DATA ESCURSIONE:16/07/2023
La strada da Ponte Stazzemese, superato Cardoso e Volegno, quest'ultimo proprio di fronte a Pruno, porta a un parcheggio sotto il borgo di Pruno.
[Pruno è un borgo medioevale ben conservato situato di fronte a Volegno. Di rilievo la Pieve di San Niccolò dell’XI secolo, costruita su una chiesa precedente del IX secolo, molto interessante è anche il ponte mediceo con edicola sul Canale Deglio, fuori del paese. Il paese è dominato dalla mole della Pania della Croce e, in particolare, dal Monte Forato. Possiede anche un ostello della gioventù.]
Trovando il parcheggio completamente occupato lasciamo l'auto lungo la strada e in 1' siamo all'inizio del sentiero 122 (Pruno-Passo dell'Alpino). Esso si trova di fronte al parcheggio (463m) e sono presenti le necessarie indicazioni. Saliamo quindi alla scalinata che porta ai vecchi lavatoi e a una fontana. Salendo cominciamo a vedere Volegno e i monti che circondano Pruno. La scalinata diventa subito una strada pedonale che seguiamo verso destra, invece il sentiero 122 va verso sinistra (pochi metri avanti, su di esso, c'è una utile fontana). La strada pedonale passa sotto il bar-ristorante "il Poveromo", che è anche negozio di alimentari. Passiamo sotto un arco e seguiamo la strada verso sinistra in salita e subito dopo andiamo nuovamente a sinistra sotto un altro arco. Qua, a 5', si trova l'ingresso del Poveromo, proseguiamo per una ripida salita scalinata, con utile passamano, e con tratti panoramici sulle case circostanti, sul Monte Alto e sul Monte Sullioni. In breve ci troviamo a un bivio: a sinistra sale la traccia per il Pianello (spiazzo panoramico), e Piastrola, che percorreremo al ritorno. Essa è indicata da un segno del sole, infatti dal Pianello si può ammirare il fenomeno della doppia alba del Monte Forato, visibile nei giorni a cavallo del solstizio d'estate.
Noi proseguiamo verso destra aggirando il Pianello sul lato orientale. Questa traccia è in parte segnata con utili segni bianco-rossi, messi comunque in maniera da agevolare la salita e non la discesa, e in un paio di punti non sufficienti a capire quale sia il giusto percorso. Infatti perderemo un po' di tempo a esplorare per identificare l'itinerario corretto.
Il sentiero pianeggia, stretto, ma ben percorribile, tra coltivi, con bel panorama, sulla destra: dalla Pania, al Forato, Croce, Procinto, Nona e Matanna.
A 11' siamo nel bosco e dopo un paio di minuti siamo presso una casa abbandonata, ma non ridotta a rudere. Poco prima della casa si trova la deviazione verso sinistra ( 494m) che seguiamo e ci porta subito a un rudere sul quale si trova un segno bianco-rosso. Qua saliamo verso sinistra. E dopo qualche minuto, a una curva, sulla sinistra, a pochi metri dal sentiero, c'è una bella casa pensile in legno addossata a un albero.
Proseguiamo lasciando a sinistra una traccia per Piastrola (Apuane segrete dice che si incrocia il Sentiero dei Giganti (= massi erratici), ma non lo abbiamo notato anche perché l'erba è molto alta). Sulla sinistra ci sono muri di contenimento di terrazzamenti. A 16' verso destra ci sono alcune costruzioni, molte ridotte a ruderi, cui si accede con la continuazione del sentiero che abbiamo lasciato per salire a sinistra pochi minuti fa.
Saliamo ancora e a 21' siamo alla Casa al Cerro (555 m), edifici addossati tra loro e ridotti a ruderi. Qua la traccia sale evidente verso sinistra. Questa è la zona della Crepata (o Nella Crepata). Qua ci sono rocce, rupi, tentativi velleitari di cave, qualche rudere e qualche tratto aperto e panoramico. Riteniamo la Crepata un altro mirabile esempio di Apuane Segrete con il sentiero che la attraversa per lo più scalinato mediante la fatica degli antichi abitanti di Pruno per andare al lavoro nelle cave o salire agli alpeggi più alti.
