(LU-Stazzema) PRUNO - MARGINETTA ALTA COLLE DI FONDO (493 m) - RANOCCHIAIA (805 m) - MONTE ALLA TANA (895 m) - COLLE A IAPOLI (750 m) - PRUNO (ANELLO)
ATTENZIONE!!!
Si raccomanda di consultare sempre lo stato dei sentieri poco prima di intraprendere l'escursione (Voce Menù "Sentieristica") oppure, ancor meglio, di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri.

Località di partenza:

PRUNO (470 m)

Località di arrivo:

PRUNO (470 m)

Dislivello mt.:

520

Tempo totale:

04h 30'

Difficoltà

E

Punti di appoggio:

Pruno; Ranocchiaia

Rifornimento acqua:

Pruno; Ponte mediceo

Tratti ferrata:

No

Sequenza sentieri:

122◆vicoli di Pruno◆traccia per Colle di Fondo◆traccia per Ranocchiaia◆traccia per Monte alla Tana◆122

Tipologia percorso:

Il tratto Pruno-Colle di Fondo è evidente e non pone problemi. Il sentiero per Ranocchiaia è pure evidente senza fare deviazioni dal percorso. Da Ranocchiaia si segue un'altra traccia evidente che sale alla parte alta del borgo e a un trivio sale verso Monte alla Tana, questo tratto non è ben curato, ma si percorre senza difficoltà. Il resto è sentiero cai in buono stato.

Immagini del percorso (63)
Disclaimer
Descrizione itinerario
DATA ESCURSIONE: 18/06/2023

La strada da Ponte Stazzemese, superato Cardoso e Volegno, porta a un parcheggio sotto il borgo di Pruno.

[Pruno è un borgo medioevale ben conservato situato di fronte a Volegno. Di rilievo la Pieve di San Niccolò dell’XI secolo, costruita su una chiesa precedente del IX secolo, molto interessante è anche il ponte mediceo con edicola sul Canale Deglio, fuori del paese. Il paese è dominato dalla mole della Pania della Croce e, in particolare, dal Monte Forato. Possiede anche un ostello della gioventù.]

