero scavato nel bosco di faggi per tratti ripidi e faticosi. Poi il sentiero sale normalmente e a 04h 13' arriviamo alla Foce del Termine o Colle delle Baldorie (1132m). Sono presenti 3 cippi di confine con inciso G D T (Granducato di Toscana) e D M (Ducato di Modena), infatti qua c'era il confine tra l’alta Versilia appartenente alla Toscana e la Garfagnana Estense appartenente a Modena. Questa foce è importante nodo nella rete dei sentieri indicati da una palina. Il 135⇩ (Trassilico-Palagnana) sale a sinistra per Foce Pompanella e scende a destra per Palagnana. Il 137⇩ che abbiamo percorso e il 108 (Il Termine-Foce delle Porchette) che adesso seguiremo interamente. È presente anche una grossa marginetta con icona marmorea di un santo con Gesù Bambino ed un lupo, presumo sia San Francesco. Ci fermiamo per rifocillarci una decina di minuti e a 04h 25' riprendiamo il cammino.
Saliamo nel bosco seguendo il sentiero 118 e ne usciamo dopo un quarto d'ora (questo è il punto più alto dell'escursione a 1170 m). Il percorso è agevole e di fronte a noi vediamo la erbosa vetta del Monte Croce le cui pendici sono coperte di primule e di giunchiglie. Sulla destra c'è tutto il gruppo delle Panie e sulla sinistra il Piglione, il Prana, il Matanna e il Nona.
A 04h 45' arriviamo a un colle (le Prade) a quota 1161, qua sulla sinistra scende una traccia per Palagnana mentre sulla destra sale una traccia diretta alla vetta del Croce e un'altra scende. Proseguiamo e poco dopo troviamo un'altra traccia che sale alla vetta. Procediamo a mezzacosta per versante roccioso facile a percorrersi e in basso scorgiamo l'abitato di Palagnana con la chiesa di Sant'Anna. Lungo il sentiero numerose fioriture tra cui molte orchidee e globularie, sia la incanescens che la bisnagarica, inoltre sta iniziano la fioritura della violaciocca appenninica (Erysimum pseudohaereticum), endemismo apuo-appenninico.
A 05h 11' arriviamo all'inizio della traccia blu che porta in vetta mediante il percorso più frequentato, scendiamo scorgendo anche esemplari di ofride e poi entriamo nel bosco. Lungo questo tratto c'è una traccia (ometto a poca distanza) che in pochi minuti porta alla Buca di Bosi e poi a un manufatto in pietra dedicato alla Madonna delle Cime.
[Qua si trova un'icona marmorea della Madonna col Bambino e una lapide in pietra. La lapide, posta della sezione UOEI di Ripa di Versilia, il 17 settembre 1978, ricorda che qua c'era un presidio (tedesco) della Linea Gotica e auspica un futuro di pace. Infatti poco sotto c'è una buca di osservazione che guarda su Forato e relativa cresta e sul Corchia e le Panie.]
A 05h 19' siamo alla Fonte del Pallino (1084m). Il luogo è molto ameno e immerso nel verde della faggeta che scende dalle pendici del monte Croce, comunque la fonte che giustifica il nome è piuttosto scarsa di acque. Subito dopo iniziamo a percorrere la zona delle Scalette che permettono di superare una gola selvaggia che ci lasciamo sulla sinistra. Saliamo pochi metri e poi scendiamo, troviamo tre spezzoni di corda metallica utili con il fondo scivoloso. A 05h 23' c'è un altro tratto di corda a cui ne segue uno più lungo, dopo 5', che permette di scendere in sicurezza per un paio di minuti.
A 05h 32' finisce la zona di roccette e scendiamo in modo ameno verso la Foce delle Porchette (990m) dove siamo a 05h 44', anche questa è importante nodo di sentieri. Il sentiero 118 scende a sinistra Palagnana e, a destra, a Foce di Moscoso, ed è quello che adesso seguiremo. Il 109 a sinistra va all'Alto Matanna e a destra va a Petrosciana. C'è una bella marginetta con la Madonna col Bambino e con un altro piccolo forse San Giovanni.
Scendiamo per ampia mulattiera a voltoline dove prospera, non adesso, la genziana di Clusio. Poco dopo la fine delle voltoline, a 06h 05' troviamo sulla parete rocciosa una lapide dedicata alla Madonna di sotto gli organi di Pisa, ricordo del viaggio per trasportare quell’immagine sacra oggi conservata nel duomo di Pisa (il trasporto da Lombrici a Pisa nel 1225 nel corso di guerre tra Lucca e Pisa è comunque solo leggenda). Ricordiamo che su queste pareti rocciose umide prospera la pianta carnivora Pinguicula Mariae, un raro endemismo apuano che ama gli ambienti calcarei umidi e somiglia, vagamente, a una viola. Continuiamo a scendere e dopo 3' chiudiamo l'anello essendo al bivio tra i sentieri 116 e 118. A 06h 16' siamo di nuovo a Fonte di Moscoso e scendiamo con il sentiero 118. Scendiamo una decina di minuti e troviamo, a una curva (749m) con un masso, delle modeste indicazioni arancioni che indicano una traccia alternativa di discesa che recupera quella da noi percorsa questa mattina. La seguiamo per curiosità, scendiamo subito ripidamente per brevi tornantini con stinti segni.
A 06h 31' c'è una specie di fonte poi scendiamo a un canale umido e risaliamo per tratti piuttosto degradati. Proseguiamo per saliscendi e a 06h 46' ci innestiamo nel sentiero percorso in mattinata (680m). Dopo una decina di minuti recuperiamo la strada sterrata e a 07h 05' concludiamo l'escursione.