A 32' siamo a una modesta edicola nella roccia sormontata da una improbabile agave. La piccola immagine marmorea è del 1896 e rappresenta la Madonna del Bon Consiglio, con il Bambino. Saliamo ancora e dopo 5' sulla destra su una rupe in alto si trova una prima lapide alla memoria di Pietro Barsanti, vittima del lavoro, posta da i suoi colleghi, soci della COECA. Proseguiamo per tratto scalinato e a 42' superiamo un tratto di ravaneto con ruderi sulla sinistra. Ci spostiamo verso destra e subito, a 46', siamo alla seconda lapide, questa di Michele Barsanti (1899-1958) anch'egli vittima del lavoro. A fianco c'è una pregevole icona di marmo della Madonna delle Grazie, posta da Silicani Silvestro fu Bernardo. Poco dopo percorriamo un ampio e breve cengione erboso con roccia liscia sulla sinistra. Poco dopo dovrebbe esserci un bivio per Tiglieta sulla sinistra presso due croci di ferro, ma non lo abbiamo visto.
A 50' passiamo facilmente per un ravaneto e ci troviamo in una vecchia cava con blocchi abbandonati e ormai invasa dalla vegetazione. Ci sono vecchie costruzioni di servizio (alcune in basso a destra) e presso l'ultima dobbiamo salire, a 56', verso sinistra (presente segno). Adesso il sentiero sale ameno nel bosco e in 5' siamo su una dorsale erbosa e panoramica sulla Pania (Colle di Cavazzola). Un provvidenziale segno ci dice che dobbiamo salire di fronte e poi spostarci verso destra e seguire la traccia che qua è piuttosto stretta.
A 01h 07' arriviamo a un bivio presso delle grotte che guardano la Pania e che si trovano poco più in alto verso sinistra. Verso destra scende il sentiero per Ranocchiaia, che pensiamo di percorrere in futuro, il quale passa dalla Marginetta di Santa Barbara. Noi invece andiamo verso sinistra diretti a Tiglieta.
[Ricordiamo che Tiglieta è un alpeggio dell’Alpe di Pruno. In zona furono attive cave di marmo cipollino, di color verde chiaro, dal XVI secolo fino agli anni settanta del XX. L'alpeggio si sviluppa tra i 700 e gli 800 metri di quota alla destra del Fosso delle Caselle. Per cercare di valorizzare l'area, l'Opera Pia Mazzucchi di Pruno realizzò una via sterrata che da Colle a Iapoli arriva a i casolari. A Tiglieta arrivano tracce di sentiero che la uniscono a Pruno e ad altri alpeggi della zona.]
La traccia sale lievemente, è un po' inerbita in questo periodo, con qualche rovo che promette male per il futuro senza manutenzione. Entriamo nel bosco e ben presto la traccia si allarga e coincide con lo sterrato proveniente da Colle a Iapoli. A 01h 20' sulla sinistra una traccia conduce alla sottostante casa con imposte rosse (Scardigli) in stato di abbandono, raggiungibile in pochi minuti. Proseguiamo per la traccia tra ruderi e strutture di cava a destra e ravaneti a sinistra.
A 01h 24' siamo a una fonte con a fianco un antro da cui sgorga un'aria freschissima, probabilmente esso aveva funzione di frigorifero naturale e, presumibilmente, è l'ingresso di una grotta di interesse speleologico. Andiamo un po' a sinistra e saliamo per tratto scalinato alla costruzione sovrastante cui arriviamo subito. Si tratta di un casolare in parte ristrutturato (Casa dei calzetti Rossi 1985) a quota 735 m con fontana e vigna. A sinistra del casolare un tratto scalinato sale alla vicina area di escavazione, caratterizzata da tagli verticali e da numerosi blocchi abbandonati. Qua subito sulla sinistra (01h 31') si trova il volto di donna scolpito nella roccia (o la donna nella roccia) (750m) su un blocco abbandonato in una vecchia cava. Questo volto che esce dalla roccia è opera dell'artista campano Angelo Gabriele Fierro (nato 1941) e dovrebbe risalire al 2008. Ci fermiamo qualche minuto poi torniamo alla casa e scendiamo per il sentiero normale che si stacca dallo stradello di Colle a Iapoli. In breve siamo sullo stesso che seguiamo in salita verso destra.