Il sentiero 122 (Pruno-Passo dell'Alpino) inizia di fronte al parcheggio (471m). Saliamo per tratto scalinato e in breve siamo su un vicolo, a sinistra il 122 passa presso i vecchi lavatoi e una fontana per poi uscire poco dopo dal borgo. Noi lo lasciamo e andiamo invece a sinistra passando sotto la locanda Il Poveromo. Poco più avanti saliamo verso sinistra per uscire dal borgo per tratto lastricato e panoramico su Forato, proprio di fronte, e su Nona, Procinto e Matanna a destra. In questo periodo molti escursionisti vengono a Pruno ad assistere alla doppia alba del Monte Forato, visibile nei giorni a cavallo del solstizio d'estate.
Saliamo e a 11' arriviamo all'ultima casa prima della quale c'è un tabernacolo con fontana. Prima della casa scendiamo, verso sinistra, per ampia traccia lastricata che può essere scivolosa. Questo tratto di mulattiera è stato rinominato Via dei Folletti per la gioia dei bambini con varie tappe dedicate a questi personaggi della fantasia. Scendiamo nel bosco per tornanti e a 16' troviamo il primo rudere poi fiancheggiamo un alto muro e un'altra costruzione e a 21' siamo al Ponte di Pruno. Questo è un bel ponte mediceo a schiena d'asino sul torrente Deglio con edicola marmorea (XIX secolo) dedicata a San Francesco. Prima del ponte una ripida salita porta all'Acquapendente (sentiero della Scala Santa che costeggia la Torre di Belen). Invece dopo il ponte a destra scende una mulattiera (segni SAV) che porta, in 3', al vicino Mulino del Frate di proprietà della Comunità Montana. Esso è centro didattico per conoscere la cultura della castagna e, a tal fine, è molto usato dalle scolaresche. È gestito dalla signora Silvia e dal signor Alessandro.
La traccia ben evidente che seguiremo unisce il Ponte con il Colle di Fondo dove intercetta il sentiero 117 (Cardoso-Foce di Valli-Piglionico). Saliamo fino ad alcune case ben sistemate (località Riscioli) e a 25' arriviamo al bivio (439m)(presenti indicazioni). Andando a sinistra si arriva alla cascata dell'Acquapendente. Proprio oltre il bivio c'è un consistente gruppo di ruderi tra cui una casa in parte costruita sulla roccia (abrì) che con la vegetazione è comunque poco visibile. C'è da dire che il complesso è sempre più pericolante con un muro che incombe minaccioso sulla sede del sentiero. Proseguiamo in salita passando presso altri ruderi a 33' e 36'. A 40' arriviamo presso una marginetta (493m) con immagine in ceramica della Madonna col Bambino (Scendendo in un paio di minuti arriveremmo alla marginetta di Colle di Fondo sul sentiero 117). Proprio di fronte alla marginetta è possibile accedere a un bel sentiero, anche se poco visibile per la presenza della vegetazione. Quindi saliamo pochi metri, tra gli arbusti, e siamo su questa evidente traccia che a destra continua con il segno di proprietà privata. Noi andiamo invece sulla sinistra evitando poi qualche deviazione che scende a sinistra.
A 49' siamo presso una baracca metallica e subito dopo arriviamo a una casa (530 m) presso la quale sale evidente una traccia che è quella che adesso seguiremo (dopo aver superato un cancelletto). Presumiamo che questa sia la Casa del Colle di Cima. Saliamo pochi metri e troviamo sulla destra un'altra costruzione a destra a qualche decina di metri dal sentiero. A 59' ci sono dei ruderi e subito dopo un gruppo di ruderi (Casolare della Fontana) (558m). Qua c'è un bivio: sulla sinistra (freccia rossa stinta) il sentiero va alla cascata dell'Acquapendente. Noi proseguiamo sull'altra traccia e subito saliamo per breve tratto ripido, poi tranquillo e poi salita per tornantini.
A 01h 14' il sentiero per un po' pianeggia per poi salire. A 01h 26' siamo presso un rudere che rimane a sinistra (650 m), qua sembrerebbe che una traccia vada a destra (forse ai ruderi di Casa Agostini cui si arriva da San Rossore). Questo dovrebbe essere il rudere della Casa di Deglio (690 m). Comunque flebili tracce, o presunte tali, ne incontremo altre a testimoniare un passato in cui questo territorio era pieno di vita e di attività. Il sentiero quasi pianeggia, salendo di poco. Poco avanti a 01h 46' c'è un'altra traccia verso destra che trascuriamo. Dopo 5' costeggiamo un rudere che rimane a sinistra (720 m) e poco dopo un gruppo di ruderi (724 m) dove ci attardiamo per qualche minuto, una delle costruzioni è parzialmente costruita a fianco della roccia (abrì).
Superiamo un modesto tributario del Deglio su massi e a 02h 05' siamo presso altri ruderi posti sul torrente con nicchia per un'icona ormai scomparsa. Presso quest'ultima costruzione c'è una lastra incisa che non abbiamo visto, ma altri massi incisi erano presenti sul percorso e anch'essi ci sono sfuggiti (Le incisioni testimoniano di una antichissima frequentazione di queste zone ricche di acque da parte dei Liguri-Apuani). Subito a fianco dei ruderi si trova un ponticello (735 m) che permette di superare il Canale di Deglio.
Il sentiero prosegue verso sinistra in salita. A 02h 15' siamo a un bivio segnato con frecce e segni rossi. Dobbiamo andare a destra in ripida salita fino ad arrivare ai primi terrazzamenti di Ranocchiaia che rimane sulla nostra sinistra. Adesso proseguiamo al meglio verso il piccolo borgo dopo esserci fermati a parlare con due contadini.
A 02h 28' siamo alle prime case (792 m) di Ranocchiaia. Questo è un vecchio alpeggio di Pruno con un borgo formato da diverse costruzioni per lo più ristrutturate in modo rispettoso usando i giusti materiali, il colore dominante è il grigio. Più in basso del gruppo di case c'è anche una piazzola per l'elicottero segnata da due grossi punti rosso-giallo. Il borgo è attraversato da un corso d'acqua (Fosso della Tricella) che andrà poi ad alimentare le vicina Cascate dell'Acquapendente e presumo che dal ruscello derivi il nome Ranocchiaia per la presenza di questi anfibi. Il luogo è incantevole, non è un borgo abbandonato e va rispettato e percorso con attenzione, non dobbiamo lasciare rifiuti, non dobbiamo bivaccare né schiamazzare.
Saliamo e a 02h 38' siamo presso il fosso che qua è facile guadare per la presenza di scalini. Invece a destra, presso un modesto tabernacolo in pietra con statuetta della Madonna, sale la traccia che andrà a recuperare il sentiero di raccordo che unisce il 122 (monte alla Tana) con il 124 (Rifugio la Fania). Questa traccia arriva poco dopo la Casa "Fatigada", noi invece saliremo per un'altra traccia che arriva all'inizio del sentiero di raccordo vicino al Monte alla Tana. (In una casa vicino a questo guado c'è un masso con iscrizione del 1547). Attraversiamo il fosso, andiamo a sinistra seguendo la traccia evidente che sale presso una casa che lascia a sinistra. In un paio di minuti siamo siamo a una casa panoramica presso due giganteschi pioppi. Andiamo alla costruzione sulla destra e di fronte a essa andiamo a sinistra per un vicolo che ci porta alla casa con scritto Rifugio Rocchetta e subito dopo attraversiamo un fosso su un ponte di legno. Ora prendiamo a salire e a 02h 45' siamo a un trivio (827m). La traccia in discesa verso sinistra va alla zona delle Rave. La traccia centrale che pianeggia è il sentiero privato per le Caselle (chiuso più vanti con cancello con lucchetto. Il sentiero che dobbiamo seguire è quello verso destra in salita.
A 02h 57' superiamo un canale e dopo 3' siamo a un rudere. Qua commettiamo un errore: invece di andare a destra per recuperare la traccia di raccordo tra 122 e 124 lunga una cinquantina di metri andiamo a sinistra. Seguiamo segni evidenti in ripida salita che ci portano sul crinale sopra i casolari di Monte alla Tana serviti dalla teleferica di Colle a Iapoli e dal crinale poi scendiamo a recuperare il sentiero 122, presso gli edifici stessi dove siamo a 03h 14' (il sentiero di raccordo si trova pochi metri oltre in salita). Ci fermiamo a rifocillarci e dopo un quarto d'ora riprendiamo il cammino. Adesso percorreremo il sentiero 122 fino a tornare a Pruno.
Scendiamo per sentiero, a volte su lastroni, avendo sulla destra un modesto tributario del del canale di Deglio. A 03h 37' siamo al ponte in località Le Caselle. Troviamo sulla sinistra un gruppo di case posto in posizione panoramica sulla Pania, questo è l’Alpe di Pruno, mentre sulla destra, passato il torrente, c’è l’Alpe di Volegno. Quindi la località era divisa tra i due borghi, e i due gruppi di case sono entrambi in posizione panoramica. Da rilevare che presso il secondo c’era l’antico rifugio Gaddi del Cai di Viareggio, atttivo dal 1937 al 1949. Invece nella parte prunese dell'alpeggio si stacca la traccia per Ranocchiaia a uso esclusivo dei proprietari di cui abbiamo già parlato. Scendiamo passiamo su un ponte e siamo, a 03h 45', presso una marginetta con una bella immagine originale dell'Immacolata Concezione del 1849 (è detta La Marcona e si trova a 800 m). Qua vengono lasciati in voto i fiocchi dei neonati, come succede per altre marginette. Dopo la marginetta una vecchia traccia non evidente porta all'alpeggio di Traversati.