A 01h 46' siamo all'inizio dello stesso, sotto a Colle a Iapoli (740m) dove recuperiamo il sentiero 122. Poco sopra, dove termina la strada asfaltata, c'è uno spiazzo parcheggio e una teleferica per il Monte alla Tana. Il luogo è straordinariamente panoramico sulla Pania della Croce, sulla Cresta Pulita, Forato, Croce, Nona, Matanna e Procinto. A destra il sentiero 122 verso la vicina marginetta La Marcona e poi per le Caselle e il Passo dell'Alpino. Noi invece andiamo a sinistra e subito troviamo un grosso contenitore per l’acqua per gli incendi boschivi. Scendiamo e in breve siamo a un’altra marginetta (Gesù morto in croce), a 735 m, con l’immagine (1851) sostituita da una copia in gesso.
Scendiamo sopra un taglio di cava e a 01h 51' siamo sulla strada asfaltata (sempre sentiero 122) che seguiamo in discesa verso sinistra. Poco dopo a destra c'è il rudere di un edificio addossato alla roccia (abrì). Scendiamo per la strada e 01h 59' sulla destra si stacca un sentiero in salita per Fontana Donica e lizza Guidi e poco avanti c'è una fontana. Invece a sinistra c'è un grosso edificio ben tenuto (680 m) presso il quale il sentiero 122 scende a sinistra. Scendiamo percorrendo qualche tornante e a 02h 06' arriviamo alla marginetta di in Cima alle Selve (635 m). Essa contiene una icona marmorea della Madonna col Bambino del 1990, che sostitisce l'originale del 1661 fatta fare da Bartolomeo di Pietro di Gregorio e trafugata da cialtroni avidi di denaro. Da destra arriva un'antica mulattiera da Volegno.
Scendiamo ancora e a 02h 13' siamo presso una casa che rimane sulla destra. A 02h 20' siamo all'inizio di una evidente traccia per Piastrola (566m) subito dopo una delle tante croci ricordo presenti lungo il sentiero. Poco sotto si trova la casa ben tenuta dove arriva lo stradello carrozzabile che si stacca dalla strada per Colle a Iapoli. La traccia per Piastrola costeggia in alto la casa stessa ed è molto agevole a percorrersi. Dopo pochi minuti siamo a una casa in posizione panoramica con qualche spazio coltivato a orto. A destra in basso scorgiamo Pruno. Poco dopo siamo a Piastrola (Piàstrola) a quota 531 m, un piccolo agglomerato di case panoramico su Pania, Forato e Procinto, Nona, Matanna e Croce. Scendiamo per scalinata verso sinistra, andiamo a destra e troviamo una bella fontana con vaschetta in marmo.
Proseguiamo e a 02h 28' siamo nell'aia lastricata (540m) della casa abitata e dotata di vigneto ombreggiante. Qua ci fermiamo qualche minuto a parlare con il gentile signor Sirio che qua abita insieme alla moglie Zaira. Poi scendiamo per ripida traccia a tratti scalinata che scende presso il rudere davanti all'aia. Lasciamo una paina sulla sinistra e subito dopo a 02h 36' siamo a un'altra più grande e molto panoramica detta Pianello. La traccia prosegue sulla destra della piana e in breve entra nel borgo di Pruno.
A 02h 39' siamo all'ingresso del Ristorante Poveromo dove chiudiamo l'anello. Scendiamo per il vicolo principale e seguiamo le indicazioni per la chiesa di Pruno dove arriviamo a 02h 49' (458m). Essa è intitolata a San Niccolò ed è una bella pieve romanica del XII secolo costruita su una precedente di epoca longobarda (VIII/IX secolo) e poi ingrandita nel XVII secolo. Essa si affaccia su un ampio sagrato che funziona da belvedere sulla vallata. Sulla destra c'è il campanile in pietra alto 22 metri.
Dopo una breve visita lasciamo la chiesa, saliamo un po' e poi seguiamo una strada che ci porterà al parcheggio e alla strada principale. A 02h 57' siamo presso una marginetta sulla destra con icona di San Sebastiano e lapide ricordo di Alfredo Silicani morto ad Adua nel 1896. Proseguiamo e dopo pochi minuti, a 03h 02' concludiamo l'escursione.