A 03h 54' siamo a Colle a Iapoli (751m). Il luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto. Qua arrivano anche le auto per la strada asfaltata che rimane sulla destra e inizia dalla strada per Pruno, prima di arrivare al borgo. A sinistra invece una mulattiera porta all'alpeggio di Tiglieta e al Colle di Cavazzola. Inoltre qua partono delle teleferiche per il Monte alla Tana.
Noi proseguiamo sul 122 e subito troviamo un grosso contenitore per l’acqua per gli incendi boschivi. Scendiamo e in breve siamo a un’altra marginetta (Gesù morto in croce), a 735 m, con l’immagine (1851) sostituita da una copia in gesso. Scendiamo sopra un taglio di cava e a 03h 58' siamo sulla strada asfaltata che seguiamo in discesa verso sinistra. Poco dopo a destra c'è il rudere di un edificio addossato alla roccia (abrì).
Scendiamo per la strada e 04h 03' sulla destra si stacca un sentiero in salita per Fontana Donica e lizza Guidi. Invece a sinistra c'è un grosso edificio ben tenuto (680 m) presso il quale il sentiero scende a sinistra. Scendiamo e a 04h 10' arriviamo alla marginetta di in Cima alle Selve (635 m). Essa contiene una icona marmorea della Madonna col Bambino del 1990, che sostitisce l'originale del 1661 fatta fare da Bartolomeo di Pietro di Gregorio e trafugata da cialtroni avidi di denaro. Da destra arriva un'antica mulattiera da Volegno. Dopo 5' passiamo presso una costruzione che rimane sulla destra e a 04h 22' siamo a una bella casa nel bosco (532 m) cui arriva da destra un ampio stradello carrozzabile che proviene dalla strada asfaltata per Colle a Iapoli. Ricordiamo che prima di questa casa si staccano dal sentiero una traccia in cattivo stato per la Crepata e una per Piastrola.
Dopo 5' arriviamo presso la prima di due marginette dedicate a vittime dell'ultima guerra (Mario Guidi e Alberto Luisi). Siamo fuori dal bosco e il panorama è molto bello su Nona, Procinto e Matanna e su Pruno e Volegno. Sulla sinistra si stacca una traccia per Piastroia, un piccolo agglomerato di case panoramico su Forato e Procinto a 531 m.
Scendiamo e passiamo presso delle case e poi arriviamo a un'edicola con icona di marmo del 2018, qua sulla destra si va al vicino Ostello di Pruno. Scendiamo a sinistra passiamo da una fontana tabernacolo, lasciamo adestra un piccolo parco giochi poi scendiamo e siamo alla strada. A 04h 39' concludiamo l'escursione
Viste su mappa: Come arrivare e Itinerario
Da Seravezza si prosegue sulla strada provinciale per Castelnuovo Garfagnana, oltrepassata Ruosina (3,8 km), si prende la deviazione a destra per il fondovalle in direzione Stazzema.
Si arriva ad un bivio (6,2 km) che a destra porta a Stazzema, invece a sinistra porta a Cardoso che si raggiunge in pochi minuti (8,6 Km), da qua si continua verso Volegno e poi Pruno (9,8 km) dove c'è un parcheggio capiente.
Note
Questa escursione raggiunge il borgo di Ranocchiaia mediante un sentiero non segnato, ma evidente che inizia dal Colle di Fondo e percorre una zona di vecchi casolari ridotti a ruderi ricchi di iscrizioni rupestri. Per le possibili deviazioni rimandiamo al libro "Apuane segrete 2" di recente pubblicazione di Lapi e Ramacciotti.
Di interesse oltre a Ranocchiaia, vera perla apuana, ci sono Pruno e il suo Ponte Mediceo. interessanti i panorami su Forato, Porcinto, Nona e Matanna. Rimandando al libro citato l'escursione può essere allungata utilizzando la ricca rete di sentieri e tracce presenti in zona. Il sentiero per Ranocchiaia è evidente e in buono stato, senza punti esposti. La traccia per il Monte alla Tana non è ben tenuta e non ci sono indicazioni sul punto di inizio, ma il trivio è piuttosto evidente, in alto ci si può sbagliare come è successo a noi, ma l'errore è facilmente risolvibile conoscendo la zona. Il percorso è da evitarsi con neve e ghiaccio.